Alcatel, risoluzione approvata in Commissione Lavoro – 10 giugno 2015   Leave a comment

Questo pomeriggio, la risoluzione presentata da Walter Rizzetto ed Aris Prodani ( AL ),, è stata votata all’unanimità dalla Commissione Lavoro, con parere favorevole del Governo, rappresentato dalla Sottosegretario Simona Vicari.
Dopo 2 sedute consecutive, durante le quali l’atto era stato tolto dall’ordine dei lavori per l’assenza del Governo, oggi, finalmente, si è arrivati alla votazione.
La consideriamo un buon risultato.
Non risolve, ovviamente, la questione. Ma l’unanimità della commissione Lavoro dà una forza decisiva – in termini politici – alle richieste di tutela dei lavoratori. Ora attendiamo i prossimi incontri istituzionali dove questa volontà possa concretizzarsi.

Di seguito il testo approvato.

La XI Commissione,
premesso che:
in data 15 aprile 2015, la multinazionale finlandese Nokia, produttrice di apparecchiature per telecomunicazioni, ha annunciato di aver acquisito, per 15,6 miliardi di euro, l’azienda franco americana Alcatel-Lucent. L’operazione è stata strutturata per far nascere un gruppo in grado di competere nei settori delle infrastrutture di rete, delle centraline e delle antenne per le comunicazioni cellulari a livello mondiale, con il colosso cinese Huawei e con quello svedese Ericsson;
in Italia, l’azienda ha la sua sede principale a Vimercate (MB), dove sono ospitati gli headquarter e i principali laboratori relativi agli apparati di trasmissione radio a microonde, mentre a Trieste è attivo uno stabilimento di produzione che occupa circa 850 dipendenti, di cui 320 lavoratori dipendenti di Alcatel-Lucent, circa 400 lavoratori in somministrazione provenienti da tre agenzie diverse e circa 100 lavoratori occupati in aziende di logistica e nella mensa; circa 400 dipendenti sono occupati nell’indotto, alle dipendenze  dell’azienda Mw-Fep di Ronchi dei Legionari (GO);
il sito in questione ricopre un ruolo strategico per il business dell’impresa, poiché produce tecnologie ottiche a livello mondiale con un altissimo livello di competenze specialistiche, e si teme, pertanto, la cessione dello stesso a delle multinazionali statunitensi, tra le quali Flextronics, che operano nella produzione di componenti elettronici e i cui siti produttivi hanno sede in Paesi dal costo del lavoro notoriamente inferiore rispetto a quello italiano;
in data 5 maggio 2015, è stata approvata all’unanimità dalla Commissione lavoro della Camera dei deputati, la risoluzione n. 8-00105, nella quale si è impegnato il Governo ad un intervento di politica industriale e al controllo sulle procedure dell’acquisizione di Alcatel-Lucent da parte di Nokia, al fine di difendere gli attuali livelli occupazionali e industriali presenti in Italia negli stabilimenti Alcatel-Lucent di Vimercate e Trieste;
il 13 maggio 2015, al Ministero dello sviluppo economico si è svolto un incontro tra le rappresentanze sindacali e i vertici dell’ Alcatel-Lucent nel quale questi ultimi hanno comunicato ai rappresentanti sindacali l’avvio della procedura di trasferimento di ramo d’azienda, da Alcatel Lucent Flextronics per la cessione di  attività dell’unità produttiva di Trieste alla multinazionale Flextronics; è stato inoltre reso noto che verrà aperto in Nord America uno stabilimento che realizzerà lo stesso prodotto che attualmente viene lavorato a Trieste. Si verrebbe, quindi, concretamente a minare la strategicità dello stabilimento triestino e, a fronte di tale rischio e della perdita dei posti di lavoro, è stato immediatamente annunciato lo sciopero per reparti e un presidio all’ingresso dello stabilimento;
lo stabilimento Alcatel-Lucent di Trieste è uno dei più rilevanti insediamenti di un territorio già colpito da una profonda crisi occupazionale e, pertanto, la sua chiusura non solo determinerebbe un danno economico a livello nazionale, ma renderebbe gravemente difficoltoso il riassorbimento degli ulteriori disoccupati che si determinerebbero in caso dismissione del sito, anche considerando le loro competenze altamente specialistiche,
è evidente la necessità di adottare urgenti provvedimenti affinché vengano salvaguardati, sia nel breve che nel lungo periodo, i posti di lavoro dello stabilimento della Alcatel Lucent di Trieste, tra l’altro, dichiarato strategico dalla proprietà dell’azienda, in un recente piano industriale firmato presso il Ministero dello sviluppo economico;

impegna il Governo:

a porre in essere ogni utile iniziativa volta a garantire che nell’ambito del trasferimento del ramo d’azienda della società Alcatel-Lucent che interessa lo stabilimento di Trieste siano salvaguardati i posti di lavoro di tutti i dipendenti del sito di Trieste, compresi i lavoratori che prestano servizio come somministrati e quelli impegnati nella logistica e nella mensa, e di quelli della collegata Mw-Fep di Ronchi dei Legionari, nonché siano garantiti i redditi dei lavoratori della Alcatel-Lucent di Trieste

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