Garantire la realizzazione delle reti a banda larga – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sviluppo Economico 

Per sapere – premesso che:
la strategia «Europa 2020» sottolinea l’importanza della diffusione della banda larga come elemento del piano di crescita dell’Unione europea per i prossimi sette anni e pone obiettivi ambiziosi per lo sviluppo della banda larga e ultra larga. Una delle sue iniziative principali è l’Agenda digitale europea (ADE) che riconosce i vantaggi socioeconomici della banda larga, evidenziandone l’importanza per la competitività, l’inclusione sociale e l’occupazione;
il 3 marzo 2015, il Governo presieduto da Matteo Renzi ha approvato, in coerenza con l’Agenda europea 2020, la strategia italiana per la banda ultralarga con la quale si intende coprire, entro il 2020, l’85 per cento della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100 Mbps garantendo al contempo al 100 per cento dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30 Mbps. Tale programma nasce per superare il digital divide, sostenendo con risorse pubbliche gli investimenti nelle aree a fallimento mercato, ossia quelle dove i privati non avrebbero avuto sufficiente ritorno economico a investire;
il sito online http://www.wired.it, nell’articolo del 14 febbraio 2017, ha riportato come «nella diffusione della banda larga ci sia un ritardo da colmare. E se qualcosa si sta facendo, si va avanti appesantiti da zavorre». In particolare, la Corte dei conti esaminando il dossier «il finanziamento degli investimenti infrastrutturali per la banda larga 2007-2015», ha dichiarato come «l’Italia avrebbe dovuto concludere il piano di banda larga, nel triennio 2011-2013, ma a causa di ricorsi in tribunale e lentezze della burocrazia, è ancora in corso di realizzazione»;
secondo il Sole 24 ore, che ha ripreso la tematica sopra citata nella stessa giornata, la relazione della Corte dei conti è «una fotografia in cui si notano sprazzi di luce, ma anche ombre. A essere presa in esame è l’attività del MISE, e della sua società Infratel, per le infrastrutture a banda larga nelle zone a fallimento di mercato. Al centro della valutazione della Corte ci sono anche il Piano e la Strategia per la banda ultralarga;
nello specifico, il rapporto ha evidenziato la presenza di tempi eccessivamente lunghi per il rilascio dei permessi da parte degli enti proprietari (comuni, province, Anas e Rete ferroviaria italiana) delle aree interessate dalla realizzazione delle nuove infrastrutture; nel 2011 il tempo medio di rilascio di tali permessi è stato di 162 giorni; nel 2012 di 163; nel 2013 di 123 e nel 2014 di 143, nel 2015 di 94 e nel 2016 di 69. In Basilicata in media servono 218 giorni per ottenere un’autorizzazione. L’Anas impiega 258 giorni, Rete ferroviaria italiana quasi un anno: 317 giorni. Presso l’Anas sono pendenti 120 richieste in attesa di autorizzazione. E oltre un terzo, 144 per la precisione, riguarda la Sardegna;
secondo la società Infratel, «non sono tanto i tempi medi di rilascio dei permessi, ma singoli casi di durata eccessiva dei procedimenti che da soli possono comportare gravi ritardi di realizzazione di interi tratti di rete». Altri ritardi sono poi dovuti «a contenziosi instaurati dalle imprese partecipanti alle gare d’appalto o dai proprietari delle aree interessate dai lavori di scavo, all’erogazione discontinua delle risorse finanziarie e, infine, alla realizzazione di opere originariamente non programmate». La Corte raccomanda dunque «di mettere in atto ogni opportuna misura per stimolare sia gli enti proprietari sia le imprese, tenute, per contratto, a curare le richieste dei permessi, affinché siano ridotti i relativi tempi». Il Sinfi, il catasto nazionale delle infrastrutture, in ultimo, «raccomanda a Infratel l’avvio concreto del sistema in tempi rapidi e al Mise di vigilare»;
Antonio Giacomelli, sottosegretario per lo sviluppo economico, in relazione all’intervento della Corte dei conti, ha informato di avere «(…) scritto a ente locali e sovrintendenze per chiedere di intervenire e rimuovere gli ostacoli che rallentano il Piano. Nelle prossime settimane registreremo le risposte e valuteremo tutte le iniziative da assumere, in ogni sede» –:
quali iniziative il Governo, nell’ottica del potenziamento degli effetti della «Strategia per la crescita digitale 2014-2020», intenda assumere per permettere all’Italia di trasformarsi in una società digitalizzata pienamente inclusiva, assicurando uno sviluppo omogeneo sul territorio e garantendo parità di accesso ai servizi da parte dei cittadini;
se intendano assumere le iniziative idonee a garantire la realizzazione delle reti a banda larga, attraverso la rimozione degli ostacoli riportati in premessa. (4-15690).

Link sito Camera

banda larga

Pubblicato 22 febbraio 2017 da vari86 in 2017, Articoli 2011, Documenti Camera

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