Archivio per 23 settembre 2016

Collegamenti ferroviari transfrontalieri Gorizia – Interrogazione al Ministero dei Trasporti    Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Per sapere – premesso che –

La ferrovia Nova Gorica-Gorizia è una linea ferroviaria internazionale, il cui traffico è disciplinato dalla “Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Slovenia concernente l’esercizio del servizio ferroviario attraverso la frontiera di stato” del 22 maggio 1995 e, conseguentemente, la circolazione dei treni è regolata dal Regolamento Circolazione Treni Rete Ferroviaria Italiana (R.F.I.), dal Regolamento Segnali R.F.I. per il tratto Gorizia C.le – Confine di Stato e dal Regolamento Segnali S.Ž. (Signalni Pravilnik) per la tratta Confine di Stato – Nova Gorica nonché nella stazione di Nova Gorica;

lo scrivente ha depositato l’ interrogazione a risposta scritta n. 4-12973, il 26 aprile 2016, ancora senza risposta, con la quale ha chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio se intendesse “di concerto con la Regione Fiuli Venezia Giulia e il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (Gect – Go), perseguire sforzi di coordinamento tra Italia e Slovenia finalizzati ad individuare le soluzioni più opportune per completare il corridoio ferroviario orizzontale”; 

il 19 settembre 2016 il Fatto Quotidiano, non essendoci stata un’evoluzione sul nodo ferroviario menzionato, ha ripreso l’argomento nell’articolo “Italia e Slovenia così vicine così lontane: tra Gorizia a Nova Gorica niente treni passeggeri. “Spesi nove milioni per nulla”” nel quale ha riportato come “(…) ci sono i circa 4 milioni spesi per progetti e studi di fattibilità rimasti lettera morta, e gli oltre 5 usati per costruire un polo logistico ferroviario oggi fantasma. Al confine tra Italia e Slovenia, i sindaci di Gorizia, Nova Gorica e San Pietro -Vertoiba, che speravano di veder finalmente ricuciti da un binario luoghi vicinissimi per geografia, ma separati per anni dalla storia, dovranno ancora attendere. Le loro aspettative si sono sgretolate di fronte alle scelte delle istituzioni dei due Paesi, tra cui anche Governo italiano e Regione Friuli Venezia Giulia, che dopo aver investito una montagna di denaro in studi e infrastrutture, poi hanno scelto di non completare i collegamenti e spostare i fondi europei su altre priorità (…)” ;

l’articolo, inoltre, ha spiegato che secondo Rfi, la società del gruppo Ferrovie dello stato che gestisce le reti ferroviarie italiane, sulla linea internazionale “è in corso un intervento di upgrading tecnologico del sistema di distanziamento in sicurezza dei treni che consentirà di aumentare gli standard di regolarità e puntualità della circolazione ferroviaria. Lavori previsti nel contratto di programma tra Ministero dei Trasporti e Rfi, che costeranno in totale mezzo milione di euro (…). Tra il 2010 e il 2013 due progetti finanziati da Bruxelles con circa 4 milioni di euro hanno dimostrato che queste infrastrutture erano fattibili, per un costo totale poco superiore: 4,7 milioni (…)”.

Il direttore del Gect-Go Sandra Sodini ha dichiarato in merito: “al Gect-Go l’anno scorso davano già la cosa per fatta: i soldi sarebbero arrivati dall’Europa attraverso il programma di cooperazione Italia-Slovenia. Da lì venivano le ingenti risorse che negli anni 2000-2006 e 2007-2013 le istituzioni dei due Paesi avevano già destinato a investimenti in trasporti nella zona di confine. A fine 2015, però, è arrivata la brutta sorpresa: “Ci aspettavamo che le autorità locali e nazionali, dopo aver investito negli studi di fattibilità, avrebbero deciso di far fruttare quei soldi e realizzare concretamente le opere. La stessa UE parla sempre di usare bene i fondi e capitalizzare gli investimenti. Invece, al momento di definire i settori a cui destinare le risorse del programma, hanno escluso i trasporti dalle priorità”-:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se intenda definire chiaramente in cosa consista l’upgrading tecnologico sulla linea internazionale indicato da Rfi e quale siano i tempi di realizzazione;

se intenda dare seguito ai progetti richiamati in premessa e sostenere attraverso azioni mirate la realizzazione del nodo ferroviario tra Gorizia e Nova Gorica che risulta di importanza fondamentale per i collegamenti tra l’Italia e l’Europa Centrale.