Fabbisogno professioni sanitarie – Risposta del Ministero della Salute 12 ottobre 2016   Leave a comment

Testo interrogazione:

https://arisprodani.wordpress.com/2015/08/05/professioni-sanitarie-tirocinipost-laurea-interrogazione-05-agosto-2015/
RISPOSTA SCRITTA 

Pubblicata Martedì 11 ottobre 2016 nell’allegato B della seduta n. 690 4-10155

Risposta. — La problematica affrontata nell’interrogazione parlamentare è da tempo all’esame di questo Ministero, che ogni anno, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, determina il fabbisogno delle professioni sanitarie, ai sensi dell’articolo 6-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. 

In sede di programmazione del fabbisogno nazionale anche quest’anno è stata segnalata e rappresentata al Ministero della salute, dalla Federazione per la professione di tecnico sanitario di radiologia medica, l’emergente crisi occupazionale per effetto di un fabbisogno progressivamente e significativamente decrescente. 

A tal proposito si rappresenta, infatti, che il fabbisogno espresso dalle regioni, pur rimanendo, in valore assoluto, al di sopra del dato comunicato dalle categorie professionali, ha mostrato negli ultimi anni un « trend» fortemente decrescente, tanto che il dato comunicato per l’anno accademico 2016/2017 risulta molto vicino all’analogo valore indicato dalle rispettive categorie professionali. In particolare, per la professione di tecnico di radiologia medica, il fabbisogno regionale negli ultimi quattro anni è diminuito di 42 punti percentuali, passando da 1.478 unità dell’anno accademico 2011/2012 a 853 unità comunicate per l’anno accademico 2016/2017. 

La questione dei tecnici di radiologia è da anni all’attenzione di questo Ministero: infatti, già a partire dall’anno accademico 2011/2012, il Ministero della salute aveva proposto una riduzione del numero di tali professionisti da formare rispetto al dato rappresentato dalle regioni. 

Tale proposta, discussa nella riunione tecnica della Conferenza Stato-regioni, non fu accolta perché, richiedendo una ulteriore consultazione in ambito regionale, non avrebbe consentito di perfezionare l’accordo Stato-regioni entro la prima seduta utile. 

Negli ultimi anni accademici, nuovamente questo Ministero ha avanzato l’ipotesi di una riduzione rispetto al fabbisogno complessivamente espresso dalle regioni, variazione che, in questi casi, è stata accolta e recepita negli accordi Stato-regioni del 25 luglio 2012, del 19 settembre 2013, del 12 giugno 2014, del 7 maggio 2015 e del 9 giugno 2016. 

In particolare, per l’anno accademico 2016/2017, avendo le regioni manifestato un fabbisogno pressoché invariato rispetto a quello relativo all’anno precedente, questo Ministero ha ritenuto opportuno proporre, in sede di Conferenza Stato-regioni, una riduzione del fabbisogno complessivo di tali professionisti, determinandolo in 800 unità rispetto alle 853 comunicate dalle regioni e province autonome. 

Per migliorare il processo di previsione e pianificazione della forza lavoro sanitaria attualmente seguito in Italia, questo Ministero ha aderito alla « Joint Action» europea, promossa dalla Commissione europea nell’ambito dell’«action Plan for the EU Health Workforce» ed avviata con il « kick off meeting» ad aprile 2013. 

L’obiettivo della «Joint Action» è creare una piattaforma di collaborazione tra gli Stati europei che consenta, sfruttando il valore aggiunto della cooperazione, di affrontare al meglio, prospettando possibili soluzioni, la carenza di professionisti sanitari in Europa prevista per i prossimi anni (quantificata in circa un milione di professionisti sanitari nell’anno 2020). 

Il Ministero della salute è impegnato in questo progetto sin dalla sua fase embrionale ed in «partnership» con l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) è «leader» di uno specifico gruppo di lavoro (Work Package 5) denominato «Exchange of good practices in planning and forecasting methodologies». 

Lo scopo del WP5 è elaborare una piattaforma volta alla condivisione ed allo scambio, tra gli Stati membri della Comunità europea, di buone pratiche e metodologie previsionali attualmente utilizzate, che definisca, in modo più puntuale, il fabbisogno di personale in campo sanitario, analizzando le eccellenze e tenendo conto del contesto culturale e strutturale in cui agiscono. 

La durata prevista per l’intero progetto è di tre anni e le professioni inizialmente considerate sono quelle annoverate nella direttiva comunitaria 2005/36/CE, ossia medici, infermieri, odontoiatri, farmacisti ed ostetriche. 

Al di là del respiro europeo del progetto e degli obiettivi di interesse comunitario prefissati, la «Joint Action» assume una forte rilevanza anche all’interno del nostro Paese e apporta un grande valore aggiunto alla programmazione ed alla definizione dei fabbisogni di professionisti sanitari, dal momento che, al gruppo di lavoro come «partners» del progetto stesso, aderiscono anche le regioni italiane. 

La collaborazione con le regioni si è rafforzata dall’inizio del 2016, ossia dal momento in cui le amministrazioni regionali sono diventate protagoniste del cosiddetto «progetto pilota» che prevede, a partire dalle buone pratiche, la sperimentazione di un modello di programmazione del personale sanitario da effettuarsi, oltre che in un Paese europeo, nelle regioni e province autonome partners della «Joint Action». 

Il progetto pilota ha preso formalmente avvio il 1o gennaio 2015 e si è concluso con l’accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, perfezionato in data 9 giugno 2016, concernente la determinazione del fabbisogno delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2016/2017, che ha approvato la metodologia condivisa per la pianificazione del personale sanitario sviluppata nell’ambito del progetto medesimo e relativa alle figure di medico chirurgo, odontoiatra, farmacista, infermiere ed ostetrica/o. 

La collaborazione tra questo Ministero e le amministrazioni regionali è in linea con l’articolo 22 (gestione e sviluppo delle risorse umane) comma 4, del patto per la salute 2014-2016, che prevede l’introduzione di «standards» di personale per livello di assistenza, anche attraverso la valorizzazione delle iniziative promosse a livello comunitario, ai fini di determinare il fabbisogno dei professionisti sanitari a livello nazionale. 

Anche la problematica concernente i tirocini post laurea è nota a questo Ministero ed è in corso di approfondimento lo studio di possibili iniziative per trovare le soluzioni più opportune. 

La Ministra della salute: Beatrice Lorenzin.

Link sito Camera dei Deputati:

 http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/10155&ramo=CAMERA&leg=17

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