Modifiche alla procedura di VIA – Interrogazione al MATTM   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture

Aris Prodani


Per sapere premesso che:

La Ministra per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 114/2015, il 20 marzo 2017, ha trasmesso all’Assemblea lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/52/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, a cui gli Stati membri devono conformarsi entro il 16 maggio 2017;


Lo schema di decreto, redatto dal MATTM, è stato sottoposto al parere dalle Commissioni Ambiente della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica entro il termine del 25 aprile 2017;

il testo dello schema di decreto legislativo modifica la disciplina e le modalità di svolgimento della procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA). Tali modifiche includono: la ridefinizione dei contenuti della VIA; l’elaborazione di strumenti ulteriori finalizzati alla valutazione in oggetto; la revisione dell’ambito di applicazione; la ridefinizione del riparto tra competenze statali e competenze regionali; la revisione della composizione della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale e l’introduzione di un Comitato tecnico; la revisione delle modalità di svolgimento della VIA e l’introduzione del Provvedimento unico ambientale. In ultimo, le modifiche prevedono la ridefinizione delle modalità di monitoraggio, la revisione del sistema sanzionatorio e la ridefinizione delle tariffe a carico dei proponenti.


In attesa che lo schema del Dlgs VIA venga esaminato dal Consiglio dei Ministri per il varo definitivo (dopo i pareri di Regioni e Consiglio di Stato), il 12 aprile 2017 le associazioni ambientaliste hanno scritto una lettera al Ministro dell’Ambiente Galletti, e per conoscenza al Ministro Delrio e al Presidente Anac Cantone, per mettere in luce le criticità del testo.


Nello specifico, Greenpeace Italia, Legambiente, WWF e altre 17 associazioni hanno chiesto un riesame dello schema di decreto, spiegando come  “il modello seguito nell’AG n. 401 nella modifica delle procedure di VIA vigenti ricalca per molti versi l’impostazione dalla normativa speciale per le infrastrutture strategiche derivante dalla legge Obiettivo, ricompresa nel vecchio Codice Appalti (DLgs n. 163/2006), che sia la legge delega 11/2016, che il nuovo Codice Appalti (DLgs n. 50/2016) hanno inteso espressamente superare considerati i danni provocati dal 2001 al 2015 (…). Il Governo aveva assunto il solenne impegno di chiudere con le opache procedure accelerate e semplificate derivanti dalle legge Obiettivo, che tanti danni hanno creato alle casse dello Stato e all’ambiente, e invece torna a riproporle, estendendole, non più solo alle infrastrutture strategiche, ma a tutte le opere”.


le Associazioni hanno osservato come “l’impostazione attuale del DLgs non consenta né di indirizzare gli interventi verso le migliori soluzioni, né di contenere più semplicemente le ricadute sull’ambiente degli interventi, marginalizzando lo stesso ruolo del Ministero”. 


Tra le numerose modifiche le organizzazioni contestano: “la scelta contenuta nell’AG n. 401 di effettuare la valutazione di impatto ambientale sul progetto di fattibilità, invece che su quello definitivo, con un blando monitoraggio delle condizioni ambientali contenute nel provvedimento di VIA nelle fasi successive di progettazione, sottrae informazioni fondamentali al pubblico (sul dettaglio tecnico del progetto e sugli impatti sull’ambiente e sulle aree a vario titolo vincolate) e impegna, con un primo atto autorizzativo, l’amministrazione pubblica competente nei confronti del proponente, con il rischio concreto (come è avvenuto nei 15 anni di applicazione della legge Obiettivo) che si abbiano variazioni, anche sostanziali, del progetto, dei relativi impatti ambientali e delle misure di compensazione e mitigazione necessarie. 

E ogni variazione è in grado di far lievitare i costi delle opere provocando un danno erariale allo Stato, nonché danni all’ambiente e alla comunità”.


Per questo le associazioni ambientaliste hanno chiesto  al Ministro Galletti “un serio e radicale ripensamento su molte delle disposizioni dell’AG n. 401 che, invece di costituire quel passo avanti, atteso e perseguito dal legislatore comunitario, costituiscono un passo indietro anche rispetto allo stesso testo vigente del DLgs n. 152/2006 (Testo Unico sull’Ambiente)”-:


alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato intenda accogliere le richieste delle associazioni ambientaliste.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: