Archivio per la categoria ‘Articoli 2014

ADRIAFER: La vendita non è la soluzione alla “doppia manovra” 06 febbraio 2015   Leave a comment

L’articolo pubblicato sull’edizione odierna de PICCOLO relativamente alla procedura di vendita di Adriafer Srl indetta dall’ Autorità Portuale di Trieste, afferma esplicitamente che la vendita della società, attualmente al 100% in mano all’AP triestina e titolare del servizio di interesse generale di movimentazione ferroviaria, permetterebbe di risolvere in maniera definitiva lo scoglio dellla “doppia manovra” a cui devono venire sottoposti i vagoni merci in uscita o in entrata dal Porto.

Avevo già a gennaio depositato un’interrogazione al Ministero dei Trasporti ed a quello dell’Economia nella quale richiedevo una valutazione sulla reale opportunità di vendita della società che gestisce un servizio primario all’interno del Porto di Trieste, oltre a verificarne il rispetto con l’Allegato VIII, fonte giuridica principale di disciplina del Porto Franco.

La cessione dell’azienda, alla quale sarebbero interessate diverse cordate, viene presentata quale soluzione alla doppia manovra. La soluzione alla doppia manovra sarebbe stata la trasformazione di Adriafer srl in impresa ferroviaria, potenziando così un settore strategico dell’AP e fondamentale per la portualità triestina, e mantenendo l’imparzialità del servizio nei confronti dei diversi operatori.

La vendita di quello che a tutti gli effetti risulta essere un patrimonio pubblico, non risulta giustificabile né da motivazioni economiche, visti i risultati positivi in termini di fatturato, nè coerente con gli accordi internazionali firmati dall’Italia, elementi evidenziati anche dall’”Atto di Intervento” presentato dai lavoratori dell’azienda con la quale viene contestato l’iter di vendita ed al quale, al momento,  non ha fatto seguito alcun riscontro da parte dell’Autorità Portuale.

Articolo de Il Piccolo del 06 febbraio 2015
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/02/06/news/adriafer-battaglia-per-il-controllo-terminalisti-triestini-in-cordata-1.10806457

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Prodani interroga su Porto Vecchio – 04 febbraio 2015   1 comment

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M5S, Rizzetto accusa: “Boicottato il Friuli” – Messaggero Veneto 23 dicembre 2014   Leave a comment

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Trieste: anche Prodani prepara il “vaffa” a Grillo – Il Gazzettino 24 dicembre 2014   Leave a comment

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Scontro grillino alla Camera sul porto di Trieste. Gli emendamenti li decide il cerchio magico – Vanghettate 22 dicembre 2014   4 comments

Fino a due giorni fa nel Movimento 5 Stelle la linea politica sugli interventi locali è sempre stata decisa dai parlamentari espressi dal territorio, d’intesa con gli eletti nei comuni e nelle regioni. Ma ora le cose sono cambiate e decidono i membri della Commissione competente. La vicenda riguarda lo spostamento del Punto Franco del Porto di Trieste contenuto nella legge di Stabilità e la spiega il deputato triestino del Movimento, Aris Prodani: “Con i consiglieri del 5 stelle al Comune di Trieste avevamo concordato di presentare due emendamenti che lasciassero inalterato status del porto, cosa che ho fatto inviandoli al nostro ufficio legislativo alla Camera perché li depositasse in Commissione Bilancio per la discussione”. “Quando ho chiamato per verificare che fossero stati depositati – prosegue Prodani – la nostra capogruppo in Bilancio, Laura Castelli, mi ha detto che i nostri membri in commissione erano contrari per linea politica e che quindi non avrebbe proceduto”. Per il parlamentare 5 stelle si tratta di “un’aberrazione del metodo 5, visto che fino a due giorni fa vigeva la regola che per gli interventi locali decidono i singoli parlamentari insieme ai territori. Ora sono costretto a prendere atto che a Roma si decide tutto anche sulle questioni locali senza che abbiano alcuna conoscenza delle cose”. Di conseguenza Prodani ha dovuto firmare due analoghi emendamenti proposti dalla Lega che si avvicinavano molto ai suoi. Ora resta da vedere quale sarà la reazione del resto del gruppo grillino alla Camera su questa nuova impostazione dell’attività parlamentare.

“Renzi punta a conquistare parlamentari M5S fuoriusciti? E’ fuori strada” 30 novembre 2014   Leave a comment

di Sara Nicoli 
Così il deputato dissidente grillino Aris Prodani a ilfattoquotidiano.it: “Anche qualora potessimo dividerci, non faremmo di certo da stampella al governo”. Il premier punta a rafforzare i numeri al Senato anche in chiave Quirinale. Casson (Pd): “Nuovo gruppo parlamentare pro maggioranza? Naufragato”

“Io lo so – dice Felice Casson, senatore Pd in contrasto aperto con la linea di Matteo Renzi – che molti renziani pensano oggi di poter farecampagna acquisti tra i grillini disorientati dopo le ultime vicende, ma penso anche che caschino male; se pure si dovesse verificare una scissione nel gruppo, l’indole dei 5 Stelle li porterà comunque all’opposizione, non certo a far da stampella al governo…”. E invece, Matteo Renzi ci ha pensato eccome a reclutare ex grillini. Anzi, dicono i suoi chel’ordine di scuderia sia proprio quello di osservare con grande attenzione cosa accadrà nel Movimento nelle prossime settimane. Perchè se è vero, come sembra, che la dissidenza interna ai grillini si attesta oggi tra i 30 e i 40 parlamentari, tra deputati e senatori, è anche vero chequel numero può fare la differenza, fino a diventare determinante, al momento dell’elezione del nuovoPresidente della Repubblica. Dunque, l’idea dei renziani è riuscire, in qualche modo, a controllare la possibile diaspora. E laddove possibile, fare “campagna acquisti”, soprattutto al Senato. Dove già dai prossimi voti di fiducia qualche voto in più farebbe un gran comodo; l’esecutivo, d’altra parte, può contare solo su cinque voti di differenza apalazzo Madama, troppo pochi per star tranquilli con la sinistra Pd in ebollizione e Forza Italia non più in grado di garantire tenuta sul fronte delle riforme.

Insomma, è partita una veracaccia al grillino dissidente. E potenzialmente scissionista. Sembra essere venuta meno, infatti, anche quell’idea che era circolata nelle settimane scorse e che prospettava la formazione di un nuovo gruppo parlamentare dove far confluire non solo gli ex Scelta Civica e Popolari per l’Italia, ma anche i forzisti fittiani (anche lì, solo in caso di scissione) e altri provenienti dal gruppo misto, tra questi ex grillini espulsi agli esordi parlamentari del Movimento. I risultati elettorali delle Regionali, però, hanno rimescolato le carte e determinato scosse telluriche forti nei gruppi e dunque l’ipotesi è sfumata. “Ne avevo sentito parlare anche io – racconta ancora Casson – ma si sarebbe trattato di un gruppo molto grande, difficilmente gestibile proprio perchè composto da un’umanità politica molto variegata. Non stento a credere che l’operazione possa essere naufragata così come credo che far conto sui grillini dissidenti, anche per l’elezione del Presidente della Repubblica, sia una pallottola spuntata”.

D’altra parte, l’ala dissidente dell’M5s, qualora decisa di dividersi, dovrà dapprima compattarsi e solo allora avrà modo di testare la propria tenuta nelle votazioni in programma alla Camera e al Senato. E proprio a Palazzo Madama i Cinquestelle potranno giocare un ruolo determinante già nel corso dei prossimi giorni. Al momento, però, i senatori non sono pienamente convinti del percorso avviato alla Camera e a Parma. Guardano con attenzione per capire come muoversi. D’altronde, i pentastellati del Senato sono abituati a pressioni e richieste di «soccorso» da parte degli altri partiti di governo; quindi, prima di muoversi preferiscono valutare bene la situazione. E, soprattutto, dato da non sottovalutare, hanno già pagato un tributo alto in termini di espulsioni con l’allontanamento di ben 15 colleghi. Appoggiare il governo, insomma, ora appare prematuro. Aris Prodani, deputato friulano dissidente, infatti, lo esclude. “Io non so se Renzi stia davvero pensando a reclutare una parte di noi, ma se lo pensa casca senz’altro male; anche qualora dovessimo dividerci, di certo non potremo fare da stampella al governo. Diverso, invece, il discorso sull’elezione del presidente della Repubblica, ma anche lì non intravedo la possibilità che emergano candidature Pd sulle quali poter convergere”. I 5 stelle, insomma, anche se divisi, potrebbero marciare uniti sul fronte dell’elezione per il Colle. E questo Renzi lo teme. Se, infatti, proprio dai grillini fosse lanciato un nome autorevole, poi sarebbe difficile farne digerire la bocciatura ai cittadini (una sorta di replica di quanto accadde nel 2013 per Stefano Rodotà).

Al momento, al Senato, i renziani hanno messo mano al pallottoliere per misurare quanti 5 Stelle potrebberousare il voto segreto come prova generale per futuri traslochi. Non è un caso se, infatti, dal Nazareno sono stati fatti trapelare, per la successione al Quirinale, sia il nome di Raffaele Cantoneche quello di Nicola Gratteri, per sondare l’animo dei 5 stelle. La caccia al voto grillino in libera uscita, insomma, è appena cominciata. Ma le speranze di Renzi rischiano di restare deluse: “Potremo pure dividerci – chiude Prodani – ma piuttosto che dare una mano a Renzi, meglio dimettersi dal Parlamento…”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/30/renzi-punta-conquistare-parlamentari-m5s-fuoriusciti-fuori-strada/1242341/
 

Aris Prodani (M5S): “Vietati gli emendamenti così i falchi impediscono di aiutare chi ci ha votato” 23 dicembre 2014   Leave a comment

di Annalisa Cuzzocrea

ROMA – “Qui non si tratta di democrazia interna, del ruolo di Grillo e Casaleggio, di decisioni prese sul blog. Stavolta mi è stato impedito di svolgere il mio ruolo di parlamentare”. Aris Prodani è molto arrabbiato. “Mi son preso una scatola di Maalox, sono stato male”, dice il deputato triestino. È il protagonista dell’ultimo boomerang a 5 stelle: nella diretta pirata trasmessa dalla commissione Bilancio “per rendere consapevoli i cittadini”, si vede il parlamentare che prende la parola per attaccare i suoi colleghi.

Cosa le hanno fatto?
“Avevo preparato due emendamenti insieme ai consiglieri comunali di Trieste in merito a una vicenda che per la nostra città è vitale, quella del porto vecchio che il maxiemendamento vuole sdemanializzare e spostare in un punto franco. Li ho trasmessi ai colleghi in commissione, ma la capogruppo Laura Castelli mi ha detto che uno di questi era “contrario alla nostra linea politica””.

Quale linea?
“Appunto, possibile che 4 deputati in commissione Bilancio decidano la linea su una questione che neanche conoscono? A questo punto che senso ha la parola portavoce?”.

L’altro emendamento?
“L’altro era quello soppressivo dell’emendamento del Pd. Laura mi aveva garantito che l’avrebbe presentato, al mattino mi sono precipitato a controllare, e niente, non c’era”.

Come non c’era?
“Non c’era, nessuno lo ha mai trasmesso. Senza che mi siano state date spiegazioni. Anzi, dicono di averlo fatto, ma non è vero “.

È per questo che ha aderito a quello della Lega?
“C’era un emendamento soppressivo di Fedriga e ho deciso di sottoscriverlo mettendo agli atti che sono stato costretto a farlo perché il mio gruppo non ha presentato le modifiche concordate col territorio”.

Che pensa di fare adesso?
“Non lo so, mi prendo qualche giorno. Qui non si tratta di emendamenti bandiera, o delle solite questioni interne. È una nuova problematica, perché mi è stata tolta la possibilità di portare avanti il mio lavoro. Se non posso fare quello per cui sono stato eletto perché quattro persone lo hanno deciso, che ci sto a fare?”.

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/politica/2014/12/23/news/aris_prodani_m5s_vietati_gli_emendamenti_cos_i_falchi_impediscono_di_aiutare_chi_ci_ha_votato-103625803/