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ALTERNATIVA LIBERA DEVOLVE 48.000 EURO A PROGETTI CASA DI PETER PAN, LIBERA E UN SACCO DI VITA – 16 novembre 2015   Leave a comment

Prosegue la campagna di restituzione di parte del proprio stipendio dei deputati di Alternativa Libera a sostegno di progetti sociali, supporto alle famiglie in difficoltà e servizi di mutuo aiuto.

Si tratta di 48.000 euro che sono stati suddivisi in tre quote, destinate ad altrettanti progetti.

I primi 6.000 euro sono stati devoluti all’associazione “Un Sacco di Vita” per l’acquisto di sacchi a pelo destinati ai senza tetto delle città italiane. L’associazione “si pone l’obiettivo di distribuire un sacco tetto ad ogni senzatetto che si trovi, suo malgrado, a vivere per strada con il rischio di morire per ipotermia”. Con la somma destinata sarà possibile acquistare circa 300 sacchi a pelo.

Alla ONLUS “Associazione Casa Di Peter Pan”, che si occupa di offrire alloggio gratuito alle famiglie di bambini malati oncologici che si devono curare in luoghi lontani da quelli di residenza, sono stati donati 20.000 euro.

L’ultima tranche di 22.000 euro è stata devoluta all’associazione antimafia “Libera” che si occupa di fare impresa sociale sui terreni confiscati alla mafie, per la ripiantumazione di alberi di olivo.

La cifra di 48.000 euro è stata ottenuta grazie alla riduzione degli stipendi dei singoli deputati di Alternativa Libera per il periodo di aprile, maggio e giugno 2015. Alla campagna di restituzione hanno partecipato: Massimo Artini, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Eleonora Bechis, Aris Prodani, Walter Rizzetto, Samuele Segoni e Tancredi Turco.

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“Il Sap al comizio leghista. Prodani critica “Presenza inopportuna” – Il Piccolo 14 novembre 2015   Leave a comment

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Chiusura centro, Prodani (AL): «Perché non firmate ordinanze similari per la ferriera?» TriestePrima 14 novembre 2015   Leave a comment

Lo rileva in una nota il parlamentare di Alternativa Libera Aris Prodani: «Restrizioni al traffico veicolare predisposte dal Comune suonano come una farsa. Evidentemente, gli sforamenti ai limiti di legge delle polveri sottili Pm10, vengono valutate dal Sindaco in maniera diversa, da caso a caso»

Restrizioni al traffico veicolare ed al riscaldamento domestico predisposte dal Comune di Trieste suonano come una farsa. Evidentemente, gli sforamenti ai limiti di legge delle polveri sottili cancerogene Pm10, vengono valutate dal Sindaco in maniera diversa, da caso a caso».

«Se poi – continua la nota –  si parla di Servola, non vengono nemmeno prese in considerazione. Dal 03 al 12 novembre 2015 ( 10 giorni ), la centralina di Via Carpineto ha registrato un superamento medio giornaliero delle Pm10 per 7 giorni, via Pitacco 6 ( più una al limite ), via Svevo 8 e via S.Lorenzo 8 ( il dato di oggi non è disponibile ). Ma nulla è stato proposto dal Comune».

«Forse – conclude – il sindaco pensa che i servolani ed i lavoratori dell’impianto siano di una tempra diversa, forse si è abituato alle proteste o, più probabile, se ne sbatte. E basta».

http://m.triesteprima.it/politica/chiusura-centro-prodani-ordinanze-similari-ferriera.html

Prodani, Ferriera: inattività della Procura. Richiesta ispezione Ministeriale – Interrogazione del 28 ottobre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al Ministro della Giustizia  

-per sapere

-premesso che

la Ferriera di Servola ( Trieste  ) è uno stabilimento industriale la cui attività è volta principalmente alla produzione di ghisa, passato, nel 2014, dalla Lucchini in amministrazione straordinaria alla Siderurgica Triestina S.r.l., società del Gruppo Arvedi; 

numerose sono state, nel corso degli anni, le segnalazioni relative alle immissioni inquinanti del complesso siderurgico, la cui area è stata inserita nel sito di interesse nazionale (SIN) di Trieste, riconosciuta  quale «area di crisi industriale complessa» con  articolo 1, 7-bis della la legge 24 giugno 2013, n. 71, di conversione del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43 e per la quale sono stati sottoscritti  nel 2014 e 2015 accordi di programma  specifici per il risanamento ambientale e industriale;

dal 2008 al 2012 privati cittadini e rappresentanti dell’associazione ambientalista «No smog» hanno presentato numerosi esposti e segnalazioni alla Procura della Repubblica di Trieste per denunciare il degrado ambientale e sanitario nel comprensorio abitativo di Servola e le emissioni dello stabilimento industriale che per più anni consecutivi hanno superato notevolmente i limiti di legge e i valori obiettivo; 

tale problematica è stata già affrontata dall’interrogante con l’atto di sindacato ispettivo n. 4-01360, presentato il 22 luglio 2013,  al quale non ha fatto seguito alcun riscontro; 

da un particolareggiato articolo del quotidiano il Piccolo, pubblicato il 3 dicembre 2013, si apprende che il Pm Matteo Tripani abbia avviato un’inchiesta secondo la quale sarebbero 83 gli operai della Ferriera morti a causa di tumori dal 2000 al 2013. Sarebbe stata minuziosamente ricostruita la carriera lavorativa di ognuna delle vittime , dalla data di assunzione, alle mansioni svolte, alle malattie segnalate ai medici.  Inoltre, grazie ad un’indagine effettuata svolta per conto del Pm Tripani sempre nel 2013 dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria prendendo in considerazione i dati dell’Inps e dell’Inail ed incrociandoli con quelli dei dipendenti succedutisi nello stabilimento, verrebbe evidenziato come per i lavoratori della Ferriera la probabilità di ammalarsi di tumore ai polmoni o ai bronchi sia stata il 50 per cento superiore rispetto al resto della popolazione;

obbiettivo del fascicolo sarebbe stato di accertare sia il nesso di casualità tra l’esposizione all’inquinamento prodotto dagli impianti del sito industriale e l’insorgere delle neoplasie, sia di risalire alle responsabilità di chi intenzionalmente non abbia posto rimedio alla situazione, pur essendone a conoscenza;

lo stesso articolo fa riferimento anche ad un’altra inchiesta, condotta dal procuratore Federico Frezza. Nel 2007, il documento sottoscritto dai dottori Pierluigi Barbieri e Ranieri Urbani dell’Università di Trieste, consulenti tecnici della Procura, riportava i seguenti dati tecnici: “Si rileva che dopo un’unica somministrazione del particolato si ha sia un’accelerazione della crescita tumorale, che perturbazioni del ciclo cellulare nelle cellule normali, con una tendenza a una crescita incontrollata. Sono in corso test di mutagenesi su linee batteriche selezionate e standardizzate che evidenziano sostanze capaci, sia come tali che come precursori di altre ancora più attive, di provocare danni di diversa natura al Dna”; nell’inchiesta del procuratore Frezza, parallela a quella del pm Tripani, sarebbe stato evidenziato il nesso causale tra l’esposizione al benzene e agli idrocarburi e l’insorgenza di neoplasie tra chi ha prestato servizio nello stabilimento di Servola;

l’articolo sottolinea che l’indagine “nel giro di qualche mese dovrebbe concludersi con una raffica di rinvii a giudizio “, addirittura ipotizzando la celebrazione dei relativi processi nel 2014; tuttavia, non risulta disponibile alcuna informazione in relazione al termine effettivo delle indagini che, alla luce dei molti particolari riportati dal quotidiano, nel dicembre del 2013 si stessero avviando verso la conclusione;

a parere dell’interrogante appare quantomeno preoccupante come alcuna informazione sia rintracciabile in relazione al seguito dell’inchiesta sugli 83 operai della Ferriera deceduti dal 2000 e come la maggior parte degli esposti presentati dal 2008 al 2012 da cittadini ed associazioni non abbia avuto seguito;

se il Ministro interrogato intenda attivare iniziative ispettive presso l’autorità giudiziaria coinvolta nelle vicenda di cui in premessa, ai fini dell’eventuale esercizio di tutti i poteri di competenza e quale sia la tempistica

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Prodani, Miramare: rapporti “complessi” con la Soprintendenza. Il Ministero chiarisca – Interrogazione del 22 ottobre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al  Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

-per sapere

-premesso che:

il Castello di Miramare ed i 22 ettari del Parco di pertinenza, fortemente voluti nel 1856 da Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’Imperatore d’Austria, rappresentano la principale attrazione turistica di Trieste e tra le maggiori visitate della regione Friuli Venezia Giulia. Il Parco, però, è da diversi anni in uno stato di totale abbandono e degrado;

in data 4 gennaio 2012, sono stati sottoscritti l’accordo di programma ed un finanziamento congiunto Stato-Regione per il restauro e la valorizzazione del Parco di Miramare con l’apporto di un finanziamento di un milione e ottocentomila euro complessivi (1,2 milioni statali e 0,6 milioni regionali). In  esecuzione di tale accordo, erano state eseguite opere di scavo del “parterre”, l’asportazione delle piante morte, il rifacimento delle aiuole e il taglio di alberi per complessivi 99.991,82 euro esclusa l’IVA;

l’interrogante ha già affrontato l’annosa e spinosa questione delle condizioni del  Parco con  diverse  interrogazioni:  la n. 4-00897,  presentata in data  18 giugno 2013 all’allora Ministro competente  Massimo Bray, con la quale si sollecitava un confronto del Mibact con gli Enti Locali per stabilire un piano di recupero per il Castello ed il Parco di Miramare; la n. 4-08760 del 13 aprile 2015, in cui si chiedevano, oltre ai motivi dei ritardi in merito all’utilizzo dei finanziamenti previsti dall’accordo di programma sottoscritto il 4 gennaio 2012, sia di accelerare le opere di recupero del sito; la n. 5-06613, dell’8 ottobre scorso, con cui si chiedeva un intervento dell’esecutivo finalizzato ad impegnare i fondi disponibili per bonificare il Parco e a valutare l’offerta, che sarebbe pervenuta dai discendenti degli Asburgo, di finanziare le opere di sistemazione;

le indecorose condizioni dei giardini sono costantemente oggetto di attenzione da parte dei cittadini attraverso i social network, oltre che degli organi di informazione. Lo scorso Agosto, una mostra intitolata “Il Parco di Miramare e le condizioni di degrado” organizzata dalla sede di Trieste di Italia Nostra e dall’Associazione Orticola del Friuli Venezia Giulia e curata dall’ing. Stefania Musco, con un’accurata ricerca storica ha posto un’ulteriore accento sullo stato del Parco. L’amministrazione comunale, attraverso gli organi preposti, ha in diverse occasioni cercato un dialogo con la Soprintendenza;

infatti, da un articolo del quotidiano il Piccolo del 23 agosto 2015, si apprende  che  lo scorso 7 novembre 2014, i Consiglieri Comunali di maggioranza ed opposizione  abbiano presentato una richiesta di convocazione della Quarta Commissione Consiliare del Comune di Trieste per un’audizione dei funzionari responsabili della gestione del sito;

si apprende che Manuel Zerjul, Presidente della Terza Commissione Consiliare, a cui è passata la questione, negli scorsi mesi abbia inoltrato al Soprintendente Caburlotto diverse e-mail di richiesta di un incontro; per risposta, il dirigente ministeriale avrebbe declinato l’invito, adducendo come motivazione il clima poco favorevole venutosi a creare a livello istituzionale.

inoltre, da un articolo pubblicato su Il Piccolo, si apprende che Caburlotto, nominato Direttore del Polo Museale del FVG,  invitato ad un sopralluogo organizzato e voluto dalla Terza Commissione Consiliare presso  il Parco di Miramare l’8 ottobre scorso, non abbia partecipato senza giustificare la sua assenza;

il sopralluogo, è stato effettuato comunque, così riferisce l’articolo, al “parterre”, trovato in pessime condizioni, e alle aree delle serre storiche, interessate da lavori di recupero e trasformazione in centro turistico e ricreativo: quest’ultimi, iniziati il 16 marzo sarebbero dovuti terminare a metà novembre, ma lo stato di avanzamento farebbe pensare ad uno slittamento dei termini

il Presidente Zerjul, da quanto riportato dal quotidiano, avrebbe dichiarato di essere intenzionato ad inviare un dossier su quanto accaduto sia alla Regione Friuli Venezia Giulia che al Ministero competente, “nel tentativo di smuovere l’inaccessibile burocrate che pure il 2 settembre scorso, era diligentemente al fianco del Ministro Franceschini e della Governatrice Debora Serracchiani” in occasione della visita del Ministro a Trieste;

– se il ministro interrogato sia al corrente di quanto espresso in premessa

– se non ritenga di intervenire affinchè siano ripristinati i rapporti istituzionali tra la Soprintendenza e gli organi amministrativi comunali;

– quali misure urgenti intenda adottare per garantire la collaborazione degli organi periferici del Mibact e le istituzioni locali in particolare per quanto riguarda la delicata questione del Castello e del Parco di Miramare

– quali siano I termini temporali previsti per la redazione del piano progettuale per il Parco richiesto al direttore Caburlotto in occasione della visita, il 02 settembre, del Ministro Franceschini a Trieste

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Prodani, Elettra: chiarimenti sul futuro dell’impianto – Interrogazione del 16 ottobre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al  Ministro dello Sviluppo Economico e  al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
– per sapere

– premesso che:

la centrale Elettra di Trieste è un impianto termoelettrica a ciclo combinato cogenerativo, con la possibilità di produrre anche vapore. Ha una capacità di 140 MW per la vendita in ambito CIP6, una capacità residuale di 29 MW disponibile alla vendita sul libero mercato e cogenera vapore acqueo surriscaldato per 12.000 kg/h mediante il recupero dei gas di risulta del processo siderurgico della Ferriera di Servola,

l’impianto, che attualmente occupa 24 lavoratori, venne ceduto dal Gruppo Lucchini nel 2005 ad Alix Partners, fondo inglese con investimenti ramificati in tutto il mondo;
nel marzo del 2013, Elettra Produzioni ha presentato la richiesta di risoluzione anticipata della Convezione CIP 6/92 al GSE ( Gestore Servizi Energetici), concessa alla fine del 2013, così come comunicato da un articolo de Il Piccolo del 28 dicembre 2013 ;

il GSE ha condizionato il corrispettivo della risoluzione anticipata della Convezione CIP6 all’effettivo subentro al Gruppo Lucchini di un soggetto terzo nella titolarità dello Stabilimento siderurgico di Servola e all’impegno del subentrate di rispettare le prescrizioni di cui  all’art. 63 del d. lgs. n. 270 del 1999, che, al comma 2, stabilisce: “Ai fini della vendita di aziende o di rami di azienda in esercizio, l’acquirente deve obbligarsi a proseguire per almeno un biennio le attivita’ imprenditoriali e a mantenere per il medesimo periodo i livelli occupazionali stabiliti all’atto della vendita”;

inoltre, il Gruppo Lucchini vantava nei confronti di Elettra Produzioni crediti per 22 milioni di euro derivanti dalla vendita dei gas di risulta delle lavorazioni. La cessione della Ferriera di Servola, siglata il 05 ottobre 2014, passata dal dall’amministrazione straordinaria della Lucchini a Siderurgica Triestina,  società di proprietà al 100 per cento del Gruppo Arvedi di Cremona, ha anche sancito il trasferimento di tali crediti da Lucchini ad Arvedi.

con l’Accordo di Programma per l’attuazione del “ Progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area della Ferriera di Servola”, tra il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l’Autorità Portuale di Trieste con Siderurgica Triestina S.r.l.,  firmato in data 21 novembre 2014, i crediti sopracitati sono stati destinati a specifici impegni.  

Con l’art 8. “Interventi di riconversione industriale e di sviluppo economico”, al punto 2 lettera e) viene specificato che Siderurgica Triestina è obbligata ad utilizzare le risorse rivenienti dall’incasso dei crediti Servola esclusivamente:
1.  in via prioritaria, per finanziare l’effettuazione delle attività/interventi necessari per il rinnovo dell’AIA  e/o il rilascio di una nuova autorizzazione integrata ambientale nonché degli  interventi di messa in sicurezza dei beni  (quali,  in primis, gli  impianti) compresi nel Ramo Lucchini Trieste e nei Beni e Autorizzazioni Servola che saranno previsti in tale sede;
2.  in  subordine (e per il caso in cui  residuino risorse), per finanziare l’effettuazione delle attività/ interventi previsti a suo carico dall’Accordo di Programma di Trieste e dal presente accordo ex articolo 252-bis. Nello specifico, gli “ Interventi di massima necessari al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale “ sono indicati all’Art. 9 dell’Accordo di Programma di Trieste, siglato a gennaio 2014.

il 12 settembre scorso, un articolo del Piccolo si apprendeva che il futuro di Elettra fosse molto incerto e si stesse correndo il rischio dello smantellamento dell’impianto e della sua vendita ad un’azienda britannica;

un successivo articolo del 01 ottobre de il Piccolo annunciava come prossimo l’inizio delle procedure per la messa in mobilità dei 60 dipendenti di Elettra Produzione, suddivisi tra le sedi di Trieste, di Piombino e gli uffici di Milano; la Società avrebbe, poi,  indicato il 31 ottobre come termine ultimo per consentire la chiusura dell’accordo di acquisto della centrale di cogenerazione di Trieste da parte del Gruppo Arvedi. Inoltre, l’articolo citato comunica dell’incontro, organizzato presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra la Presidente della Regione FVG, in veste di Commissario per la crisi industriale complessa di Trieste, Giampiero Castano, responsabile dell’Unità di Gestione Vertenze del Ministero ed i rappresentanti di Elettra Produzione e del Gruppo Arvedi per affrontare le questioni legate alla centrale di Trieste;

da un articolo de Il Piccolo del 7 ottobre si apprende che durante un incontro avvenuto con le rappresentanze sindacali presso la sede di Milano, Luca Ramella, Presidente di Elettra Produzione, abbia annunciato il differimento al 15 novembre della data di scadenza delle trattative in corso per la vendita dell’impianto triestino con il gruppo Arvedi; si apprende, poi, che Elettra Produzione abbia inviato una lettera al Gruppo Arvedi con la proposta di chiusura dell’accordo, nell’attesa che il Ministero dello Sviluppo Economico rilasci alla società cremonese l’autorizzazione all’autoproduzione di energia elettrica:

– come intendano adoperarsi per tutelare i lavoratori come previsto dall’articolo 63 d. lgs. n. 270 del  1999 e lo smantellamento dell’impianto;

– in che modo si intendano utilizzare le somme relative ai crediti vantati nei confronti di Elettra Produzione già contemplate nell’Accordo di Programma dello scorso novembre e quali siano gli obblighi da parte del Gruppo Arvedi per gli importi ad essi riferiti nel caso di acquisto dell’impianto di cogenerazione

– quali siano i precisi vincoli temporali entro i quali Arvedi debba garantire la fornitura di gas di risulta per permettere ad Elettra di accedere allo sconto anticipato Cip6

– se il Gruppo Arvedi abbia un diritto di prelazione per l’acquisto della centrale e se siano previsti dei termini temporali massimi per l’eventuale operazione

– quali azioni siano state effettuate per verificare la qualità e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti nell’Accordo di Programma di Trieste comunicati nella relazione tecnica predisposta da Siderurgica Triestina e consegnata al Comune di Trieste lo scorso 08 settembre 2015 anche alla luce del prossimo rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale

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Prodani, trasporto persone: tutela operatori italiani – Interrogazione del 15 ottobre 2015   1 comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Prodani

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti 
– per sapere  
– premesso che:

diverse Associazioni rappresentanti le imprese di trasporto merci e persone, in più occasioni, hanno  denunciato  la critica situazione che coinvolge il settore;

in particolare, come riportato da un articolo del quotidiano Il Piccolo dell’11 maggio 2014, la Cna di Trieste ha segnalato che  numerose ditte slovene di trasporto persone, operanti in Italia, non versino  l’IVA per la quota di fatturato prodotta sul territorio italiano, mentre i pullman italiani che si recano in Europa  devono essere muniti  della partita IVA rilasciata dai singoli Stati attraversati e pagare la relativa imposta;

inoltre, in un articolo pubblicato dal Gazzettino di Venezia – Mestre del 14 maggio 2015, Massimo Fiorese, responsabile del trasporto persone per la Fita – Cna di Venezia, ha denunciato la critica situazione che coinvolge il settore del trasporto persone nelle aree circostanti  l’Aeroporto “Marco Polo”, il  Porto di Venezia e la Stazione  Ferroviaria  di Mestre. Secondo le dichiarazioni riportate dal quotidiano, un numero sempre maggiore di minibus e pullmini con targa slovena eserciterebbe l’attività di navetta e trasporto passeggeri, operando liberamente sul territorio italiano contravvenendo alla normativa  regionale e nazionale del settore;

tale fenomeno interessa in modo particolare le Regioni del Friuli Venezia Giulia e  del Veneto, ma è in costante espansione poiché, progressivamente,  sta interessando anche altre Regioni italiane;

la Fita-Cna ha segnalato il preoccupante aumento dei mezzi irregolari, in particolare sloveni, alla Guardia di Finanza che, in riscontro all’Associazione, avrebbe sottolineato le oggettive difficoltà di intervento motivate principalmente dalla “ poca collaborazione con la Slovenia”;

le associazioni di categoria Cna e Confartigianato nell’aprile 2012 e nuovamente nel giugno 2013, con proprie note, hanno informato del fenomeno la  Regione Veneto, successivamente, il 31 luglio 2014, il Ministero dei Trasporti, e, il 31 marzo 2015,  l’Autorità di Regolazione dei Trasporti. A queste segnalazioni non ha fatto seguito alcuna risposta;

è evidente che i mezzi con targa straniera hanno la possibilità di applicare tariffe nettamente inferiori a quelle proposte dai vettori italiani, poiché non sono identificati ai fini IVA dall’Agenzia delle Entrate, dunque, non versano l’IVA sul fatturato prodotto in Italia e non devono sottostare alle procedure autorizzative italiane. Pertanto, gli operatori italiani risultano facilmente penalizzati economicamente, con relativa perdita di fatturato e di posti di lavoro;

orbene, la presenza continua dei pullman con targa slovena, riscontrata al tempo, prevalentemente in Friuli Venezia Giulia,  è già stata evidenziata dallo scrivente con l’interrogazione n. 4-05274 del 25 giugno 2014; mentre, successivamente, con l’interrogazione n. 5-05653 del  20 maggio 2015,  si segnalava l’aumento costante del fenomeno, diffusosi  in maniera capillare nel vicino Veneto, richiedendo l’adozione di provvedimenti urgenti a difesa degli operatori nazionali;

durante i lavori  relativi al  DDL concernente la “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” nelle Commissioni riunite Attività Produttive, Commercio e Turismo e Finanze della Camera dei Deputati, è emerso un altro aspetto della concorrenza sleale praticata a danno degli operatori Italiani relativo a tour operator cinesi che utilizzerebbero veicoli a noleggio senza alcun rispetto della normativa vigente;

inoltre, lo scorso 07 ottobre,  in sede di discussione e approvazione in Aula a Montecitorio del DDL Concorrenza, lo scrivente ha presentato un Ordine del Giorno, accolto dal Governo, con cui lo impegnava a valutare l’opportunità di istituire, con la collaborazione dei Ministeri competenti,  un gruppo di lavoro con il compito di individuare i fenomeni distorsivi ed irregolari presenti nel settore del trasporto persone ed elaborare delle proposte operative a tutela degli operatori nazionali:-

se i Ministri interrogati abbiano dati ufficiali in merito all’attuale dimensione del fenomeno e se si possa quantificare il danno subito dai vettori italiani del settore trasporto persone;

se ci siano in corso  strategie  e controlli  per evitare che gli operatori stranieri contravvengano la normativa vigente in materia;

se intendano dare riscontro alle segnalazioni  inviate dalle Associazioni Cna e Confartigianato in merito alla presenza sempre più costante dei mezzi stranieri adibiti a trasporto persone

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