Museo Ferroviario di Campo Marzio e riattivazione Transalpina – Sollecito interrogazione dd 11 maggio 2016 – 01 luglio 2016   Leave a comment

Al Servizio Assemblea
Sindacato Ispettivo
S E D E

Oggetto: Richiesta sollecito risposta interrogazione n.4/13168

Spett. Servizio,
con la presente nota si sollecita la risposta del Ministero dei Beni e delle Attività Culturale e del Turismo all’ interrogazione in oggetto, presentata dal sottoscritto in data 12 maggio 2016.

Cordiali saluti  
Aris Prodani
Roma, 01/07/2016

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 

Aris Prodani

per sapere –

premesso che –

La Fondazione FS Italiane è stata costituita nel 2013 da Ferrovie dello Stato Italiane, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) allo scopo di valorizzare e preservare il patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane;

con una nota stampa congiunta del 11 aprile 2015, Fondazione Fs Italiane e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno comunicato la nascita di “una piattaforma di nuove strategie per un turismo sostenibile, motore di crescita sociale, economica e culturale, con un progetto che vedrà il Mibact insieme alla Fondazione FS Italiane, nella promozione e valorizzazione di una parte del patrimonio culturale per lo più sconosciuto al turismo di massa. Obiettivo prioritario del progetto è quello di valorizzare e promuovere, attraverso l’emozione concreta di un viaggio su binari d’altri tempi, l’affascinante scoperta di un territorio, con i suoi incantevoli borghi, parchi, castelli, itinerari inconsueti da raggiungere in treno, da percorrere poi a piedi o in bicicletta, con proposte culturali e artistiche di alto livello. (…) Locomotive a vapore, diesel ed elettriche, carrozze in legno dei primi del ‘900 e “Littorine” per condurre i viaggiatori sulle linee ferroviarie che collegano borghi e paesi nascosti nel verde, spesso custodi di antichi monumenti, opere d’arte e vivaci tradizioni: un vero e proprio “museo dinamico” alla portata di tutti (…)”;

in data 16 dicembre 2015, Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ha svolto, presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, l’audizione nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge recante “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”. Nell’audizione medesima, Franceschini, ha dichiarato: «Siamo disponibili a dare il nostro contributo e il nostro sostegno in tutte le forme possibili. Questo è un tema centrale nelle strategie del Mibact per lo sviluppo di un turismo lento e sostenibile e il fatto che ci sia una proposta di legge sul riuso di quasi 800 chilometri di linee ferroviarie dismesse in posti incantevoli del nostro Paese è davvero un fatto importante»;

per perseguire tale obiettivo, in data 3 dicembre 2015, il Mibact ha concluso il percorso d’ingresso all’interno della Fondazione Ferrovie dello Stato. Gli obiettivi principali vedono come protagonista lo sviluppo del turismo ferroviario con treni d’epoca sulle linee ferroviarie più paesaggistiche della Penisola, la valorizzazione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, il riordino del fondo degli archivi delle Ferrovie in Italia dall’800 ad oggi;

Il Museo ferroviario di Trieste Campo Marzio è un museo, dedicato alla storia delle ferrovie del Friuli e della Venezia Giulia, e ai relativi mezzi di locomozione, personale, sistemi di manutenzione e gestione. Il numero degli oggetti esposti nel museo, inizialmente limitato, è aumentato con le donazioni di reperti da parte di appassionati della storia delle ferrovie, fino a giungere a una collezione che, per quantità e qualità, rappresenta una vera “testimonianza storica” di un periodo che va dalla prima metà dell’800 alla prima metà del ‘900;

il Museo, ospitato in una porzione della Triest Staatsbahnhof edificata tra il 1901 e il 1906 su progetto dell’architetto Robert Seelig, venne aperto al pubblico nel 1984 su iniziativa dei volontari del Dopolavoro Ferroviario, che ne curano ancora oggi la gestione, la manutenzione e la fruibilità. Più volte, nel corso degli anni, il museo ha corso il rischio di chiusura e la contestuale dispersione delle raccolte del Museo. Di recente, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia ha imposto tre vincoli che hanno sancito stazione e museo quali beni indissolubili: il vincolo architettonico per l’edificio, il vincolo sulla collezione e sul mantenimento del legame con il contesto in cui si trova attualmente e il vincolo sui binari che collegano il Museo con la rete ferroviaria;

Nel 2007 la Giunta regionale FVG ha provveduto ad approvare la revisione della classificazione dei musei pubblici del Friuli Venezia Giulia riconoscendo il Museo Ferroviario con la qualifica di “Museo medio” mentre nel 2009 la stipula di una convenzione, rinnovata recentemente, con il Comune di Trieste ha inserito il Museo Ferroviario nell’ambito dei Civici Musei;

da un articolo del Il Piccolo, del 3 gennaio 2016, l’ingegnere Roberto Carollo, direttore del Museo Ferroviario ha dichiarato che «nel 2015 abbiamo registrato oltre 6mila visitatori, un record assoluto,considerando che l’anno prima erano stati circa 5mila. Sono numeri importanti, visto che – sottolinea – il museo si regge grazie al lavoro dei volontari e per questo è aperto solo tre mezze giornate a settimana, ma l’impegno è davvero grande e riusciamo a organizzare visite guidate, open day, pubblicazioni, mostre e altri eventi in grado di far conoscere sempre più il museo. I visitatori sono arrivati da ogni parte del mondo, il 50% sono stranieri, alcuni anche da molto lontano, e in generale l’80% sono da fuori città. (…) la maggior parte dei musei ferroviari sono ospitati in depositi, ex magazzini o aree dismesse, il nostro invece si trova in una stazione di testa e in pieno centro cittadino, inoltre i binari sono ancora funzionanti e questo fattore rappresenta una grande potenzialità. Qui potrebbero partire o arrivare direttamente i treni turistici (…) Mi piacerebbe ci fosse una Fondazione per l’archeologia industriale di Trieste che unisca tre siti, la Centrale Idrodinamica, l’Ursus e il Museo Ferroviario, perché il legame tra porto e ferrovie fa parte della storia della nostra città. In questo modo si potrebbero creare sinergie utili e un lavoro di promozione in rete, penso ad esempio a giri turistici ad hoc»;

dal sito http://www.fs.italiane.it si apprende del “bilancio fortemente positivo per i viaggi turistici in treno storico organizzati in Italia dalla Fondazione FS Italiane. Crescono i numeri dei viaggiatori trasportati e degli eventi alla scoperta della bella provincia italiana, organizzati anche in occasione di manifestazioni culturali e enogastronomiche locali (…) Con ben 68 treni storici trainati, le locomotive a vapore, tra i rotabili d’epoca più suggestivi e affascinanti, rappresentano il mezzo di trazione maggiormente utilizzato. Seguono le locomotive diesel (44), elettriche (34) e le automotrici (20). Nel 2015 si è consolidato il grande successo del progetto di riapertura a scopi turistici di alcune linee dismesse caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono (…). Sui soli “Binari senza tempo” sono stati organizzati 86 eventi che hanno accolto a bordo più di 32mila turisti”;

il recupero e la valorizzazione del Museo Ferroviario di Campo Marzio sarebbero un obiettivo che vedrebbe impegnati Ferrovie dello Stato (FS), attraverso la sua Fondazione, la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Comune di Trieste. In data 28 febbraio 2016, una nota stampa della Regione Fvg, riferisce di un incontro su questo tema tra la presidente del FVG Debora Serracchiani, il direttore della Fondazione FS Luigi Cantamessa e il sindaco di Trieste Roberto Cosolini. La nota riporta che “l’obiettivo è stato quello di riqualificare il Museo ma anche quello di utilizzare i binari, mantenendoli allacciati alla rete, a scopo turistico, in particolare per quanto concerne il collegamento ferroviario con il polo Museale di Miramare, come già ipotizzato anche con il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, andando nel contempo a valorizzare la suggestiva stazione voluta a ridosso del parco dallo stesso Massimiliano d’Asburgo”;

nella stessa giornata, un articolo de Il Piccolo riporta le parole del sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, secondo il quale “l’obiettivo è che l’intervento venga realizzato in tempi stretti, anche se non sono pochi i lavori da effettuare. L’immobile, (…) richiede urgentemente un’operazione di recupero che tenga conto dei vincoli architettonici. La priorità, però, sembra essere quella di individuare un progetto di riutilizzo dell’intera area (…); i tempi per la realizzazione di un protocollo di intesa con la Regione e le Ferrovie dovrebbero essere brevi. Abbiamo davanti un interlocutore forte, che per la prima volta ha dimostrato di credere nella valorizzazione e nello sviluppo di Campo Marzio»;

un’ articolo del Il Piccolo del 1 aprile 2014 ha comunicato che la linea che dalla stazione di Campo Marzio raggiunge Opicina via Rozzol e Guardiella – la cosiddetta linea «Transalpina» – sia stata chiusa a causa di “un cedimento strutturale nella galleria Revoltella e di alcuni guasti sui binari”; (…) l’ufficio stampa regionale delle Fs fa sapere che “la tratta della Transalpina che collega la stazione di Campo Marzio con quella di Opicina resterà inagibile almeno fino al 2016”. Non è dato sapere all’interrogante se e quali interventi siano stati realizzati o siano in corso per la riattivazione della linea-:

se, alla luce dell’impegno con Fondazione Fs, intenda promuovere lo sviluppo del Museo Ferroviario di Trieste, la cui collezione è stata dichiarata dalla Soprintendenza di eccezionale valore storico ed etnografico, e secondo quali modalità e tempistiche

se intenda sostenere il potenziamento del Museo Ferroviario di Trieste, e in particolare l’acquisto, il recupero, il restauro e la riattivazione dei beni conservati nel museo, nonché per l’adeguamento degli arredi e dell’edificio museale;

come intenda valorizzare la struttura richiamata in premessa, secondo quale formula e secondo quale tipologia gestionale;

se intenda fornire dei chiarimenti e maggiori informazioni circa l’iter e le tempistiche del Protocollo di intesa sulla Stazione di Campo Marzio tra Fondazione FS, Regione FVG e Comune di Trieste annunciato il 28 febbraio scorso

come intenda intervenire, presso Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, al fine di riattivare la linea «Transalpina» per favorire lo sviluppo del turismo ferroviario del territorio e l’eventuale collegamento per merci e persone dalla città all’Altipiano

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