Pianificazione campagna di monitoraggio e approfondimento origini inquinanti degli spazi pubblici – Primo Sollecito al Comune 12 ottobre 2016   Leave a comment

Spett.li

Roberto Dipiazza
Sindaco Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

e p.c.

Debora Serracchiani
Presidente Regione Fvg

Sara Vito
Assessore Regionale Ambiente ed Energia Fvg

Luca Marchesi
Direttore Generale ARPA FVG

Luciano Agapito
Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico,
acustico ed elettromagnetico
Direzione Centrale Ambiente ed Energia
Regione FVG

Valentino Patussi
Direttore Dipartimento Prevenzione
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste

Carlo Mastelloni
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste

Con la presente, in riferimento alla mail inviata in data 30 settembre 2016, di cui si allega copia, sollecito una Vostra risposta in merito alla richiesta in oggetto.

Certo di un Vostro cenno di riscontro, invio cordiali saluti.

Aris Prodani

Deputato XVII Legislatura

Camera dei Deputati

 

Testo mail inviato il 30 settembre 2016

Stessi destinatari

 

in data 15 aprile 2016, durante una conferenza stampa avente come oggetto la pubblicazione dei risultati della prima indagine Top Soil effettuata da ArpaFvg, lo scrivente ha richiesto alle Istituzioni competenti, in via d’urgenza, di  promuovere una campagna di monitoraggio delle aree frequentate dai minori (giardini pubblici, giardini scolastici, ricreatori, etc.) incluse tra San Vito e Borgo San Sergio, un piano di immediati interventi finalizzati alla tutela della salute pubblica e alla salubrità degli spazi interessati nonchè un approfondimento sulle origini delle sostanze inquinanti individuate.

Il 28 aprile 2016, successivamente ad una  conferenza stampa durante la quale l’ Assessore Laureni ed il Dott. Patussi hanno reso noti i risultati delle analisi effettuate sui terreni comunali di Via Cossetto, della Pineta di Servola e di Piazzale Rosmini, il sito Retecivica del Comune di Trieste ha diffuso un comunicato stampa ed il testo dell’ordinanza del Sindaco di Trieste di limitazione all’accesso di due delle aree esaminate.

Il 03 maggio 2016, il sito online della Regione Fvg ha comunicato la costituzione, da parte della Regione, del Comune e di ArpaFgv, “di una task force istituita per affrontare in tempi rapidi tutte le problematiche connesse al rinvenimento di IPA nelle aree oggetto dell’ordinanza”.

In data 23 maggio 2016 ed in data 30 maggio, lo scrivente ha richiesto all’Assessorato all’Ambiente del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asiuts ed al Direttore Generale di ARPA FVG informazioni sulle tempistiche di pubblicazione dei risultati relativi all’individuazione delle sorgenti inquinanti della prima campagna top soil e, in relazione alla seconda campagna di misurazione promossa su uno spettro più ampio di spazi pubblici, sia la pubblicazione dei risultati, sia gli interventi che si intendessero adottare a tutela della salute pubblica, alla luce dei risultati emersi dai superamenti dei livelli registrati.

Durante una conferenza stampa organizzata dal Comune di Trieste il 31 maggio sono stati resi pubblici i risultati della seconda campagna di monitoraggio. Il successivo 3 giugno, sul sito ReteCivica del Comune è stata pubblicata l’ordinanza sindacale di limitazione dell’accesso di altre cinque aree verdi pubbliche.

La Delibera della Giunta Regionale n.1074 del 13 giugno 2016 “Approvazione del Protocollo operativo per l’elaborazione di piani di gestione dell’inquinamento diffuso” ha riportato, tra le azioni da perseguire, “l’istituzione del Tavolo Tecnico che coinvolga attivamente tutti i soggetti competenti in campo ambientale e sanitario (ARPA, ASUI, Province, Comuni), coordinati dalla Regione FVG. Al Tavolo tecnico è  demandata la facoltà di valutare anche la necessità del coinvolgimento di altri enti e/o soggetti con specifiche competenze scientifiche o amministrative al fine di affrontare la predisposizione del Piano in maniera unitaria e multidisciplinare con riferimento a tutte le diverse fasi di indagine e intervento”.

In data 24 giugno 2016 lo scrivente ha inoltrato una mail all’Assessore Regionale Ambiente ed Energia Fvg Sara Vito e al Sindaco Roberto Dipiazza per chiedere di conoscere dalle Istituzioni competenti le tempistiche e le modalità con le quali si procederà all’individuazione delle origini delle fonti emissive dei giardini già oggetto di indagine, le tempistiche e le modalità degli interventi di messa in sicurezza e del successivo monitoraggio dei giardini oggetto di intervento, la definizione di un programma di mappatura degli spazi frequentati dai minori (scuole e giardini pubblici) e le tempistiche in relazione all’istituzione del Tavolo Tecnico ed al coinvolgimento delle Istituzioni menzionate (ARPA, ISPRA, ISS etc …).

L’Assessore Vito ha risposto il 19 luglio spiegando che in seguito alla deliberazione di cui sopra “(…) il Protocollo Operativo espressamente prevede che pur nella fase di definizione ed analisi della situazione relativa all’ipotesi di inquinamento diffuso, rimane ferma, in prima battuta, la necessità di provvedere alla messa in sicurezza o alla bonifica delle singole situazioni, nelle quali sia emerso il superamento delle CSC. Sarà quindi il Comune di Trieste a presentare alla Regione un piano per la messa in sicurezza dei due giardini pubblici, mentre il Tavolo verificherà la ricorrenza di un’ipotesi di inquinamento diffuso e la sua eventuale estensione. (…) In sede di legge di assestamento (…) è previsto che la Regione conceda al Comune di Trieste un contributo (fino alla concorrenza di 350.000) proprio destinato agli interventi (….)”.

In un articolo de Il Piccolo del 13 settembre Enrico Conte, Direttore dell’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Trieste, ha dichiarato che «stando alle previsioni dei documenti ufficiali  prima che si possa accertare che Trieste è in una situazione di inquinamento diffuso, bisogna fare monitoraggi semestrali e ripetuti per almeno due anni. Ma un discorso è quello dell’inquinamento diffuso, gestito dalla Regione con il tavolo tecnico, un altro conto sono le misure di interdizione che stiamo già gestendo con le ordinanze del sindaco dell’aprile scorso».

L’ articolo, inoltre, precisa come “sul piano operativo il Municipio intende usare i fondi regionali (350 mila euro) per attivare ulteriori misure di precauzione. Ciò significa, piaccia o meno ai residenti, far crescere l’erba il più possibile in modo da rendere difficile il contatto con il terreno avvelenato e cospargere di ghiaia o altro materiale i punti ritenuti più “sensibili” ovvero quelli più facilmente accessibili ai bambini, come le aiuole delle due scuole prese in esame (che saranno anche recintate), e le aree giochi di tutti i giardini contaminati (…)”.

Lo scorso 29 settembre, in occasione della risposta ad una interrogazione dello scrivente rivolta sulla questione al Ministero della Salute, il rappresentante del Governo ha sottolineato la disponibilità dell’Istituto Superiore di Sanità, contattato in proposito, a collaborare fattivamente al Tavolo Tecnico.

Con la presente, alla luce di quanto esposto in premessa, chiedo che il Comune di Trieste si faccia promotore della pianificazione di una campagna di monitoraggio degli inquinanti degli spazi pubblici del territorio che abbiano la prevalente frequentazione di minori, nonché un celere approfondimento sulle origini degli inquinanti dei giardini già oggetto di ordinanza


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