Precarietà tirocinanti Giustizia – Interrogazione al Ministro competente   Leave a comment

Al Ministro della giustizia

Per sapere – premesso che:

come spiegato dal sito dirittierisposte.it, «il tirocinio formativo consiste in un periodo di formazione realizzata, attraverso l’inserimento del tirocinante, all’interno di un’organizzazione produttiva, per fare in modo che questi acquisisca delle competenze pratiche. È riservato a chi abbia assolto l’obbligo scolastico, impartito per almeno 10 anni, nonché un percorso didattico e abbia compiuto 16 anni»;

la disciplina degli stage è stata rivista dalla legge n. 92 del 2012 che si è posta il problema di strutturarli in modo tale da prevenire e contrastare un uso distorto dei tirocini. Il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 27 gennaio 2017, ha analizzato la tematica dei tirocini prorogati nel corso degli anni presso i tribunali ordinari di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Il quotidiano ha raccontato alcune testimonianze, tra le quali quella del signor Bernardi, ex perito meccanico di 48 anni, che nel 2010 è entrato in cassa integrazione. Dal 2015, Bernardi è tirocinante presso il tribunale di Trieste «ufficio del processo» e il suo stage prevede 400 euro mensili senza aver diritto ai contributi previdenziali, alle ferie, ai giorni di malattia, alla tredicesima mensilità e al Trattamento di fine rapporto;

ai sensi della legge n. 232 del 2016, il Ministro della giustizia ha annunciato «il proseguimento nell’anno 2017 dei tirocini in tribunale nell’ambito dell’Ufficio per il Processo. Coloro che hanno già completato nel 2016 un tirocinio formativo, presso tale ufficio, potranno infatti continuare il periodo di perfezionamento per ulteriori 12 mesi nella stessa sede»;

secondo lo studio Leone Fell, specializzato in diritto del lavoro, la condotta dello Stato italiano, in quest’ottica, presenta palesi illegittimità: «sia per la legislazione vigente dal 2010, sia per quella in materia di stage formativi, la durata massima prevista è di 12 mesi comprensiva di tutte le proroghe. Nonostante le mansioni siano basilari, il Ministero risparmia oltre mille euro mensili a stagista, senza versare Tfr o contributi previdenziali». Lo studio legale ritiene che «i precari della Giustizia meritino il riconoscimento di tutti gli elementi retributivi che non sono stati corrisposti negli anni. La contrattazione dei dipendenti pubblici e di quelli privati dovrebbe fare riferimento al contratto collettivo nazionale degli assistenti giudiziari con una retribuzione minima orientativa di 1300 euro netti al mese e tutti i benefici di un contratto non precario»;

«Così facendo, gli stagisti sono stati usati come pianta permanente, contraddicendo i principi presenti nella Legge Fornero del 2012 e nella direttiva europea 1999/70/CE che detta le linee guida per la lotta al precariato. Il Ministero, invece che continuare ad impiegare le stesse persone dell’anno precedente, avrebbe dovuto bandire una nuova selezione ogni anno»;

il decreto legislativo n. 75 del 2017, all’articolo 20, comma 2, prevede che «nello stesso triennio 2018-2020, le amministrazioni possono bandire procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti: a) risulti titolare di un contratto di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso; b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l’amministrazione che bandisce il concorso»;

a quanto risulta agli interroganti, nel mese di dicembre 2017 scadrà l’ennesima proroga dei tirocini formativi per mille lavoratori inseriti, dal 2015, nelle cancellerie degli uffici giudiziari. A ciò si aggiunga che un contingente di mille impiegati esclusi dall’ufficio del processo, ma tuttavia formati ex articolo 37 della legge n. 147 del 2013, sono oggi in parte impegnati con percorsi formativi riattivati dagli enti locali ed in parte attendono di essere richiamati;

per poter uscire dalla condizione di tirocinanti, l’unico elemento di novità sarebbe la contrattualizzazione dei lavoratori triennali attraverso il loro l’inserimento nell’ufficio del processo, con mansione di ausiliario o operatore giudiziario, attraverso i centri per l’impiego come da decreto del Ministero della giustizia in tema di qualifiche professionali del personale amministrativo impiegato presso gli uffici giudiziari. Oppure, attraverso l’inserimento di coloro che risultano esclusi dall’ufficio del processo, presso gli sportelli di prossimità, che il Ministro interrogato ha ritenuto necessari, a seguito della riforma della geografia giudiziaria, in tutto il territorio italiano –:

quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di superare la precarietà dei tirocinanti della giustizia;

come si giustifichino, alla luce della normativa vigente, i rinnovi continui dei tirocini di ulteriori 12 mesi;

se ritenga di dover percorrere le soluzioni esposte in premessa, al fine di risolvere la situazione dei lavoratori precari di cui l’amministrazione della giustizia necessita.
(4-18521)

Tirocinanti-giustizia

Link Sito Camera

Pubblicato 17 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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