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Poligono Cellina Meduna – Risposta del Ministero della Difesa all’interrogazione   Leave a comment

Testo dell’interrogazione
https://arisprodani.wordpress.com/2014/01/09/sostanze-radioattive-nel-poligono-cellina-meduna-interrogazione-del-09-gennaio-2014/

Testo della risposta
Risposta scritta pubblicata Lunedì 22 dicembre 2014  
nell’allegato B della seduta n. 356  
4-03112  
presentata da  
PRODANI Aris  

Risposta.
— Nell’ambito dell’accertamento dei livelli di contaminazione radioattiva, condotto dall’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) del Friuli Venezia Giulia nell’area su cui insiste il poligono di Cellina Meduna, i primi risultati hanno evidenziato, in 4 degli 8 bersagli statici presi in esame, la presenza di torio in «quantità nettamente superiore» a quella presente nel fondo ambientale della zona.   
 La contaminazione, presumibilmente connessa ad attività risalenti nel tempo, è circoscritta a piccole aree all’interno del poligono, delle dimensioni di alcune centinaia di metri quadrati.   
 Nondimeno, l’ARPA sta procedendo all’effettuazione di ulteriori indagini finalizzate ad approfondire il quadro di distribuzione del torio nell’area addestrativa, all’esito delle quali, non appena saranno noti i risultati tecnici, saranno avviate le azioni più idonee per la bonifica e per il ripristino ambientale del poligono, sulla base delle indicazioni espresse dalla conferenza dei servizi tenutasi il 12 giugno 2013.   
 Riguardo, poi, ai «criteri utilizzati dal Ministero della difesa per valutare d’impatto ambientale», le esercitazioni vengono oggi effettuate in applicazione del «Disciplinare Ambientale» che, nel rispetto della normativa vigente, regolamenta le procedure per autorizzare le attività all’interno dei poligoni.   
 Il disciplinare prevede che ogni attività sia oggetto di una valutazione preventiva basata sulla documentazione tecnica del materiale da utilizzare, di un controllo di coerenza tra le attività pianificate e quelle effettuate durante le esercitazioni e le sperimentazioni – da tenersi in coordinamento tra personale del poligono e utenti – e, infine, di un controllo successivo alla esercitazione o sperimentazione, durante il quale si interviene con la bonifica, qualora ne emerga l’esigenza.   
 Dai dati in possesso, inoltre, risulta che nessun tipo di munizionamento attualmente in uso all’Esercito italiano contiene materiale radioattivo; ciò esclude, pertanto, l’eventualità di una qualsiasi futura contaminazione correlata all’impiego di munizionamento che possa «determinare il rilascio di isotopi radioattivi».   
Il Ministro della difesa: Roberta Pinotti. 

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M5S, Rizzetto accusa: “Boicottato il Friuli” – Messaggero Veneto 23 dicembre 2014   Leave a comment

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“Diretta pirata: Stabilità in Commissione Bilancio” 21 dicembre 2014   Leave a comment

Diretta pirata: Stabilità in Commissione Bilancio: http://youtu.be/DQPEm4RvyEM
Al minuto 1. 20′ circa il mio intervento sul Porto di Trieste

Trieste: anche Prodani prepara il “vaffa” a Grillo – Il Gazzettino 24 dicembre 2014   Leave a comment

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Scontro grillino alla Camera sul porto di Trieste. Gli emendamenti li decide il cerchio magico – Vanghettate 22 dicembre 2014   4 comments

Fino a due giorni fa nel Movimento 5 Stelle la linea politica sugli interventi locali è sempre stata decisa dai parlamentari espressi dal territorio, d’intesa con gli eletti nei comuni e nelle regioni. Ma ora le cose sono cambiate e decidono i membri della Commissione competente. La vicenda riguarda lo spostamento del Punto Franco del Porto di Trieste contenuto nella legge di Stabilità e la spiega il deputato triestino del Movimento, Aris Prodani: “Con i consiglieri del 5 stelle al Comune di Trieste avevamo concordato di presentare due emendamenti che lasciassero inalterato status del porto, cosa che ho fatto inviandoli al nostro ufficio legislativo alla Camera perché li depositasse in Commissione Bilancio per la discussione”. “Quando ho chiamato per verificare che fossero stati depositati – prosegue Prodani – la nostra capogruppo in Bilancio, Laura Castelli, mi ha detto che i nostri membri in commissione erano contrari per linea politica e che quindi non avrebbe proceduto”. Per il parlamentare 5 stelle si tratta di “un’aberrazione del metodo 5, visto che fino a due giorni fa vigeva la regola che per gli interventi locali decidono i singoli parlamentari insieme ai territori. Ora sono costretto a prendere atto che a Roma si decide tutto anche sulle questioni locali senza che abbiano alcuna conoscenza delle cose”. Di conseguenza Prodani ha dovuto firmare due analoghi emendamenti proposti dalla Lega che si avvicinavano molto ai suoi. Ora resta da vedere quale sarà la reazione del resto del gruppo grillino alla Camera su questa nuova impostazione dell’attività parlamentare.

Turismo, Prodani: «La latitanza di Franceschini» 24 dicembre 2014   Leave a comment

Per Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, l’Italia deve ripartire dal turismo e non deve perdere l’opportunità data da Expo per rilanciarsi a livello mondiale come sistema-Paese. “Ho sempre pensato che il mio ministero fosse quello economicamente più rilevante per lo sviluppo della nostra penisola – ha detto spesso il ministro -. Dobbiamo investire nella nostra bellezza. Ma dobbiamo convincere tutti”. «Belle parole! Peccato che nei fatti Franceschini sia latitante. Basti vedere che non sono stati ancora emanati i decreti attuativi relativi al turismo nel cosiddetto “decreto Cultura”, approvato nel luglio scorso».

A denunciare l’immobilismo del ministro è il deputato del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani che ha depositato una interrogazione per chiedere al governo una rapida emanazione dei decreti attuativi e l’approvazione dello statuto dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo. «Questi ritardi contribuiscono in modo pericoloso ad aggravare la situazione di incertezza in cui versa l’importante patrimonio culturale ed economico rappresentato dal settore».

«Digitalizzazione del settore, introduzione del credito d’imposta per riqualificare e migliorare le strutture ricettive turistico-alberghiere e per favorire l’imprenditorialità, diffusione della “progettazione universale” e incremento dell’efficienza energetica, classificazione delle strutture ricettive e delle imprese turistiche, adozione di un piano straordinario della mobilità turistica, tutela della guide turistiche italiane, gruppo di lavoro per individuare principi e criteri per la disciplina dei contratti di intermediazione finanziaria “tax  free shopping”. Su tutte queste azioni di rilancio da noi proposte – spiega il segretario della Commissione Attività produttive della Camera – siamo completamente fermi. Tutto è ancora sulla carta».

«Siamo in una situazione di stallo molto grave. Al punto che recentemente l’Enit ha deciso addirittura di annullare la propria partecipazione ad alcuni importanti appuntamenti fieristici all’estero nel corso del 2015. Stanno inoltre fioccando le denunce dei rappresentanti delle associazioni del settore che contestano le lacune del governo in materia di promozione del turismo. L’impasse in cui versa l’Enit si presenta ancora più critica alla vigilia di un evento epocale come Expo 2015 a Milano. In questa occasione l’Agenzia nazionale del turismo dovrebbe, infatti, promuovere l’immagine unitaria “dell’offerta turistica nazionale e favorirne la commercializzazione” ma senza l’approvazione dello statuto – conclude Prodani – l’Enit non può che restare ai blocchi di partenza».

Di seguito il testo dell’interrogazione

Al Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il decreto-legge n. 83 del 31 maggio 2014 noto come «decreto Cultura», convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 29 luglio 2014 e relativo a disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, prevede delle disposizioni urgenti per il settore turistico;

il comma 1 dell’articolo 9 della sovra citata legge, per sostenere la competitività del sistema  turismo –  favorendo la digitalizzazione del settore – prevede un apposito credito d’imposta;

il comma 4 dell’articolo 9 rimanda alcuni aspetti importanti, quali la definizione delle tipologie di  spese eleggibili e le procedure per la  loro  ammissione, all’emanazione di un decreto del Ministro dei Beni e delle attività culturali  e del turismo, di  concerto  con  il  Ministro  dell’Economia  e  delle finanze, sentito il Ministro dello Sviluppo  economico,  da  adottare entro tre mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del cosiddetto “decreto Cultura”;

il comma 1 dell’articolo 10 della suddetta legge n. 106 del 2014, prevede delle disposizioni urgenti, tra cui un credito d’imposta, per riqualificare e migliorare  le  strutture ricettive turistico-alberghiere e per favorire l’imprenditorialità nel settore turistico;

il comma 4 dell’articolo 10 affida le disposizioni applicative dell’articolo a un decreto del Ministro dei Beni e delle attività culturali  e del turismo, di  concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle finanze, con il Ministro dello Sviluppo economico e con  il  Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,  da adottare entro tre mesi  dalla  data  di entrata in vigore della legge di conversione;

il comma 5 dell’articolo 10 prevede, per le stesse finalità del comma 1 del medesimo articolo, nonché  per promuovere  l’adozione   e   la   diffusione   della   «progettazione universale» e l’incremento dell’efficienza  energetica, l’emanazione da parte del  Ministro dei Beni e delle attività  culturali  e  del  turismo  di un decreto, entro tre mesi dalla data  di  entrata  in  vigore della legge di conversione,  previa  intesa  in sede di Conferenza unificata, per aggiornare gli standard minimi,  uniformi in tutto il territorio nazionale, dei servizi e delle  dotazioni  per la  classificazione  delle  strutture  ricettive  e   delle   imprese turistiche, ivi compresi i condhotel e gli alberghi diffusi,  tenendo conto delle specifiche esigenze connesse alle capacità  ricettiva  e di  fruizione  dei   contesti   territoriali   e   dei   sistemi   di classificazione   alberghiera   adottati   a   livello   europeo    e internazionale;

il comma 1 dell’articolo 11 della summenzionata legge obbliga il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, d’intesa  con il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e  con  la Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  di adottare un piano straordinario della mobilità turistica entro  180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto;

Tale piano è volto a favorire la fruibilità del  patrimonio  culturale  con  particolare attenzione alle destinazioni minori;

il comma 4 del sovra citato articolo 11 fissa per il 31 ottobre 2014 l’emanazione di un decreto del Ministro dei Beni e delle attività culturali  e del turismo, sentita  la  Conferenza  unificata,  per individuare i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per l’esercizio dell’attività di guida turistica da parte di cittadini dell’Unione europea;

l’articolo 13 bis della legge n. 106 del 29 luglio 2014 impegna il  Ministro  dell’Economia  e  delle

finanze – di concerto con il  Ministro  dei  Beni  e  delle  attività culturali e del turismo, di istituire tramite decreto ministeriale – entro quarantacinque giorni  dalla  data  di entrata in vigore della suddetta legge – un gruppo di lavoro finalizzato a individuare principi e criteri per  la disciplina dei contratti  di  intermediazione  finanziaria  tax  free shopping,  per  la  corretta  applicazione  dell’art.  38-quater  del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e successive modificazioni, al fine di individuare risorse da destinare alle attività di promozione del turismo;

l’articolo 16 della suddetta legge ha disposto la trasformazione dell’ENIT – Agenzia nazionale del turismo in ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo;

il comma 2 dell’articolo 16 indica le competenze dell’ENIT nel  perseguimento  della  missione  di  promozione  del turismo,  nonché negli  interventi per  individuare,  organizzare,  promuovere   e

commercializzare i servizi turistici e culturali e per favorire la commercializzazione  dei prodotti  enogastronomici,  tipici  e artigianali in Italia e all’estero, con particolare riferimento  agli investimenti nei mezzi digitali, nella piattaforma  tecnologica  e nella  rete  internet  attraverso  il   potenziamento   del   portale “Italia.it”, anche al fine di realizzare e distribuire una Carta  del turista;

il comma 5 del sopracitato articolo 16  prevede l’approvazione del nuovo statuto dell’ENIT –  con decreto da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del  Ministro  dei Beni e  delle  attività  culturali  e  del  turismo – entro centottanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del decreto;

tale statuto, oltre a definire i compiti  dell’ente, deve anche – in ottemperanza con il comma 6 dell’articolo 16 – prevedere l’istituzione  di  un consiglio federale rappresentativo delle  agenzie  regionali  per  il turismo, nonché alla disciplina delle funzioni dell’ Osservatorio  nazionale  del   turismo;

i termini prescritti per l’emanazione dei decreti attuativi dei provvedimenti sopracitati sono stati superati nelle date del 12 settembre u.s. (quarantacinque giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione) per l’articolo 13 bis, del 29 ottobre u.s. (tre mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione) per quanto concerne il comma 4 dell’articolo 9 e i comma 4 e 5 dell’articolo 10 , del 31 ottobre u.s. per quanto riguarda il comma 4 dell’articolo 11 e del 27 novembre u.s. (centottanta giorni dall’entrata in vigore del decreto) relativamente al comma 1 dell’articolo 11 e al comma 5 dell’articolo 16;

il ritardo nell’emanazione dei decreti volti a dare attuazione alle nuove norme relative al turismo contribuiscono in modo pericoloso ad aggravare la situazione di incertezza in cui versa l’importante patrimonio culturale ed economico rappresentato dal settore;

tale situazione di stallo è stata recentemente esemplificata dalla comunicazione con cui l’ENIT – in data 16 dicembre u.s. – ha deciso di annullare la propria partecipazione ad alcuni importanti appuntamenti fieristici all’estero nel corso del 2015, nonché da ripetute denunce pronunciate da rappresentanti delle associazioni del settore sui loro siti web in merito alle lacune nella politica del governo in materia di promozione del turismo;

l’impasse in cui versa l’ENIT si presenta ancora più critica alla vigilia di un evento epocale come EXPO 2015 a Milano, in occasione di cui l’ente – secondo il comma 1 all’articolo 16 – ha come finalità di promuovere l’immagine unitaria «dell’offerta turistica nazionale e favorirne la commercializzazione»:-

se i Ministri interrogati intendano adoperarsi per favorire in tempi rapidi, e per propria competenza, l’emanazione dei decreti attuativi relativi al turismo nel cosiddetto «decreto Cultura», nonché provvedere alla celere approvazione dello statuto dell’ENIT.
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“Renzi punta a conquistare parlamentari M5S fuoriusciti? E’ fuori strada” 30 novembre 2014   Leave a comment

di Sara Nicoli 
Così il deputato dissidente grillino Aris Prodani a ilfattoquotidiano.it: “Anche qualora potessimo dividerci, non faremmo di certo da stampella al governo”. Il premier punta a rafforzare i numeri al Senato anche in chiave Quirinale. Casson (Pd): “Nuovo gruppo parlamentare pro maggioranza? Naufragato”

“Io lo so – dice Felice Casson, senatore Pd in contrasto aperto con la linea di Matteo Renzi – che molti renziani pensano oggi di poter farecampagna acquisti tra i grillini disorientati dopo le ultime vicende, ma penso anche che caschino male; se pure si dovesse verificare una scissione nel gruppo, l’indole dei 5 Stelle li porterà comunque all’opposizione, non certo a far da stampella al governo…”. E invece, Matteo Renzi ci ha pensato eccome a reclutare ex grillini. Anzi, dicono i suoi chel’ordine di scuderia sia proprio quello di osservare con grande attenzione cosa accadrà nel Movimento nelle prossime settimane. Perchè se è vero, come sembra, che la dissidenza interna ai grillini si attesta oggi tra i 30 e i 40 parlamentari, tra deputati e senatori, è anche vero chequel numero può fare la differenza, fino a diventare determinante, al momento dell’elezione del nuovoPresidente della Repubblica. Dunque, l’idea dei renziani è riuscire, in qualche modo, a controllare la possibile diaspora. E laddove possibile, fare “campagna acquisti”, soprattutto al Senato. Dove già dai prossimi voti di fiducia qualche voto in più farebbe un gran comodo; l’esecutivo, d’altra parte, può contare solo su cinque voti di differenza apalazzo Madama, troppo pochi per star tranquilli con la sinistra Pd in ebollizione e Forza Italia non più in grado di garantire tenuta sul fronte delle riforme.

Insomma, è partita una veracaccia al grillino dissidente. E potenzialmente scissionista. Sembra essere venuta meno, infatti, anche quell’idea che era circolata nelle settimane scorse e che prospettava la formazione di un nuovo gruppo parlamentare dove far confluire non solo gli ex Scelta Civica e Popolari per l’Italia, ma anche i forzisti fittiani (anche lì, solo in caso di scissione) e altri provenienti dal gruppo misto, tra questi ex grillini espulsi agli esordi parlamentari del Movimento. I risultati elettorali delle Regionali, però, hanno rimescolato le carte e determinato scosse telluriche forti nei gruppi e dunque l’ipotesi è sfumata. “Ne avevo sentito parlare anche io – racconta ancora Casson – ma si sarebbe trattato di un gruppo molto grande, difficilmente gestibile proprio perchè composto da un’umanità politica molto variegata. Non stento a credere che l’operazione possa essere naufragata così come credo che far conto sui grillini dissidenti, anche per l’elezione del Presidente della Repubblica, sia una pallottola spuntata”.

D’altra parte, l’ala dissidente dell’M5s, qualora decisa di dividersi, dovrà dapprima compattarsi e solo allora avrà modo di testare la propria tenuta nelle votazioni in programma alla Camera e al Senato. E proprio a Palazzo Madama i Cinquestelle potranno giocare un ruolo determinante già nel corso dei prossimi giorni. Al momento, però, i senatori non sono pienamente convinti del percorso avviato alla Camera e a Parma. Guardano con attenzione per capire come muoversi. D’altronde, i pentastellati del Senato sono abituati a pressioni e richieste di «soccorso» da parte degli altri partiti di governo; quindi, prima di muoversi preferiscono valutare bene la situazione. E, soprattutto, dato da non sottovalutare, hanno già pagato un tributo alto in termini di espulsioni con l’allontanamento di ben 15 colleghi. Appoggiare il governo, insomma, ora appare prematuro. Aris Prodani, deputato friulano dissidente, infatti, lo esclude. “Io non so se Renzi stia davvero pensando a reclutare una parte di noi, ma se lo pensa casca senz’altro male; anche qualora dovessimo dividerci, di certo non potremo fare da stampella al governo. Diverso, invece, il discorso sull’elezione del presidente della Repubblica, ma anche lì non intravedo la possibilità che emergano candidature Pd sulle quali poter convergere”. I 5 stelle, insomma, anche se divisi, potrebbero marciare uniti sul fronte dell’elezione per il Colle. E questo Renzi lo teme. Se, infatti, proprio dai grillini fosse lanciato un nome autorevole, poi sarebbe difficile farne digerire la bocciatura ai cittadini (una sorta di replica di quanto accadde nel 2013 per Stefano Rodotà).

Al momento, al Senato, i renziani hanno messo mano al pallottoliere per misurare quanti 5 Stelle potrebberousare il voto segreto come prova generale per futuri traslochi. Non è un caso se, infatti, dal Nazareno sono stati fatti trapelare, per la successione al Quirinale, sia il nome di Raffaele Cantoneche quello di Nicola Gratteri, per sondare l’animo dei 5 stelle. La caccia al voto grillino in libera uscita, insomma, è appena cominciata. Ma le speranze di Renzi rischiano di restare deluse: “Potremo pure dividerci – chiude Prodani – ma piuttosto che dare una mano a Renzi, meglio dimettersi dal Parlamento…”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/30/renzi-punta-conquistare-parlamentari-m5s-fuoriusciti-fuori-strada/1242341/