Archivio per 29 aprile 2016

Revisione AIA e chiusura area a caldo – Interrogazione Ministero Ambiente 29 aprile 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello Sviluppo Economico

Per sapere – premesso che:

la Ferriera di Servola (Trieste) è uno stabilimento industriale dedito principalmente alla produzione di ghisa, destinata ai settori metalmeccanico e siderurgico passato, nel 2014, dalla Lucchini in A.S. alla Siderurgica Triestina S.r.l., società del gruppo Arvedi; le vicende relative alla Ferriera, alla luce delle numerose criticità di natura industriale, ambientale e sanitaria legate all’impianto, sono state esaminate e sollevate dall’interrogante in diversi atti di sindacato ispettivo;

lo scorso 27 luglio 2015, durante una conferenza stampa organizzata a Trieste, sono stati presentati i dati relativi ad un’indagine di microscopia elettronica effettuata su alcuni campioni di polvere depositatasi in due diverse zone del rione di Servola, commissionata dallo scrivente e dal Senatore Lorenzo Battista alla Nanodiagnostics srl. La dott.ssa Gatti, nel presentare i risultati delle analisi, ha confermato, in funzione della specifica composizione chimica degli elementi individuati, la chiara origine siderurgica delle polveri: “Per composizione, morfologia e dimensione, le polveri raccolte hanno caratteristiche tali da farle risalire quanto ad origine alla fabbrica di ghisa sita nel quartiere triestino di Servola. Nella totalità dei casi le particelle hanno mostrato di contenere ferro, elemento sempre unito ad altri come avviene di regola per i materiali usati nelle fonderie. Polveri simili, se disperse nell’ambiente e, in particolare, in aria, sono potenzialmente patogene per chi ne è esposto. Quelle di diametro aerodinamico pari o inferiore ai 10 micron sono normate dalle leggi comunitarie, mentre quelle di diametro aerodinamico pari o inferiore ai 2,5 micron sono classificate come cancerogeni di classe 1, cioè cancerogeni certi, dallo IARC, l’ente dell’OMS che si occupa di cancro”;

l’Arpa Friuli Venezia Giulia nel mese di luglio 2015 ha prodotto uno studio relativo alle analisi in microscopia elettronica a scansione ( SEM ) e di caratterizzazione chimica di un campione di polveri prelevato nel maggio precedente in una residenza privata sita a Servola. Il testo ( Prot. 023307 dd 14 luglio 2015 ) riporta che “ sulla base delle evidenze analitiche riportate, si ritiene di attribuire l’origine siderurgica del materiale esaminato. In particolare si segnala la contestuale presenza di elevate concentrazioni di ferro e la presenza di importanti concentrazioni ponderali di idrocarburi policiclici aromatici “ e si conclude indicando che “in merito alle valutazioni di rischio sanitario, si fa presente che lo scrivente non è titolato ad esprimersi in merito” e che “ tali valutazioni sono di stretta competenza dell’Autorità Sanitaria”;

Il 20 luglio 2015, in concomitanza con la visita ed un ciclo di audizioni organizzate a Trieste dalla Commissione Ambiente del Senato, il Dott. Valentino Patussi, Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 Triestina, ha inoltrato al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste una comunicazione nella quale riporta che “stante la provenienza di una quota rilevante delle polveri dallo stabilimento siderurgico di via di Servola 1, in parte derivante dall’altoforno ( particelle ferrose ), in parte dalla cokeria e dai parchi ( Ipa e carbon fossile ), visti i rilievi delle deposizioni, sulla base delle segnalazioni dei cittadini, relative alla rilevante diffusione di polveri dallo stabilimento, provocante grave disturbo, si ritiene che, indipendentemente dalle rilevazioni delle centraline, la situazione in essere, associata al contesto stagionale, quali le ondate di calore subentranti, che fanno si che elementari misure di difesa, quali il tenere chiuse le finestre nei momenti più critici, siano impossibili da adottare, comporti un importante problema di salute della popolazione, sulla base della stessa definizione che ne dà l’OMS ( uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia od infermità )”. La comunicazione si conclude con: “ Tanto si segnala per l’adozione, da parte di codesto Ente di azioni mirate a ridurre la situazione di inquinamento segnalata “;

in data 29 dicembre 2015, il Direttore del dipartimento di Prevenzione Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 Triestina, il dottor Valentino Patussi e l’assessore all’Ambiente, Energia, Riqualificazione Ambientale dei siti inquinati, Agricoltura, Pesca e Tutela ed educazione zoofilo – ambientale del Comune di Triste, il dottor Umberto Laureni, in risposta alla richiesta di una cittadina sulle “Deposizioni di polveri. Norme comportamentali nelle operazioni di pulizia domestica” hanno comunicato che: “(…) vanno adottate nelle operazioni di pulizia domestica precauzioni analoghe a quelle già indicate dall’A.A.S. n. 1 Triestina nella nota dell’1.9.2015. Si raccomanda pertanto vengano utilizzati idonei sistemi aspiranti (aspirapolvere/scope elettriche, ecc.) dotati di filtro HEPA (rientrante tra i cosiddetti “filtri assoluti”, con elevata efficienza di filtrazione, reperibili nei normali negozi), cui far seguire, se necessario, una pulizia ad umido (stracci bagnati, ecc…) con l’adozione di comuni detergenti. Nelle operazioni di pulizia più impegnative, nelle quali si devono rimuovere deposizioni di lunga data, si raccomanda l’utilizzo di guanti in gomma e maschere per polveri di tipo usa e getta;

lo scrivente, in data 01 aprile 2016, ha depositato l’interrogazione numero 4-12716 ancora senza risposta, con la quale ha chiesto al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro della salute se intendano assumere iniziative per chiarire, in accordo con gli enti locali, in maniera puntuale le corrette pratiche che i residenti devono adottare nelle pulizie domestiche, alla luce dell’acclarata pericolosità delle polveri e se, alla luce delle risultanze delle analisi effettuate, intendano chiarire come debbano essere considerate, classificate e, dunque, trattate le polveri che i residenti raccolgono sulle proprie pertinenze; 

l’Allegato B  “Limiti e prescrizioni sulle componenti ambientali del Decreto del Direttore della Direzione Centrale Ambiente ed Energia della Regione Friuli Venezia Giulia” in relazione al “Riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’esercizio dell’installazione della Società Siderurgica Triestina S.r.l., sita nel Comune di Trieste e relativa alle attività di produzione di coke, sinterizzazione di minerali metallici, produzione di ghisa, di cui ai punti 1.3, 2.1 e 2.2, dell’Allegato VIII, alla Parte II, del D.Lgs. 152/2006 ed all’attività di laminazione a freddo”, approvato in data 28 gennaio 2016, indica, tra le altre, diverse azioni che la proprietà dovrà concordare con ARPA FVG. Il Punto 5.1.2. dell’allegato “Interventi urgenti e straordinari di mitigazione acustica” prevede in relazione ai limiti previsti dalla normativa vigente, entro il 28 febbraio 2016 quattro interventi di mitigazione sulle emissioni di rumore dei seguenti componenti dell’impianto: 1. Insonorizzazione E42; 2. Insonorizzazione E35; 3. Scarico condensa; 4. Riparazione soffiante;

in data 20 febbraio 2016, lo scrivente ha inoltrato alla Direzione Generale di Arpa FVG una mail con la quale chiedeva “se e quali misurazioni siano stati predisposti da ArpaFVG nelle giornate immediatamente successive alla scadenza del 28 febbraio per verificare il buon esito degli interventi indicati, se dal rilascio dell’AIA sia stato verificato il rispetto del limite previsto dalla vigente normativa in merito al rumore e se, in caso di superamento dei limiti, ne sia stata data informazione alle Amministrazioni competenti”;

in data 25 febbraio 2016, lo scrivente ha inoltrato la medesima richiesta al Direttore Centrale Ambiente ed Energia del FVG, all’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’AAS n.1 ed alla Procura della Repubblica di Trieste;

in data 26 febbraio 2016, la Direzione Centrale Ambiente ed Energia, per voce dell’ing. Agapito, ha replicato segnalando che, “con nota n. 41 dd. 19/02/2016, acquisita al prot n. 4651/2016, Siderurgica Triestina ha chiesto una proroga del termine del 28 febbraio 2016 al 15 aprile 2016 “comunicando che “l’istruttoria sia in corso”;

in data 27 febbraio 2016, alla luce della notizia della richiesta di proroga inoltrata da Siderurgica Triestina, lo scrivente ha inviato tramite mail alla Direzione Regionale Ambiente ed Energia della Regione FVG ed in copia ad ArpaFVG, all’Assessorato Ambiente del Comune di Trieste, alla Procura della Repubblica del Tribunale di Trieste, al Dipartimento Prevenzione dell’Aas n.1 l’auspicio che tale richiesta non venisse accolta e che, anzi, fossero predisposte le misurazioni dei livelli di rumore per verificarne il rispetto dei limiti di legge.

Sempre il 27 febbraio 2016, è pervenuta una risposta dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Trieste con la quale l’Ing. Laureni ha comunicato che il parere negativo del Comune alla richiesta di Siderurgica Triestina fosse già stato comunicato;

in data 02 marzo 2016, a scadenza ormai superata, lo scrivente ha inoltrato una mail alla Direzione Regionale Ambiente ed Energia della Regione FVG ed in copia ad ArpaFVG, all’Assessorato Ambiente del Comune di Trieste, alla Procura della Repubblica del Tribunale di Trieste, al Dipartimento Prevenzione dell’Aas n.1, con la quale si è richiesto quale sia stato l’esito dell’esame della richiesta di proroga e, visti i continui reclami in merito agli elevati livelli di rumorosità dell’impianto, è stato chiesto se la Direzione non ritenesse opportuno anticipare la campagna di monitoraggio dell’inquinamento acustico prevista entro il 31 marzo 2016, onde poter prevedere ulteriori azioni in caso di non rispetto della normativa vigente;

Sempre il 02 marzo, l’ing. Agapito, Direttore della Direzione Regionale Ambiente ed Energia della Regione FVG ha risposto alla mail indicando che l’istruttoria non si sia ancora conclusa;

in data 04 marzo 2016, lo scrivente ha inoltrato, all’attenzione dell’Assessore all’Ambiente della Regione FVG ed in copia alla Direzione Regionale Ambiente ed Energia della Regione FVG, una mail con la quale si è richiesto l’esito dell’istruttoria attivata da parte degli uffici dell’Assessorato. Richiesta che non ha ancora avuto una risposta;

a detta dello scrivente, da una lettura degli scambi di mail avuti sia con la Direzione Ambiente ed Energia che con le altre Istituzioni interessate, appare evidente come la realizzazione di quanto previsto nell’AIA non abbia rispettato le tempistiche previste, né si sia provveduto, e si stia provvedendo, a misurazioni del rumore che verifichino il rispetto dei limiti di legge;

in data 10 Marzo 2016, lo scrivente ha inoltrato una mail, ancora senza replica, alla Presidente della Regione Fvg e in copia all’Assessorato Ambiente della Regione Fvg per invitarla anche in qualità di Commissario per l’Area di Crisi Industriale Complessa di Trieste e Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, a verificare il rigido rispetto delle prescrizioni e delle scadenze indicate nell’AIA concessa a Siderurgica Triestina Srl, nonchè di predisporre il costante controllo ed il rispetto dei limiti sulle emissioni previsti dalla normativa e dallo stesso documento;

in data 21 marzo 2016, un comunicato stampa pubblicato sul sito internet della Regione Friuli Venezia Giulia, ha annunciato che, a seguito del sopralluogo presso l’impianto in questione compiuto dalla Regione in data 07 marzo 2016 in occasione del quale è stato accertato il mancato rispetto della prescrizione dell’AIA relativa agli interventi urgenti e straordinari di mitigazione acustica, la Regione, il 16 marzo 2016, ha attivato la procedura di diffida nei confronti di Siderurgica Triestina Srl concedendo all’azienda 20 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni.

In data 9 aprile 2016, trascorso il termine indicato, lo scrivente ha inviato una mail al dottor Luciano Agapito (Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico) e in copia all’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste, all’Assessore all’Ambiente della Regione Fvg, al Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’AAS n.1, alla Procura della Repubblica di Trieste; con la quale ha richiesto l’esito dell’istruttoria ed il relativo responso della Regione. La questione è stata nuovamente sollecitata in data 18 aprile 2016 a mezzo mail indirizzata all’Assessore Ambiente ed Energia del Comune di Trieste e in copia al dottor Luciano Agapito (Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico) al Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’AAS n.1, alla Procura della Repubblica di Trieste, all’Assessorato Ambiente della Regione Fvg e alla Direzione Generale di ArpaFVG.

Trascorsi due mesi dalla scadenza iniziale del 28 febbraio prevista dall’AIA, superato abbondantemente il termine del 15 aprile indicato nella richiesta di proroga di Siderurgica Triestina e trascorsi i 20 giorni concessi all’azienda per le controdeduzioni, nonostante le sollecitazioni dello scrivente non è stato fornito alcun chiarimento;

nelle giornate del 15, 16, 17 e 18 aprile scorsi, la centralina di ArpaFVG posizionata in via San Lorenzo in Selva ha registrato il superamento medio giornaliero consecutivo dei limiti delle polveri sottili PM10 ( 15 aprile μg/m³ 53, 16 aprile μg/m³ 59, 17 aprile μg/m³ 56, 18 aprile μg/m³ 55 ) portando il numero di superamenti dall’inizio del 2016 ad un totale di 25. Anche in questo caso è stata inviata alla Direzione Generale di ArpaFVG una mail di segnalazione. In merito alle emissioni di benzo(a)pirene, la stessa centralina ha registrato, lo scorso gennaio, una media mensile di 1,6 ng/m.cubo, lo scorso febbraio una media mensile di 0,9 ng/m.cubo;

giova ricordare che, in ordine alle misurazioni delle polveri sottili Pm10, nel 2015 il limite dei 35 giorni massimi di sforamento annuo consentito è stato superato dalle centraline posizionate in via Pitacco, via Svevo ( giardino del plesso scolastico ) e via S.Lorenzo in Selva; quest’ultima ha raggiunto un totale di 144 giornate, quadruplicando il valore limite;

in data 21 aprile 2016, a seguito di alcune segnalazioni pervenute e della pubblicazione sul gruppo Facebook “Basta Ferriera” di diversi video e fotografie realizzate il 20 aprile alle ore 19.51 ed alle ore 20.58 ed il 21 aprile alle ore 08.45 raffiguranti delle “fumate” nerastre provenienti dall’Area a Caldo della Ferriera, lo scrivente ha inoltrato una mail alla Direzione Generale di Arpa Fvg e in copia al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, all’Assessore all’Ambiente ed Energia del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’AAS n.1, alla Procura della Repubblica di Trieste,  al dottor Luciano Agapito (Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico) al fine di “ricevere dei precisi chiarimenti circa le origini, la tipologia ed i possibili effetti di quanto visibile nelle immagini allegate”;

in data 22 aprile 2016, a seguito di una nuova fumata ripresa alle ore 09.03, lo scrivente ha inoltrato una mail rivolta alla Direzione Generale di Arpa FVG, alla Presidenza della Regione Fvg, all’Assessorato Ambiente della Regione Fvg, alla Direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione FVG, all’Assessorato Ambiente del Comune di Trieste, alla Direzione del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste segnalando l’evento e richiedendo dei chiarimenti circa “le origini, la tipologia ed i possibili effetti di quanto visibile nell’immagine allegata”.

Nella medesima giornata, attraverso una nota stampa, l’azienda Siderurgica Triestina Srl ha dichiarato che “con riferimento allo sbuffo proveniente dall’altoforno della Ferriera di Servola, avvenuto nella mattinata (ore 8.59) e durato circa 20 secondi, Siderurgica Triestina riferisce che è stato dovuto all’apertura di due valvole bleeder, causata da un repentino aumento dela pressione nell’altoforno. Le valvole bleeder rappresentano un sistema di sicurezza per gestire eventuali sovrappressioni che si possono generare durante il funzionamento dell’impianto. Siderurgica Triestina, dispiacendosi per l’episodio che ha destato allarme nonostante la minima durata, ha dato pronta comunicazione agli enti di controllo come previsto dall’ Autorizzazione Integrata Ambientale (allegato C punto 8). Le cause che nella fattispecie hanno portato all’evento sono al vaglio dei tecnici dell’altoforno, che individueranno e applicheranno le possibili azioni correttive, di cui sarà data relazione agli enti di controllo”;

in data 23 aprile 2016, lo scrivente ha inoltrato una mail ad Arpa Fvg, alla Presidenza della Regione Fvg, all’Assessorato Ambiente della Regione Fvg, alla Direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione FVG, al Sindaco del Comune di Trieste, all’Assessorato Ambiente del Comune di Trieste, alla Direzione del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, contenente l’immagine delle ore 10.20 di un’emissione rossastra proveniente dalla Ferriera, prontamente ripresa da diverse zone della città e pubblicata sui social network da molti utenti, scandalizzati e preoccupati dall’entità del fenomeno, e dal quotidiano on line TriestePrima, con la quale ha segnalato l’accaduto ed ha richiesto i dovuti chiarimenti “circa le origini, la tipologia ed i possibili effetti di quanto visibile nell’immagine in allegato”. Una seconda fumata rossastra simile alla precedente si è sprigionata dall’impianto alle ore 13.00, come riportato anche da TriestePrima.

Siderurgica Triestina, in data 24 aprile, attraverso una nota ha comunicato che “la causa individuata dai tecnici dell’altoforno è il comportamento anomalo della massa refrattaria (massa a tappare) utilizzata per la chiusura del foro di colata, la quale era stata già precedentemente sostituita per risolvere un analogo problema occorso. L’azione correttiva immediata è stata la sostituzione del lotto di materiale in campo”; 

una emissione rossastra analoga si era già verificata lo scorso 15 marzo. In quell’occasione, il comunicato stampa di Siderurgica triestina aveva riferito che si era trattato di “un singolo episodio anomalo accaduto in fase di apertura del foro di colata per lo spillaggio della ghisa dell’altoforno, rispetto al quale sono prontamente state realizzate le attività di analisi delle cause e di intervento correttivo”. Mentre la causa era “stata individuata nel deterioramento del materiale utilizzato per tappare il foro di colata dell’altoforno ed è stata immediatamente messa in atto la relativa azione correttiva, ovvero la sostituzione del materiale”;

Il Direttore Generale di Arpa Fvg, Luca Marchesi, ha replicato alla mail succitata in data 25 aprile 2016, comunicando che “ Le possibili cause dell’evento, i suoi effetti, le spiegazioni fornite da Siderurgica Triestina ed ogni ulteriore necessario elemento di valutazione saranno verificati attraverso la rete di monitoraggio e gli altri presidi tecnici, nonché approfonditi nel corso della imminente seconda verifica ispettiva ordinaria.  Gli esiti delle valutazioni e dell’intervento ispettivo saranno resi pubblici dalle competenti strutture di controllo dell’Agenzia non appena disponibili”;

lo scorso 25 aprile 2016, lo scrivente, a mezzo mail, ha segnalato alla Direzione Generale di Arpa Fvg e in copia alla Presidenza della Regione Fvg, all’Assessorato Ambiente della Regione Fvg, alla Direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione FVG, al Sindaco del Comune di Trieste, all’Assessorato Ambiente del Comune di Trieste, alla Direzione del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, la fumata avvenuta alle ore 19,53 e prontamente registrata da molti residenti da più parti della città, chiedendo di ricevere dei precisi chiarimenti circa le origini, la tipologia ed i possibili effetti di quanto accaduto nell’impianto;

in data 26 aprile 2016, a seguito delle continue emissioni avvenute durante la mattinata, e precisamente alle ore  08.41, alle 09.19, alle 10.21 ed alle 11.37 , lo scrivente ha inoltrato una mail, corredata dalle relative immagini, alla Direzione Generale di Arpa Fvg e in copia alla Presidenza della Regione Fvg, all’Assessorato Ambiente della Regione Fvg, alla Direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione FVG, al Sindaco del Comune di Trieste, all’Assessorato Ambiente del Comune di Trieste, alla Direzione del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, con la quale ha segnalato il ripetersi degli eventi e chiesto chiarimenti sulle  origini, la tipologia ed i possibili effetti di quanto accaduto;

in data 5 aprile 2016, inoltre, alla luce della conclusione dei test (Topsoil) sui campioni di terreno prelevati in tre aree cittadine di Trieste (Piazzale Rosmini, pineta di Servola e via Cossetto) per verificare la presenza di inquinanti, lo scrivente ha inoltrato una mail all’assessore all’Ambiente del Comune di Trieste, al direttore del dipartimento prevenzione dell’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 1 Triestina ed al Direttore generale di Arpa Fvg chiedendo le tempistiche di pubblicazione dei risultati e le eventuali azioni nel caso i valori fossero preoccupanti;

Analoghe mail sono state inviate anche in data 12 aprile e 20 aprile senza ricevere alcun riscontro.

In data 28 aprile 2016, dopo la conferenza stampa durante la quale l’Assessore all’Ambiente del Comune ha reso noti i risultati delle analisi in questione, il sito Retecivica del Comune di Trieste ha diffuso un comunicato e l’ordinanza sindacale di limitazione all’accesso di due delle aree esaminate (Piazzale Rosmini e area verde della pineta Stefano Miniussi di via di Servola).

L’ordinanza recita che, a causa “del superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di alcuni Idrocarburi Aromatici (IPA), indicate nella Colonna A, Tabella I, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., in un punto di indagine nel terreno dell’area a verde della pineta Stefano Miniussi di via Servola e, rispettivamente, del giardino del piazzale Antonio Rosmini” e che, “al fine di evitare un possibile contatto degli inquinanti da parte della popolazione”, si dispone “il divieto di accesso a chiunque alle aree verdi pubbliche succitate ad eccezione dei soggetti titolati ad effettuare gli opportuni interventi ambientali e manutentivi”;

sempre in data 28 aprile, il sottoscritto ha inoltrato una mail alla Direzione Generale di Arpa Fvg e in copia al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, all’Assessore all’Ambiente ed Energia del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Aas n.1, alla Procura della Repubblica di Trieste, alla Direzione Regionale Ambiente ed Energia della Regione FVG, al fine di ricevere dei precisi chiarimenti circa le origini, la tipologia ed i possibili effetti di una nuova nube rossastra fuoriuscita dall’impianto alle ore 17,14;

in data 27 aprile 2016 il quotidiano il Piccolo ha riportato le dichiarazioni di Umberto Laureni, assessore comunale all’Ambiente, secondo cui “l’Arpa dovrebbe gestire una situazione a regime, mentre siamo in presenza di un quadro che non si può più definire anomalo, anche se non viene registrato dai livelli medi misurati, su tempi più lunghi, dalle centraline. E’ preoccupante che dopo tanto tempo certi problemi non siano stati ancora risolti “;

un articolo del quotidiano il Piccolo dello scorso 16 aprile riporta le parole di Gian Luca Galletti, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a Trieste in occasione della partecipazione all’ Assemblea Nazionale di Anci Giovani. A proposito della Ferriera di Servola, il Ministro ha affermato che “per quel che riguarda l’area a caldo se non rientrerà nei parametri verrà chiusa. A tal riguardo sono però fiducioso che la situazione si possa salvare sia da un punto di vista ambientale che occupazionale”;

a parere dell’interrogante risulta ormai evidente che la situazione complessiva dell’impianto, alla luce di quanto esposto, risulta incompatibile con il tessuto residenziale in cui è inserito e con il principio di precauzione a tutela della salute della popolazione che deve orientare l’operato delle amministrazioni pubbliche

–   se siano al corrente di quanto esposto in premessa;

–  se i Ministri interrogati intendano intervenire convocando i soggetti firmatari degli accordi di programma per verificare l’attuazione degli interventi previsti e la loro reale efficacia;

– se il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, alla luce di quanto esposto, consideri compatibile l’ “area a caldo” con la zona residenziale in cui é inserita e se intenda dare seguito a quanto dichiarato a Trieste il 16 aprile 2016;

– se intendano sollecitare, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia ad una urgente revisione dell’ AIA al fine di programmare la dismissione dell’”area a caldo” in favore delle  attivitá di logistica e laminazione già previste nel Piano Finanziario 2014-2016 di Siderurgica Triestina Srl.

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Inquinamento dei suoli: conferenza stampa – Tele4 29 aprile 2016   Leave a comment

Prodani denuncia il silenzio delle istituzioni – Il Piccolo 29 aprile 2016   Leave a comment

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