Archivio per la categoria ‘Appuntamenti 2013

” Latterie Friulane, pressing del M5S sul Governo ” Comunicato stampa dd 16 gennaio 2014   Leave a comment

Latterie Friulane, pressing di M5S sul governo. Rizzetto: «Uno scandalo mettere in mobilità 100 lavoratori del Consorzio». Prodani: «Subito un tavolo di confronto a livello governativo con le parti sociali»

 «I vertici aziendali del Consorzio Cooperativo Latterie Friulane sono sempre più intenzionati a procedere alla fusione dell’azienda con il gruppo emiliano Granarolo, mettendo in mobilità più di 100 dipendenti. Una decisione scandalosa. Bisogna elaborare, urgentemente, un piano che riesca a salvaguardare i livelli occupazionali, escludendo la messa in mobilità dei lavoratori, anche qualora venga effettuata questa fusione». La proposta è contenuta in una risoluzione presentata alla Camera dai portavoce del MoVimento 5 Stelle Walter Rizzetto e Aris Prodani e sottoscritta anche dai deputati Sandra Savino e Massimiliano Fedriga.

«È necessaria inoltre un’indagine sulle problematiche che hanno determinato la crisi del Consorzio che, ad oggi, non sono chiare e trasparenti, anche in considerazione del sostegno che in passato le Latterie Friulane hanno ottenuto attraverso le sovvenzioni della Regione Fvg – sottolinea Rizzetto -. Soprattutto va scongiurato il grave danno che potrebbe essere causato al settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. Con la fusione andrebbe perso, infatti, uno dei “prodotti tipici friulani” più importanti, visto che la produzione finirebbe nelle mani della holding emiliana. Senza dimenticare poi l’indotto costituito da decine di imprese locali che da anni collaborano con il Consorzio».

«Deve essere convocato al più presto un tavolo di confronto a livello governativo con le parti sociali, che consenta di individuare le specifiche problematiche che hanno determinato la crisi del Consorzio – aggiunge Prodani -. La politica deve dimostrare di essere in grado di tutelare la tipicità delle produzioni alimentari delle Latterie Friulane e di salvaguardare l’intero settore agroalimentare del

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Stabilità: mia intervista su E-cig ( di M. Seleni ) 17 dicembre 2013   Leave a comment

http://seleni-ilpiccolo.blogautore.repubblica.it/2013/12/21/aris-prodani-ancora-su-e-cig/

Turismo accessibile e Crisi biomedicale – Trieste 29 novembre 2013   Leave a comment

In mattinata al congresso organizzato alla Stazione Marittima di Trieste “Il Turismo Accessibile: strumento di inclusione e di rilancio per il territorio” dalla Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie FVG Onlus, dal Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche (CRIBA FVG) e dal Consorzio Promotrieste, in collaborazione con IAL FVG e con il patrocinio di Comune e Provincia di Trieste.
http://www.triesteabile.it/vogliosocializzare/new/newspubblication1/nl0781

Nel pomeriggio all’incontro promosso dalla Fiom Cgil al Circolo della Stampa di Trieste sulla situazione del manifatturiero locale, con particolare attenzione al comparto biomedicale.

Prodani : Automobile Club Italia ( ACI ) – Interrogazione del 28 novembre 2013   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta PRODANI.
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della Giustizia, al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per gli Affari regionali, le autonomie e lo sport

– Per sapere
– premesso che: il 24 novembre c. a. il quotidiano Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di Sergio Rizzo intitolato “Una tassa chiamata ACI: 191 milioni ogni anno per un registro inutile” in cui si ripercorrono le vicende legate al Pubblico registro automobilistico (PRA) e agli sprechi dell’Automobile club Italia (ACI);
Quest’ultimo ha una duplice natura giuridica che, oltre a rendere poco chiari i bilanci di esercizio, risulta essere poco funzionale per una struttura divenuta ormai fuori controllo;  
l’ACI infatti è una federazione sportiva a carattere pubblico istituita all’inizio del novecento – riconosciuta dal CONI (da cui ha ricevuto circa un milione di euro in conto esercizio per il 2013) e collegata alla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) – con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dello sport automobilistico in Italia, di associare gli automobilisti e di organizzare manifestazioni sportive;  
inoltre l’Automobile club Italia è anche un ente pubblico non economico, su cui esercita la vigilanza il Ministero della Giustizia,  la cui attività principale riguarda la gestione del PRA e l’acquisizione dei relativi tributi (il bollo auto), oltre la fornitura di numerosi servizi rivolti sia ai propri soci che alla generalità degli automobilisti;  
Rizzo ricorda che l’iscrizione al PRA è stata duramente contestata negli ultimi anni e il registro è stato oggetto di due tentativi di abolizione (nel 2000 e nel 2007) da parte dell’allora ministro per le Attività produttive Pier Luigi Bersani, visto che dal 1992 era divenuto “un’inutile doppione degli elenchi della Motorizzazione civile”; per la riscossione del bollo auto l’ACI ha incassato, nel 2012, 41 milioni che si sommano ai 191 legati alla gestione del PRA e ai 14 milioni di ricavi «diversi» dalle amministrazioni statali e dalle Regioni per i servizi di informazione sulla mobilità, per un fatturato pubblico totale di 246 milioni. Questa somma costituisce l’84,8 per cento delle entrate complessive pari a 290 milioni; le entrate “private” sono legate alla miriade di controllate come la Sara assicurazioni cui fanno capo ben nove ulteriori partecipazioni. Tra queste spiccano le seguenti: 21% di Valtur, 10% della società finanziaria Zenit, 87% della Ala assicurazioni, 100% della Sara vita, una piccola quota in Nomisma;
l’ACI nazionale controlla, tra l’altro: ACI informatica, branca a cui era stata assegnata la gestione del costosissimo sito turistico nazionale Italia.it “protagonista di innumerevoli disavventure”; ACI Consult, impresa di progettazione, studi e consulenze; ACI Vallelunga, la società proprietaria dell’autodromo di Vallelunga nei pressi di Roma; ACI Global, azienda che fornisce “assistenza tecnica ai veicoli e assistenza sanitaria alla persona”; ACI Progei, immobiliare; ACI sport, società sportiva; Ventura, un’agenzia di viaggi; ACI Mondadori, la joint venture al 50 per cento con la nota casa editrice, che da sola è in perdita di 257mila euro;
a queste controllate, ricorda il giornalista de Il Corriere della Sera,  se ne aggiungono ulteriori legate alle ACI provinciali, un vero microcosmo spesso in passivo; la crisi del mercato dell’auto ha messo a nudo il peso della struttura elefantiaca dell’ACI: tremila dipendenti, 106 strutture provinciali e una miriade di società controllate;
l’ACI è sfuggita alla lente governativa della “spending review” finalizzata in primis a contenere la spesa pubblica, a garanzia dell’obiettivo costituzionale del pareggio di bilancio, mentre sorprendono gli stipendi d’oro dei manager; riguardo questi ultimi, Rizzo ricorda che più volte è intervenuta la Corte dei Conti con proprie determinazioni (come la 2/2012) in cui sono state evidenziate alcune irregolarità contabili oltre alla vistosa entità di certi emolumenti dei vertici;
è questo il caso del segretario generale Ascanio Rozera – da 41 anni dipendente dell’ACI, che guadagna circa 300 mila euro annui – e del presidente Angelo Sticchi Damiani, pagato 236 mila euro l’anno;
proprio Sticchi Damiani è stato nominato ai vertici dell’ente, come riportato da un articolo pubblicato da Il Fatto quotidiano l’8 giugno 2012,  alla vigilia di una sentenza della Corte dei conti che l’ha condannato in primo grado a pagare 21.986 euro per un presunto danno erariale arrecato proprio all’ACI per il caso di alcune sponsorizzazioni relative ai campionati automobilistici italiani di alcuni anni fa;
la magistratura contabile nella relazione inviata al Parlamento il 20 gennaio 2012 sulla gestione finanziaria dell’ACI per gli esercizi dal 2008 al 2010 e dei 106 Club provinciali e locali per gli esercizi dal 2007 al 2009, ha messo in evidenza «l’eccessivo intervallo temporale intercorso fra la chiusura di ogni esercizio e l’approvazione del consolidato, peraltro mancante dei dati contabili di alcuni club locali»;
sui consuntivi dei club locali, la Corte dei Conti ha posto l’attenzione sull’incremento «sia del numero dei club in situazione di sofferenza finanziaria e patrimoniale, sia dei relativi disavanzi, oltre che il sostanziale peggioramento dei risultati di esercizio delle società collegate e controllate», invitando gli organi di amministrazione ad «adottare adeguati piani di risanamento volti a realizzare un maggior equilibrio gestionale»;
è necessario e doveroso, in un periodo di crisi economica come quello attuale, contenere le spese legate alle funzioni pubbliche e rivedere l’assetto organizzativo dell’ACI
-: se l’esecutivo intenda proporre una seria “spending review” per la struttura dell’ACI, in modo da ridurre gli sprechi di danaro pubblico, spesso utilizzato per coprire i passivi delle società controllate;

se s’intenda adottare tutte le misure idonee per sopprimere il Pubblico registro automobilistico, inutile doppione degli elenchi della Motorizzazione civile;

se non sia il caso di rivedere l’assetto organizzativo dell’ACI nella sua veste di ente pubblico non economico,  riordinando anche gli uffici periferici;

se non sia opportuno che l’attività sportiva automobilistica sia separata e gestita in modo autonomo da una federazione in conformità alla normativa vigente.  

PRODANI

L.I.F.E – Lega Italiana Fumo Elettronico La sigaretta elettronica in Italia: incontro fra i principali attori   Leave a comment

La sigaretta elettronica in Italia: regolamentazione, tassazione e tutela della salute possono trovare un punto d’incontro?

Scritto 5 novembre 2013. Postato in Comunicati, Sigaretta elettronica, Stampa

a cura di Stefano Virtuani – Direttivo L.I.F.E. Lega Italiana Fumo Elettronico.

Roma, 29 ottobre 2013 – A soli 2 giorni dalla scadenza del termine di 60 giorni per l’emanazione del regolamento attuativo della normativa che equipara le sigarette elettroniche al tabacco, presso la Sala del Cenacolo del Complesso della Camera dei Deputati, si è svolto il Convegno “La sigaretta elettronica in Italia, tra regolamentazione e tassazione”, il primo incontro tra le Istituzioni statali, le Associazioni di categoria e il Dott. Riccardo Polosa (in rappresentanza della LIAF-Onlus) , uno dei massimi esperti in materia, autore del primo studio clinico al mondo sull’efficacia e la sicurezza dei vaporizzatori personali.
Una giornata di confronto organizzata da Anafe-Confindustriain collaborazione con Fiesel-Confesercenti, con la partecipazione all’evento come relatore di Massimiliano Begotti, Presidente di LIFE sportello di Federcontribuenti e diLuigi Bonacina, presidente di AFE-COMM Confcommercio, e che ha visto dialogare per la prima volta sul futuro della sigaretta elettronica in Italia Governo, Parlamento, Ministero della Salute (per dovere di cronaca il Ministro Lorenzin non ha partecipato in prima persona), Istituto Superiore di Sanità e Associazioni di categoria. Un dialogo cercato a lungo dagli operatori del settore tramite le associazioni di categoria e che finalmente è arrivato. Dal Convegno sono emersi aspetti fino ad oggi “trascurati”.
Aris Prodani (M5S) ha posto l’accento sul fatto che il Governo avrebbe dovuto sostenere il settore che ha portato sul mercato un prodotto meno dannoso e che ha creato posti di lavoro e nuove opportunità, anche di esportazione. Se l’interesse primario fosse stato la salute dei cittadini “la sigaretta elettronica non avrebbe dovuto subire nessuna tassazione”.
Ignazio Abrignani del PDL, in veste di Vicepresidente X Commissione Attività Produttive, ha ricordato il suo impegno volto a sostenere il settore delle sigarette elettroniche presentando un progetto di legge che da un lato regolamenta il settore, e dall’altro gli permette di continuare a crescere e investire, in un momento in cui il nostro Paese ha un grande bisogno di fare impresa. “Non abbiamo ancora individuato eventuali danni per la salute, quindi resto d’accordo con una normativa che preveda alcune restrizioni. Ma la sigaretta elettronica fa meno male delle sigarette tradizionali, dobbiamo normare la novità e non prendere un settore in crescita e provare ad ammazzarlo con una tassa troppo alta”. “Anche a costo di scendere di nuovo in piazza” con le categorie dei produttori, distributori e commercianti di sigarette elettroniche e liquidi per ricariche, promette Abrignani, combatterà una dura battaglia al Ministero dell’Economia e Finanze affinché questa tassa venga rimodulata e ridimensionata.
Roberta Pacifici (ISS)Per l’Istituto Superiore di Sanità, presente la direttrice dell’Osservatorio fumo Roberta Pacifici che, nel confermare la minore tossicità delle sigarette elettroniche data l’assenza della combustione del tabacco, ha ribadito l’importanza di una regolamentazione e di certezze sugli effetti per la salute delle sigarette elettroniche nel lungo periodo.  
A livello politico hanno assistito all’incontro, numerosi esponenti appartenenti ai diversi schieramenti, tra cui il Presidente della Commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan (PDL).
Fabio Lavagno (Sel) ha affermato che il legislatore, nell’elaborare la tassazione al 58,5% sulle sigarette elettroniche, non ha fatto audizioni con tutte le parti coinvolte, non ha acquisito le informazioni necessarie per conoscere il mercato di cui stava andando ad occuparsi e, in questo, ha fatto un errore, perseguendo il solo obiettivo di “fare cassa”.
Per Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria, ”il settore della sigaretta elettronica ha bisogno di una regolamentazione a 360 gradi, che parta da una corretta definizione del prodotto e che regolamenti l’intera filiera produttiva e distributiva, passando per una tassazione equilibrata che non distrugga un settore estremamente vitale e nel quale l’Italia è leader europeo e secondo al mondo per capacità produttiva e distributiva”. Mentre secondo Massimiliano Federici presidente di Fiesel-Confesercenti, “le conseguenze di una normativa che colpisce numerosi giovani imprenditori, oltre a produrre conseguenze dirette ed immediate sull’occupazione, minerà le certezze di una generazione di giovani che avrà imparato e terrà a memoria una dura lezione: in Italia non vale la pena mettersi in gioco e fare impresa nonostante si seguano le regole”.
Un lungo applauso ha accompagnato e seguito l’atteso intervento del direttore scientifico di LIAF, il Prof. Riccardo Polosa: “Nel 2012 si è registrata una riduzione dei consumi del tabacco mai vista in tutta la storia della lotta al tabagismo in Italia. Questa riduzione è da imputare alla ampia diffusione della sigaretta elettronica in Italia”. Polosa si è poi rivolto a quanti demonizzano la diffusione di questo sostituto delle “bionde” ricordando che:

“La sigaretta elettronica non è una porta d’entrata al fumo convenzionale, ma una porta d’uscita”.

Ed è solo verificando e assimilando le sempre più numerose evidenze scientifiche a favore di questi prodotti che il legislatore dovrebbe muovere il suo intento: “La normativa che si intende costruire deve ispirarsi rigorosamente a dati scientifici e non ad opinioni personali – ha continuato il Prof. Polosa – il divieto nei luoghi pubblici, se necessario, può anche essere accettato, ma non si può permettere di ostacolare il processo di evoluzione di un prodotto che se di qualità può risultare utile per la salute pubblica”. Secondo il report 2013 dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) sono 500 mila in Italia gli utilizzatori abituali di sigaretta elettronica. Di questi, sulla base dei risultati dei grandi studi clinici con sigaretta elettronica (es. ECLAT), è ragionevole stimare che circa il 10% smetta di fumare. Pertanto la diffusione di questo prodotto potrebbe aver fatto smettere 50 mila persone a costo zero, facendo risparmiare al SSN 60 milioni di euro. Se proviamo ad estendere lo stesso ragionamento agli oltre 10 milioni di fumatori in Italia, un milione di persone potrebbero smettere con la sigaretta elettronica, con un risparmio stimato per il SSN di oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro. 
L’avvocato Filippo Fioretti (Simmons & Simmons), esperto di diritto comunitario lancia una provocazione. “La scelta di equiparare il fumo elettronico al fumo tradizionale può essere interpretata come una scelta di coerenza del legislatore. Ma è ovvio che in quest’ottica va rivista anche la modalità di vendita. La legge vigente vieta ai tabaccai di vendere prodotti surrogati al tabacco. E in questo quadro normativo la sigaretta elettronica lo è. Senza considerare che i tabaccai hanno un aggio del 10%, cosa che potrebbe determinare una discriminazione al momento della vendita e provocatoriamente si potrebbe ipotizzare che il legislatore abbia legiferato così da poter favorire il monopolio”.  Umberto Roccatti -(VP A.Na.F.E.)Umberto Roccatti vicepresidente Anafesenza mezzi termini dice ai “politici” che non solo non avranno i soldi previsti, ma nemmeno quelli che dal precedente esercizio si sono trovati in tasca (e che non erano preventivati). 
Chiude la Conferenza Massimiliano Begotti Presidente di LIFE sportello di Federcontribuenti, con un breve ma puntuale richiamo ai principi basilari stabiliti dalla Costituzione.L’Art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. omissis”. Begotti: “Il popolo è oggi presente in questa stanza e Vi sta chiedendo a gran voce di poter lavorare”.L’Art. 3 “omissis. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. “La tassazione sul nostro settore è di fatto un ostacolo al settore stesso.” Infine richiamando il non meno importante art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Omissis”Begotti conclude l’intervento: “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Perché in Italia si vende il tabacco se tutti sappiamo che provoca il cancro?Il SSN è fortemente gravato da questi costi, quindi noi di LIFE siamo a chiederVi apertamente in questa sede un tavolo serio per aprire una trattativa, visto che proprio in questa sede varie parti politiche si sono apertamente dichiarate disponibili ad un intervento per modificare la legge 99/2013. Noi dal nostro canto Vi abbiamo già fornito le proposte e le coperture dei 117mln di € che lo stato vuole ottenere dal nostro comparto, ora sta a Voi dimostrare con i fatti le parole date.  In sintesi, chiudiamo con le parole di Polosa:
“una libera diffusione della sigaretta elettronica potrebbe contribuire ad un immediato contenimento della spesa sanitaria.”
A questo bisogna aggiungere una ulteriore sostanziale riduzione di spesa per via del consequenziale abbattimento dei costi associati alla gestione delle malattie fumo-correlate e relative complicanze. Bisogna comprendere che in termini di ritorno per le casse statali questo sarebbe in linea con quello che l’erario pensa di guadagnare con le accise sulle sigarette elettroniche!”A fine conferenza tutti i partecipanti sono d’accordo e trasversalmente anche tutte le forze politiche presenti.Non sarebbe stato preferibile per lo Stato conferire con gli attori del settore prima di produrre una normativa specifica sulle sigarette elettroniche, ignorando la realtà scientifica e l’impatto sulla cassa dello Stato di tale normativa?  

http://life.federcontribuentinazionale.it/2013/11/05/la-sigaretta-elettronica-italia-regolamentazione-tassazione-tutela-della-salute-possono-trovare-punto-dincontro/

Rigassificatore: chiarimento carteggio Ministero-Gas Natural – Interrogazione del 04 novembre 2013   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta
PRODANI.
– Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
– Per sapere
– premesso che:
il 18 ottobre c. a. il quotidiano Il Piccolo di Trieste ha pubblicato l’articolo “Rigassificatore, il ministero revoca il permesso ambientale per Zaule” relativo alla lettera che il ministero dell’Ambiente ha inviato il 17 ottobre scorso alla società spagnola Gas Natural;
la lettera è stata inviata per conoscenza a Regione, Provincia, Comune di Trieste, Autorità portuale, ministero per i Beni culturali e ministero dello Sviluppo economico;
nella missiva, firmata dal direttore generale del dicastero Mariano Grillo, si intima la società catalana a presentare entro 10 giorni le proprie osservazioni per evitare la revoca della Valutazione di impatto ambientale (VIA) riconosciuta il 17 luglio 2009 per la costruzione di un rigassificatore a Zaule (Trieste), sospesa per sei mesi con il decreto del ministero dell’Ambiente emanato nell’aprile scorso;
il decreto sospensivo firmato dall’allora ministro dell’Ambiente Corrado Clini prevede, ricorda la lettera, due possibili vie di uscita: individuare un sito alternativo o consultare nuovamente l’Autorità portuale per rideterminare le previsioni di sviluppo rendendole compatibili con l’impianto; il Comitato portuale dell’Autorità triestina, infatti, il 26 luglio 2013 ha approvato le valutazioni rese il 2 luglio 2013 dalla Commissione istituita dalla presidente Marina Monassi per formulare, come da decreto ministeriale, una definizione delle proposte di sviluppo.
L’organo «non ritiene né utile né percorribile la rideterminazione del Piano Regolatore Portuale di Trieste per renderlo compatibile con l’impianto di rigassificazione proposto dalla società Gas Natural. La Commissione è del parere che, rispetto a quanto richiesto dall’articolo 2 del decreto interministeriale, non si possa provvedere alla rideterminazione delle previsioni di sviluppo espresse dal Piano Regolatore del Porto di Trieste senza arrecare grave nocumento allo sviluppo dei traffici e del porto medesimo.»
Infine si «ritiene incompatibile ogni altra localizzazione del terminale GNL di rigassificazione all’interno dell’ambito portuale di Trieste, per gli stessi motivi e le stesse criticità già evidenziate dal caso dell’impianto localizzato a Zaule» la sospensione della VIA è scaduta il 18 ottobre scorso;
contro la realizzazione del progetto si sono espressi, oltre all’Autorità portuale, anche enti locali e opinione pubblica

-: quale sia il contenuto integrale della lettera inviata dal ministero interrogato alla Gas Natural;

se la società spagnola ha risposto alla missiva del ministero nei tempi prevista e quali siano le osservazioni addotte sul progetto del rigassificatore di Zaule.  

PRODANI

È nata “Grado in Movimento” sezione di M5S guidata da Lauto – Il Piccolo 31 ottobre 2013   Leave a comment

L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del parlamentare triestino Aris Prodani e del consigliere regionale Ilaria dal Zovo.
È nata “Grado in Movimento”, sezione locale del Movimento 5 Stelle. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del parlamentare triestino Aris Prodani e del consigliere regionale Ilaria dal Zovo. Coordinatore locale del Meet-Up del M5S, denominato “Grado in Movimento”, è stato nominato Dario Lauto. Le motivazioni che hanno spinto a creare la sezione di Grado sono quelle di «sostenere l’azione politica del Movimento 5 Stelle: forza matura, credibile e rappresentativa delle reali esigenze della società» e di contrastare una partitocrazia «sempre più scandalosamente incapace e arrogante, protesa ormai unicamente a perseguire i propri privilegi di casta». «Grado in Movimento – afferma Lauto – si rivolge in particolare a coloro che non hanno mai fatto parte della politica, ma intendono impegnarsi al fine di arrestare il declino, per riportare rapidamente Grado ai livelli di eccellenza e di importanza che merita». M5S guarda al futuro amministrativo locale dichiarandosi aperto alle proposte e alla partecipazione democratica, «per individuare le forze con cui confrontarsi, nella prospettiva di poter determinare a Grado una concreta azione amministrativa e di governo».(a.b.)