Il triangolo Aci, Pra, Formula1 Monza – Interrogazione dd 16 giugno 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta in Commissione

Aris Prodani

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al Ministro della Giustizia, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Per sapere – premesso che –

l’Automobile Club Italia (ACI) è una federazione sportiva nazionale a carattere pubblico istituita all’inizio del novecento, riconosciuta dal CONI e dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), con il compito di favorire lo sviluppo dello sport automobilistico, del comparto dell’auto, di associare e tutelare gli automobilisti e di organizzare manifestazioni sportive;

L’ ACI, quale ente pubblico non economico è sottoposto alla vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, mentre, per quanto riguarda la gestione del Pubblico Registro Automobilistico e l’acquisizione dei relativi tributi (la tassa di circolazione), è vigilato dal Ministero della giustizia;  

il Pubblico Registro Automobilistico (PRA) è il registro che contiene tutte le informazioni relative alle vicende giuridico patrimoniali dei veicoli soggetti ad iscrizione. Fu istituito con il regio decreto-legge n. 436 del 15 marzo 1927 e affidato in gestione all’Automobile Club d’Italia mentre, con il Regio Decreto del 29 luglio 1927 n. 1814, ne fu approvato il regolamento di attuazione. Con la legge n. 187 del 1990 è stata avviata l’informatizzazione del PRA: oltre ad assolvere alle sue funzioni istituzionali, la versione digitale rappresenta un patrimonio informativo per quanto concerne i dati automobilistici utili per differenti finalità (mobilità, inquinamento, mercato, e altro), in un ambito di continuo sviluppo ed evoluzione;

il regolamento di accesso alla banca dati del PRA definisce le regole attraverso le quali è consentito accedere alle informazioni contenute nel medesimo o di estrarre dati variamente aggregati, in ragione delle specifiche esigenze del richiedente;

la legge 7 agosto 2015, n. 124, contenente «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche» (nota come riforma Madia) stabilisce all’articolo 8, lettera d): «con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli: la riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico Registro Automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente»; 

con tale provvedimento il Governo è stato delegato ad adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi al fine di operare il passaggio definitivo delle funzioni svolte dal Pubblico Registro Automobilistico al Ministero delle infrastrutture e trasporti;

il 24 settembre 2015 l’agenzia stampa Ansa ha diramato un comunicato con il quale l’ACI ha annunciato che, «a partire dal 5 ottobre, i proprietari di veicoli, motoveicoli e rimorchi potranno dire addio al certificato di proprietà (Cdp) nella sua versione cartacea» sostituito dal certificato di proprietà dematerializzato introdotto dall’ACI stessa; il 28 settembre 2015, con propria circolare, l’ACI ha informato ufficialmente gli studi di consulenza automobilistica (agenzie pratiche auto) dell’inizio del procedimento di dematerializzazione; secondo UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) il processo in questione non avrebbe portato alcun reale vantaggio ma, anzi, avrebbe aggravato il passaggio di proprietà. In data 03 dicembre 2015 Unasca ha presentato, quindi, un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che, lo scorso 17 maggio, ha riconosciuto le ragioni dell’associazione annullando la circolare;

in data 20 maggio 2016 UNASCA, attraverso un comunicato stampa, ha spiegato come la questione fosse stata sollevata sia per il fatto che “l’ACI, nel dettare istruzioni a seguito della introduzione del Certificato di Proprietà digitale tentasse in realtà, di modificare la disciplina sostanziale e la consegna cartacea del certificato, invocando impropriamente l’applicazione del Codice dell’Amministrazione digitale, che però non conferisce ad ACI alcun potere di effettuare la riforma oggetto della circolare”, e in ultimo sia per il fatto che, sempre secondo UNASCA, attraverso il progetto Semplific@uto, ACI tentasse di “precostituire il proprio ruolo prima che la riforma ne svuoti le funzioni trasferendole al Ministero”»;

la conduzione da parte dell’ACI del procedimento descritto in premessa, a detta dell’interrogante, appare poco chiara sia nei costi sostenuti per la sua realizzazione, sia in relazione agli effettivi risparmi che ne sarebbero dovuti derivare, sia alla palese non coerenza con la normativa vigente come riconosciuto dal TAR del Lazio, nonché in relazione all’annunciato trasferimento del PRA al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ;

in data 18 dicembre 2015, il sito news.superscommesse.it, in relazione al futuro del Gran Premio di Formula 1 di Monza , ha riportato che: «negli ultimi anni era stato impedito all’Automobile Club Italia di finanziare il GP a causa delle limitazioni stabilite dal governo. Tali ostacoli erano causati dall’impossibilità dell’ACI di utilizzare alcune sue risorse provenienti dalle attività di concessione delle licenze su strada, e non era chiaro quanta parte del bilancio provenisse dal settore sportivo. Le cose cambieranno con la Legge di Stabilità; il comitato di bilancio della Camera, con l’articolo 183, contenuto nella manovra economica, toglierà questa limitazione e permetterà all’ACI di finanziare il Gp anche con risorse non provenienti dalle sole attività sportive. Ricordiamo che Ecclestone chiede circa 25 milioni di euro a stagione, e il rinnovo del contratto verrà finanziato anche dalla AC Milano e dalla regione Lombardia, che ha già stanziato 70 milioni di euro per i prossimi 10 anni, che verranno utilizzati anche per ammodernare il circuito. Il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, intervistato dalla Gazzetta dello Sport ha dichiarato:“Quella norma ci avrebbe, nella pratica, impedito di intervenire. In un bilancio di un ente sarebbe stato assai complicato distinguere gli introiti dello sport da quello delle altre attività»;

a parere dell’interrogante, premesso che un ente dovrebbe conoscere, in maniera chiara e puntuale, le origini delle proprie entrate, risulterebbe opportuna, contemporaneamente al trasferimento del PRA come previsto dalla legge 7 agosto 2015, n. 124, la completa riorganizzazione dell’ACI, distinguendo la Federazione Sportiva Automobilistica, ferma restanda l’autonoma capacità di organizzare specifici eventi sportivi con risorse proprie, dall’ente gestore di servizi pubblici;

la legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016), all’art. 1 comma 341 riporta che: “In considerazione dello specifico rilievo che  lo svolgimento del Gran Premio d’Italia di Formula 1 presso l’autodromo di Monza riveste per il settore sportivo, turistico ed economico, nonché per l’immagine del Paese in ambito internazionale, la Federazione sportiva nazionale-ACI e’ autorizzata a sostenere la spesa per costi di organizzazione e gestione della manifestazione per il periodo di vigenza del rapporto di concessione con il soggetto titolare dei diritti di organizzazione e promozione del campionato mondiale di Formula 1 a valere sulle risorse complessivamente iscritte nel proprio bilancio, anche attivando adeguate misure di contenimento dei costi generali di gestione e senza pregiudizio per gli equilibri di bilancio. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”; la Legge di Stabilità, dunque, autorizza l’ACI ad utilizzare le proprie risorse e quelle provenienti dalla gestione del Pubblico Registro Automobilistico, quindi dalla gestione di un servizio pubblico, per finanziare il Gran Premio di Monza di  Formula 1;

in data 30 dicembre 2015 un articolo del Il Fatto quotidiano ha riportato che «il Gran premio di Formula 1 di Monza è salvo. Gli automobilisti un po’ meno. Nessuno li ha interpellati, ma dovranno pagare lo stesso, coinvolti forzosamente nel dovere patrio di tenere alto il buon nome della tradizione motoristica italiana. Dovranno sborsare 19 milioni di dollari per ammansire sir Bernie Ecclestone, il padrone del grande circo mondiale dei bolidi. Il quale era stato perentorio: “O mi date quel che chiedo, o potete scordarvi il Gran Premio”. Messa di fronte allo stesso aut aut la Germania ha detto di no. In Italia siamo evidentemente più nazionalisti e comprensivi»;

in relazione a quanto esposto in premessa, in un articolo de Il Fatto Quotidiano, del 19 marzo 2016, viene analizzata la trattativa tra il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani e il Patron della Formula One Management, Bernie Ecclestone; in particolare, viene ribadito come ACI avrebbe individuato nelle risorse del PRA la fonte di finanziamento per il “salvataggio” del Gran Premio d’Italia di Monza utilizzando gli emolumenti pagati da privati cittadini per ogni trascrizione di proprietà dei veicoli. La nota stampa, infatti, dichiara:“Il PRA è considerato da tempo un inutile doppione della Motorizzazione civile e Carlo Cottarelli nel suo rapporto sulla ”spending review” lo aveva indicato come uno spreco da tagliare per risparmiare una sessantina di milioni di euro. In extremis Sticchi Damiani era però riuscito per l’ennesima volta a evitarne la chiusura presentandolo come lo strumento indispensabile per pagare Monza. Pigliando così i due classici piccioni con una fava: salvava il Gran Premio lombardo e nello stesso tempo salvava il suo ACI”;

appare evidente che la giustificazione di “salvare” il gran premio di Monza sia stata la motivazione principale per non procedere al trasferimento del PRA dall’ACI al Ministero dei Trasporti come previsto dalla legge 7 agosto 2015, n. 124;

in data 30 maggio 2016, sul sito online Sky Sport, l’articolo dal titolo “Accordo a un passo, Monza sarà ancora GP d’Italia” comunica dell’intesa raggiunta tra l’ACI ed Ecclestone alla quale dovrebbe seguire “la parte formale, con la stesura dei dettagli dell’accordo con i legali” per il rinnovo contrattuale delle stagioni dal 2017 al 2020;

lo scorso 05 giugno 2016, il sito Il Cittadino, quotidiano online di Monza e Brianza, fornisce ulteriori precisazioni in merito all’accordo citato:«La Regione Lombardia è pronta a investire fino a 5 milioni di euro già per il 2017», erano state le parole del governatore Roberto Maroni nei giorni scorsi. «Questo per facilitare la conclusione dell’accordo e rinnovare la concessione del Gp a Monza». “Una conferma, quella del Pirellone, che ribadiva la disponibilità di un investimento da 70 milioni in 10 anni nell’intero comparto autodromo-Parco-Villa reale. E che ha sollecitato nuovamente i tempi di una vicenda da chiudersi in anticipo sul prossimo 23 giugno, quando il Consiglio della Fia si riunirà per compilare il calendario 2017 della Formula 1, formulando la bozza di date e appuntamenti. Il tempo da perdere, insomma, è davvero finito”;

quanto riportato in premessa è stato parzialmente oggetto dell’interrogazione n. 4-13350, ancora senza risposta -:

se intenda definire chiaramente le tempistiche sul passaggio del PRA al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti come previsto dal Decreto Madia;

se intenda chiarire i termini dell’accordo in relazione al Gran Premio di Formula 1 di Monza, tra l’Automobile Club Italia e Bernie Ecclestone, l’ammontare previsto e le risorse individuate dall’ACI, specificando da quale voce di bilancio provengano;

se intenda fornire delle concrete giustificazioni alla dichiarata impossibilità di Aci di individuare precisamente le origini delle entrate del proprio bilancio differenziando gli introiti dello sport da quelli delle altre attività come dichiarato dal presidente Sticchi Damiani;

se intenda prevedere la riorganizzazione dell’ Automobile Club Italia, provvedendo alla creazione di una Federazione Sportiva Automobilistica autonoma separata dall’ente pubblico non economico gestore di servizi pubblici.

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