Protocollo Porto Vecchio – Interrogazione 23 giugno 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

Per sapere

premesso che: 

il Porto Vecchio di Trieste (Punto Franco Nord), realizzato nell’ultimo trentennio dell’800 su una superficie di 67 ettari prospicienti il centro città e comprendente cinque moli, banchine di carico e scarico e raccordi ferroviari, è riconosciuto quale uno tra gli ambiti di archeologia industriale marittima più rilevanti del Mediterraneo: i magazzini, posti al suo interno, che contano una cubatura di oltre un milione di metri, appartengono alla classificazione disciplinata dalle regole costruttive specifiche dei lagerhauser dei porti del Nord Europa.

Negli ultimi decenni, il Porto Vecchio ha subito, da un punto di vista produttivo, un parziale e progressivo abbandono. Sono stati, comunque, recuperati i varchi doganali, il magazzino 1 sul molo IV e, quali esempi di archeologia industriale-portuale, il magazzino 26, l’edificio della centrale idrodinamica e l’edificio della sottostazione elettrica;

 

la situazione riguardante il Porto Vecchio è stata esaminata e sollevata dallo scrivente in diversi atti di sindacato ispettivo depositati e pubblicati sul sito della Camera dei Deputati, in particolare le interrogazioni  4-13166 del 12 maggio 2016 e 4-13414 dell’ 8 giugno 2016, ancora senza risposta;

il 28 maggio 2016, il Piccolo di Trieste riporta la notizia della firma del protocollo per la valorizzazione del Porto Vecchio tra il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e il Commissario del Porto Zeno d’Agostino. L’articolo illustra come il patto «sblocca 50 milioni di investimenti per l’infrastrutturazione dell’antico scalo» e che «le parti firmatarie s’impegnano in particolare a realizzare le opere per l’infrastrutturazione e l’inserimento dell’area del Porto vecchio nel tessuto cittadino e a elaborare il Piano strategico di valorizzazione predisponendo gli strumenti urbanistici necessari. Altro aspetto fondamentale dell’intesa è la costituzione entro trenta giorni di un Tavolo coordinato dalla Regione»;

nella medesima giornata, il sito Retecivica del Comune di Trieste ha diffuso, attraverso una nota stampa, la notizia della firma del protocollo per la “valorizzazione delle aree già facenti parte del compendio del Porto Vecchio” tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste e l’Autorità Portuale di Trieste;

in particolare, l’art. 3 comma 1 afferma che: “le azioni, che di volta in volta saranno concordate tra le Parti, saranno dirette, secondo le linee dettate dal presente Protocollo, a individuare modalità e percorsi operativi condivisi per: realizzare le opere per l’infrastrutturazione e l’inserimento dell’area nel tessuto cittadino; individuare le soluzioni relative alle tematiche delle aree soggette a usi governativi; adempiere agli obblighi in materia tavolare; definire le tematiche fiscali; elaborare il Piano strategico di valorizzazione e predisporre gli strumenti urbanistici; effettuare il monitoraggio e l’eventuale revisione dei vincoli insistenti sull’area; ricercare le risorse e acquisire finanziamenti per provvedere alla progettazione e realizzazione delle opere di urbanizzazione ed infrastrutturazione sopra indicate nel Porto Vecchio di Trieste; individuare idonee forme di ristoro delle spese sostenute del Comune di Trieste; esaminare e definire ogni altra tematica che dovesse manifestarsi, necessaria per la realizzazione del programma di interventi”; l’articolo 5 comma 1 del Protocollo istituisce, entro 30 giorni dalla stipula, “il Tavolo dei sottoscrittori composto da un rappresentante di ciascuna Parte, coordinato dal rappresentante della Regione”-:

se intenda chiarire secondo quali modalità procederà alla valutazione della prospettata revisione dei vincoli presenti nel compendio di Porto Vecchio assicurando la tutela culturale e paesaggistica dei beni e salvaguardando le esigenze di valorizzazione dell’area, della messa in sicurezza e del loro restauro;

se, alla luce di quanto esposto all’interno del Protocollo d’intesa, intenda definire in maniera chiara le linee programmatiche su cui si dovrebbe fondare l’elaborazione del piano strategico di valorizzazione  assegnato al Tavolo dei sottoscrittori e se intenda coinvolgere anche l’Associazione Italia Nostra che da anni segue puntualmente con impegno tutte le vicende legate alla riqualificazione del distretto storico portuale triestino.

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