Archivio per 15 aprile 2016

Ferriera, analisi dei terreni: rischio sanitario? – Nota stampa 15 aprile 2016   Leave a comment

Questa mattina è stata convocata da Aris Prodani una conferenza stampa con oggetto la richiesta di pubblicazione degli esiti delle analisi effettuate da ArpaFVG per conto di Azienda Sanitaria e Comune di Trieste sui campioni di terreno superficiale ( Topsoil ) prelevati nelle 3 aree della Pineta di Servola, di Via Cossetto e di Piazzale Rosmini.

Tali risultati, già richiesti più volte dal deputato triestino, ed in possesso degli enti sopracitati da qualche settimana, mostrerebbero valori preoccupanti di benzo(a)pirene – categoria 1 dei cancerogeni come classificati dallo Iarc – in particolare sui campioni prelevati in Piazzale Rosmini, come emerso da alcune anticipazioni.

In merito all’origine dell’inquinante, non è da escludere una probabile correlazione con i valori di benzo(a)pirene registrati negli ultimi mesi dalla centralina di Via S.Lorenzo in Selva situata nei pressi della Ferriera: un’analisi approfondita può determinare con certezza l’origine emissiva della sostanza.

Durante l’incontro, Prodani ha posto l’accento sulla necessità e sull’urgenza di promuovere in tempi brevi una campagna di monitoraggio delle aree (giardini pubblici, giardini scolastici, ricreatori, etc.) incluse tra San Vito e Borgo San Sergio, che vedono, in particolare, una quotidiana frequenza di minori. Conseguentemente, dovrà essere programmato un piano di immediati interventi finalizzati alla tutela della salute pubblica e alla salubrità degli spazi interessati.

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Stabili di Via Margherita – Lettera alla Provincia 15 aprile 2016   Leave a comment

Gent.
Presidente Provincia di Trieste
Maria Teresa Bassa Poropat

Oggetto: stabili di Via Margherita

Gent.le Presidente,
In occasione dell’incontro che aveva avuto la cortesia di accordarmi, aveva manifestato la disponibilità di valutare una serie di richieste di interventi, compatibilmente con le risorse disponibili, che i residenti degli stabili di Via Margherita 4, 4/1, 4/2 e 4/3 avrebbero potuto avanzare.

Alla luce dell’età media degli inquilini e alla loro potenziale esposizione e vulnerabilità, la richiesta di ripristino della funzionalità dei cancelli di accesso agli stabili in questione e la conseguente possibilità, attualmente impedita, di un eventuale accesso di mezzi di soccorso, dovrebbe avere una certa priorità. Le sollecitazioni in tal senso, rimaste inascoltate nel corso degli anni, hanno portato ad una recente denuncia della situazione esposta alle Autorità competenti.

Gli inquilini in questione, lamentano una serie di carenze manutentive sia degli spazi comuni ( infiltrazioni coperture e condizioni dei poggioli ) che di quelli interni, per i quali si richiede una verifica delle condizioni. Si richiede, altresì, il ripristino della funzionalità della fornitura dell’acqua comune negli stabili al numero civico 4/1 e 4/2.

Gradirei un chiarimento rispetto alle richieste, avanzate da alcuni condomini, di ottenere in affitto alcuni alloggi attualmente sfitti nelle condizioni manutentive attuali, concordando modalità e tempistiche della loro messa a norma e scomputando i costi dai canoni di locazione. Modalità che sembrerebbe essere in passato stata già utilizzata.

Gli stabili di Via Margherita rientrano nella lista degli immobili non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali e suscettibili di valorizzazione e/o dismissione, come risulta dal Documento Unico di Programmazione della Provincia di Trieste, approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n.57 del 22/12/2015. Viva preoccupazione desta la prossima soppressione dell’Ente, in virtù del riordino del sistema delle Autonomie locali, in conseguenza del quale il patrimonio provinciale dovrà essere trasferito ad altra Istituzione.

Si ravvisa la necessità, quindi, che venga puntualmente verificata l’attuale condizione degli stabili, che venga fornita copia delle documentazioni richieste ( copia contratti locazione e “verbali di consegna”) come da precedente istanza del 15 maggio 2015 dello Studio Bernot e che siano informati gli inquilini di ogni passaggio delle proprietà e delle successive destinazioni.  

Risulta a tal fine evidente che sarebbe opportuna una definizione chiara, con l’Ente ricevente, della finalità abitativa degli stabili ed un definitivo chiarimento rispetto all’iter amministrativo relativo alla proprietà dei condomini, oggetto di attesa di pronuncia da parte degli organi competenti.

Anche alla luce del sopralluogo effettuato il 13 aprile scorso dall’Assessore De Francesco, e certo di un Suo interessamento, in attesa di un cenno di riscontro Le invio i miei più cordiali saluti.

Aris Prodani

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Medaglie “Albo d’Oro” – Interrogazione al Ministero della Difesa – 13 aprile 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della Difesa

Premesso che:

Per sapere:

Nel corso della presente Legislatura, in data 21 maggio 2015, è stata votata in prima lettura, alla Camera dei Deputati, la Proposta di Legge A.C. 2741 “Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale”. Il testo, che ha quale obiettivo la riabilitazione del personale militare italiano condannato alla pena capitale nel corso della prima guerra mondiale per la violazione di talune disposizioni previste dell’allora codice penale militare, è stato assegnato alla IV Commissione Difesa del Senato che, lo scorso 09 dicembre 2015, ha stabilito l’organizzazione di una serie di audizioni.

Durante la seduta n. 432 del 21 maggio 2015, l’interrogante ha depositato l’ordine del giorno n. 9/2741-A/1  accolto come raccomandazione dal rappresentante del Governo Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa, che impegna il Governo, in occasione delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, ad onorare la memoria di tutti i caduti in guerra a prescindere dall’epoca e dalla divisa indossata. In particolare, restituendo alla verità anche vicende completamente dimenticate dalla storia e oscurate dalla propaganda, come la morte dei circa 30mila nativi del Tirolo, del Litorale e della Valcanale ( attuali Trentino Alto Adige – SudTirol e Friuli Venezia Giulia ) allora appartenenti all’Austria, che combatterono dal luglio 1914 con le divise delle forze armate austriache ed austro ungariche.

La storia e le storie di questi soldati, per buona parte avi dei cittadini italiani attualmente residenti nei citati territori, è stata tenuta in sordina e nascosta dalla propaganda politica, già dall’Italia parlamentare del 1918 ma ancora di più dal successivo regime fascista, che del mito della “Vittoria mutilata“ e di Vittorio Veneto fece dei cavalli di battaglia ideologici, ommettendo volutamente il racconto di questi avvenimenti. Successivamente, la storiografia ufficiale italiana ha proseguito la narrazione classica, restando legata ad una visione “patriottica” e “liberatrice”, spesso trascesa in un vero e proprio nazionalismo assimilatore, atta ad esaltare l’epopea dell’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale e continuando a trasmetterne i miti. Solo negli ultimi anni si è assistito ad un approfondimento delle “storie nascoste” grazie ad una maggior attenzione ed una diversa sensibilità di ricerche storiche e pubblicazioni, quasi tutte ad opera di eredi di quei 100.000 uomini che risposero alla chiamata dell’Imperatore Francesco Giuseppe e condannati alla “damnatio memoriae”.

Lo scrivente, in data 23 ottobre 2015 ha depositato l’interrogazione n. 4-10859 al Ministro della Difesa ed al Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo con la quale ha richiesto al Governo di adottare dei provvedimenti, di concerto con le Regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige/Sud Tirol, per incentivare lo studio e le ricerche dei documenti relativi ai fatti accaduti nei territori divenuti italiani, al fine di iniziare un processo che miri a riportare la dovuta dignità a tutti i reduci ed i caduti della prima guerra mondiale, senza i filtri di verità nascoste.

Risulta evidente come il centenario dal Primo conflitto rappresenti una grande occasione per infrangere il muro di silenzio e di omissioni che per troppi anni ha relegato il ricordo di quegli avvenimenti prevalentemente agli ambiti familiari, negando la possibilità di un riconoscimento ufficiale.  

Lo scorso 24 maggio 2015, presso il Sacrario di Redipuglia ( Go ), in occasione del Centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, sono stati ricordati i caduti con la lettura dell’Albo d’Oro e con la consegna di una Medaglia ai familiari dei caduti che ne hanno fatto richiesta.

Come indicato dal sito http://www.albodorograndeguerra.it, le occasioni di  commemorazione nominativa dei Caduti si sviluppa nell’ arco temporale dal 24 maggio 2014 al 04 novembre 2018, con la consegna ai Familiari della Medaglia Ricordo in ferro raffigurante, da un lato, il Logo del Governo per il Centenario della Grande Guerra, e dall’altra la statua presente nel Cimitero degli Eroi di Aquileia, su cui viene inciso il grado, cognome e nome del Caduto. L’Albo d’Oro e la medaglia, come comunicato dal sito internet della Regione FVG, sono iniziative patrocinate dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Ministero della Difesa, con le associazioni d’arma e con il Military Historical Center (MHC) di Udine.

Il citato sito riporta che “l’Evento di ricordare ogni Caduto della Grande Guerra nella Regione Friuli Venezia Giulia nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio è legato alla memoria nazionale dell’Unità d’Italia. Nel Centenario della Grande Guerra 2014-2018 nelle Cerimonie delle Associazioni d’Arma verranno citando tutti gli iscritti nell’Albo d’Oro, 529.025 Caduti, dando una prova di riconoscenza verso le Forze Armate ed verso di contributo di sangue dato da tutte le famiglie italiane sulla nostra terra per l’unificazione della Patria. La Commemorazione del luogo della Memoria di ogni singolo Soldato Caduto è la testimonianza storica della loro vita che appartiene ad ogni Famiglia come percezione tangibile che la loro storia è nella storia dell’Unità d’Italia.”

La Legge della Regione FVG 4 ottobre 2013, n. 11 “Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima Guerra mondiale e interventi per la promozione delle commemorazioni del centenario dell’inizio del conflitto, nonché norme urgenti in materia di cultura” all’Art 1. recita: “Al fine di sostenere la crescita di una cultura della pace e della pacifica convivenza tra i popoli la Regione promuove la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico culturale e ambientale attinente ai fatti della Prima guerra mondiale, ricordando e onorando le vittime militari e civili di ogni schieramento e nazionalità.” A parere dell’interrogante, i testi riportati dall’home page del sito http://www.albodorograndeguerra.it non risultano centrare gli obiettivi della Legge Regionale: più che sostenere la crescita della pace e della convivenza sembrerebbe che la comunicazione resti nell’alveo della storiografia tradizionale, esaltando i concetti di “patria” e unità nazionale “.

Una mail diffusa nelle settimane scorse dal Coordinamento Albo d’Oro, nell’informare di un evento organizzato in collaborazione con la Regione FVG previsto a Trieste per il 16 aprile 2016, comunica che, durante l’appuntamento, “saranno consegnate le Medaglie Commemorative dalle Autorità Istituzionali alle famiglie dei Caduti sia con il Regio Esercito sia con l’Esercito Austro-Ungarico”.

Nei giorni scorsi, l’interrogante ha rivolto una serie di richieste di chiarimenti alle parti promotrici dell’iniziativa.

L’Associazione Albo d’Oro, per quanto riguarda le informazioni da riprodurre sulle medaglie, ha confermato l’impossibilità di verifica dei dati forniti dai famigliari delle vittime con divisa austriaca ed austroungarica in quanto gli elenchi dei caduti austriaci non sono nella disponibilità italiana; mentre, in merito alla Medaglia, alla domanda se si fosse previsto, oltre al logo governativo ufficiale stabilito per le celebrazioni del Centenario, si fosse pensato a un immagine differente dall’attuale, sull’altra faccia, ( che attualmente riproduce la statua del Cimitero degli Eroi di Aquileia ), adatta all’occasione di cui sopra, visto che verrebbe consegnata ai parenti di soldati caduti con una uniforme diversa dall’italiana combattendo per il proprio paese ( un simbolo di pacificazione, che potesse accomunare le diverse storie senza  prevaricare o forzare le memorie, sarebbe stato, a parere dell’interrogante, opportuno), l’Associazione ha confermato che non siano state previste differenziazioni, e coloro i quali desiderassero ricevere la Medaglia possono farne richiesta, mentre coloro che non reputassero la medaglia adatta a commemorare i propri caduti, possono esimersi dal richiederla.

Successivamente al colloquio intercorso, durante il quale lo scrivente ha fatto osservare come i testi proposti dal sito http://www.albodorograndeguerra.it/ non fossero proprio corrispondenti alla finalità della Legge Regionale di riferimento e fosse assente un rimando alla possibilità di richiedere la Medaglia Commemorativa anche per i caduti con la uniforme austro ungarica, è stata inserita la seguente dicitura “La Medaglia Commemorativa è anche per i Caduti Austriaci di lingua Italiana che hanno perso la vita con il “Kaiserlich und Königlich” per ricordare alle loro Famiglie il loro sacrificio in una visione di Europa Unita e per un messaggio di Pace tra i Popoli.”  Lo scrivente si  rammarica far notare che, nonostante le osservazione siano state prese in considerazione, il testo inserito riporti delle gravi inesattezze alle quali sarebbe necessario porre rimedio.

Una lettera è stata, lo scorso 7 aprile 2016, inviata anche all’Assessore alla Cultura, Sport e solidarietà della Regione Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti ed alla Presidente della Regione Debora Serracchiani, per la quale  si è in attesa di risposta.

La complessità degli eventi storici che hanno attraversato in particolare alcuni territori, dovrebbero, a giudizio dell’interrogante, tenere conto di sensibilità che potrebbero addirittura non essere comprese agli occhi di chi ne ignori le dinamiche. Ma proprio dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in accordo con tutte le istituzioni interessate, dovrebbe partire un’opera di riconoscimento della realtà storica che restituisca dignità a tutti i protagonisti del nostro passato: onorare la memoria di tutti i caduti nella Grande Guerra attraverso un riconoscimento simbolico e la partecipazione delle famiglie, soprattutto dei giovani, che hanno avuto un proprio congiunto tra i soldati morti nella carneficina della Prima Guerra Mondiale è un segno importante e doveroso nei confronti di chi ha perso la vita per il proprio Paese, prescindendo dal colore della propria uniforme.

– Se il Ministero interrogato sia a conoscenza di quanto esposto

– Se il Ministero della Difesa, in occasione delle celebrazioni per il Centenario, intenda dal luogo al contenuto dell’ordine del giorno accolto 9/2741-A/1 ,  in particolare nei territori passati al Regno d’Italia al termine della Prima Guerra Mondiale

– Se il Ministero, in qualità di soggetto patrocinante le iniziative proposte dal Comitato Albo d’Oro, intenda promuovere, di concerto con la Regione FVG, la proposizione di un riconoscimento per i discendenti delle vittime della Prima Guerra Mondiale che abbia l’obiettivo di unificare le diverse sensibilità e le diverse memorie, onorando tutti i caduti, senza distinzione di divisa

– Se il Ministero intenda promuovere, di concerto con le istituzioni interessate, delle iniziative finalizzate ad incentivare lo studio e le ricerche dei documenti relativi ai fatti accaduti nei territori divenuti italiani, al fine di iniziare un processo che miri a riportare la dovuta dignità a tutti i reduci ed i caduti della prima guerra mondiale, in particolare a quanti, nativi e residenti del Litorale, del Tirolo e del Val Canale, combatterono e perirono indossando la divisa del proprio Paese.

 

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