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Prodani ( AL ): allergeni. OK anche all’informazione orale nella ristorazione – 02 marzo 2015   Leave a comment

Il Ministero della Salute – Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione – Ufficio V Nutrizione – in data 06 febbraio 2015 ha comunicato che, in merito alle indicazioni sulla presenza di allergeni negli alimenti e alle responsabilità degli operatori del settore alimentare ( rif. Regolamento  CE 1169/2011 ),  la scelta della modalità di informazione al cliente viene rimessa alla discrezionalità dell’operatore, che sceglierà la soluzione più idonea a seconda della propria organizzazione e dimensione aziendale.
Tra queste modalità di comunicazione, nella circolare in oggetto, compare anche quella orale, come avevo sollecitato con l’interrogazione al Ministero della Salute depositata il 13 gennaio scorso e come sollecitato anche da Confcommercio Veneto.
Un grande risultato ed un sospiro di sollievo per le circa 300 mila aziende italiane che trattano e vendono alimenti non preimballati e che si sarebbero trovate, con l’applicazione del regolamento UE 1169 e senza l’intervento del Governo Italiano, a dover fornire esclusivamente le informazioni in maniera scritta.
Evidenti i grossi problemi di organizzazione ed il rischio di un notevole danno economico che una norma del genere avrebbe comportato agli operatori.
La sollecitazione proposta dall’interrogazione, che proponeva l’introduzione di disposizioni nazionali che consentissero alle imprese di scegliere, nel rispetto della garanzia un’informazione chiara e comprensibile al consumatore, tra l’opzione scritta e quella orale, è stata accolta ed introdotta nella circolare ministeriale.

Di seguito:
1. Testo della Conunicazione del Ministero

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2. Testo dell’interrogazione del 15 gennaio

https://arisprodani.wordpress.com/2015/01/13/allergeni-segnalati-nei-menu-prodani-m5s-introdurre-la-scelta-tra-informazione-scritta-e-orale-per-gli-alimenti-senza-preimballaggio-13-gennaio-2015/

Allergeni segnalati nei menù, Prodani (M5S): «Introdurre la scelta tra informazione scritta e orale per gli alimenti senza preimballaggio» 13 gennaio 2015   Leave a comment

«È un bene per i cittadini che gli operatori del settore alimentare debbano fornire specifiche informazioni in merito alla presenza di sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze utilizzati nella fabbricazione o nella preparazione di alimenti. Una precauzione necessaria per quelli preimballati, grazie alle apposite etichette, ma anche per quelli venduti senza preimballaggio, ad esempio, nelle imprese di ristorazione, bar, pasticcere, panetterie, gastronomie, macellerie, pizzerie, mense, catering, hotel e agriturismi. È altrettanto importante però che, per questi ultimi alimenti, le imprese possano scegliere di fornire queste informazioni anche in forma orale, come previsto dal regolamento Ue n. 1169 del 25 ottobre 2011». A chiederlo è il deputato del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani che sull’argomento ha depositato una interrogazione.
«L’art. 44, paragrafo 2, di questo regolamento – spiega il segretario della Commissione Attività produttive della Camera – prevede, infatti, la possibilità per gli Stati membri, previa autorizzazione da parte della Commissione europea, di introdurre delle disposizioni nazionali concernenti i mezzi con i quali rendere disponibili le informazioni relative agli alimenti non preimballati. Diversi paesi membri dell’Ue, come per esempio il Regno Unito, hanno così introdotto delle norme specifiche sulla materia consentendo di fatto agli operatori del settore di fornire l’informazione dettagliata sugli alimenti non preimballati ai consumatori tramite una presentazione orale in alternativa a quella scritta».
«Purtroppo finora il governo italiano non ha ancora messo in campo alcuna azione formale per ottenere una simile autorizzazione da parte della Commissione europea. L’obbligo della sola informazione scritta, senza la possibilità di optare per una presentazione orale, rischia pertanto di comportare un danno economico alle circa 300 mila imprese italiane del settore – la cui offerta di ingredienti, spesso relativa alla stagione, non sempre si presta a standardizzazioni nel menu scritto – con delle possibili ricadute negative – conclude Prodani – anche sulla competitività del sistema turistico del nostro Paese».

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Di seguito il testo dell’interrogazione

Interrogazione a risposta scritta
presentato da PRODANI Aris
PRODANI.
— Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute,  al Ministro dello sviluppo economico.
— Per sapere
– premesso che:
il 13 dicembre 2014 è diventato applicabile il regolamento UE n. 1169 del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori;
il suddetto regolamento comporta degli obblighi precisi di informazione verso i consumatori da parte degli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della filiera produttiva;
l’obbligo da parte degli operatori del settore  di fornire specifiche informazioni circa la presenza di sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze utilizzati nella fabbricazione o nella preparazione di alimenti è previsto sia per i preimballati come per i non preimballati;
la modalità principale di assolvere all’obbligo d’informazione prevista dall’art. 9 del regolamento,  ovvero la forma scritta, trova facile applicazione per quanto riguarda gli alimenti preimballati – soprattutto con apposite etichette –, ma lo stesso non si può dire per gli alimenti venduti senza preimballaggio (ad esempio nelle imprese di ristorazione, bar, pasticcere, panetterie, gastronomie, macellerie, pizzerie, mense, catering, hotel e agriturismi);
l’art. 44, paragrafo 2, del regolamento prevede la possibilità per gli Stati membri, previa autorizzazione da parte della Commissione europea, di introdurre delle disposizioni nazionali concernenti i mezzi con i quali rendere disponibili le informazioni relative agli alimenti non preimballati;
diversi Stati membri dell’UE, tra cui il Regno Unito, dopo aver  comunicato e ottenuto dalla Commissione europea la relativa autorizzazione, hanno introdotto delle norme specifiche sulla materia consentendo di fatto agli operatori del settore di fornire l’informazione dettagliata sugli alimenti non preimballati ai consumatori tramite una presentazione orale in alternativa a quella scritta;
non risulta essere stata intrapresa alcuna azione formale dal Governo italiano per ottenere l’autorizzazione da parte della Commissione europea – ai sensi dell’ art. 44, paragrafo 2, del regolamento – finalizzata a consentire presentazioni alternative alla sola forma scritta relativa alla presenza di sostanze allergene negli alimenti offerti in vendita senza preimballaggio;

l’obbligo della sola informazione scritta, senza la possibilità di optare per una presentazione orale, rischia di comportare un danno economico alle circa 300 mila imprese italiane del settore – la cui offerta di ingredienti, spesso relativa alla stagione, non sempre si presta a standardizzazioni nel menu scritto – con delle possibili ricadute negative anche sulla competitività del sistema  turistico del nostro Paese-:

se il Governo intenda promuovere presso la Commissione europea un’azione ai sensi dell’art. 44, paragrafo 2, del Regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, in modo da poter introdurre delle disposizioni nazionali sulla materia che consentano alle imprese di scegliere, nel rispetto del principio di garantire un’informazione chiara e comprensibile  al consumatore, tra opzione scritta e orale.