Ritardi servizi postali – Interrogazione al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta 

Aris Prodani

Al Ministro dello Sviluppo Economico

Per sapere,  premesso che:

In data 15 dicembre 2015, Il Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, hanno sottoscritto il contratto di programma 2015-2019 che regola i rapporti tra lo Stato e la Società per la fornitura del servizio postale universale.

Il contratto, entrato in vigore il 1 gennaio 2016,  all’art. 1, comma 2 “regola i rapporti tra lo Stato e Poste Italiane nel perseguimento di obiettivi di coesione sociale ed economica che prevedono la fornitura di servizi al cittadino, alle imprese e alle Pubbliche amministrazioni mediante l’utilizzo della rete postale della società”.

il regolamento recepisce la legge 23 dicembre 2014 n.190, che stabilisce come “gli obiettivi percentuali medi di recapito dei servizi postali universali sono riferiti al recapito entro il quarto giorno lavorativo successivo a quello di inoltro nella rete pubblica postale, salvo quanto previsto per gli invii di posta prioritaria”; 

l’accordo richiama la necessità di “adeguare i livelli di servizio alle mutate esigenze degli utenti in funzione dei mutamenti intervenuti nel contesto tecnico, economico e sociale, anche al fine di tener conto della sostenibilità economica e finanziaria della fornitura dei servizi, compatibilmente con i bisogni dei consumatori e della collettività”; 

La Carta del servizio postale universale di Poste Italiane è redatta in conformità all’art. 12 del D.Lgs. 261/99, ed alle delibere dell’Autorità di regolamentazione del settore postale n. 184/13/CONS e n. 413/14/CONS e al capitolo “Obiettivi di qualità/Tempi di consegna” per l’Italia indica quattro giorni lavorativi successivi a quello di accettazione nell’90% dei casi e la consegna in sei giorni lavorativi successivi a quello di accettazione nel 98% dei casi.

Il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 27 gennaio 2017, ha riportato la notizia dei ritardi di consegna della posta nella provincia di Trieste che avviene “a giorni alterni”. Un addetto ai recapiti, in un’intervista pubblicata dal quotidiano, ha dichiarato che “inizialmente questo metodo di consegna della corrispondenza era stato pensato per le zone rurali quelle aree isolate, come possono essere le comunità montane, dove non è necessario, o comunque è antieconomico, consegnare la posta ogni giorno. La mole di lavoro che prima spettava a due portalettere, in pratica, adesso grava sulle spalle di un solo dipendente. Il personale destinato alla consegna della posta è stato quasi dimezzato, fra prepensionamenti e cambi di mansione. La consegna a giorni alterni, inoltre, ha fatto in modo che un postino non riesca a passare nella stessa via più di una o due volte a settimana”;

il quotidiano, in ultimo, ha evidenziato come  “se è vero che non vengono più spedite fatture, cartoline di auguri o di saluti dai luoghi di villeggiatura, è altrettanto vero che sono aumentate le spedizioni di bollette e di pacchi di ogni genere. Tanto più che Amazon, una delle più grandi aziende legate al commercio elettronico, ha stretto un accordo con le Poste italiane per la consegna dei propri prodotti. Questo «meccanismo perverso» finisce per creare dei disagi agli utenti, ai privati cittadini o alle aziende che si trovano a dover fare i conti con un sistema che a questo punto è diventato assolutamente imprevedibile”.

Poste italiane ha replicato, attraverso una nota diffusa dall’Ufficio comunicazione delle Poste Nordest, informando che “la nuova organizzazione del recapito attuata a Trieste, a partire dal 7 novembre 2016, ha ridefinito le zone di recapito affidate a tutti i portalettere della provincia, con la conseguente necessità di acquisire nuova dimestichezza con gli indirizzi di famiglie, imprese, enti e associazioni. Diamo tempo ai postini di imparare le nuove vie (…) il nuovo modello organizzativo fa parte di un processo di profonda riforma del servizio postale universale, in linea con le nuove e diverse esigenze della clientela, sia in termini di velocità, che in termini di frequenza di recapito”.

I disservizi, inoltre, sarebbero coincisi con “un periodo, quello di fine anno, durante il quale i volumi si intensificano e con delle avverse condizioni meteorologiche che hanno ostacolato, anche per motivi di sicurezza degli operatori, il funzionamento del servizio di recapito che nelle prossime settimane potrà essere normalizzato”-:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

quali iniziative, di sua competenza, intenda intraprendere per evitare in futuro il ripetersi di tali disservizi ai danni dei cittadini, per garantire la continuità del servizio postale e, soprattutto, come intenda garantire ai cittadini un servizio pubblico di qualità;

come valuti il ruolo svolto da Poste Italiane in merito agli accordi e alla normativa vigente; 

se intenda considerare la possibilità di intervenire in relazione al contratto firmato il 15 dicembre 2015 con Poste Italiane.

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