Archivio per la categoria ‘Appuntamenti 2014

“Diretta pirata: Stabilità in Commissione Bilancio” 21 dicembre 2014   Leave a comment

Diretta pirata: Stabilità in Commissione Bilancio: http://youtu.be/DQPEm4RvyEM
Al minuto 1. 20′ circa il mio intervento sul Porto di Trieste

Archivi, salva la Soprintendenza – Il Piccolo 13 dicembre 2014   Leave a comment

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M5S, la crisi CoopCa finisce in Parlamento – MV dd 12 dicembre 2014   Leave a comment

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Iva Marina Resort in Stabilità. Nota stampa Aris Prodani – 20 novembre 2014   Leave a comment

Marina resort  e disegno di legge di Stabilità, Prodani (M5S): «Accetto la proposta di ritiro dell’emendamento per l’impegno del Governo a trattare la questione a palazzo Madama»

«Il mio emendamento al disegno di legge di Stabilità che richiedeva l’equiparazione dei marina resort alle strutture turistiche all’aria aperta – in modo a applicare l’iva agevolata al 10% – ha ricevuto un invito al ritiro da parte del Governo in commissione Bilancio con l’impegno preciso da parte del viceministro dell’Economia Morando a trattare la questione al Senato». Lo ha dichiarato oggi il deputato triestino del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani, segretario della commissione Attività produttive di Montecitorio, facendo presente l’importanza di rilanciare il settore diportistico legato alla filiera turistica.

«Ho accolto l’invito al ritiro con senso di responsabilità – ha concluso il deputato – perché un intervento con una copertura limitata come quello da me proposto, si tratta di 12 milioni di euro, creerebbe un grandissimo beneficio a un settore che occupa 20mila persone e più di 100mila nell’indotto, in grave crisi anche per colpa di una tassazione irresponsabile».

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Città metropolitana, portavoce M5S Trieste: «Il percorso deve iniziare immediatamente» 15 novembre 2014   1 comment

La Città metropolitana può garantire risorse e trasferimenti diretti dall’Europa, trasferimento di competenze e risparmi di spesa. Il percorso per la sua attuazione può iniziare oggi. La L.R. 1/2006 all’art. 9 comma 3 stabilisce che “L’iniziativa spetta al Comune capoluogo d’intesa con gli altri eventuali Comuni interessati attraverso una formale e unitaria proposta, approvata da tutti i consigli comunali a maggioranza dei due terzi dei propri componenti”.

Chiediamo quindi che il sindaco Cosolini inizi subito, oggi stesso, il percorso previsto dalla 1/2006 attivando un formale confronto con i sindaci dei Comuni della Provincia di Trieste per arrivare alla formulazione della proposta da inoltrare alla Regione.

Contemporaneamente riteniamo utile inserire nello Statuto della Regione la previsione della costituzione della Città metropolitana a Trieste, in conformità alle previsioni della Legge 56/2014 e per questo ci attiveremo in sede parlamentare.

Riteniamo che il percorso già indicato dalla vigente normativa, che prevede la formulazione di una proposta unitaria dei comuni coinvolti con un voto dei rispettivi consigli comunali che devono esprimere una maggioranza di almeno 2/3 dei consiglieri e l’indizione di una consultazione popolare referendaria, garantisca trasparenza e partecipazione, elementi fondanti dell’attività politica del MoVimento 5 Stelle.

In questi giorni abbiamo letto dichiarazioni di estremo favore alla realizzazione della Città metropolitana a Trieste provenienti dal sindaco attuale e da quello che ha amministrato la nostra città per dieci anni: riteniamo doveroso segnalare che dal 2006 era possibile raggiungere questo obiettivo e nulla è stato fatto. Ovviamente, meglio tardi che mai.

Aris Prodani – portavoce M5S alla Camera dei Deputati

Andrea Ussai – portavoce M5S in Regione Fvg

Stefano Patuanelli – portavoce M5S in Comune di Trieste

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Turismo, Prodani (M5S): «Il governo Renzi continua a non tutelare il lavoro delle guide italiane» 08 novembre 2014   Leave a comment

«Sul turismo il governo Renzi è sempre in ritardo. Entro ottobre doveva essere emanato il decreto in grado di individuare i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico che necessitano di una specifica abilitazione. La scadenza è trascorsa e il decreto non è arrivato. A questo punto il ministro Franceschini deve spiegare come pensa di risparmiare ulteriori esami alle guide turistiche che hanno già conseguito l’abilitazione per alcune località». Il portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Aris Prodani, continua la sua battaglia in difesa delle guide turistiche italiane.

«Le nuove disposizioni europee prevedono che i cittadini dell’Ue, che abbiano ottenuto l’abilitazione in uno Stato membro, non hanno bisogno di autorizzazioni o abilitazioni ulteriori, potendo esercitare liberamente la professione su tutto il territorio nazionale. L’unica eccezione – ricorda Prodani – è costituita però dai siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico da individuare con decreto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Purtroppo, essendo spirato quest’ulteriore termine senza l’adozione dell’atto previsto, ad oggi non sono stati definiti né la lista dei siti per i quali occorra una specifica abilitazione, né la tipologia di abilitazione».

«Siamo in presenza di una grave lacuna normativa – attacca il segretario della Commissione Attività produttive della Camera -, lesiva per le guide turistiche italiane in possesso di qualifiche e conoscenze approfondite su siti di preminente interesse storico, artistico o archeologico. Il rischio molto concreto – conclude – è che questa deregolamentazione finisca per agevolare le guide dei Paesi membri dell’Unione europea totalmente prive della preparazione adeguata».

Interrogazione a risposta in commissione

PRODANI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. —

Per sapere – premesso che:

la legge europea 2013 (n. 97/2013) all’articolo 3 è intervenuta sulla procedura di pre-infrazione (EU Pilot 4277/12/MARK) riferita a possibili violazioni della direttiva «servizi» (2006/123/CE) in materia di libera prestazione ed esercizio stabile dell’attività di guida turistica da parte di cittadini dell’Unione europea;

le norme previste stabiliscono la validità nel nostro Paese dell’abilitazione alla professione di guida turistica e del riconoscimento della qualifica professionale conseguita da un cittadino comunitario n un altro Stato membro;

secondo la nuova disposizione, i cittadini dell’Ue che abbiano ottenuto l’abilitazione in uno Stato membro non hanno bisogno di autorizzazioni o abilitazioni ulteriori, potendo esercitare liberamente la professione su tutto il territorio nazionale. L’unica eccezione è costituita dai siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico da individuare con decreto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, dopo aver consultato la conferenza unificata;

il 4 dicembre 2013 è scaduto il termine di novanta giorni dall’entrata in vigore della legge europea 2013 (previsto all’articolo 3, comma 3) relativo all’emanazione del decreto ministeriale summenzionato;

il successivo decreto legge n. 83/2014, convertito con modificazioni nella legge n. 106/2014, all’articolo 11, comma 4, ha modificato la scadenza per l’emanazione del decreto ministeriale portandola al 31 ottobre 2014;

ad oggi, essendo spirato quest’ulteriore termine senza l’adozione dell’atto previsto, non sono stati definiti né la lista dei siti per i quali occorra una specifica abilitazione, né la tipologia di abilitazione;

questa circostanza costituisce una grave lacuna normativa, lesiva per le guide turistiche italiane – in possesso di qualifiche e conoscenze approfondite su siti di preminente interesse storico, artistico o archeologico – visto che la deregolamentazione prevista può agevolare le guide dei Paesi membri dell’Unione europea prive della preparazione adeguata tesa a garantire la corretta divulgazione delle conoscenze relative –:

per quali motivi il Ministro interrogato non abbia ancora emanato il decreto che individua i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico che necessitano di una specifica abilitazione e come s’intenda salvaguardare da ulteriori esami le guide turistiche che abbiano già conseguito l’abilitazione per quelle località.

PRODANI

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Processo amianto Monfalcone, Prodani (M5S): «Inaccettabile che la sentenza non sia stata ancora depositata. Il ministro Orlando deve intervenire» 07 novembre 2014   Leave a comment

«È inaccettabile che, dopo più di un anno, non sia stata ancora depositata la sentenza di primo grado per la morte, causata dall’esposizione all’amianto, di più di 80 operai dello stabilimento Italcantieri. Si tratta di un fatto grave, mai avvenuto prima, nemmeno in occasione degli storici processi legati alla mafia. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando deve intervenire subito per chiarire per quali motivi la sentenza non sia stata ancora depositata e promuovere le eventuali azioni disciplinari del caso». La richiesta parte dal portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Aris Prodani, che su questo caso quanto meno increscioso ha preparato una interrogazione.

«Sono passati più di un anno e 20 giorni dalla sentenza ma, a seguito del trasferimento del giudice Trotta alla presidenza del Tribunale di Trieste, quest’ultima non è stata ancora depositata – ricorda il segretario della Commissione Attività produttive della Camera -. Questo costituisce un vulnus grave per il diritto alla giustizia soprattutto per le parti lese, visto che l’intero procedimento potrebbe essere compromesso dai termini della prescrizione. E non sono di certo sufficienti le parole del nuovo presidente del Tribunale di Gorizia, Giovanni Sansone, che laconicamente ha affermato di aver esercitato tutti i suoi poteri e doveri di vigilanza».

«Troppe persone hanno perso la vita per cause legate all’attività lavorativa. Se la sentenza non viene depositata e i termini scadono – aggiunge la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Ilaria Dal Zovo – è come se questi lavoratori fossero morti due volte».

«Al di là degli aspetti giuridici – che pure sono fondamentali – quello che colpisce è la mancanza di rispetto per il cittadino. Non è più possibile rinviare una vera riforma della Giustizia che potenzi organici e mezzi e razionalizzi i procedimenti – afferma la portavoce M5S di Gorizia Manuela Botteghi -. Tempi brevi dei processi, efficienza e certezza nell’amministrazione giudiziaria sono pilastri di uno Stato moderno, senza i quali uno Stato non può certo definirsi democratico. Se poi pensiamo che queste morti sono la conseguenza di comportamenti dolosi di persone che hanno accettato di far del male ad altre persone al solo fine di guadagnare denaro, lo sconcerto – conclude – si trasforma in indignazione».

Di seguito il testo dell’interrogazione
Interrogazione a risposta scritta

PRODANI. – Al Ministro della giustizia – Per sapere – premesso che:

il 15 ottobre 2013 il giudice Matteo Trotta del Tribunale di Gorizia ha emesso la sentenza di primo grado per la morte, causata dall’esposizione all’amianto, di più di 80 operai dello stabilimento Italcantieri di Monfalcone (Go) condannando 13 persone, delle 35 imputate tra amministratori e dirigenti dell’impianto, a pene detentive comprese dai due ai circa sette anni;

ad oggi sono passati più di una anno e 20 giorni dalla sentenza ma, a seguito del trasferimento del giudice Trotta alla presidenza del Tribunale di Trieste, quest’ultima non è stata ancora depositata;

tale  circostanza costituisce una grave vulnus al diritto alla giustizia soprattutto per le parti lese, visto che l’intero procedimento potrebbe essere compromesso dai termini della prescrizione;

il quotidiano Il Piccolo di Trieste con un articolo pubblicato il 4 novembre 2014 ha riportato alla pubblica attenzione la vicenda, riferendo la dichiarazione in proposito del nuovo presidente del Tribunale di Gorizia, Giovanni Sansone, che laconicamente ha affermato di aver esercitato tutti i suoi poteri e doveri di vigilanza;

è inaccettabile che una sentenza di primo grado non sia stata ancora depositata dopo più di un anno, fatto mai avvenuto nemmeno per gli storici processi legati alla mafia -:

se il Ministro interrogato intenda attivare i poteri ispettivi di cui dispone per chiarire per quali motivi la sentenza summenzionata non sia stata ancora depositata e promuovere le eventuali azioni disciplinari del caso.

PRODANI

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