Lavoratori distaccati: quando il Decreto attuativo? – Interrogazione al Ministero del Lavoro 24 ottobre 2016   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-14576

presentato da

PRODANI Aris

testo di

Venerdì 21 ottobre 2016

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: 

il decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136, «Attuazione della direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l’applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (“regolamento IMI”)» ha introdotto un minimo salariale per i lavoratori stranieri che sono distaccati nello Stato italiano; 

il decreto legislativo n. 136 del 2016, all’articolo 2, lettera d), definisce il «lavoratore distaccato» «il lavoratore abitualmente occupato in un altro Stato membro che, per un periodo limitato, predeterminato o predeterminabile con riferimento ad un evento futuro e certo, svolge il proprio lavoro in Italia»; 

l’articolo 4 del decreto legislativo succitato, al comma 1, riporta che «al rapporto di lavoro tra le imprese e (…) i lavoratori distaccati si applicano, durante il periodo del distacco, le medesime condizioni di lavoro e di occupazione previste per i lavoratori che effettuano prestazioni lavorative subordinate analoghe nel luogo in cui si svolge il distacco»; 

l’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo n. 136 del 2016 reca «Obblighi e sanzioni» e prevede che «l’impresa che distacca lavoratori in Italia ha l’obbligo di comunicare il distacco al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro le ore ventiquattro del giorno antecedente l’inizio del distacco e di comunicare tutte le successive modificazioni entro cinque giorni». In relazione a tale articolo, in Italia, inoltre, sarà obbligatoria la designazione di un referente domiciliato, con poteri di rappresentanza, che sia in grado di ricevere e inviare atti e documenti e che tenga i rapporti sociali con le parti; 

dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo n. 136 del 2016, avvenuta il 21 luglio 2016, n. 169, ad oggi, non è stato emanato il decreto attuativo previsto dal suddetto articolo; 

il sito online http://www.trasportoeuropa.it, in un articolo del 3 ottobre 2016, informa che il 14 settembre 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per contrastare il dumping sociale (2015/2255(INI)), precisando che l’autotrasporto è una delle attività più colpite dal fenomeno; 

per dumping si intende la vendita di un servizio o di un bene su di un mercato estero ad un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita o a quello di produzione del medesimo prodotto sul mercato di origine; i fenomeni di dumping danneggiano le imprese comunitarie che hanno enormi costi di produzione che si riversano inevitabilmente sui costi finali e, per tali ragioni, l’Unione europea ha inserito nel corso degli anni molte misure di difesa commerciale, definite dazi antidumping; 

nella risoluzione viene affermato che «l’aumento delle pratiche abusive e del dumping sociale indeboliscono il sostegno al principio del mercato interno e la competitività delle imprese, (…) compromettono i diritti dei lavoratori europei e la fiducia nell’integrazione europea (…); i settori maggiormente interessati sono l’agricoltura, l’edilizia, il settore alimentare e della ristorazione, i trasporti, la sanità, i servizi di assistenza e i servizi domestici». Il testo precisa che il numero dei lavoratori distaccati nell’Unione europea è di 1,92 milioni di unità; 

il testo della risoluzione, in ultimo, invita gli Stati membri «a rafforzare i controlli e il coordinamento contro pratiche abusive e contro l’elusione della legislazione europea e nazionale vigente, che permettono lo sviluppo di una concorrenza sleale riducendo illegalmente i costi operativi e generano violazioni dei diritti dei lavoratori e sfruttamento»; 

un capitolo della risoluzione è dedicato ai trasporti, dove «l’Europarlamento chiede di intensificare i controlli sull’attuazione delle norme in materia di orari di lavoro e di riposo e chiede inoltre di migliorare i dispositivi di controllo (…)» –: 

se il Ministro interrogato intenda chiarire le tempistiche per l’adozione del decreto attuativo, alla luce di quanto esposto in premessa, volto a eliminare dal mercato unico europeo linee imprenditoriali che utilizzano la riduzione del costo del lavoro come obiettivo di competitività. (4-14576 )

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