Cicloturismo e trasporto sui treni delle bici – Interrogazione del 30 giugno 2016   Leave a comment

image

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo .
— Per sapere – premesso che: 

l’articolo 6 del decreto legislativo n. 70 del 17 aprile 2014 «disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1371/2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario», entrato in vigore il 21 maggio 2014, riporta che: «le imprese ferroviarie consentono ai passeggeri di portare sul treno, se del caso dietro pagamento, le biciclette se sorto facili da maneggiare, se ciò non pregiudica il servizio ferroviario specifico e se il materiale rotabile lo consente (articolo 5 Reg. CE 1371/2007). In caso di inosservanza la sanzione sarà da 200 euro a 1.000 euro (…)»; 
la Federazione italiana amici della bicicletta (FIAB) dal 1987 è impegnata a migliorare in Italia il servizio di trasporto della bicicletta in treno; 
il sito Fiab-onlus.it, nella sezione attività, illustra come: «in molti stati Europei il trasporto della bicicletta insieme al viaggiatore è possibile, su gran parte dei treni in vagoni appositi, i vantaggi consentiti dall’integrazione fra questi due mezzi di trasporto sono essenzialmente tre: 1) creare un interscambio ideale negli spostamenti quotidiani; 2) favorire il cicloturismo a breve e media distanza; 3) favorire il cicloturismo a lunga distanza. Il primo punto si riferisce soprattutto alla possibilità di alternare i percorsi da compiere in bicicletta con i trasferimenti in treno. In sostanza una sorta di uso quotidiano anche entro il perimetro urbano; ad esempio il percorso casa-stazione in alternativa all’automobile. Il secondo punto prevede (…) le escursioni di un giorno, visto che appena si scende dal treno è possibile pedalare subito in zone interessanti. Il terzo obiettivo riguarda la possibilità di trasportare le bici lontano dal luogo di partenza, direttamente nelle località dalle quali si intende iniziare il proprio viaggio cicloturistico; 
«la FIAB ha iniziato nel 1987 la prima campagna a favore del binomio “bici+treno”, facendo stampare e firmare 8.000 cartoline indirizzate al Ministero dei trasporti. Quindi nel 1991 furono spedite 116.000 cartoline in un’altra campagna. In quegli anni si ottenne l’istituzionalizzazione del servizio e importanti miglioramenti»; 
«negli ultimi anni però, pur avendo migliorato il materiale rotabile, scarsa attenzione è stata dedicata da Trenitalia all’intermodalità. La regionalizzazione diffusa dei servizi, che avrebbe dovuto favorire l’utilizzo del treno come mezzo di trasporto alternativo all’auto, non ha portato grandi benefici per la maggior parte degli utenti del servizio treno+bici per la mancanza di lungimiranza di molte Amministrazioni locali che si ostinano a non credere che tale servizio potrebbe dare slancio all’economia dei territori; 
la FIAB è costantemente impegnata nel richiedere il potenziamento del servizio sui treni regionali e l’estensione anche ai treni a lunga percorrenza per i quali ancora è previsto lo smontaggio delle bici e la loro sistemazione in apposite sacche che ne limitano l’utilizzo da parte dei cicloturisti»; 
il 26 maggio 2016, l’articolo de Il Giornale di Vicenzadal titolo «In treno solo due bici. Decine di turisti a terra e scoppia la protesta» racconta di «Decine di ciclisti stranieri lasciati a piedi da Trenitalia, comprensibilmente infuriati per un disservizio che per loro risulta assolutamente incomprensibile». La giornalista, Francesca Cavedagna, nella nota stampa riporta la vicenda spiegando come: «a Bassano del Grappa, sulla ciclabile della Valbrenta passano ogni anno ben 300 mila cicloturisti ma i treni di andata o ritorno da Trento possono caricare al massimo due bici, tranne nei mesi di luglio e agosto quando ne ospitano invece 32 (…)». Dall’articolo emerge come i cicloturisti tedeschi non si siano lasciati intimorire e, forti di aver pagato il biglietto, siano saliti ugualmente sul treno; 
l’articolo, inoltre, riporta la dichiarazione di Roberto Astuni, Presidente degli albergatori bassanesi, che afferma: «È un problema che va risolto in fretta perché le perdite sul fronte economico e promozionale per il territorio sono immense. È la politica che deve intervenire. Noi siamo pronti da un pezzo e lo stiamo dimostrando. Non potenziare e mettere in sinergia tutti gli enti che possono sostenere il cicloturismo sarebbe un autogol clamoroso – spiega Astuni Basti pensare che nel 2010 i cicloturisti a Bassano erano 30 mila e ora siamo a quota 300 mila. Un turista tedesco spende in media 500 euro alla settimana in prodotti enogastronomici e di artigianato. Non è pensabile che il servizio ferroviario sia così carente. Bisogna fare qualcosa subito e la politica deve darci una mano, altrimenti perderemo un’occasione importantissima per il rilancio anche economico del territorio. L’esperienza vissuta dai cicloturisti rimasti bloccati a Bassano» conclude Astuni «è una cartolina pericolosissima. Il messaggio che passerà ai turisti stranieri è che possono venire a Bassano in bici solo nei mesi estivi e il danno che questo potrebbe provocare è incalcolabile e, ovviamente, inaccettabile»;
in data 1o settembre 2 15 il sito online sportindustry.com spiega che: «Il cicloturismo, in Europa, ha un indotto economico di 44 miliardi i euro, con oltre 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti. In Italia il valore potenziale del cicloturismo è di circa 3,2 miliardi di euro.» Il CISET – Centro internazionale di studi sull’economia turistica, in un articolo del 12 giugno 2016 in relazione al settore menzionato, riporta come tra le mete europee scelte dai visitatori l’Italia occupi l’ottava posizione grazie alla forte attrattività di Trentino Alto Adige, del Lungo Po Ferrarese, del Lago di Garda e della Toscana; 
il Sole 24 Ore, in un articolo del 31 luglio 2015, illustra che: «con 2.728.600 esemplari prodotti nel 2014, in crescita del 2,1 per cento sull’anno precedente, l’Italia si conferma primo produttore di biciclette in Europa (fonte Ancma) (…)» e sottolinea come, per la promozione e valorizzazione del cicloturismo, l’offerta territoriale in molte regioni italiane si stia ampliando; 
un team di tecnici denominato Dastu del Politecnico di Milano ha ideato, nel 2009, «VenTo», il progetto di fattibilità della dorsale cicloturistica più lunga d’Italia che attraversa le regioni Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna su un percorso di 679 chilometri. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, al «Vento Bici Tour 2015» ha dichiarato che: «il progetto genera un indotto enorme, fosse solo per l’aspetto economico non possiamo farci sfuggire quest’occasione che genera ricchezza e lavoro»; 
in data 30 luglio 2015 il sito online Ansa.it informa di un tavolo di confronto sul progetto «VenTo» tra il presidente del Veneto, Luca Zaia, il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, gli assessori regionali al turismo dell’Emilia Romagna e del Piemonte, Maurizio Melucci e Antonella Parigi e i rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte nel progetto, dall’autorità di bacino del Po all’Enit (Agenzia nazionale del turismo). Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, presente all’incontro ha affermato: «Sono molto felice di riscontrare una così ampia condivisione. Il Mibact lavorerà per facilitare tutte le fasi della realizzazione lasciando autonomia alle amministrazioni locali. Per questo, già nei prossimi giorni invieremo a tutte le istituzioni coinvolte una bozza di protocollo d’intesa per permettere al tavolo tecnico di lavorare sin da settembre nelle operazioni di censimento delle strutture esistenti e nell’elaborazione dei progetti da presentare in ambito comunitario»; 
l’articolo, in ultimo, riporta di un secondo incontro tra i rappresentanti delle regioni coinvolte nel progetto «Via Francigena» e spiega che: «anche su questo, il Mibact ha annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per arrivare ad una governance unica del progetto. Sulla via Francigena – ha detto Franceschini agli assessori regionali al turismo di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Molise, Puglia dobbiamo fare un salto di qualità: il progetto ha tutte le caratteristiche per diventare un formidabile modello culturale ed una best practice comunitaria da riprodurre in altri territori»; 
il 27 dicembre 2015 il sito online Ansa.it, in merito alla legge 28 dicembre 2015, n. 208 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» (legge di stabilità 2016) annuncia che, in relazione al settore della mobilità e del turismo sostenibile, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha stanziato «50 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche e ciclostazioni e di interventi per la sicurezza della ciclabilità cittadina: e 3 milioni di euro per la progettazione e realizzazione di itinerari turistici a piedi»; 
in data 13 giugno 2016, la Fiab sul sito istituzionale, illustra che: «Ferrovie dello Stato si appresta ad investire 4,5 miliardi di euro per rinnovare la flotta di treni regionali. Se si farà come in passato, avremo treni inadeguati per il trasporto bici ancora per qualche decennio a fronte di un servizio sempre più richiesto sia dai pendolari che da un cicloturismo in crescita. Insomma avremmo perso anche questo treno.»; 
nella stessa giornata, Giulietta Pagliaccio, Presidente di Fiab Onlus, ha inoltrato una missiva al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, per chiedere un «preciso indirizzo politico da parte dell’Autorità di Governo Nazionale perché tutte le Regioni adottino una stessa tipologia di carrozza ferroviaria – uniforme su tutto il territorio nazionale – adatta anche ad un utente con bicicletta al seguito

– quali iniziative intendano assumere i Ministri interrogati, per quanto di competenza, al fine di garantire, in tutte regioni italiane e nelle stesse modalità, la possibilità per i passeggeri di trasportare le biciclette sui treni; 

– come intenda il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dar seguito alla richiesta contenuta nella missiva inoltrata da FIAB, il 13 giugno 2016 alla luce del forte sviluppo e del potenziale economico che il cicloturismo rappresenta. (5-08994)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: