Raccordo Ferroviario Gorizia – Nova Gorica – Interrogazione Ministero dei Trasporti 27 aprile 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Prodani

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Per sapere – premesso che –

La ferrovia Nova Gorica-Gorizia è una linea ferroviaria internazionale, il cui traffico è disciplinato dalla “Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Slovenia concernente l’esercizio del servizio ferroviario attraverso la frontiera di stato” del 22 maggio 1995 e, conseguentemente, la circolazione dei treni è regolata dal Regolamento Circolazione Treni Rete Ferroviaria Italiana (R.F.I.), dal Regolamento Segnali R.F.I. per il tratto Gorizia C.le – Confine di Stato e dal Regolamento Segnali S.Ž. (Signalni Pravilnik) per la tratta Confine di Stato – Nova Gorica nonché nella stazione di Nova Gorica;

in data 11 novembre 2013, durante l’Assemblea del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT GO) comprendente i Comuni di Gorizia  ed i comuni sloveni di Nova Gorica e  Šempeter-Vrtojba è stato approvato il progetto per la rivitalizzazione del “Nodo Ferroviario GORIZIA – NOVA GORICA – ŠEMPETER-VRTOJBA”, volto a favorire, in un contesto coerente e coordinato, “sistemi di trasporto sostenibili nel campo del trasporto delle merci al fine di un rilancio economico dell’area e per le strutture intermodali ferroviarie dello scalo Sdag-Vrtojba, attraverso la realizzazione di una serie di interventi infrastrutturali:

a) due raccordi ferroviari, dette “lunette”, destinati a completare il collegamento tra la rete ferroviaria italiana e quella slovena (in territorio italiano: lunetta in uscita dalla linea Gorizia Nova Gorica con direzione Monfalcone – linea n. 14 RFI; in territorio sloveno: lunetta in uscita dalla linea Gorizia-Nova Gorica con direzione Sežana – linea n. 70 SŽ);

b) armamento a semplice binario parallelo alla linea Trieste-Monfalcone fino all’innesto col nuovo raccordo, circa 800 metri, per la sosta dei convogli merci, tipologia “Ro-La” inclusa;

c) degli impianti di trazione elettrica nei tratti di raccordo tra la linea Gorizia – Trieste e l’autoporto fino al Confine di Stato;

d) collegamento diretto (armamento ferroviario e inerenti apparecchi) tra lo scalo intermodale in area autoporto SDAG e le linee slovene che si sviluppano dalla vicina Stazione di Vrtojba. Trattasi di circa 700 metri di binario con un ponte in ferro (di circa 35 metri) a scavalcare la viabilità locale del Comune di Šempeter-Vrtojba;

e) prolungamento di circa 150 metri per armamento ferroviario a raso di n. 2 binari di sosta e scarico tradotte in area SDAG;

f) uno studio di fattibilità per uno scalo merci sul versante sloveno con innesto prima del ponte in ferro in analogia a quello esistente nell’autoporto SDAG;

g) apparati di sicurezza da installare sulle strutture ferroviarie dello scalo intermodale, collegate ed integrate agli analoghi impianti adottati dalle ferrovie italiane e slovene.

In data 2 novembre 2015, Il Consiglio provinciale di Gorizia  ha approvato il documento “L’integrazione metropolitana (transfrontaliera): il progetto Adria-a, il progetto Tip, il valico ferroviario di Gorizia-Nova Gorica” redatto e proposto dal Presidente della Commissione Provinciale Trasporti e Logistica di Gorizia, Fabio Del Bello, e firmato da tutti i gruppi politici presenti in Consiglio; nel citato documento, richiamando un ordine del giorno simile approvato nel 2013, si indica “come azione prioritaria l’inserimento nei documenti programmatici, della Regione Friuli Venezia Giulia, del nodo ferroviario di Gorizia, affinchè venga sostenuto verso il governo italiano e sloveno per la sua futura realizzazione, anche attraverso finanziamenti comunitari. Un tanto anche al fine di creare le condizioni per realizzare una piattaforma logistica transfrontaliera che, avvalendosi delle strutture della SDAG e della stazione confinaria di Vrtojba, possa proporsi come snodo trasportistico nelle relazioni Est-Ovest di spiccata valenza intermodale (affiancamento di autostrada e ferrovia) anche idoneo a fungere da retro porto alla portualità nord adriatica italo slovena”;

in un articolo del 10 novembre 2015  del quotidiano Il Piccolo, in merito al Consiglio provinciale succitato, il Presidente della Commissione Provinciale Trasporti e Logistica di Gorizia, Fabio Del Bello, ha dichiarato che «il programma Italia Slovenia non ha considerato prioritario tra i propri obiettivi strategici la tematica infrastrutturale dei trasporti e dunque non ha inserito l’obiettivo tematico 7 “promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete” del Reg. Ce 1303/2013. Inoltre la programmazione regionale non sembra considerare strategico il nodo ferroviario di Gorizia/Nova Gorica che risulta anche ignorato dalla programmazione slovena. Ora il documento dovrà essere utilizzato dalla Giunta provinciale di Gorizia in numerosi incontri ovviamente anche con gli sloveni: per l’ottenimento dell’obiettivo (rendere multimodale il valico goriziano, la più agevole Porta d’Italia), si dovrà concertare una strategia interistituzionale. Come si è già detto, la politica isontina e regionale ha in questo maxiobiettivo un autentico banco di prova più pregnante di qualsiasi altro atto attinente all’amministrazione ordinaria»;

 

in data 5 aprile 2016, sul quotidiano Il Piccolo, si apprende della missione tenutasi a Bruxelles “tra i massimi vertici europei, il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, ricevuto insieme ai colleghi di Nova Gorica, Matej Arcon e di Sempeter Vrtojba, Milan Turc e al direttore del GectGo, Sandra Sodini.  L’obiettivo dell’iniziativa è la ricerca di finanziamenti per poter realizzare l’opera transfrontaliera di collegamento fra le linee ferroviarie italiane e slovene e il progetto è stato al centro delle riunioni con la competente Commissione Europea ma anche con i massimi vertici del Comitato delle Regioni, ovvero il presidente, Markku Markkula e il segretario Jiri Burianek”;

in data 9 aprile 2016 sul quotidiano Il Piccolo si legge “il Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo, Michael Cramer, ha inserito il nodo ferroviario Gorizia – Nova Gorica tra i missing link, ossia i collegamenti ferroviari transfrontalieri mancanti del continente (…) nonostante questa stelletta, le opere previste dalla progettazione non hanno trovato copertura finanziaria nell’ambito del Programma per la Cooperazione transfrontaliera Italia – Slovenia 2014 – 2020. Non solo. Documenti e dichiarazioni programmatiche in Italia e in Slovenia sembrino non occuparsi del rilancio del nodo ferroviario goriziano, inibendo di conseguenza il ricorso ai fondi europei”;

in data 11 aprile 2016, sul quotidiano Il Piccolo di Trieste è stato pubblicato un articolo nel quale il Gect Go rilevi come si stia rafforzando la tratta Tarvisio-Udine-Cervignano-Ts, a discapito della tratta Nova Gorica – Gorizia;  dalla medesima fonte stampa si evince come “la Regione e lo Stato stiano, infatti,  investendo ingenti risorse nel corridoio Adriatico-Baltico: 60 milioni per il nodo di Udine, 50 milioni per Capo Marzio e altre cospicue risorse per il rafforzamento della rete Pontebbana tra Udine e Tarvisio; ciò è dovuto non solo a una scelta strategica sopportata dai dati di traffico e di domanda, ma anche dalla considerazione che tali interventi incidono sulla rete prioritaria disegnata dall’Unione Europea. Tali azioni sarebbero determinate principalmente per dare seguito al disegno dei corridoi mediterraneo e baltico adriatico disegnato dall’Ue su cui insistono ingenti traffici merci che garantiscono le relazioni per centinaia di imprese operanti sui mercati interni ed esterni all’Ue”;

in data 17 aprile 2016, sul quotidiano il Piccolo si legge di un incontro tra i dirigenti dell’autoporto di Gorizia e il commissario dell’Autorità portuale di Trieste Zeno D’Agostino, sul potenziamento del polo logistico intermodale e transfrontaliero di Gorizia-Sempeter Vrtojba che, in rete con le altre piattaforme logistiche, porti e interporti della Regione, attraverso la connettività delle linee nazionali ed internazionali, porterebbe Gorizia ad essere il secondo, irrinunciabile valico verso l’Est Europa. La realizzazione delle lunette fra Gorizia e Nova Gorica, si apprende sempre dall’incontro, consentirebbe alla zona di uscire dall’isolamento con un beneficio sui traffici dell’autoporto e lo sviluppo non solo del traffico merci, ma anche di quello passeggeri. La direttrice del Gect Sandra Sodini e il responsabile (neonominato) nell’assemblea del Gect per il sistema ferroviario Alessandro Puhali hanno affermato in merito che : «Il nodo ferroviario di Gorizia-Sempeter Vrtojba per un vero rilancio economico necessita della realizzazione dei raccordi ferroviari, le “lunette” su cui è innestato il sistema intermodale, in modo da consentire l’ingresso bidirezionale dalla linea Gorizia-Monfalcone in territorio italiano e Nova Gorica-Lubiana in territorio sloveno», hanno spiegato, con dovizia di riferimenti, Entrambi hanno evidenziato i benefici economici nei trasporti Est-Ovest che ne deriverebbero per l’intera Regione Friuli Venezia Giulia-:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se intenda, per quanto di sua competenza, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia e il  Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, perseguire sforzi di coordinamento tra Italia e Slovenia finalizzati ad individuare le soluzioni più opportune per completare il succitato corridoio ferroviario orizzontale;

se  intenda intervenire in accordo con il governo Sloveno, in sede comunitaria, al fine di proporre iniziative mirate a completare il nodo ferroviario Nova Gorica-Gorizia.

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