Ritardo fondi minoranza italiana in Slovenia e Croazia – 07 luglio 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta in Commissione

Prodani Aris

Al Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro degli affari esteri e della Cooperazione Internazionale

— Per sapere – premesso che:

la Legge 21 marzo 2001, n. 73 “Interventi a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo all’art. 1, comma 2, illustra che: “ lo stanziamento a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia, di cui al comma 2 dell’articolo 14 della legge 9 gennaio 1991, n. 19, sarà utilizzato mediante convenzione da stipulare tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Unione italiana e l’Università popolare di Trieste, sentito il parere, da esprimere entro quarantacinque giorni dalla richiesta del Ministero degli Affari Esteri, della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, o comunque delle singole associazioni. Detto stanziamento è finalizzato alla realizzazione di interventi ed attività, indicati dall’Unione in collaborazione con la regione Friuli – Venezia Giulia, da attuare nel campo scolastico, culturale, dell’informazione nonché, fino ad un massimo del 20 per cento dello stanziamento annuo previsto, nel campo socio – economico”;

in data 02 luglio 2015, Il sito online del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Slovenia e Croazia, nella nota stampa dal titolo “Firmata Convenzione a favore della minoranza italiana autoctona per il 2015” riporta la notizia della firma, a Roma, della Convenzione per il 2015 tra il Ministero degli Affari Esteri, l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana. Il trattato è stato firmato dal Direttore Generale per l’Unione Europea Giuseppe Buccino Grimaldi, per l’Università Popolare di Trieste dal presidente Fabrizio Somma, e per l’Unione Italiana dal presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul;

il comunicato spiega, inoltre, come: “Il valore della Convenzione 2015 è pari a 3.132.217 Euro dedicati agli interventi previsti nel corso dell’anno corrente, in favore della Comunità italiana autoctona nelle Repubbliche di Slovenia e Croazia, come precedentemente approvati dal Comitato di Coordinamento, presieduto dal Ministero degli Affari Esteri. Del Comitato fanno parte anche le rappresentanze diplomatico-consolari italiane in Slovenia e Croazia, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Università Popolare di Trieste, l’Unione Italiana e Federesuli, quest’ultima con stato consultivo. (…) Una parte importante del finanziamento, pari a 1.050.194  andrà a beneficio delle scuole e degli asili con lingua d’insegnamento italiana in Slovenia e Croazia – che hanno complessivamente circa 4000 alunni – per consentire interventi per finanziare le attività didattiche e di supporto, nonché per la fornitura di arredi e mezzi didattici”.

“Per quanto riguarda infine la realizzazione di attività culturali, socio-economiche, sportive e artistiche, a favore di Istituzioni, Enti e Istituti che operano nell’ambito della Comunità Nazionale Italiana – concludono i rappresentanti dell’U.I. e dell’UPT nella nota stampa – sono stati stanziati 2.032.072 Euro che serviranno a finanziare un ampio programma di attività, assistito anche da autofinaziamento. In tale ambito vi saranno in particolare iniziative nel settore universitario, del sostegno allo start-up di imprenditoria giovanile, alla trasmissione in Croazia dei programmi italiani di TV Capodistria sul digitale terrestre ed ad un importante raduno dei giovani connazionali che si terrà a Pola il prossimo settembre”.

in data 15 dicembre 2015, il Piccolo di Trieste, nell’articolo “Legge di Stabilità, 5,8 milioni di euro per le minoranze italiane”, riporta come: “la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato lo stanziamento nella Legge di stabilità di 5,8 milioni di euro all’anno a favore delle tradizioni storiche, culturali e linguistiche delle comunità giuliano dalmate e a sostegno delle minoranze italiane in Slovenia e Croazia. (…) I fondi andranno al finanziamento di due leggi: quella a favore delle tradizioni storiche, culturali e linguistiche delle comunità giuliano dalmate (in riferimento alla Legge 72/2001 è autorizzata la spesa la spesa di 2,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e  2018 ) e quella a sostegno delle minoranze italiane in Slovenia e Croazia (in riferimento alla Legge 73/2001 e’ autorizzata  la spesa di 3,5 milioni di euro per ciascuno degli anni  2016,  2017  e 2018)”;

In data 03 luglio 2016 il quotidiano, Il Piccolo di Trieste, in un articolo dal titolo «Non arrivano i fondi l’Unione Italiana ora rischia la paralisi» illustra le difficoltà della Comunità nazionale italiana e riporta la dichiarazione del Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, che in apertura dei lavori dell’esecutivo presso la Comunità di Levade-Gradigne, nell’Istria centrale, ha affermato: «Purtroppo i regolari fondi da Roma e dal Friuli Venezia Giulia non arrivano e non ricordo una situazione precedente come questa, neanche negli anni più difficili per gli Italiani». La nota stampa spiega che: “Tremul ha ricordato che le relative convenzioni non sono state ancora firmate e che finora il Comitato di coordinamento per le attività in favore della Comunità nazionale italiana in Slovenia e Croazia non si è ancora espresso sulla programmazione relativa al 2016.”;

Il Presidente ha, inoltre, dichiarato come: « (..) l’Assemblea dell’Unione Italiana ha accolto nel febbraio scorso il Programma di lavoro e il Piano finanziario redatto già nel dicembre scorso e successivamente in parte modificato in seguito a una soluzione di compromesso raggiunta con l’Università Popolare di Trieste». «In questo momento – ha evidenziato Tremul – le Comunità degli Italiani e le altre nostre istituzioni sono venute a trovarsi con l’acqua alla gola e praticamente non dispongono più di risorse per portare avanti l’attività ordinaria e per la copertura delle spese di gestione». Alla fine sconfortato ha dichiarato: «Non ho una spiegazione, non capisco il motivo e non vedo una ragione per questa situazione.»;

se i  Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto riportato in premessa;

se intendano spiegare le cause del ritardo della firma delle previste Convenzioni e fornire i dovuti chiarimenti sulle tempistiche necessarie;

se intendano fornire i chiarimenti sulle tempistiche necessarie per l’erogazione delle risorse destinate alle spese di gestione e dell’attività ordinaria della Comunità nazionale italiana.

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