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Rally: al via il Piancavallo – Comunicato stampa Motoring Trieste 04 agosto 2016   Leave a comment

​#PiancavalloRally2016 #Fvg

Scatta venerdì 5 agosto la trentesima edizione del Rally di Piancavallo. 

Quasi settanta gli equipaggi iscritti, tra vetture storiche e moderne, che affronteranno gli 80 chilometri di Prove Speciali tra la serata di venerdì ( la partenza alle ore 18 dal Piazzale della Puppa )e la giornata di sabato ( arrivo previsto del primo concorrente alle ore 16.15 ). Un tracciato impegnativo e molto tecnico, tradizione del Piancavallo e per il quale il rally avianese si è fatto conoscere in europa, che vede in particolare nelle classiche prove di Monte Rest e di Campone il proprio apice. 

Buona la presenza dei triestini, molti dei quali stanno già scaldando i motori per la prossima edizione del Rally del Friuli Venzia Giulia – Alpi Orientali in programma a Udine l’ultimo fine settimana di agosto. Confermate le partecipazioni al rally friulano di Andrea Maiani, Deborah Turk e Cristian Marsic.

Tra le vetture moderne, l’esperto Corrado Ughetti affianca il  giovane Alberto Vagaggini su una Peugeot 206C. Il navigatore triestino, avventuratosi negli ultimi anni nel ruolo di driver nel Tout Terrain, ritorna alle note con il promettente pilota pordenonese. Acquisire esperienza e, perché no, puntare alle prime 10 posizioni. Questi gli obiettivi.

Nelle storiche, dove non si può non segnalare la battaglia per la posizione assoluta tra Tony Fassina su Lancia 037 e Domenico Guagliardo su Porsche 911 Rs, portacolori giuliani Luigi Castelli e Fabio Bendetti della scuderia Forum Julii Historic Club con la Triumph Dolomite Sprint.

Nutrita la partecipazione degli ufficiali di gara triestini: oltre alla presenza dei componenti dell’Associazione “ Mario de Carli” tra i commissari di percorso e nella gestione del sistema di sicurezza Tracking, segnaliamo Maela Tercon Segretaria di Manifestazione, Aris Prodani Commissario Sportivo e Paolo Bet Addetto alle Relazioni con i Concorrenti.

Sito ufficiale http://www.rallypiancavallo.it

Comunicazione Motoring Trieste

AP
Link TriestePrima:

http://www.triesteprima.it/sport/rally-piancavallo-5-agosto-2016.html

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Assicurazioni competizioni Aci: richieste senza risposte – 16 marzo 2016   Leave a comment

Gent. Dott.Amoroso,
nonostante la mia precedente mail non abbia ricevuto risposta, ho visto che sul sito dell’Aci è stato pubblicato “l’avviso di esito di procedura negoziata n.1/2015”.
Ma, come chiedevo già nella precedente mail, non trovo il contratto stipulato con Allianz S.p.a.
Le chiedo, comunque, la possibilità di prendere visione della documentazione di gara, come indicato sul sito.

La pregherei di indicarmi i termini e le modalità per accedere a tale documentazione.

CORDIALI SALUTI
Aris Prodani

–Inoltrato da On. Aris Prodani/cameradep/IT il 08/03/2016 19:22 —

P.s. La mail precedente, senza risposta è del 24 febbraio.

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ACICSAI: certo che la limitazione alla mia attivitá sportiva non c’entri con la politica – 30 gennaio 2016   Leave a comment

Succede che un organizzatore mi contatta, circa un mese fa, per conoscere la mia disponibilità a far parte del Collegio in qualità di commissario sportivo regionale, al suo rally, che si tiene prima delle assegnazioni, da parte del delegato regionale, delle deleghe per la stagione 2016.
Confermo la disponibilità.
Qualche giorno fa, via mail, lo stesso organizzatore mi comunica che, nonostante abbia indicato il mio nominativo tra i componenti del Collegio, da Roma il GUG ( Gruppi Ufficiali di Gara ) ha modificato il mio nominativo.
Sono Commissario Sportivo Regionale da diversi anni ( dal 98 se non erro ) e non è mai successa una cosa del genere. Vabbè, mi dico, l’Aci avrà adottato un metodo diverso. Fa strano, però. Quale potrebbe essere un motivo per il quale a 15 giorni dalla gara sostituiscono il mio nome?
Non sarà di certo per l’attività parlamentare fatta in questi due anni su Aci e Csai..conoscendo Aci, no di certo….

Lungi da me insinuare una consequenzialità del genere, tento di risolvere l’arcano ponendo la domanda direttamente a Gennaro Pezzella, presidente del GUG e membro della Giunta Sportiva.
Questo pomeriggio lo contatto telefonicamente e questo un breve report della conversazione.

A precisa domanda sulle motivazioni di quanto sopra, mi viene risposto che le deleghe vengono composte entro marzo dal Delegato Regionale e inviate al GUG. Che le vaglia e che, quindi, non rientra tra i compiti di un organizzatore.

Giusto. Solo che la gara in questione è in calendario prima di marzo e, come accade spesso, l’organizzatore, anche per accelerare i tempi, ha segnalato il mio nominativo, e non solo il mio, direttamente ad AciCsai.
Insistendo su quali possano essere i motivi per i quali il GUG non abbia confermato la mia delega, chiedo, dandolo per scontato, se sulla scelta del GUG non abbia di influito la mia attivitá parlamentare..

L’ing. Pezzella mi ribadisce che non è al corrente, visti i suoi impegni, della mia attivitá alla Camera su Aci e Csai.

Chiedo, quindi, se non sia al corrente di avere un commissario sportivo regionale in Parlamento.
Conferma di no, conferma di conoscere Vinicio da qualche decennio, ma di non sapere se io sia poliziotto o faccia altra professione..
Sottolineando il mio stupore difronte a questa ultima riflessione, ribadisco ulteriormente la volontá di conoscere le motivazioni del mio depennamento alla gara in questione, dando per scontato, e sottolineandolo, che quando verranno composte dal Delegato Regionale le deleghe per il 2016, ad almeno minimo 2 gare ( necessarie per il mantenimento della licenza ) il mio nome comparirà di certo.

Pezzella risponde che quando le deleghe saranno inviate a Roma, il GUG le valuterà e, presumibilmente, ci saranno anche le 2 gare assegnate al sottoscritto….
Presumibilmente.

Comunque, lunedì prossimo si informerá con gli uffici e mi darà una risposta sulla prima questione.

Qualche considerazione finale.
È un vero peccato che Aci non sappia di avere un licenziato in Parlamento che conosca abbastanza il mondo automobilistico sportivo.
È curioso che AciCsai ( GUG e Giunta Sportiva ) non sia al corrente delle proposte che il sottoscritto ha depositato per regolarizzare lo status delle vetture da rally, per creare una federazione sportiva autonoma da Aci, per commissariare un ente che nessun governo sia ancora riuscito, o abbia voluto, scalfire, per sostituire la Presidenza in conformitá al Codice Etico del Coni, per sottrargli il Pra.

Sono difetti di comunicazione. Che AciCsai dovrá di certo migliorare.
Non resta che attendere lunedì.

Sono certo che, per la mia esclusione, si sia trattato di un errore degli uffici. Sono certo che AciCsai non mescoli aspetti prettamente sportivi alla politica. Sono certo di poter continuare la mia attività sportiva con l’impegno e la passione di sempre. Sono certo che non ci sia stata alcuna volontá di escludermi da AciCsai in maniera subdola.
Non sarebbe da AciCsai.

Di seguito il link a tutto il materiale prodotto su AciCsai in questi anni in Parlamento
https://arisprodani.wordpress.com/category/aci/

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Aci: limitazione utilizzo risorse – Emendamento Stabilità – 29 novembre 2015   Leave a comment

A.C.3444
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
( legge di stabilità 2016 )

Emendamento

All’art 1 dopo il comma 183.     

aggiungere:

“Comma 183- bis

1. L’Aci – Automobile Club Italia, è autorizzata, per l’attività svolta in qualità di Federazione sportiva nazionale, all’utilizzo delle risorse provenienti esclusivamente dalla attività propria istituzionale di Federazione Sportiva.”

Prodani

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ACI: commissariamento e creazione federazione indipendente – Emendamento Stabilitá – 27 novembre 2015   Leave a comment

A.C.3444
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
( legge di stabilità 2016 )

Emendamento

All’art 1 dopo il comma 183.     

aggiungere:

“Comma 183- bis

1. Al fine di assicurare risparmi alla spesa pubblica, di separare gli scopi istituzionali e a quanto disposto dalla Legge  agosto 201, n.124 l’Automobile Club Italia ( ACI ) viene trasformato in ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

2. L’Aci, nel perseguimento della missione della promozione della sicurezza stradale, interviene per supportare Enti, Istituzioni ed aziende su tematiche relative alla mobilità, per studiare ed individuare strategie connesse alla circolazione stradale, per fornire consulenza legale ad Istituzioni e a privati. Viene esclusa la funzione di Federazione Sportiva Nazionale.

3. L’Aci ha autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione.  Ne costituiscono gli organi il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Revisori. La sua attività è disciplinata dalle norme di diritto privato. Stipula convenzioni con le Regioni e le province autonome, gli enti locali ed altri enti pubblici e privati.

4. Fino all’insediamento degli organi dell’Ente trasformato e con il fine di accelerare il processo di trasformazione, l’attività dell’Aci prosegue nel regime giuridico vigente e le funzioni dell’organo di amministrazione sono svolte da un Commissario Straordinario , nominato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, entro il 31 gennaio 2016.

5. Entro 180 giorni dalla nomina del Commissario si provvede al nuovo Statuto dell’ACI. Lo statuto, adottato in sede di prima applicazione dal Commissario  di  cui  al  comma  4,  e’ approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il presidente dell’ACI e’ nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei  ministri,  su  proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

6. Lo statuto dell’ACI definisce i compiti dell’ente nell’ambito delle finalita’ di cui al comma 2 e provvede alla  disciplina delle funzioni e delle competenze degli organismi amministrativi e della loro durata. L’ACI puo’ avvalersi  del  patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’articolo 43 del testo  unico  approvato  con regio  decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, e successive modificazioni.

7. Tramite apposita convenzione triennale, con adeguamento annuale per ciascun esercizio finanziario, da stipularsi tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano,  e  il  presidente  dell’ ACI, sono definiti:
a) gli obiettivi specificamente attribuiti all’ACI, nell’ambito della missione ad essa affidata ai sensi e nei  termini  di  cui  ai commi 2, 3 e 6 del presente articolo;
b) i risultati attesi in un arco temporale determinato;
c) le modalita’ degli eventuali finanziamenti statali e regionali da accordare all’ACI stessa;
d) le strategie per il miglioramento dei servizi;
e) le modalita’ di verifica dei risultati di gestione;
f) le modalita’ necessarie ad assicurare al Ministero vigilante la  conoscenza  dei  fattori gestionali interni  all’ACI, tra cui l’organizzazione, i  processi  e l’uso delle risorse;

8. Al personale dell’ ACI, come trasformato ai sensi  del  presente articolo, continua ad  applicarsi,  fino alla  individuazione  nello statuto dello specifico  settore di contrattazione  collettiva,  il contratto collettivo di lavoro vigente. Entro  centottanta  giorni dalla nomina, il Commissario di cui al comma 4, sentite le  organizzazioni sindacali,  adotta  un piano di riorganizzazione  del personale, individuando, sulla base di requisiti oggettivi e in considerazione dei nuovi compiti dell’ACI, la dotazione organica dell’ente come trasformato ai sensi del  presente articolo, nonche’ le unita’ di personale in  servizio presso ACI da assegnare all’Aci come trasformata ai sensi  del  presente articolo.

9. Dopo l’approvazione del piano di cui al comma 8, il personale  a tempo  indeterminato  in  servizio presso l’ACI assegnato all’ente trasformato ai  sensi del presente articolo puo’ optare per la permanenza presso quest’ultimo oppure per il passaggio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o ad altra pubblica amministrazione. La Presidenza del Consiglio dei ministri  ‐ Dipartimento della funzione pubblica  acquisisce dall’ACI  l’elenco del personale interessato alla mobilita’ e del personale in  servizio presso l’ACI non assegnato  all’ ACI stessa dal medesimo  piano  di riorganizzazione di cui al comma 8, e  provvede,  mediante apposita ricognizione presso le amministrazioni  pubbliche,  a favorirne  la collocazione,  nei  limiti della  dotazione  organica delle amministrazioni destinatarie e con contestuale  trasferimento  delle relative risorse. Con decreto del Ministro per la  semplificazione  e la pubblica   amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle  finanze, si  provvede  all’assegnazione  del personale presso le amministrazioni interessate  con inquadramento sulla base di apposite tabelle di  corrispondenza approvate  con  il medesimo decreto.  Al personale  trasferito, che mantiene l’inquadramento previdenziale  di provenienza, si applica il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti dell’amministrazione  di destinazione.

10. Fino all’insediamento degli organi della nuova Federazione Automobilistica Sportiva Italiana e con il fine di accelerare il processo di trasformazione, l’attività di Federazione sportiva svolta dell’Aci prosegue nel regime giuridico vigente e le funzioni dell’organo di amministrazione sono svolte da un Commissario Straordinario , nominato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo, entro il 31 gennaio 2016.  Entro 90 giorni dalla nomina del Commissario si provvede al nuovo Statuto della Federazione Sportiva Automobilistica Italiana. Lo statuto, adottato in sede di prima applicazione dal Commissario di cui al presente articolo e di concerto con il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, entro 180 giorni viene approvato dalla maggioranza dell’Assemblea su proposta del Consiglio Federale.

11. La nuova Federazione Automobilistica Sportiva Italiana, dotata di autonomia tecnica, organizzativa e di gestione sotto la vigilanza del Coni, sarà costituita quale associazione a carattere nazionale con personalità giuridica di diritto privato ai sensi D.  Lgs. 23 luglio 1999 e successive modificazioni oltre ad essere l’unico organismo riconosciuto dal Coni e dalla Fia per disciplinare l’attività dell’automobilismo sportivo in Italia.

12. Lo Statuto  deve essere conforme  ai principi enunciati dal D. Lgs.  23 luglio 1999 e successive modificazioni, senza  prevedere alcuna  limitazione  al principio  di democrazia  interna,  in  armonia con  l’ordinamento  sportivo nazionale  ed  internazionale,  in particolare  per  quanto  riguarda  le procedure e le regole di voto delle assemblee elettive, deve essere redatto conformemente alle norme contenute nello Statuto del  C.O.N.I. , deve indicare l’adesione alla Fia ( Federation Internationale de l’Automobile ) e  deve espressamente  prevedere l’adesione  incondizionata  alle Norme Sportive Antidoping del C.O.N.I.  Organi primari della Federazione saranno: l’Assemblea, il Consiglio federale, il Presidente federale ed il Collegio dei revisori dei conti.  

Prodani

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Prodani, certificato di proprietà digitale: quali vantaggi per utenti? – Interrogazione del 04 novembre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ed al Ministro della Giustizia

-per sapere

-premesso che

l’Automobile Club Italia (ACI) è una federazione sportiva nazionale a carattere pubblico, istituita all’inizio del novecento, riconosciuta dal CONI e dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), con il compito di favorire lo sviluppo dello sport automobilistico, del comparto dell’auto, di associare e tutelare gli automobilisti e di organizzare manifestazioni sportive;

inoltre, l’Automobile Club d’Italia è un ente pubblico non economico,sottoposto alla vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali e, per quanto riguarda la gestione del Pubblico Registro Automobilistico e l’acquisizione dei relativi tributi (la tassa di circolazione), del Ministero della Giustizia;

il Decreto del Ministero delle Finanze n. 514 del 02 ottobre 1992, disciplina le modalità e le procedure di funzionamento degli Uffici del Pubblico Registro Automobilistico, la tenuta degli archivi, la conservazione della documentazione prescritta, l’elaborazione e fornitura dei dati dei veicoli iscritti, la forma, il contenuto e le modalità di utilizzo della modulistica occorrente per il funzionamento degli uffici medesimi. In particolare, l’Art.8 istituisce il certificato di proprietà e l’art. 17 comma 5 stabilisce che il certificato di proprietà debba essere stampato dal sistema informatico;

la legge 7 agosto 2015, n. 124, contenente “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (nota come riforma Madia) stabilisce all’art. 8 lettere d): “con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli: riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”;

con tale provvedimento si delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi al fine di operare il passaggio definitivo delle funzioni svolte dal PRA al Ministero delle infrastrutture e trasporti;

il 24 settembre scorso l’agenzia stampa Ansa ha diramato un comunicato dell’ACI con il quale si annunciava che, “a partire dal 5 ottobre, i proprietari di veicoli, motoveicoli e rimorchi potranno dire addio al certificato di proprietà (Cdp) nella sua versione cartacea”sostituito dal certificato di proprietà dematerializzato introdotto dall’Aci stessa;

a tale comunicazione è seguita, il 25 settembre, un’intervista alla rivista “Quattroruote” del Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, con la quale conferma quanto già annunciato dal comunicato stampa;

il 28 settembre l’ACI con propria circolare ha informato ufficialmente studi di consulenza automobilistica (agenzie pratiche auto) dell’inizio del procedimento di dematerializzazione del documento di proprietà a partire dal 5 ottobre 2015;

in un articolo del 26 ottobre, pubblicato on line sul sito http://www.ilFattoQuotidiano.it, viene riportata un’intervista a Ottolino Pignoloni, segretario nazionale Studi UNASCA, aderente a Confcommercio, relativa alla digitalizzazione del Certificato di Proprietà introdotta dall’ACI;

il Segretario Pignoloni afferma che, a distanza di due settimane dall’avvio del nuovo sistema del certificato di proprietà digitale, gli operatori del settore non avrebbero ancora rilevato i vantaggi, in termini di risparmio di tempo, carta e denaro, derivanti dalla dematerializzazione, asserendo appunto che “L’Aci ha annunciato il risparmio, oltre che di tonnellate di inchiostro, di circa 30 milioni di fogli; tuttavia la realtà è che, da 14 giorni a questa parte, fare un passaggio di proprietà è diventato molto più complesso di prima”;

infatti, constata che, per il passaggio di proprietà di un’auto, si debba utilizzare più carta di prima in quanto, in alcuni casi, siano necessari cinque fogli invece di uno; inoltre, i tempi di lavoro per gli operatori e di attesa per gli utenti si siano allungati e, soprattutto, gli automobilisti continuino a pagare  27 euro per un documento non più consegnato;

come riporta l’articolo, Pignoloni, riferendosi alla riforma della pubblica Amministrazione e nella fattispecie all’accorpamento del PRA all’Archivio veicoli della Motorizzazione Civile, avrebbe dichiarato: “Noi auspichiamo che l’automobilista italiano possa finalmente avere gli stessi diritti dei cittadini comunitari nel pagare un solo documento di circolazione come prevede la riforma Madia affinché si riducano i costi connessi alla gestione dei dati di proprietà e circolazione dei veicoli; (….) si sta parlando di oltre 300 milioni di euro di risparmio per gli automobilisti e di circa 150 milioni di risparmio strutturale per la spesa pubblica. L’accorpamento dei due sistemi e l’efficientamento della macchina pubblica, 1,5 miliardi”- :

– se i dati forniti da UNASCA corrispondano al vero
– se sia in grado di fornire dei dati concreti sui reali benefici per gli utenti derivanti dalla dematerializzazione del Cdp
– quale sia il costo sostenuto da ACI per l’attivazione delle procedure di dematerializzazione dei Cdp;
– se, in vista dell’emanazione del decreto attuativo della riforma Madia, ritengano utile l’avvio del procedimento di digitalizzazione del Cdp promosso dall’ACI;
– se la circolare emanata dall’ACI in data 28 settembre possa modificare le disposizioni impartite dal Decreto del Ministero delle Finanze n. 514 del 02 ottobre 1992 che prevede la stampa del certificato di proprietà;
– se, come previsto dall’Art.15 comma 2-bis del D.Lgs n .82 del 07 marzo 2005 nella valutazione del progetto, si sia tenuto conto degli effettivi risparmi derivanti dal certificato di proprietà digitale, nonché dei costi e delle economie che ne derivano;
– se sia previsto, unitamente alla digitalizzazione, anche l’eliminazione dell’imposta di bollo che attualmente deve venir corrisposta per l’emissione del Certificato cartaceo di proprietà e se siano previste delle riduzioni negli emolumenti PRA corrispondenti al risparmio legato alla mancata emissione del CdP;
– quali siano i costi che l’amministrazione dovrà sostenere per il trasferimento delle funzioni del PRA all’Agenzia per il Trasporto Stradale.
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Auto, certificato di proprietà digitale: più ombre che luci – Interrogazione dd 02 ottobre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Prodani
Al  Ministro delle Infrastrutture e Trasporti  ed al Ministro della Giustizia
-per sapere
-premesso che

l’Automobile club Italia (ACI), oltre ad essere una federazione sportiva nazionale a carattere pubblico riconosciuta dal CONI e dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) con  il compito di  favorire lo sviluppo dello sport automobilistico, del comparto dell’auto, di associare e tutelare gli automobilisti e di organizzare manifestazioni sportive, è un ente pubblico non economico,  a cui  è riferita la gestione del Pubblico Registro Automobilistico  e l’acquisizione dei relativi tributi (la tassa di circolazione), per i quali è soggetto  al Controllo del Ministero della Giustizia;

il Decreto del Ministero delle Finanze n.514 del 02 ottobre 1992 regola le modalità ele procedure di funzionamento degli Uffici del Pubblico Registro Automobilistico, la tenuta degli archivi, la conservazione della documentazione prescritta, la elaborazione e fornitura dei dati e delle statistiche dei veicoli iscritti, la forma, il contenuto e le modalità di utilizzo della modulistica occorrente per il funzionamento degli uffici medesimi, in particolare l’Art.8 istituisce il certificato di proprietà e l’Art.17 comma 5 stabilisce che il certificato di proprietà deve essere stampato dal sistema informatico;

il 24 settembre scorso l’agenzia stampa Ansa ha diramato un comunicato dell’ACI in cui si annuncia “una importante novità per gli automobilisti italiani: a partire dal 5 ottobre, infatti, i proprietari potranno dire addio al certificato di proprietà (Cdp) nella sua versione cartacea”; nel comunicato, inoltre,  è specificato  che tale  novità  risponde alle previsioni del  D. Lgs. di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione, la quale prevede il rilascio del  “documento unico del veicolo” contenente i dati sia di proprietà, che di circolazione dei veicoli, motoveicoli e rimorchi;

 a tale comunicazione è seguita, il 25 settembre, un’intervista a “Quattroruote” del Presidente  dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, che conferma: “da ottobre  e progressivamente fino al dicembre 2016 tutte le 5.500 agenzie che effettuano l’intermediazione tra il PRA ( Pubblico Registro Automobilistico) e i cittadini provvederanno a rendere virtuale il certificato di proprietà, che manterrà la sua funzione giuridica: agli automobilisti sarà sufficiente collegarsi al sito con la propria targa per visualizzarlo”;

 il 28 settembre l’ACI con propria circolare ha informato ufficialmente studi di consulenza autmobilistica (agenzie pratiche auto) dell’inizio del procedimento di dematerializzazione a partire dal 5 ottobre;

 la legge 7 agosto 2015, n. 124, contenente “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (nota come riforma Madia) stabilisce all’art. 8 lettere d): “con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli: riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”;

 con tale provvedimento si delega il Governo ad adottare entro dodici mesi uno o più decreti legislativi al fine di operare il passaggio definitivo delle funzioni svolte dal PRA al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti;

 da Il Sole 24 Ore del 18 settembre si apprende che il Ministro delle infrastrutture avrebbe già provveduto alla stesura di una prima bozza del decreto di attuazione della riforma Madia con il  quale si  regolerebbe il  passaggio delle funzioni dal PRA al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti;

 secondo il quotidiano risulterebbe che tale bozza di decreto indichi due fasi: con la prima si dovrebbe, a partire dal 1° gennaio 2016, dare inizio al trasferimento delle funzioni attualmente svolte dal PRA al Ministero e alla realizzazione di una nuova sezione contenente i dati relativi alle vetture che integri l’Archivio Nazionale dei Veicoli, tenuto presso la Motorizzazione civile; con la seconda, dal  1°  luglio 2016, si avvierebbero le procedure per l’eliminazione del Cdp ed il rilascio del “documento unico di circolazione” il cui  costo per gli utenti sarebbe di 29 euro;

 inoltre, nella bozza di decreto sarebbe prevista  l’istituzione di un’Agenzia per il Trasporto Stradale, ente autonomo sotto il profilo giuridico e patrimoniale vigilato dal Ministero delle Infrastrutture, con il compito di prendere in carico, a partire dal primo luglio prossimo tutte le funzioni relative alla circolazione, sicurezza e trasporto stradale di persone e cose, nonché le funzioni proprie del PRA;

 è parere dell’interrogante che la decisione presa dall’ACI di procedere, in questo frangente, alla dematerializzazione del Cdp poco prima dell’attuazione della riforma Madia non sia necessaria, oltre che affrettata, soprattutto in previsione del rilascio del certificato unico contenente sia i dati relativi alla proprietà che alla carta di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi; inoltre con l’introduzione del Cpd digitale ad opera dell’ACI dovrebbe scomparire il certificato cartaceo  senza apportare significativi vantaggi per gli utenti in termini costi e semplificazione  delle procedure:-

– se i Ministri interrogati intendano fornire informazioni dettagliate in merito al progetto di dematerializzazione promosso dall’ACI, anche chiarendo il costo dell’intera operazione e quali risorse siano state utilizzate;

– se, in vista dell’emanazione del decreto attuativo della riforma Madia, ritengano utile l’avvio del procedimento  di digitalizzazione del Cdp promosso dall’ACI;

– se la circolare emanata dall’ACI in data 28 settembre possa modificare le disposizioni impartite dal Decreto del Ministero delle Finanze n. 514 del 02 ottobre 1992 che prevede la stampa del certificato di proprietà;

– se come previsto dall’Art.15 comma 2bis del D.Lgs n.82 del 07 marzo 2005 nella valutazione del progetto si sia tenuto  conto degli effettivi risparmi derivanti dal certificato di proprietà digitale, nonché dei costi e delle economie che ne derivano;

– se sia previsto, unitamente alla digitalizzazione, anche l’eliminazione dell’imposta di bollo che attualmente deve venir corrisposta per l’emissione del Certificato cartaceo di proprietà e se siano previste delle riduzioni negli emolumenti PRA corrispondenti al risparmio legato alla mancata emissione del CdP;

– quali siano i costi che l’amministrazione dovrà sostenere per il trasferimento delle funzioni del PRA all’Agenzia per il Trasporto Stradale.

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