Testi accessibili e Trattato di Marrakech – Risposta in Commissione Affari Esteri    Leave a comment

​Scheda interrogazione:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/09119&ramo=CAMERA&leg=17

Risposta scritta pubblicata Giovedì 6 ottobre 2016 nell’allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri) 5-09119

L’Onorevole Prodani, chiede al Ministero dei beni culturali ed al Ministero degli esteri se intendono rendere operativo l’impegno assunto con la sottoscrizione del Trattato di Marrakech assumendo le iniziative di competenza per la ratifica dello stesso. 

Sulla questione il Ministero dei beni culturali si è espresso nell’ambito della propria competenza in materia di proprietà intellettuale e di diritto d’autore svolta dalla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali ritenendo che la materia di cui al trattato di Marrakech non sia di esclusiva pertinenza della UE, come la Commissione propone ma, in senso opposto, che tale competenza sia concorrente. 

Le asserite riluttanze del nostro Paese, in concorso con altri, a dare attuazione al trattato in esame e a ritardarne la ratifica, non corrispondono a realtà, essendo proprio l’Italia uno dei pochi Paesi che, proprio dall’asserire la competenza concorrente con la UE nella materia vorrebbe, con tale mezzo, offrire non solo tutela specifica in tutto il continente europeo alle categorie interessate, ma anche un servizio efficiente per il tramite di una normativa omogenea. 

Sulla questione questo Ministero ha interpellato anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale che ha, tra i propri compiti, anche quello assicurare la coerenza delle attività internazionali ed europee delle singole amministrazioni con gli obiettivi di politica internazionale ed è parimenti destinatario dell’interrogazione parlamentare. 

Il Ministero degli esteri ha fatto pervenire una esauriente ricostruzione della vicenda, illustrando anche i diversi punti di vista riguardo la questione della competenza alla ratifica del trattato, la cui mancata risoluzione impedisce, attualmente l’applicazione del trattato stesso. 

Il Trattato di Marrakech, concluso il 27 giugno 2013 in occasione della Conferenza Diplomatica svoltasi a Marrakech (Marocco) sotto gli auspici dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI), è entrato in vigore il 30 settembre 2016. Degli attuali 85 firmatari, tra cui l’Unione Europea e 15 Stati membri UE, hanno provveduto alla ratifica 22 Paesi, tra cui nessuno Stato membro UE. 

Esso si inserisce nel quadro delle norme internazionali vigenti in materia di diritto d’autore con l’obiettivo di accrescere il numero di libri, giornali o altro materiale stampato in formato accessibile per non vedenti, ipovedenti e persone con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. A questo fine, stabilisce l’obbligo per le Parti contraenti di prevedere, nell’ambito delle rispettive legislazioni nazionali e a determinate condizioni, la realizzazione, la distribuzione (anche per via elettronica) e lo scambio transfrontaliero di copie di opere in formato accessibile per i suddetti beneficiari senza l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore sulle opere stesse. 

L’obbligo in questione è già contemplato nella legislazione di alcuni Paesi (tra cui l’Italia) che hanno ritenuto opportuno esercitare in tal modo la facoltà prevista dalla normativa internazionale di introdurre limiti ed eccezioni al diritto d’autore in taluni casi e conformemente a una serie di criteri. Facoltà che, per le Parti contraenti del Trattato di Marrakech, diventa un obbligo internazionale nei confronti dei non vedenti, ipovedenti e persone con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. 

L’Italia condivide pienamente gli obiettivi del Trattato di Marrakech. Non ha tuttavia proceduto alla sua firma in quanto da parte della Commissione Europea è stata invocata la competenza dell’Unione Europea sull’intero Trattato (firmato dall’UE il 30 aprile 2014). Nel caso in cui avesse sottoscritto il Trattato entro la data fino alla quale è rimasto aperto alla firma (27 giugno 2014), l’Italia avrebbe rischiato di incorrere in una procedura di infrazione, peraltro proprio nel corso del semestre di Presidenza del Consiglio UE (1o luglio – 31 dicembre 2014). 

Rimane ad ogni modo sempre aperta la possibilità di aderire al Trattato in un momento successivo ma, fintanto che non sarà sciolto il nodo della competenza UE, l’adesione – che costituisce uno strumento giuridico in tutto simile alla ratifica – non scongiura affatto il rischio dell’eventuale apertura di una procedura d’infrazione nei nostri confronti. 

Per l’eventuale avvio della procedura di adesione da parte italiana occorre, pertanto, attendere che si pronunci la Corte di Giustizia UE, adita dalla Commissione nel 2015 per ottenere un parere circa il quesito se l’UE abbia una competenza esclusiva o meno a concludere il Trattato. 

Le conclusioni (peraltro non vincolanti), presentate recentemente dall’Avvocato Generale nell’ambito della procedura di parere in questione, propongono alla Corte di Giustizia UE di rispondere alla domanda della Commissione in senso affermativo. Si resta dunque in attesa di conoscere se la Corte confermi le conclusioni dell’Avvocato Generale e in particolare se essa, attraverso la sua pronuncia, confermi la competenza esclusiva UE precludendo ogni valutazione da parte dell’Italia, come anche di altri Stati membri, circa un’eventuale futura autonoma adesione al Trattato. 

Segnalo infine che sulla questione si è svolto in seno al Consiglio UE un intenso dibattito in sede di valutazione della proposta di decisione relativa alla ratifica del Trattato da parte UE, presentata dalla Commissione al Consiglio nell’ottobre 2014. Tale proposta è stata esaminata dal competente Gruppo di Lavoro del Consiglio una prima volta il 24 novembre 2014, nel corso del semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE; l’esame è poi proseguito nel primo semestre del 2015 sotto la guida della Presidenza lettone. Quest’ultima ha preso atto della contrarietà di numerosi Stati membri a condividere la rivendicazione, da parte della Commissione Europea, della competenza esclusiva UE ed ha deciso di interrompere il dibattito. Nell’assumere tale decisione, essa non ha tenuto conto della disponibilità a collaborare, manifesta da parte italiana e di altri Stati membri anche attraverso la presentazione di precise proposte di modifica al testo della proposta di decisione che consentissero di fare avanzare l’iter di ratifica del Trattato di Marrakech. In tale scenario, con decisione del 19 maggio 2015, il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare senza indugio la proposta legislativa necessaria per adeguare il quadro giuridico UE agli obblighi internazionali che discendono dalla firma del Trattato di Marrakech. Gli atti legislativi volti all’attuazione del Trattato sono stati presentati dalla Commissione in data 14 settembre 2016. Il loro esame presso le competenti sedi del Consiglio UE verrà avviato nell’ottobre 2016 nel quadro di una più ampia riforma della normativa UE in materia di diritto d’autore.

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