Museo Ferroviario di Campo Marzio – Question time X Commissione 27 luglio 2016   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/09290

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 663 del 27/07/2016
Firmatari
Primo firmatario: PRODANI ARIS 
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 27/07/2016

Commissione assegnataria
Commissione: X COMMISSIONE (ATTIVITA’ PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
Ministero destinatario:
MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO delegato in data 27/07/2016

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-09290
presentato da
PRODANI Aris
testo di
Mercoledì 27 luglio 2016, seduta n. 663
Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

la Fondazione FS Italiane è stata costituita nel 2013 da Ferrovie dello Stato Italiane, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) allo scopo di valorizzare e preservare il patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane; 
con una nota stampa congiunta dell’11 aprile 2015, Fondazione Fs Italiane e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno comunicato la nascita di «una piattaforma di nuove strategie per un turismo sostenibile, motore di crescita sociale, economica e culturale, con un progetto che vedrà il Mibact insieme alla Fondazione FS Italiane, nella promozione e valorizzazione di una parte del patrimonio culturale per lo più sconosciuto al turismo di massa. Obiettivo prioritario del progetto è quello di valorizzare e promuovere, attraverso l’emozione concreta di un viaggio su binari d’altri tempi, l’affascinante scoperta di un territorio, con i suoi incantevoli borghi, parchi, castelli, itinerari inconsueti da raggiungere in treno (…)»; 
in data 16 dicembre 2015, Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha svolto presso la commissione trasporti della Camera dei deputati un’audizione nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge recante «Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico». Il Ministro ha affermato che: «siamo disponibili a dare il nostro contributo e il nostro sostegno in tutte le forme possibili. Questo è un tema centrale nelle strategie del Mibact per lo sviluppo di un turismo lento e sostenibile e il fatto che ci sia una proposta di legge sul riuso di quasi 800 chilometri di linee ferroviarie dismesse in posti incantevoli del nostro Paese è davvero un fatto importante»; 
per perseguire tale obiettivo, il 3 dicembre 2015 il Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo ha concluso il percorso d’ingresso all’interno della Fondazione Ferrovie dello Stato. Gli obiettivi principali vedono come protagonista lo sviluppo del turismo ferroviario con treni d’epoca sulle linee ferroviarie più paesaggistiche della Penisola, la valorizzazione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, il riordino del fondo degli archivi delle Ferrovie in Italia dall’800 ad oggi; 
il museo ferroviario di Campo Marzio a Trieste è dedicato alla storia delle ferrovie del Friuli e della Venezia Giulia e ai relativi mezzi di locomozione, personale, sistemi di manutenzione e gestione. Il numero degli oggetti esposti, inizialmente limitato, è aumentato con le donazioni di reperti da parte di appassionati della storia delle ferrovie, fino a giungere a una collezione che, per quantità e qualità, rappresenta una vera «testimonianza storica» di un periodo che va dalla prima metà dell’800 alla prima metà del ’900; 
il museo, ospitato nella ex stazione ferroviaria di Campo Marzio, venne aperto al pubblico nel 1984 su iniziativa dei volontari del Dopolavoro Ferroviario, che ne curano ancora oggi la gestione, la manutenzione e la fruibilità. Più volte, nel corso degli anni, il museo ha corso il rischio di chiusura e la contestuale dispersione delle raccolte. Di recente, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia ha imposto tre vincoli che hanno sancito stazione e museo quali beni indissolubili: il vincolo architettonico per l’edificio, il vincolo sulla collezione e sul mantenimento dei legame con contesto in cui si trova attualmente e il vincolo sui binari che collegano il museo con la rete ferroviaria; 
da un articolo del Il Piccolo del 3 gennaio 2016, l’ingegnere Roberto Carollo, direttore del museo ferroviario, ha dichiarato che «nel 2015 abbiamo registrato oltre 6 mila visitatori, un record assoluto, considerando che l’anno prima erano stati circa 5 mila. Sono numeri importanti, visto che – sottolinea – il museo si regge grazie al lavoro dei volontari e per questo è aperto solo tre mezze giornate a settimana, ma l’impegno è davvero grande e riusciamo a organizzare visite guidate, open day, pubblicazioni, mostre e altri eventi in grado di far conoscere sempre più il museo (…)»; 
pertanto, risulta evidente come il museo, opportunamente supportato e promosso, potrebbe rafforzare la propria attrattività turistica e portare a positive ricadute economiche sul complesso del territorio; 
il 28 febbraio 2016, una nota stampa della regione Friuli Venezia Giulia ha riportato l’esito di un incontro tra la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il direttore della Fondazione FS Luigi Cantamessa e l’ex sindaco di Trieste Roberto Cosolini; l’incontro era finalizzato a «riqualificare il Museo ma anche utilizzare i binari, mantenendoli allacciati alla rete, a scopo turistico, in particolare per quanto concerne il collegamento ferroviario con il polo Museale Miramare, come già ipotizzato anche con Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, andando nel contempo a valorizzare la suggestiva stazione voluta a ridosso del parco dallo stesso Massimiliano d’Asburgo»; 
nella stessa giornata, un articolo de Il Piccolo riporta le parole di Roberto Cosolini, al tempo sindaco di Trieste, secondo il quale: «(…) la priorità sembra essere quella di individuare un progetto di riutilizzo dell’intera area (…); i tempi per la realizzazione di un protocollo di intesa con la Regione e le Ferrovie dovrebbero essere brevi. Abbiamo davanti un interlocutore forte, che per la prima volta ha dimostrato di credere nella valorizzazione e nello sviluppo di Campo Marzio» –: 
se intenda fornire dei chiarimenti e maggiori informazioni circa l’iter e le tempistiche del protocollo di intesa sulla stazione di Campo Marzio tra Fondazione FS, Regione Friuli Venezia Giulia e comune di Trieste annunciato il 28 febbraio e come intenda valorizzare la struttura, secondo quale formula e secondo quale tipologia gestionale. (5-09290)

Risposta  pubblicata Giovedì 28 luglio 2016
nell’allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-09290

L’Onorevole interrogante, dopo aver correttamente ricordato l’impegno manifestato dal MIBACT e dalla Fondazione FS (di cui il Ministero è entrato a far parte) per la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico ferroviario, anche a fini di promozione culturale e turistica del territorio, e richiamata la situazione del Museo ferroviario di Campo Marzio a Trieste, di cui sottolinea la rilevanza e le potenzialità, chiede in particolare come il Ministero intenda valorizzarlo. 
Al riguardo, ricordo in primo luogo la situazione proprietaria: la società FS Italiane è proprietaria del Museo Trieste Campo Marzio, mentre RFI-Rete Ferroviaria Italiana è l’ente proprietario e gestore della linea ferroviaria Trieste Campo Marzio – Villa Opicina – Trieste centrale. Invece parte dei rotabili storici presenti nel Museo sono di proprietà della Fondazione FS. 
La linea ferroviaria menzionata è attualmente interrotta a causa dell’esecuzione di alcuni urgenti lavori, relativi alle gallerie e al binario, la cui realizzazione è a cura della stessa RFI-Rete Ferroviaria Italiana e – riferisce l’ente responsabile – sarà ripristinata, compatibilmente con la disponibilità finanziaria, entro e non oltre la fine del 2017. Tale riattivazione consentirà la riapertura anche del servizio turistico cosiddetto «Rondò di Trieste». 
Non vi ha dubbio sul fatto che la linea tra Campo Marzio e Trieste centrale si presti ottimamente ad un traffico ferroviario turistico, che è di interesse tanto del MIBACT quanto della Fondazione FS promuovere e sostenere, anche attraverso l’utilizzo di treni storici e che tale linea, come ricordato anche nell’interrogazione, sia suscettibile di concorrere a valorizzare ulteriormente il Castello di Miramare, il quale è dotato di un’apposita stazione, di pregio storico architettonico. 
Per quanto riguarda la auspicata – e condivisa dal Ministero – riqualificazione del museo, la Fondazione FS ha già redatto un progetto da cui si evince la fattibilità e l’onere, il cui costo è stato quantificato in 12,5 milioni di euro, somma che nel suo totale ammontare esula dalle disponibilità della sola Fondazione. Occorre quindi pensare al convergere di più enti e istituzioni verso tale obiettivo, così da ripartire in termini congrui l’onere. Proprio al fine di verificare fattibilità e compatibilità finanziarie, è stato quindi avviato lo studio di un protocollo di intesa, che potrebbe essere sottoscritto dalla Regione Friuli, dal Comune di Trieste, dal Gruppo FS Italiane e dalla Fondazione FS, cui potrebbe aggiungersi il Mibact. Le relative attività istruttorie hanno avuto una sospensione in relazione allo svolgimento delle recenti elezioni amministrative nel comune di Trieste; assicuro comunque l’Onorevole interrogante che il Ministero è disponibile a partecipare al confronto e a concorrere al buon esito dell’iniziativa per quanto di competenza, pur dovendo chiarire che, al momento, non è prevista l’assegnazione di fondi per tale finalità. Tale obiettivo potrebbe tuttavia rientrare nei futuri atti di programmazione finanziaria. 
Ricordo infine che uno dei poli della recente riforma del MIBACT è costituito dalla valorizzazione del sistema museale nazionale. In tale contesto, sono stati creati i poli museali regionali, i cui direttori hanno specifici compiti di coordinamento e valorizzazione anche con riferimento ai musei non statali, quale è il Museo di Campo Marzio. Il Museo potrebbe quindi, una volta risolto il nodo dei finanziamenti, ottenere l’accreditamento per entrare a far parte del sistema museale regionale.

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