Parere dell’Autorità Garante su Pra e Aci – Interrogazione al Mef   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

Per sapere, premesso che:

L’Automobile Club d’Italia gestisce, ai sensi dell’articolo 11 del R.D.L. n. 436/1927, il Pubblico Registro Automobilistico. Nell’archivio PRA deve essere iscritto ogni autoveicolo che abbia ottenuto la licenza di circolazione. A seguito dell’iscrizione, il proprietario riceveva, fino alla recente iniziativa di dematerializzazione realizzata da ACI, un certificato attestante la titolarità della proprietà dell’autoveicolo (certificato di proprietà o CDP); il Ministero dei Trasporti gestisce, invece, l’ Archivio Nazionale dei Veicoli (ANV) istituito, ai sensi del D.Lgs. n. 285/1992, presso la Direzione Generale della Motorizzazione Civile. In tale registro sono iscritti i dati relativi alle caratteristiche tecniche dei veicoli autorizzati alla circolazione in Italia;

l’AGCM, il 6 febbraio 2017, nella sezione “Segnalazioni – Bollettino settimanale” e nello specifico,  nel bollettino n.4 AS1345, ha riportato alcune considerazioni in merito alle disposizioni normative e regolamentari che disciplinano l’attività dell’ACI e degli AC provinciali, con particolare riguardo alla gestione del PRA;

In particolare, l’Autorità ha spiegato come “(…) data la presenza di due archivi, il DPR n. 358/2000 ha previsto che la gestione delle due banche dati avvenga in modalità cooperante, ossia in modo tale da consentire lo svolgimento contestuale di tutte le pratiche relative all’immatricolazione e al passaggio di proprietà degli autoveicoli, nonché dell’emissione del Certificato di Proprietà e della Carta di Circolazione”;nelle considerazioni conclusive del bollettino, l’Antitrust ha dichiarato che “il processo di unificazione delle banche dati ANV e PRA e dei documenti del certificato di proprietà e carta di circolazione, prospettato dalla L. n.124/2015, potrà determinare una semplificazione amministrativa nella gestione delle banche dati stesse, nonché eliminare la duplicazione nei costi per la tenuta dei registri, di cui potranno altresì beneficiare i consumatori, mediante una diminuzione delle tariffe per I’esecuzione delle formalità.

Peraltro, l’unificazione delle banche dati consentirebbe sia di risolvere le recenti inefficienze prodotte dalla dematerializzazione dei CDP, sia di superare le criticità insite nella posizione di ACI, che si trova a ricoprire la doppia veste di soggetto regolatore e regolato, in assenza dei necessari requisiti di terzietà e imparzialità che devono caratterizzare il soggetto regolato (…)”;

In relazione alla gestione dei registri PRA e ANV, la L.124/2015 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di riorganizzazione.

Il Sole 24 ore, nell’articolo “l’Aci è nel mirino dell’Antitrust”, ha spiegato che il problema più importante  “sta nell’inefficienza del sistema, con due archivi parzialmente sovrapposti gestiti da enti diversi”. Inoltre, (…) quel che il Garante non dice è che una razionalizzazione è urgente: la Motorizzazione non ha più il personale per reggere l’impatto delle pratiche;

la segnalazione dell’AGCM si sofferma molto sulla dematerializzazione del Certificato di Proprietà rilevando che ha “pregiudicato la cooperazione” tra banche dati con la Motorizzazione, anche se va notato che gli archivi dei due enti non hanno collegamenti diretti e quindi nemmeno prima si poteva parlare di vera cooperazione in senso tecnico. Senza contare che ci sono ancora pratiche per le quali ancora adesso nessuna cooperazione è richiesta dalle norme”. 

 il Sole 24 Ore ha riportato, che “sulle tariffe, il Garante nota che Pra e Motorizzazione incassano le stesse cifre, sia che l’inserimento della pratica nel sistema sia effettuato dal proprio personale, sia che esso sia svolto dalle agenzie private”. Infatti lo STA privato si vede costretto a versare delle tariffe al Pra ed alla Motorizzazione per un servizio che non viene corrisposto, in quanto svolto dallo stesso STA privato. Questo secondo l’Antitrust, determina una “distorsione della concorrenza tra gli STA pubblici e gli STA privati”. 

il Sole 24 ore quotidiano economico ha rilevato, infine,  che “il gettito incassato dal Pra finisce per coprire anche i costi dell’altra attività che l’ente svolge contestualmente: l’incasso dell’imposta provinciale di trascrizione, il cui affidamento dovrebbe avvenire in regime di concorrenza tra privati. Ma nessun altro operatore riesce a svolgerlo gratis come può fare il Pra in virtù delle tariffe che incassa come ente pubblico. La doppia natura (pubblica e privata) dell’Aci viene evocata dall’Antitrust parlando delle altre attività (anche sportive) dell’ente, delle sue articolazioni provinciali e delle controllate”-:

quali iniziative, alla luce dei fatti esposti in premessa, i Ministri in indirizzo intendano assumere;

se intendano chiarire in maniera dettagliata le tempistiche necessarie all’emanazione del decreto attuativo della L. 124/2015;

se ritengano opportuno attuare il processo di unificazione delle banche dati ANV e PRA ed istituire un’unica struttura, sottoposta alla vigilanza del MIT, in cui far confluire le funzioni svolte dal MIT e da ACI.

Link Camera

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/15650&ramo=CAMERA&leg=17

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