Pagamento Imu posti barca – Interrogazione al MEF   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16684

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: 

come riportato dal sito http://www.agenziaentrate.gov.it «la legge istitutiva dell’Imu dispone che, nel caso di concessione su aree demaniali, il soggetto passivo dell’imposta sia il concessionario che è tenuto al pagamento dell’Imu. Il presupposto per l’applicazione dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati. Qualora le strutture portuali siano accatastate in categoria D/8, l’Imu dovrà essere assolta sulla base della rendita catastale attribuita. Se, viceversa, le strutture portuali sono accatastate in categoria E, l’Imu non è dovuta. Gli specchi acquei relativi al porto ed ai singoli posti barca non possono neppure essere censiti catastalmente e non costituiscono né fabbricato, né area fabbricabile, né terreno agricolo»; 

la sentenza della Corte di cassazione 15198/2016 ha ribadito che «i posti barca in porti turistici, così come gli stabilimenti balneari, vanno classificati nella categoria catastale D, e precisamente nella categoria D/12, anziché nel gruppo E, e precisamente nella categoria E/9. Inoltre, lo specchio acqueo e il costo di costruzione del posto barca sono oggetto di valutazione, in quanto nel calcolo del valore catastale di un porto turistico vanno ricompresi anche gli specchi d’acqua antistanti al porto e ai singoli posti barca, i quali sono censibili catastalmente in ragione della loro stabile autonomia funzionale e reddituale»; 

gli interroganti hanno analizzato la questione in merito al pagamento dell’Imu sui posti barca nell’atto n. 4-15477, ancora senza risposta; 

secondo quanto è stato riportato da Il Piccolo nell’articolo del 14 maggio 2017, «Dopo la richiesta di accatastamento dei posti barca arrivata alle diverse società nautiche da parte dei Comuni di Trieste e di Duino Aurisina ora con lo stesso obiettivo procede direttamente l’Agenzia delle entrate. Sulle migliaia di posti barca in Regione, quattromila nella sola provincia di Trieste, grava lo spettro dell’Imu»; 

il quotidiano ha informato che la ASD Nautisport Club Trieste, concessionaria di una porzione di specchio acqueo prospiciente il molo Martello, è stata la prima a ricevere una lettera da parte dell’Agenzia con la quale comunicava che il 14 giugno prossimo dei suoi funzionari dovranno accedere all’immobile. Nello specifico, «poiché è decorso inutilmente il termine di 90 giorni previsto dall’articolo 1 comma 336 della legge 311/2004, l’ufficio provvederà alla predisposizione degli atti di aggiornamento catastale in surroga, così come stabilito dalla citata legge, con un addebito di oneri e spese a carico dell’obbligato»; 

la stessa Agenzia ha riferito all’Associazione che «fino ai tre giorni precedenti il 14 giugno potrà produrre autonomamente gli atti di aggiornamento in catasto» e che «per il ritardato accatastamento sono previste sanzioni comprese da un minimo di 1.032 ad un massimo di 8.264 euro. L’importo della sanzione dipende da quanto tempo è trascorso dalla data di scadenza dei termini per l’accatastamento a quella di espletamento dell’aggiornamento catastale»; 

Paolo Volli, legale di Nautisport, e al quale, per la medesima situazione, si sono rivolte altre realtà nautiche triestine, ha specificato che «la particella catastale alla quale l’Agenzia delle Entrate fa riferimento per l’accatastamento si riferisce al Molo Martello, ma Nautisport ha in concessione solo lo specchio acqueo, il molo invece è del Demanio e in gestione dall’Autorità Portuale»; 

a tal proposito, l’avvocato si è chiesto in che modo sarà applicabile una tassa municipale come l’Imu ad uno specchio acqueo, sottolineando come «le sentenze della Cassazione su cui fanno leva i Comuni di Trieste e Duino Aurisina fanno riferimento a porti turistici come definiti nel decreto del Presidente della Repubblica n. 509 del 1997: nella nostra provincia ne esistono solo due, Portopiccolo e Porto San Rocco. La Commissione Tributaria Provinciale di Trieste, per l’accatastamento degli specchi acquei e dell’area scoperta del porto turistico Porto San Rocco, ha stabilito che questi devono essere accatastati in classe E/1 anziché D/8, quindi esenti da imposte municipali»; 

Volli, in ultimo, ha dichiarato come «i posti barca nel Comune di Trieste siano «punti di ormeggio», cioè aree demaniali marittime e specchi d’acqua dotati di strutture tali da non comportare impianti di difficile rimozione, destinati all’ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto» –: 

se il Governo intenda assumere iniziative per chiarire, con urgenza, la corretta applicazione della normativa in materia di Imu per gli specchi d’acqua destinati a ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto nelle aree demaniali marittime. (4-16684)

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