Contenziosi contratti telefonici – Interrogazione al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta 4-16091

presentato da

PRODANI Aris

testo di

PRODANI — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

la conciliazione paritetica è una procedura di risoluzione delle controversie in materia di consumo (ad esempio nel settore delle telecomunicazioni, dei trasporti ferroviari, dei servizi postali, e altro). È attivabile in virtù di protocolli d’intesa sottoscritti tra le associazioni dei consumatori e l’azienda, o associazioni di aziende, per la gestione di specifiche tipologie di controversie (riferite ad esempio ad un disservizio o piuttosto che di servizi non richiesti, e altro); 

a seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 130 del 2015, in materia di Alternative Dispute Resolution, i protocolli di conciliazione sono in corso di validazione e iscrizione all’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico; 

Il Fatto Quotidiano, nell’articolo dell’8 marzo 2017, ha spiegato come nel settore della telefonia sia aumentato il numero dei contenziosi. Nello specifico, «secondo il Movimento Consumatori, nel 2016 il numero delle procedure di conciliazione paritetica ha superato la quota di 15 mila. Una cifra che potrebbe arrivare fino a 18 mila, segnando un incremento del 22 per cento rispetto a due anni fa e consolidando un trend di crescita avviato nel 2010. Inoltre, si sono anche moltiplicate le procedure davanti ai Comitati regionali delle comunicazioni (Corecom) dell’Agcom che nel 2015 hanno gestito 97.237 pratiche, in aumento del 10% rispetto ad un anno prima»; 

il quotidiano, nel riportare le tipologie di pratiche scorrette ha, inoltre, comunicato quanto è stato dichiarato dagli operatori, secondo i quali «ogni caso è differente dall’altro, come ad esempio per la bolletta che non si blocca con la portabilità del numero, la Società Fastweb parla di un errore tecnico. Difficile, del resto, se non impossibile, per un utente medio districarsi nella giungla di offerte e contratti che non sempre a ben guardare si rivelano convenienti generando le ire dei consumatori. Non a caso Vodafone sta tentando di ricostruire la fiducia dei clienti con un programma di customer care in cui ha investito 70 milioni con la promessa di essere «soddisfatti o rimborsati» sui servizi digitali. I consumatori, invece, non sono soddisfatti delle giustificazioni degli operatori. Sono convinti che le politiche commerciali aggressive siano il prodotto di un calcolo utilitaristico»; 

Roberto Barbieri, componente del direttivo nazionale del Movimento Consumatori ha spiegato, infatti, come «(…) nei rapporti fra compagnie telefoniche e utenti ci sia ancora molta strada da fare. Soprattutto perché gli operatori possono fare il bello e il cattivo tempo modificando unilateralmente il contratto»; 

Renza Barani, vicepresidente della Federconsumatori, ricordando che sul tavolo del Ministero dello sviluppo economico sono presenti i nuovi protocolli europei sulla conciliazione, ha evidenziato come sia necessario intervenire sul Codice del Consumo «perché altrimenti si rischia solo di alimentare soluzioni tampone ai problemi che di volta in volta si presentano»; 

il sito online di Agcom, nella sezione «Controversie TLC» ha spiegato che i Corecom, su delega di Agcom, svolgono un importante ruolo nella risoluzione delle controversie tra i cittadini e le compagnie di telecomunicazione e per agevolare il superamento di alcuni disservizi. In particolare, i consumatori possono rivolgersi ai Corecom regionali dell’Agcom per tentativi di conciliazione, definizione di controversie e riattivazioni urgenti. In alternativa, «dopo aver esposto un reclamo direttamente all’azienda, si può avviare una procedura di conciliazione attraverso le Camere di Commercio o le associazioni dei consumatori che hanno sottoscritto accordi con i diversi operatori. Il vantaggio della procedura di conciliazione sono i tempi ridotti (circa 60 giorni). Senza contare che si tratta di un passaggio obbligato prima di arrivare in tribunale o ricorrere ad un giudice di pace (solo nel caso di importi inferiori ai 5 mila euro)» –: 

quali iniziative intenda adottare per intervenire sul codice del consumo al fine di prevenire situazioni lesive per i consumatori ed evitare le pratiche scorrette presenti, soprattutto, nel settore della telefonia. (4-16091)

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