Prodani, tutela del Terrano: necessario sostegno di tutte le istituzioni – Interrogazione dd 09 novembre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
-per sapere
-premesso che

il Terrano è un vino prodotto dagli omonimi vitigni tipici coltivati sui terreni del Carso triestino e di quello sloveno.

Nel “Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Controllata dei vini  “Carso” o “Carso-Kras”, per il  Terrano Classico DOC vengono indicate specificamente le aree di produzione all’art. 3 comma 3:  “ La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Carso” o “Carso – Kras” Terrano Classico” comprende in tutto o in parte i territori amministrativi dei comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino e Sgonico in provincia di Trieste”;

da articoli di stampa del 10 e dell’ 11 ottobre, pubblicati dal quotidiano Il Piccolo, si apprende che, in sede europea, la Slovenia abbia fatto valere la sua DOP (Denominazione di Origine Protetta) “Teran” e che, per tale motivo, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, abbia inviato una missiva, firmata dal Funzionario Emilio Gatto, con la quale viene invitato il Consorzio “DOC CARSO” ad individuare una denominazione alternativa a “Terrano” per il vino prodotto sul territorio triestino; con la stessa comunicazione è stata informata anche la Regione Friuli Venezia Giulia.

la lettera del Ministero comunica, in base all’art. 100 paragrafo 3 del Registro Ue, che in presenza di una DOP “Teran”, “(….) l’Italia non può legittimamente prevedere che il vitigno “Terrano” possa essere utilizzato per qualificare taluni vini Dop o Igp (indicazione geografica protetta)”e “(……)al fine di prevenire eventuali contestazioni da parte della Commissione Ue, la Regione è invitata a consultare i produttori interessati e il loro Consorzio, in modo da consentire agli stessi produttori di effettuare la scelta più appropriata per sostituire il nome del vitigno “Terrano” per le relative tipologie di vino”;

si apprende che la Slovenia abbia avviato nel 2004, in sede europea, le procedure per il riconoscimento della DOP “Teran” allo scopo di tutelare la propria produzione da quella croata;

a seguito della comunicazione del Ministero, come riportato dal quotidiano Il Piccolo, Edi Bukavec, segretario dell’Associazione Agricoltori Kmecka Zveza, a cui risultano iscritti la maggior parte dei viticoltori della provincia di Trieste, afferma che, a livello europeo, è tutelata solamente la DOC Carso che comprende anche il Terrano, ma non la specifica denominazione in senso stretto. La DOP slovena, dunque, porrebbe un serio problema per i produttori italiani. Bukavec conferma che, comunque, i viticoltori italiani e sloveni da tempo sono all’opera per attribuire la stessa denominazione al vino prodotto sia in Italia che in Slovenia;

difatti, già in un articolo del 2014, pubblicato dal quotidiano il Piccolo, veniva riportata la dichiarazione del Sig. Beniamin Zidarich, al tempo Presidente dell’Associazione Viticoltori del Carso, rilasciata in occasione dell’evento “Mare e Vitoska”, in cui affermava che i produttori italiani e sloveni stessero lavorando alla creazione di una DOC nuova per il Terrano prodotto nelle zone a cavallo del confine tra i due paesi;

secondo quanto riportato dalla stampa nei giorni scorsi ( Il Piccolo del 10 ottobre), emergerebbe che i produttori italiani e sloveni siano concordi nel perseguire l’istituzione di una DOC Transfrontaliera per il Terrano e per avviare il procedimento relativo al riconoscimento della denominazione;

il Presidente della Coldiretti Regionale, Dario Ermacora, avrebbe espresso le proprie preoccupazioni asserendo che, in caso di esistenza di una Dop per il Teran, si correrebbe il rischio di perdere la denominazione  Terrano come avvenuto in passato per il  Tocai;

secondo l’articolo del 14 ottobre pubblicato dal quotidiano Il Piccolo, il Ministro interrogato avrebbe promesso il proprio sostegno alla richiesta presentata dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l’istituzione di una DOC transfrontaliera;

in un articolo il 16 ottobre, pubblicato dal quotidiano il Piccolo, Silvia Bolognini, professore associato di Diritto agrario, docente di Diritto agro-alimentare e di Diritto agrario europeo del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine, consultata sulla questione, abbia espresso il proprio parere in merito alla richiesta slovena di denominazione “ Teran” ritenendola legittima dal punto di vista giuridico

lo scorso 31 ottobre, il quotidiano Il Piccolo informa dell’invio, da parte dei produttori e con il supporto delle principali associazioni di categoria, di una lettera indirizzata alla Regione Friuli Venezia Giulia con la quale si richiede di portare a termine il progetto della Doc transfrontaliera, apparentemente frenato dall’iniziativa del Governo sloveno. La proposta prevedrebbe un percorso di confronto che, partendo dai consorzi italiano e sloveno, coinvolgerebbe i ministeri dei due paesi nello studio di un disciplinare comune:

in una intervista pubblicata su Il Piccolo del 03 novembre, il Ministro Martina annuncia di aver inviato una missiva all’omologo ministro Sloveno Dejan Židan , oltre ad essere programmato per venerdì 06 novembre un vertice a Lubiana tra il segretario di Stato al ministero sloveno dell’Agricoltura Tanja Strnisa Strniša e l’ambasciatore d’Italia a Lubiana Rossella Franchini Sherifis.

– quali azioni, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia ed i produttori locali abbia intrapreso e abbia in programma nelle sedi opportune

– se intenda chiarire quale valore si debba attribuire alla comunicazione pervenuta dal Ministero con la quale veniva invitato il Consorzio “DOC CARSO” ad individuare una denominazione alternativa a “Terrano” per il vino prodotto sul territorio triestino

– quali azioni abbia disposto per verificare la percorribilità della denominazione transfrontaliera che unisca i produttori italiani e sloveni di Terrano;

– se intenda confermare l’impegno di sostenere in sede europea la creazione di una DOC Transfrontaliera, quali siano i tempi previsti per l’inizio dell’iter per il riconoscimento e se ritenga fornire informazioni relative al procedimento di approvazione.

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