Dati occupazione giovanile – Interrogazione al Ministero del Lavoro   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16636

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: 

come riportato dal sito http://ec.europa.eu «a seguito dell’introduzione nel 1997 di un capitolo sull’occupazione nel trattato di Amsterdam, le statistiche del mercato del lavoro servono da base per le politiche dell’Unione Europea»; 

il tasso di occupazione, ossia la quota degli occupati sulla popolazione in età lavorativa, è considerato un indicatore sociale fondamentale, ai fini di analisi, nello studio delle dinamiche del mercato del lavoro; 

secondo un articolo pubblicato dal Fatto quotidiano il 6 aggio 2017, «migliora la percentuale dei giovani laureati italiani che risultano occupati entro tre anni dal conseguimento del titolo»; 

la notizia si riferisce, principalmente, alla pubblicazione dei dati provenienti dall’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, che raccoglie ed elabora i dati dell’Unione europea a fini statistici. In particolare, nel 2016, in Italia «risultava occupato il 57,7 per cento delle persone under 35 che hanno terminato l’educazione accademica, a differenza dei Paesi dell’Unione europea, all’interno dei quali gli occupati rappresentavano l’80,7 per cento; 

a differenza degli anni precedenti, il dato ha delineato un incremento rispetto al 53,5 per cento del 2015 e il 49,6 per cento del 2014. In Germania, invece, entro tre anni dalla laurea, lavora il 92,6 per cento delle persone; 

inoltre, analizzando i dati su coloro che hanno conseguito solo il diploma, la situazione appare ancora complicata, seppur in miglioramento rispetto alla situazione presente nel 2014; 

entro tre anni dal diploma di scuola superiore, «in Italia nel 2016 lavorava il 40,4 per cento dei giovani rispetto al 35,9 per cento del 2015 e del 32,2 per cento del 2014. Ciò nonostante, si registra una forte distanza con la media europea (nei 28 Paesi membri dell’UE lavora il 68,2 per cento dei giovani. In Germania l’86,4 per cento del campione esercita un’attività entro tre anni dal conseguimento del titolo)»; 

complessivamente, analizzando tutti gli ISCED (International Standard Classification of Education) «l’Italia ha una percentuale di occupati a tre anni dal termine del percorso educativo del 45,6 per cento, in crescita dal 41,3 per cento del 2015 e dal 37,8 per cento del 2014. Tuttavia, nonostante i miglioramenti, il dato italiano risulta il peggiore dopo quello della, Grecia» –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, quali iniziative e programmi il Governo intenda adottare, in collaborazione con le amministrazioni locali, per migliorare le capacità del Paese di creare opportunità di impiego per i giovani diplomati e laureati, riducendo la distanza con gli altri Paesi europei. (4-16636)

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