Giardini inquinati – Interrogazione al Ministero della Salute 27 giugno 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Ministro della Salute

— Per sapere – premesso che: 

la Ferriera di Servola (Trieste) è uno stabilimento industriale dedito principalmente alla produzione di ghisa, destinata ai settori metalmeccanico e siderurgico, passato, nel 2014, dalla Lucchini in A.S. alla Siderurgica Triestina S.r.l., società del gruppo Arvedi; le vicende relative alla Ferriera, alla luce delle numerose criticità di natura industriale, ambientale e sanitaria legate all’impianto, sono state esaminate e sollevate dall’interrogante in diversi atti di sindacato ispettivo; 

il 27 luglio 2015, durante una conferenza stampa organizzata a Trieste, sono stati presentati i dati relativi ad un’indagine di microscopia elettronica effettuata su alcuni campioni di polvere depositatasi in due diverse zone del rione di Servola, commissionata dal primo firmatario del presente atto e dal senatore Lorenzo Battista alla Nanodiagnostics srl. La dottoressa Gatti, nel presentare i risultati delle analisi, ha confermato, in funzione della specifica composizione chimica degli elementi individuati, la chiara origine siderurgica delle polveri: «Per composizione, morfologia e dimensione, le polveri raccolte hanno caratteristiche tali da farle risalire quanto ad origine alla fabbrica di ghisa sita nel quartiere triestino di Servola. Nella totalità dei casi le particelle hanno mostrato di contenere ferro, elemento sempre unito ad altri come avviene di regola per i materiali usati nelle fonderie. Polveri simili, se disperse nell’ambiente e, in particolare, in aria, sono potenzialmente patogene per chi ne è esposto. Quelle di diametro aerodinamico pari o inferiore ai 10 micron sono normate dalle leggi comunitarie, mentre quelle di diametro aerodinamico pari o inferiore ai 2,5 micron sono classificate come cancerogeni di classe 1, cioè cancerogeni certi, dallo IARC, l’ente dell’OMS che si occupa di cancro»; 

l’Arpa Friuli Venezia Giulia nel mese di luglio 2015 ha prodotto uno studio relativo alle analisi in microscopia elettronica a scansione (SEM) e di caratterizzazione chimica di un campione di polveri prelevato nel maggio precedente in una residenza privata sita a Servola. Il testo (prot. 023307 del 14 luglio 2015) riporta che «sulla base delle evidenze analitiche riportate, si ritiene di attribuire l’origine siderurgica del materiale esaminato. In particolare si segnala la contestuale presenza di elevate concentrazioni di ferro e la presenza di importanti concentrazioni ponderali di idrocarburi policiclici aromatici»; si conclude indicando che «in merito alle valutazioni di rischio sanitario, si fa presente che lo scrivente non è titolato ad esprimersi in merito» e che «tali valutazioni sono di stretta competenza dell’Autorità Sanitaria»; 

il 20 luglio 2015, in concomitanza con la visita ed un ciclo di audizioni organizzate a Trieste dalla Commissione ambiente del Senato, il dottor Valentino Patussi, Direttore del dipartimento prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 1 Triestina, ha inoltrato al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste una comunicazione nella quale ha indicato che «stante la provenienza di una quota rilevante delle polveri dallo stabilimento siderurgico di via di Servola 1, in parte derivante dall’altoforno (particelle ferrose), in parte dalla cokeria e dai parchi (Ipa e carbon fossile), visti i rilievi delle deposizioni, sulla base delle segnalazioni dei cittadini, relative alla rilevante diffusione di polveri dallo stabilimento, provocante grave disturbo, si ritiene che, indipendentemente dalle rilevazioni delle centraline, la situazione in essere, associata al contesto stagionale, quali le ondate di calore subentranti, che fanno si che elementari misure di difesa, quali il tenere chiuse le finestre nei momenti più critici, siano impossibili da adottare, comporti un importante problema di salute della popolazione, sulla base della stessa definizione che ne dà l’OMS (uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia od infermità)». La comunicazione si conclude con: «Tanto si segnala per l’adozione, da parte di codesto Ente di azioni mirate a ridurre la situazione di inquinamento segnalata»; 

l’interrogante, in data 30 ottobre 2015, ha depositato l’interrogazione n. 4-10928, ancora senza risposta, con la quale ha chiesto al Ministero della Salute una valutazione sulla situazione sanitaria e di conoscere quali iniziative urgenti intenda adottare, anche di concerto con la regione Friuli Venezia Giulia, per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini di Trieste e limitare l’aumento delle malattie collegate all’inalazione delle polveri sottili derivanti dagli impianti della Ferriera di Servola; 

l’interrogazione a risposta orale 3-02375 presentata dal Senatore Lorenzo Battista il 17 novembre 2015, ancora senza risposta, ha chiesto l’attivazione dei Ministri interrogati, «affinché si istituiscano dei regolamenti in materia di controlli, norme comportamentali e smaltimento delle polveri inquinanti che ricadono sull’abitato e sui cittadini, anche in ragione della forte carenza di interventi risolutori conseguenti ai monitoraggi effettuati, a cui si devono i tanti episodi di contaminazione e violazioni di legge»; 

il 17 marzo 2016, il giornale on line Trieste Prima ha pubblicato un comunicato stampa del consiglio della VII circoscrizione del Comune di Trieste nel quale l’organo «ritiene doveroso, come da mozione approvata, informare la cittadinanza delle precauzioni da adottare nella pulizia domestica, rilevata la pericolosità delle polveri che si depositano nella zona di Servola e limitrofe. Si raccomanda che vengano utilizzati idonei sistemi aspiranti dotati di filtro Hepa cui far seguire se necessario, una pulizia ad umido con l’adozione di comuni detergenti. Nelle operazioni di pulizia più impegnative nelle quali si devono rimuovere deposizioni di lunga data, si raccomanda l’utilizzo di guanti in gomma e maschere per polveri di tipo usa e getta». Le informazioni sopra dichiarate sono tratte da una risposta fornita dall’ing. Umberto Laureni e dal dott. Valentino Patussi ad una cittadina residente a Trieste, la quale chiedeva informazioni su come comportarsi nella quotidiana pulizia della propria abitazione; 

in data 01 aprile 2016, lo scrivente ha depositato l’interrogazione n. 4-12716, al momento senza risposta, con la quale ha chiesto al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro della Salute di chiarire le corrette pratiche che i residenti devono adottare nelle pulizie domestiche, alla luce dell’acclarata pericolosità delle polveri in questione e, alla luce delle risultanze delle analisi effettuate, di conoscere come debbano essere considerate, classificate e, dunque, trattate, le polveri che i residenti raccolgono sulle proprie pertinenze;

in data 5 aprile 2016, inoltre, alla luce della conclusione dei test (Topsoil) sui campioni di terreno prelevati in tre aree cittadine di Trieste (Piazzale Rosmini, pineta di Servola e via Cossetto) per verificare la presenza di inquinanti, il primo firmatario del presente atto ha inoltrato una missiva all’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 1 Triestina ed al Direttore Generale di Arpa Friuli Venezia Giulia chiedendo le tempistiche di pubblicazione dei risultati e le eventuali azioni nel caso i valori si fossero rivelati superiori ai limiti di legge; analoghe mail di sollecito sono state inviate anche in data 12 aprile, 20 aprile e 27 aprile 2016, senza ricevere alcun riscontro; 

il 28 aprile 2016, durante una conferenza stampa presenziata dall’Assessore Laureni e dal Dott. Patussi, sono stati resi noti i risultati delle analisi effettuate sui terreni comunali di Via Cossetto, della Pineta di Servola e di Piazzale Rosmini. Nella stessa giornata, il sito Retecivica del Comune di Trieste ha diffuso un comunicato stampa ed il testo dell’ordinanza del Sindaco di Trieste di limitazione all’accesso di due delle aree esaminate (Piazzale Rosmini e area verde della pineta Stefano Miniussi di via di Servola);

l’ordinanza recita che, a causa «del superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di alcuni Idrocarburi Aromatici (IPA), indicate nella Colonna A, Tabella I, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni, «al fine di evitare un possibile contatto degli inquinanti da parte della popolazione», si dispone «il divieto di accesso a chiunque alle aree verdi pubbliche succitate ad eccezione dei soggetti titolati ad effettuare gli opportuni interventi ambientali e manutentivi»; 

il comunicato stampa del Comune di Trieste, inoltre, riporta come “contestualmente sono in fase di espletamento i campionamenti negli altri siti dell’area di Servola individuati nel protocollo di indagine concordato tra Arpa ed AAS1, ed i risultati saranno disponibili entro il prossimo mese di maggio”;

la notizia della contaminazione dei terreni dei giardini frequentati quotidianamente, in particolare quello di Piazzale Rosmini relativamente distante dall’impianto di Servola, è stata ripesa con grande risalto dai media ed ha suscitato preoccupazione e scalpore nella cittadinanza;

In data 23 maggio 2016 ed in data 30 maggio, l’interrogante ha richiesto all’Assessorato all’ Ambiente del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento di Prevenzione Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 1 e al Direttore Generale di ARPA FVG informazioni sulle tempistiche di pubblicazione dei risultati relativi all’individuazione delle sorgenti inquinanti della prima campagna top soil e, in relazione alla seconda campagna di misurazione, sia la pubblicazione dei risultati dei campionamenti, sia gli interventi che si intendano adottare a tutela della salute pubblica, alla luce dei risultati emersi dai superamenti dei livelli registrati;

in data 31 maggio 2016, durante una conferenza stampa organizzata dal Comune di Trieste, sono stati resi pubblici i risultati della seconda campagna di monitoraggio dei terreni. Nella giornata di venerdì 3 giugno 2016, sul sito ReteCivica del Comune è stata pubblicata l’ordinanza sindacale di limitazione dell’accesso in cinque aree verdi pubbliche cittadine ai fini di prevenzione e in via cautelativa;

l’ordinanza riporta che, «a seguito dei primi campionamenti ed analisi eseguiti dall’ARPAFVG su 4 punti di indagine effettuati sul terreno superficiale (top soil) nelle aree a verde del giardino comunale di piazzale Antonio Rosmini e su I punto di indagine sul terreno dell’area a verde della pineta Stefano Miniussi di via Servola, si è riscontrato il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di alcuni Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), indicate nella Colonna A, Tabella I, allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.lgs. 152/2006 e s.m.i., è stato disposto “il divieto di accesso a chiunque alle aree verdi pubbliche del giardino di piazzale Antonio Rosmini ed all’area a verde della pineta Stefano Miniussi (…) nonché di predisporre i necessari interventi volti a segnalare il divieto di accesso (…) atti ad evitare a chiunque un possibile contatto con gli inquinanti presenti nel terreno di dette aree (…)”» e che «(…) dai Rapporti di Prova dell’ARPA FVG del 4.5.2016 nr.i 5793/2016, 5794/29016 e del 9.5.2016 n.ri 6127/2016, 6128/2016, 6135/2016 (…) si evince il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di alcuni Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), indicate nella Colonna A, Tabella I, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.lgs. 152/2006 e s.m.i., in un punto di indagine dei terreni delle aree a verde rispettivamente del giardino comunale Muzio De Tommasini, della scuola dell’infanzia Don Dario Chalvien, della chiesa parrocchiale S. Lorenzo Martire, della scuola elementare Biagio Marin e dell’immobile utilizzato dall’Associazione Amici del Presepio e dal Club Triestino Fermodellisti Mitteleuropea» -:

se intenda, con il coinvolgimento dell’Istituto Superiore della Sanità, dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, degli enti di ricerca presenti sul territorio e di concerto con gli organi locali preposti, provvedere ad una estesa campagna di monitoraggio dei terreni, sia pubblici che privati, che consideri anche le origini degli inquinanti ed analizzi le potenziali ricadute sanitarie sulla cittadinanza;

alla luce di quanto esposto in premessa, quali iniziative i Ministri interrogati intendano assumere, per quanto di competenza, e in accordo con gli enti locali, per la messa in sicurezza delle aree e per tutelare precauzionalmente la salute pubblica.

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