Pratiche scorrette nei contratti via telefono – Interrogazione al Ministero delle Finanze   Leave a comment

Link Camera:

​http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/10100&ramo=CAMERA&leg=17

Testo:

Interrogazione a risposta in Commissione

Aris Prodani

Al Ministro dell’Economia e delle finanze

Per sapere – premesso che:

il Dlgs 206/2005 negli articoli dal 50 al 61 illustra i requisiti per stabilire, tra un operatore e un utente, un contratto a distanza, ossia quell’accordo che normalmente viene definito via telefono, ad esempio con compagnie telefoniche, paytv o gestori elettrici. Nello specifico, l’operatore deve fornire o mettere a disposizione dell’utente le informazioni in modo appropriato al mezzo di comunicazione a distanza impiegato, utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile e nella misura in cui dette informazioni sono presentate su un supporto durevole, esse devono essere leggibili. La normativa prevede che siano forniti telefonicamente tutti gli elementi essenziali del contratto, tra cui le modalità del diritto di recesso;

Il sito online http://www.clientiesperti.it, in un articolo del 6 novembre 2011, ha spiegato che “(…) i contratti stipulati secondo la norma sono validi a tutti gli effetti, peccato che molto spesso i contratti telefonici che riceviamo non rispettano tutti i requisiti previsti. (…)I termini vengono spiegati a voce e solo in generale, non c’è molta possibilità di dialogo e di addentrarsi nelle specifiche, si perfeziona con un semplice assenso a voce .Questa vaghezza delle norme contrattuali molto spesso porta ad incomprensioni ed alla sottoscrizione di contratti di cui non si sa nulla (…)”. 

Da notizie di stampa si evince come le truffe telefoniche colpiscano frequentemente  persone anziane, ma anche giovani, disabili e perfino persone defunte.  Un articolo de La Repubblica del 28 ottobre 2016 ha evidenziato come, secondo l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), siano state registrate 900 segnalazioni di truffe telefoniche riguardanti le bollette di luce e gas e che entro la fine dell’anno ne siano previste 1200. “Tre volte di più rispetto a quelle registrate nel 2015. (…)”. 

Il quotidiano il Piccolo del 2 novembre 2016 ha riportato della denuncia dell’Organizzazione Tutela dei Consumatori di Trieste (Otc) in relazione a dei contratti eseguiti per la fornitura del gas siglati sia con persone defunte sia nei confronti di professionisti e persone anziane, registrando centinaia di casi solo nella città di Trieste;

l’articolo ha informato dell’invio di un esposto dell’Otc all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom) nei confronti di alcuni casi irregolari  segnalando comportamenti scorretti da parte, in particolare, di tre società. “In realtà, a combinarla grossa non sono direttamente le società che poi erogano il servizio, bensì le centinaia di agenti che operano nella nostra provincia, anche in maniera autonoma (…) in alcuni casi con mezzi tutt’altro che leciti”; 

la Società Green Network ha replicato spiegando che “le pratiche commerciali scorrette denunciate da Otc dipendono dall’attività di società terze, estranee a Green Network. Si tratta di agenzie che (…) hanno operato a loro discrezione, in maniera non conforme alle prescrizioni normative. Green Network (…) ha avviato azioni legali nei confronti di queste agenzie, dopo aver interrotto i rapporti con loro. (…) Auspichiamo un intervento del legislatore per disciplinare questa materia, ad esempio istituendo un albo delle agenzie, in modo da dare certezza a tutti gli operatori del settore”; 

il Piccolo ha anche riportato le dichiarazioni di Luisa Nemez, presidente della sezione triestina dell’Otc, la quale consiglia di “(…) non fornire mai dati a sconosciuti e per siglare un nuovo contatto rivolgersi preferibilmente a chi in provincia di Trieste ha aperto almeno uno sportello che consente, anche in caso di reclami, un contatto diretto con un addetto della società (…)”; 

l’Agcom, che ha il compito di vigilare sull’applicazione delle norme e sanzionare le eventuali pratiche commerciali scorrette, in merito alla lacunosità della norma ha emanato il 25 settembre 2015 il “Regolamento recante disposizioni a tutela degli utenti in materia di contratti relativi alla fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche”. L’art. 3, comma 3 riporta che “gli operatori adottano tutte le misure necessarie ad evitare la fornitura di servizi in assenza di un contratto consapevolmente e liberamente concluso dall’utente, in particolare nel caso in cui il contratto comporti il passaggio ad altro operatore e la portabilità del numero. Se il cambiamento di operatore avviene contro la volontà dell’utente, l’operatore responsabile non pretende alcun corrispettivo per le prestazioni erogate e provvede in favore dell’utente, oltre alla corresponsione degli indennizzi dovuti, al rimborso delle somme da questi indebitamente corrisposte in ragione del trasferimento, ivi incluse quelle necessarie al ripristino delle condizioni tecniche e contrattuali preesistenti.” -:

se il Ministro interrogato intenda rivedere la regolamentazione in materia di contratti per la fornitura di acqua, gas ed elettricità e se intenda valutare la possibilità di istituire un albo delle agenzie citate in premessa, in modo da dare certezza a tutti gli operatori del settore;

quali eventuali iniziative sanzionatorie intenda attuare per evitare il più possibile le pratiche scorrette evidenziate e tutelare maggiormente i consumatori. 

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