Promozione di Enit durante i giochi olimpici di Rio – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta in Commissione

Aris Prodani

 Al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo

Per sapere – premesso che –

L’articolo di Alberto Crepaldi “Turismo: l’Italia vola mentre Enit sembra su “Scherzi a parte”” pubblicato sul sito internet  www.glistatigenerali.com il 6 settembre 2016 ha citato la dichiarazione del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca: che, nel commentare l’incremento delle presenze registrato in Italia nel 2016, ha affermato: «si tratta di numeri di tutto rispetto che non ci devono però indurre a crogiolarci sugli allori: al Governo, che si accinge a varare il Piano Strategico Nazionale del Turismo, chiediamo di sganciare le zavorre che limitano la competitività delle nostre imprese».

Crepaldi ha anche sottolineato il ruolo di Enit (Agenzia Nazionale del turismo) nella campagna digital coordinata con le sedi estere e le Regioni in occasione dei Giochi della XXXI Olimpiade di Rio de Janeiro che, secondo le intenzioni,  “(…) avrebbe dovuto ricominciare a veicolare il brand Italia sui mercati mondiali del turismo. Invece si è reso protagonista, nelle ultime settimane, di gesta tafazziane memorabili (…)”. In particolare, l’articolo ha riferito della campagna di comunicazione #ilikeitaly elaborata da Enit: per celebrare ogni atleta medagliato, l’Agenzia, utilizzando un’immagine, ha richiamato l’origine regionale dell’atleta attraverso un piatto o un prodotto della sua gastronomia, con una grafica creata al momento.

Il sito internet Italia.it, portale istituzionale gestito dall’Enit e rivolto alla promozione turistica del nostro Paese, ha diffuso le foto degli atleti medagliati in abbinamento ai territori di provenienza o ai prodotti tipici attraverso i profili dei social network Twitter e Facebook ottenendo, tuttavia, un numero esiguo di retweet e like;

tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.it, blog di critiche costruttive sul turismo e sulla cultura  curato da Luciano Ardoino, il 23 agosto 2016 ha approfondito la strategia comunicativa di Enit durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro e, a riguardo ha osservato come “la responsabile del digitale e dell’innovazione dell’ente di marketing turistico assunta da circa un mese, Roberta Milano, si auto elogia su facebook con queste parole: Al lavoro da pochi giorni, una lotta incredibile contro il tempo, ma volevamo sfruttare l’occasione delle Olimpiadi e il legame tra eventi sportivi e turismo”. Ardoino ha spiegato che “in poche parole avrebbero menzionato sul web chi avesse vinto una medaglia alle Olimpiadi, accompagnate da foto di piatti culinari caratteristici della Regione di appartenenza. E le Regioni che non hanno avuto dei partecipanti medagliati ?”

il 18 agosto 2016, nell’articolo “Telegramma … agli incapaci”, il blog menzionato ha spiegato che, durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro,  mentre “tutte le nazioni partecipanti (in totale 207) hanno attrezzato uno spazio espositivo aperto al pubblico ed arricchito di incontri tra imprese nel centro cittadino (progetti, start up, incontri B2B etc.), l’Italia ha aperto lo spazio “Casa Italia” dove ci si può accedere tuttavia solo per inviti e situato a 20 km dal centro città (…). In Italia il Titolo V della Legge Costituzionale n. 3/2001 demanda alle Regioni la responsabilità del turismo…Regioni presenti… zero”;

gli articoli di Crepaldi e Ardoino hanno, in ultimo, analizzato la “Serata Enogastronomica nei XXXI Giochi Olimpici”,  evento tenutosi lo scorso 18 agosto nella città di Rio de Janeiro e organizzato da Enit per presentare al mondo turistico brasiliano le eccellenze enogastronomiche delle Regioni italiane.

Il menù scelto dall’Agenzia per la serata, organizzata presso il Consolato italiano per mancati accordi con il CONI davanti a una platea selezionata di duecento ospiti tra tour operator locali, giornalisti, rappresentanti dei media ed esponenti della cultura, è stato caratterizzato da “errori e “incidenti” grossolani”.  Inoltre, non erano presenti i piatti tradizionali di diverse Regioni italiane (Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia, l’Umbria, il Molise, la Basilicata e la Calabria);
il 21 settembre 2016, Ardoino in un articolo ha riportato la strategia comunicativa di Enit e ha commentato che “sconsolante è il panorama comunicativo in cui ci muoviamo: al momento non sembra esserci un coordinamento capace di far risaltare le bellezze che il mondo ci invidia e ogni giorno ci ritroviamo davanti a politiche di cattiva gestione del patrimonio culturale ed artistico. E se dobbiamo far riferimento alle campagne digitali apparse in estate, forse qualche riflessione in più potrebbe aiutare. Avete mai avuto modo di osservare la campagna Enit che abbinava le medaglie olimpioniche italiane alle specialità enogastronomiche dei rispettivi luoghi di origine. (…) Ma ve lo immaginate il ricco turista asiatico, che preso durante le olimpiadi da una irrefrenabile voglia di Italia, consulta su twitter i profili social di Enit e scopre che sarà uno spasso poter assaggiare il Bollito Misto che ha scoperto grazie ad una brutta foto che celebra una medaglia italiana?”-:

se il Ministro interrogato, alla luce dei fatti esposti in premessa, intenda chiarire il mancato coordinamento tra CONI e l’Agenzia nazionale del turismo in occasione delle Olimpiadi di Rio De Janeiro;

come valuti, alla luce del riscontro di cui in premessa, la strategia digital proposta dall’Enit durante i Giochi Olimpici.

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