Centrale: in autunno il biomonitoraggio – Il Piccolo 30 luglio 2016   Leave a comment

di Laura Blasich 

Biomonitoraggio, misura della radioattività, una nuova indagine sui licheni: è quanto la Regione, attraverso Arpa, metterà in campo a partire dall’autunno per rafforzare il controllo sulla centrale termoelettrica A2a di Monfalcone. La serie di interventi è stata presentata ieri ai presidenti dei Comitati di rione dall’assessore regionale all’Ambiente, Sara Vito, nel corso di un incontro convocato nel primo pomeriggio nel Palaveneto, al quale hanno preso parte il sindaco Silvia Altran e il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, e in cui, stando alla nota dell’assessorato, è stata anche illustrata la posizione assunta dalla Regione nel recente tavolo di confronto con A2A sul futuro dell’impianto. Secondo quanto affermato dall’assessore e dai tecnici di Arpa, l’attività di biomonitoraggio umano è ormai pianificata e di prossimo avvio. Il piano di attività prevede di effettuare su un campione di 50 soggetti volontari (25 maschi e 25 femmine) le analisi delle urine per rilevare i livelli di metalli e di alcuni marcatori. L’arruolamento dei volontari, il prelievo dei campioni e le analisi sono programmate per il terzo trimestre di quest’anno, mentre l’elaborazione dei dati verrà effettuata nel trimestre successivo. Oltre alle analisi biologiche, verranno realizzate con le medesime tempistiche anche nuove misure di esposizione ambientale per i metalli, gli idrocarburi policiclici aromatici e i composti organici volatili in due postazioni (via Boito e a Panzano). Entro fine anno ci sarà quindi, in base a quanto affermato ieri, un primo screening su un campione di popolazione residente in un raggio di 1.300 metri attorno alla centrale. Inoltre, come richiesto dai comitati monfalconesi, Arpa e Università di Trieste avvieranno nel periodo autunno-invernale un’indagine sui licheni adottando una metodologia di “citizen science”, con il coinvolgimento quindi delle scuole o di associazioni del territorio. Arpa ha inoltre pianificato una campagna di misura dei radionuclidi sul carbone e sulle ceneri presenti nei depositi, adottando i criteri della direttiva europea Euratom, non ancora in vigore, ma da recepire entro il 2018. Sono previsti 25 campionamenti, 25 misure di spettrometria gamma, 15 misure di irraggiamento e 5 misure radiochimiche in collaborazione con Ispra. Nei prossimi mesi proseguiranno anche le attività di supporto di Arpa, in particolare al Cnr, nei monitoraggi previsti dall’Aia, finalizzati anche a discriminare il contributo della centrale sul totale delle polveri presenti in atmosfera. Quanto ai monitoraggi ambientali “standard”, Arpa ha presentato i dati di qualità dell’aria e gli andamenti delle emissioni al camino. Gli indici di qualità dell’aria, stando alla nota della Regione, «sono rimasti su valori buoni e nell’ultimo anno non sono state rilevate anomalie direttamente riconducibili al funzionamento della centrale». In seguito all’attivazione dei sistemi di abbattimento Denox, inoltre, Arpa ha rilevato «una significativa riduzione delle emissioni di ossidi di azoto», quantificabili in circa la metà di quanto rilevato negli anni precedenti. «Arpa però non ha effettuato alcuna misurazione in relazione all’ammoniaca – ha rilevato la presidente del Comitato rione centro, Giuliana Garimberti dopo l’incontro -, come previsto dall’autorizzazione dei Denox. Non è stata presentata una suddivisione per comuni e rioni dell’incidenza dei tumori alla vescica e al polmone nella popolazione femminile, come richiesto, e non sono stati effettuati carotaggi del terreno. Resta poi da vedere se e in che tempi la Commissione etica darà il via libera alle analisi sulle urine». Nel sottolineare il crescente impegno di Arpa, anche all’interno della centrale, l’assessore Vito ha voluto evidenziare l’importanza di momenti di confronto come quello di ieri e ha anticipato che in autunno «verrà organizzato un nuovo incontro pubblico per continuare a dare ai comitati di quartiere e ai cittadini un ruolo da protagonisti nel ridisegnare il futuro della propria città». Quasi una risposta indiretta alla richiesta avanzata ieri sul suo blog dal deputato Aris Prodani di un incontro pubblico e non “riservato”. È quanto Prodani sostiene di essersi sentito dire dalla segreteria dell’assessore alla quale nella mattinata aveva chiesto di poter essere presente. L’associazione ambientalista Eugenio Rosmann ieri pure si è chiesta il motivo dell’esclusione dei sodalizi che da anni presidiano l’impatto presente e quello futuro della centrale.

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Pubblicato 30 luglio 2016 da Aris Prodani in 2016, Ambiente, Articoli 2016, FVG, Trieste

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