Rischio sismico Krsko – Interrogazione al Ministero dell’Ambiente   Leave a comment

​Link Camera:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/10087&ramo=CAMERA&leg=17

Testo:

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Per sapere – premesso che: 

La centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, è situata ad un centinaio di chilometri dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in direzione del vento di Bora. Dopo la sua costruzione, gli studi effettuati hanno accertato che l’area risulta essere una delle più sismiche della Slovenia. Il sito è stato infatti epicentro di diversi terremoti: magnitudo Richter M tra 5 e 5,5 nel 1628 e nel 1924, M6 nel 1917, M4,2 nel 2015.  Nel 1989 un terremoto di magnitudo M3,9 ha impresso alla centrale una accelerazione già superiore a quella di progetto. L’attività sismica, quindi, è continua, in tutta l’area interessata.

Da anni l’associazionismo ambientalista e diversi esperti segnalano come l’inquietante presenza del sito nucleare possa costituire un pericolo per le popolazioni e per l’ambiente, dovuto alla sua localizzazione in zona sismica ed alla vetustà dell’impianto, già interessato da fuoriuscite di materiale radioattivo.

L’interrogante si è più volte interessato alla questione con numerosi atti di sindacato ispettivo. Il Ministro Galletti, nella risposta agli atti  4 – 00417, 4 – 01177 e  4 – 06140 del 22 giugno 2016, ha affermato che “(…)  secondo l’Agenzia slovena per la sicurezza nucleare, gli stress test confermano che la centrale di Krško è tra le più sicure d’Europa e che le misure adottate sono già adeguate per fronteggiare la maggior parte dei possibili disastri naturali (…)”.

Il 13 maggio 2016, Galletti, in risposta all’atto n. 2-01368,  ha dichiarato che “sono in corso di realizzazione interventi per fronteggiare eventi estremi quali un sisma d’intensità doppia (accelerazione 0,6) rispetto a quella di progetto”;

Lo scorso 11 ottobre 2016, nell’Audizione presso la commissione 13° del Senato della Repubblica sulla pericolosità sismica di Krsko,  il dott. Decker, il dott. Sirovich e il Prof. Suhadolc hanno affermato che “(…) a Krško possono ripresentarsi terremoti forti almeno quanto quello già verificatosi nel 1917, ma probabilmente anche ben più forti e potrebbero avere conseguenze gravissime (…). Non esiste comunque un’autorità scientifica super partes, che controlli i progetti; quindi essi rimangono affidati quasi esclusivamente ai consulenti che, ovviamente, tendono ad assecondare la committenza. Ci  sembra di avere capito che i Paesi aderenti all’Unione europea possono sottoporre i propri eventuali dubbi in fatto di normative nucleari, siti specifici, stress test  etc. alla conferenza europea ENSREG. In tale sede, l’Italia è rappresentata dall’ISPRA che ha il compito di veicolare anche le eventuali osservazioni dei cosiddetti portatori di interessi o di competenze (…)”;

i tre esperti hanno, inoltre, affermato che “(..) la differenze tra PGA 0,6 (valore ottimisticamente considerato di sicurezza) e il valore 0,8 (rottura del nocciolo, secondo gli stress test); non dà nessuna garanzia. Se si adotta come valore medio 0,6, c’è un’alta probabilità che si superi il valore di 0,8 (…)”;

Un articolo del 19 ottobre 2016 di TriestePrima ha riportato le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente del Friuli Venezia Vito, che ha ricordato come l’impianto termonucleare di Krsko è tenuto ad ottemperare tutti gli accordi internazionali in materia di sicurezza degli impianti nucleari che prevedono precisi obblighi per l’ente gestore come quello di fornire puntuali informazioni, tramite l’ISPRA, sullo stato degli impianti a Stati e Regioni limitrofe.  L’articolo riporta, inoltre, che “le più recenti informazioni fornite dall’ISPRA consentono di affermare che l’impianto risponde agli standard di sicurezza vigenti a livello internazionali, anche per quanto riguarda il rischio sismico”;

Il commissario europeo per l’azione per il clima e l’energia Cañete, il 24 ottobre 2016 nella risposta ad una interrogazione che chiedeva alla Commissione Europea un approfondimento per rassicurare i cittadini sul rischio sismico della Centrale nucleare, ha riferito che gli stress test effettuati nel periodo 2011-2012 nell’ambito dell’ENSREG  per valutare la resistenza delle centrali nucleari a eventi esterni, hanno dimostrato che i margini di sicurezza sismica della centrale di Krško erano “sufficienti”-:

quali azioni il Ministro interrogato intenda intraprendere per chiarire  la preoccupante situazione e a quali esperti e istituzioni scientifiche intenda ricorrere per chiarire definitivamente la pericolosità sismica dell’area in questione; 

quali azioni intenda intraprendere di concerto con le autorità Slovene nella valutazione del rischio ambientale; 

se ritenga opportuno attivare in accordo con le autorità Slovene e gli organi competenti europei iniziative mirate a far luce sulla situazione citata in premessa; 

se, ed in quale modalità, intenda tener conto delle evidenze emerse dall’analisi dei ricercatori citati in premessa.

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