Archivio per la categoria ‘Documenti Camera

RSU Rai FVG: rinnovare Convenzione triennale – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

come riportato dal sito online regioni.it il 25 ottobre 2017, «una delegazione della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) Rai per il Friuli-Venezia Giulia è stata ricevuta dal Presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop, assieme al presidente del Corecom Giovanni Marzini, ai quali hanno espresso forti preoccupazioni sul futuro della sede regionale della Rai, sul suo ruolo e sui finanziamenti, in vista dello scadere ad aprile 2018 della Convenzione triennale Rai, Radiotelevisione Italiana S.p.A. – Presidenza Consiglio dei ministri»;

pur essendo quella di Trieste una delle sedi Rai con autonomia linguistica, come Bolzano-Bozen, Trento e Valle d’Aosta, ossia un centro di produzione decentrato, «la grande differenza sta nei contributi con i quali il Dipartimento dell’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri finanzia le spese relative alla programmazione: 11.800.000 euro annuali sono gestiti dalla Rai, senza nemmeno una specifica voce di contabilità separata, considerando il FVG al pari di altre realtà regionali prive di autonomie e di obblighi specifici»;

per la sede di Trieste, le rappresentanze sindacali unitarie hanno affermato: «si dovrebbe arrivare a una situazione simile a quella di Bolzano, la cui analoga Convenzione tra Presidenza del Consiglio dei ministri e Rai viene gestita direttamente, in modo trasparente, dalla Provincia di Bolzano in accordo con la locale direzione Rai, con autonomia finanziaria e contabile dalla quale derivano aggiornamenti tecnologici, formazione del personale, migliori modalità di produzione, maggiore quantità dei prodotti. Ciò che è di fondamentale importanza è che la Regione si inserisca all’interno del processo formativo della nuova Convenzione, facendo sentire il suo peso e chiedendo il pieno rispetto delle norme»;

in relazione a quanto sopra esposto, secondo la nota stampa della rappresentanza sindacale unitaria Rai per il Friuli-Venezia Giulia del 29 novembre 2017 «i lavoratori e le lavoratrici della Sede RAI per il Friuli-Venezia Giulia hanno scioperato in difesa del particolare ruolo di Servizio Pubblico che svolgono nella Regione citata al servizio delle culture delle lingue minoritarie locali»;

nel comunicato, la rappresentanza sindacale unitaria ha ribadito come «la RAI continui a parificare la sede di Trieste alle altre sedi regionali “dimenticando” l’importante finanziamento che riceve annualmente dalla PCM – Dipartimento per l’Editoria in virtù della specifica Convenzione che assegna alla programmazione radiofonica quotidiana in lingua slovena (4.517 ore annuali, cioè 12.5 ore giornaliere) e televisiva (208 ore annuali), alle fasce quotidiane su Radio 1 FVG e quelle per la minoranza di lingua italiana in Slovenia e Croazia (1.667 ore, circa 5 al giorno), nonché le due strisce quotidiane in lingua friulana (90 ore/anno)»;

secondo la rappresentanza sindacale unitaria «non vi è un’adeguata verifica di come l’Azienda utilizzi questo corrispettivo annuale, non vi è la prevista autonomia finanziaria e contabile, non c’è nemmeno un “Centro di costo” dedicato, nella Convenzione non c’è un obbligo di aggiornamento tecnologico. Ben diversa è la situazione per la programmazione in lingua tedesca, legata ad un’analoga Convenzione per la sede RAI di Bolzano, dove modalità operative, mezzi tecnici, quantità e qualifiche del personale sono decisamente più consoni alle necessità. Questo perché a Bolzano la gestione del corrispettivo finanziamento previsto in quella Convenzione è affidato alla Provincia Autonoma. Riterremmo opportuna una presa di posizione che solleciti in tale direzione il testo della Convenzione in fase di rinnovo. Solo scavalcando i troppi passaggi intermedi, crediamo, si possa giungere a una gestione fruttuosa del corrispettivo, all’altezza delle necessità» –:

alla luce dei fatti esposti in premessa, quali strumenti il Governo intenda attivare al fine di rinnovare la convenzione menzionata e se intenda assumere iniziative volte ad accogliere le richieste esposte dalla rappresentanza sindacale unitaria Rai per il Friuli-Venezia Giulia.
(4-18893)

rai

Link Sito Camera

Annunci

Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

Taggato con , ,

Lotta alla criminalità informatica – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro dello sviluppo economico    Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere – premesso che:

l’agenzia di stampa Adnkronos, nell’articolo del 15 novembre 2016, ha sottolineato come «un periodo particolarmente favorevole per le vendite corrisponde inevitabilmente a un periodo particolarmente attivo per i cyber criminali: i commercianti propongono numerose offerte a cui è difficile resistere e i consumatori prevedono di spendere denaro in regali per se stessi, amici e parenti. Così, mentre i clienti dell’e-commerce ripongono le loro speranze nei saldi in arrivo, i venditori preparano i propri negozi per rispondere al boom di visitatori e i proprietari delle infrastrutture finanziarie (banche e sistemi di pagamento) si preparano al significativo aumento del numero e del valore delle transazioni; ma anche i cyber criminali si preparano a rubare i dati delle carte di credito»;

secondo l’articolo pubblicato il 6 dicembre 2017 sul sito http://www.key4biz.it «i recenti Blackfriday e Cybermonday sono ormai, da qualche anno, considerati gli eventi apripista del lungo periodo delle feste natalizie. E proprio in queste occasioni di acquisti intensi, sia in store che online, il pericolo di frodi e attacchi informatici raggiunge i massimi livelli»;

secondo i nuovi dati di Enigma Software Group «i computer infettati da malware negli Stati Uniti sono aumentati mediamente di oltre il 123 per cento. Nello specifico, +110 per cento durante il Blackfriday, +119 per cento e +127 per cento rispettivamente i successivi sabato e domenica e +137 per cento in occasione del Cybermonday». L’attenzione ora si sposta inevitabilmente alle ultime settimane dell’anno, quelle che sostanzialmente precedono le feste natalizie. Secondo il nuovo Cybercrime Report di ThreatMetrix, «in tutto il mondo, nel corso delle ultime settimane dell’anno sono attesi più di 50 milioni di cyber attacchi per il Natale 2017»;

in particolare, i Paesi dove le transazioni finanziarie saranno maggiori e con un alto numero di mobile users potrebbero essere tra i principali obiettivi di attacchi. Al contempo, il trimestrale Threat Intelligence Report, rilasciato qualche giorno fa da NTT Security, ha rivelato «che gli attacchi globali di phishing sono cresciuti in modo preoccupante del 74 per cento nel terzo trimestre del 2017. È stato calcolato che ogni attacco di questo tipo crea danni economici alle organizzazioni di medie dimensioni per 1,6 milioni di dollari e, nel 2016, gli attacchi di phishing sono cresciuti del 70 per cento»;

tutti, o quasi, gli attacchi informatici sono mirati ad acquisire i dati delle carte di credito. Inoltre, «i cyber criminali spesso mirano alle informazioni sull’identità personale, come username, password e informazioni contenute sui siti visitati regolarmente. Se un cyber criminale riesce ad accedere alle credenziali personali, potrà utilizzarle su molteplici siti e piattaforme spacciandosi per l’utente frodato»;

per evitare di cadere vittime di frodi informatiche, oltre che disporre di software di sicurezza sempre aggiornati, «si possono mettere in pratica comportamenti generali di attenzione alla sicurezza che in molti casi permettono di prevenire i cyber attacchi, come ad esempio utilizzare password ad alto livello di sicurezza, non utilizzare mai reti WiFi pubbliche per effettuare acquisti online, oppure non aprire email, non cliccare su link o aprire allegati provenienti da fonti sconosciute, non condividere mai username, password o altre informazioni personali online, diffidare di email indesiderate che promettono offerte entusiasmanti e non aprire i relativi allegati, assicurarsi l’aggiornamento costante dei sistemi di antivirus e patching sui propri dispositivi»;

con precedenti atti di sindacato ispettivo, nello specifico le interrogazioni n. 4-16092, n. 4-16908 e n. 4-17660, l’interrogante ha sollecitato urgenti iniziative volte a contrastare il fenomeno del cybercrime –:

quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere per intensificare, con il contributo delle forze dell’ordine, la lotta contro la criminalità informatica;

se intenda, con l’auspicabile coinvolgimento delle principali realtà informatiche, promuovere una campagna informativa finalizzata a garantire agli utenti una maggiore conoscenza del buone pratiche da seguire durante la navigazione in internet.
(4-18870)

Criminalità-informatica-633x350

Link Sito Camera

Ferriera di Servola: realizzazione delle opere di copertura dei parchi e di mitigazione degli spolveramenti – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

nell’articolo 9, comma 1, dell’accordo di programma sulla Ferriera di Servola siglato il 30 gennaio 2014, viene prevista «la pavimentazione, il confinamento e la copertura delle aree di messa a parco», propedeutica al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale;

il 21 novembre 2014 è stato firmato l’accordo di programma per l’attuazione del «Progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area della Ferriera di Servola», tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con la regione Friuli Venezia Giulia, e l’Autorità portuale di Trieste;

l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata il 27 gennaio 2016 dalla regione Friuli Venezia Giulia con decreto n. 96 del 2016 a Siderurgica Triestina ha stabilito la presentazione, entro 9 mesi dal rilascio dell’Autorizzazione, del «progetto di confinamento e copertura delle aree a parco, corredato da un cronoprogramma di attuazione dello stesso»;

il 26 maggio 2017 si è tenuta la conferenza servizi per la valutazione del progetto di copertura dei parchi presentato da Siderurgica Triestina il 24 novembre 2016. La conferenza ha stabilito «come la prescrizione Aia relativa alla copertura dei parchi non sia stata adempiuta perché l’elaborato presentato era privo dei requisiti sufficienti per essere definito un progetto»;

il 7 marzo 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha formalmente diffidato Siderurgica Triestina a presentare entro 4 mesi il progetto di confinamento e copertura. La Regione ha disposto che, nelle more della realizzazione del progetto di copertura dei parchi, la società adotti ulteriori misure di mitigazione dello spolveramento utili per il contenimento delle emissioni diffuse;

in relazione ai pericolosi fenomeni di sollevamento delle polveri dei parchi minerali della Ferriera di Servola che hanno interessato vaste aree della città nel mese di giugno e luglio 2017, secondo la regione Friuli Venezia Giulia «appare sempre più urgente la realizzazione della copertura dei parchi stessi, quale unica soluzione in grado di evitare il ripetersi di questi eventi»;

il 18 agosto 2017 si è tenuta la conferenza di servizi, chiamata ad esaminare il nuovo progetto di Acciaieria Arvedi Spa. L’azienda ha chiesto di verificare se il progetto debba essere sottoposto a procedura di screening di valutazione di impatto ambientale. Il servizio valutazioni ambientali ha chiesto al proponente la verifica delle variazioni degli impatti dello stabilimento, determinate dalla realizzazione delle coperture delle aree a parco, attraverso gli elementi della check listministeriale di cui alla nota del 15 gennaio 2015;

il 26 ottobre 2017 si è tenuta la seduta della conferenza di servizi, nella quale è stato valutato il progetto di fattibilità tecnica ed economica sviluppato dal gruppo Arvedi. La conferenza ha stabilito che «il progetto passi al vaglio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. La Regione Friuli Venezia Giulia ha imposto all’azienda la presentazione entro 90 giorni di un piano d’intervento per contenere gli spolveramenti»;

dopo aver valutato il progetto, la conferenza ha considerato «come adempiute le prescrizioni imposte dall’Aia, rimarcando però che i tempi per la progettazione e la realizzazione dell’intervento devono essere ridotti rispetto a quelli previsti dal cronoprogramma dell’azienda siderurgica», dal quale si evince la previsione di ultimazione dei lavori a metà 2022;

il dottor Patussi di Asuits nel corso della conferenza, ha confermato l’importanza della copertura dei parchi. Ha sottolineato come sia importante esaminare diversi aspetti, il primo riguarda i tempi lunghissimi di realizzazione della copertura, e di conseguenza bisogna conoscere in tempi rapidissimi gli ulteriori interventi di mitigazione che dovranno essere predisposti. Un altro aspetto è legato alla necessità di valutare il rischio per la salute dei lavoratori che opereranno all’interno delle strutture di copertura. (…) Un ultimo aspetto è quello del rapporto costi/benefìci che riguarda solo l’ambiente (…);

«La Conferenza ha richiesto che il termine per la consegna degli elaborati del progetto venga fissata in 60 giorni rispetto ai 140 proposti da Arvedi e che quella per gli elaborati esecutivi a 40 giorni contro 130 previsti dall’azienda». Il progetto, «del valore di 38 milioni di euro, prevede la realizzazione di due capannoni alti 40 metri e lunghi circa 280 metri, per progettare i quali e ottenere le autorizzazioni alla costruzione Arvedi stima un periodo di circa 2 anni, che si aggiungono ai 2 anni necessari alla realizzazione dell’opera» –:

se, alla luce dei continui rinvii relativi alla realizzazione della copertura dei parchi, si intendano convocare i soggetti firmatari dell’Accordo di programma ed esaminare la questione nel dettaglio;

se, il Governo nel caso non fosse possibile garantire tempi certi per la realizzazione delle opere di copertura dei parchi e di mitigazione degli spolveramenti, intenda adottare le opportune iniziative di competenza, di concerto con la regione Friuli Venezia Giulia, a tutela della salute di lavoratori e cittadinanza.
(4-18868)

Ferriera_002

Link Sito Camera

Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Ferriera di Servola

Taggato con , ,

Sviluppare le infrastrutture digitali nel settore turistico – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 29 e 30 novembre 2017 si è tenuta a Firenze la X edizione del Buy Tourism Online (Bto), evento italiano di riferimento sulle connessioni tra turismo, innovazione e tecnologia e o di dibattito che ha coinvolto i maggiori esperti di turismo digitale. Un confronto promosso da regioni italiane e sviluppato assieme alla regione Toscana e a Toscana promozione turistica;

secondo Webitmag.it, «i main focus della fiera, che hanno coinvolto 100 esperti suddivisi in 10 tavoli di lavoro, sono stati il coinvolgimento dei cittadini nella narrazione della destinazione turistica, l’utilizzo dei big data per profilare la domanda e i movimenti dei flussi turistici, la necessità di talenti in grado di trasformare le informazioni presenti in rete in offerte turistiche su misura»;

Alberto Peruzzini, direttore di Toscana promozione turistica, ha sottolineato come «i Big data da soli non bastano, occorre sviluppare le professionalità necessarie per lavorare su un turismo innovativo, uscendo dallo stereotipo e cercando nuove forme di narrazione e narratori»;

Alessio Beltrame, capo segreteria del Sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli, ha dichiarato: «L’incontro è stato anche l’occasione per ripensare al progetto wi-fi Italia che è stato presentato in occasione della prima edizione di Ecosistemi Digitali. Una rete che ha iniziato a crescere, offrendo la possibilità, non solo di migliorare l’esperienza dei cittadini, e dei turisti per accedere al wi-fi, ma anche di raccogliere i dati per analizzare i flussi turistici e poter creare nuovi servizi innovativo»;

secondo Francesco Palumbo, direttore generale del turismo del Ministero dei beni culturali e ambientali e del turismo «Ecosistemi Digitali non è solo un evento ma un momento di lavoro che coinvolge privati e settore pubblico per capire insieme dove lavorare al meglio e dove investire nei prossimi piani attuativi del Piano Strategico di Sviluppo del Turismo»;

nel corso del dibattito, Giovanni Bastianelli, direttore di Enit ha commentato: «Dobbiamo essere concreti e imparare a sfruttare le opportunità del digitale non solo come vetrina ma anche come strumento per vendere le nostre eccellenze turistiche. I turisti stranieri devono avere un rapido accesso alle informazioni e comprare più facilmente i nostri servizi»;

il Sole 24 ore, nell’articolo del 2 dicembre 2017, analizzando il dibattito emerso durante la Bto, ha riportato come «gli assessori al turismo di Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli, coordinati dal Ministero dei Beni culturali e del turismo, hanno firmato un’intesa che punta a un miglior governo dei flussi turistici, condivisione delle buone pratiche, unione delle forze per cercare soluzioni al fenomeno dell’overtourisme»;

nello specifico, «per la gestione dei flussi turistici, le cinque città menzionate stanno lavorando a sistemi di raccolta, monitoraggio e gestione dei dati in tempo reale, in modo da poter informare il viaggiatore sui luoghi più affollati, consigliandone altri. L’intesa prevede anche la sperimentazione di un registro cittadino per le locazioni turistiche, al quale dovrebbero essere iscritti tutti coloro che vogliono lavorare con intermediari e piattaforme online»;

per quanto concerne la gestione dei flussi turistici, il comune di Firenze ha presentato, proprio alla Bto, «Destination Florence, una piattaforma online promossa da Comune e Convention bureau che punta a gestire l’invasione turistica grazie a una tecnologia che monitora le presenze, le modalità di fruizione e gli orari nei luoghi più frequentati, e permette di conoscere provenienza e abitudini dei turisti per indirizzarli»;

Destination Florence «utilizza la piattaforma open source Km4City, sviluppata dall’Università di Firenze, che aggrega dati statistici di regioni e città, come i flussi di veicoli e di persone aggiornati in tempo reale, o i punti di interesse, per permettere l’erogazione di servizi smart» –:

alla luce dei fatti esposti, quali iniziative intenda assumere per sviluppare le infrastrutture digitali nel settore turistico e se intenda definire chiaramente gli obiettivi futuri;

se e quali iniziative, simili al modello fiorentino, il Governo intenda per gestire in tempi celeri il sovraffollamento turistico nelle grandi città d’arte.
(4-18857)

logoMIBACT

Link Sito Camera

Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo

Taggato con , , ,

Lavoratori sfruttati: vigilare sul rispetto della corretta applicazione del contratto collettivo di lavoro – Interrogazione al Ministro del lavoro e delle politiche sociali   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Per sapere – premesso che:

secondo un’inchiesta svolta da La Stampa e Il Secolo XIX utilizzando gli ultimi dati dell’Inps, relativi al mese di novembre 2017, sui settori a retribuzione media annua più bassa, «almeno il 12 per cento dei lavoratori sono sottopagati rispetto ai minimi orari di settore»;

«In molti casi, non esiste un salario minimo stabilito per legge, ma solo un accordo di contrattazione collettiva. Le regole sono facilmente aggirate e le ore effettivamente lavorate sono sempre più di quanto specificato nel contratto. I lavoratori colpiti da tale situazione sono braccianti agricoli e autotrasportatori, ma anche fattorini, dipendenti nel settore alberghiero e della ristorazione, badanti e addetti alle pulizie»;

l’inchiesta ha analizzato diversi settori lavorativi: «c’è un educatore di una cooperativa, che si occupa dei servizi sociali del Comune di Milano, il cui stipendio mensile non supera mai i mille euro perché il monte-ore indicato è inferiore a quello effettivo; la medesima situazione coinvolge un postino privato in Veneto che non si vede mai riconosciute le ore di straordinario, deve pagarsi tutte le spese per la benzina e lavora fino a 62 ore a settimana, anche se il diretto interessato assicura che lo stipendio è pagato in base al numero di buste consegnate e a fine mese accumula circa 600 euro. Poche tutele anche per i dipendenti di Deliveroo, che guadagnano 5.60 euro lordi all’ora, più un bonus di 1.20 lordi per ogni consegna. In caso di infortunio o malattia, così come nei tempi di pausa o attesa, non è prevista alcuna paga. Un facchino originario dell’Africa, invece, a Roma lavora anche dodici ore al giorno e guadagna 1000 euro, ma assicura: “Fino a cinque anni fa si stava meglio, ora non pagano neanche più le ferie e se ti lamenti, ti invitano a cercare lavoro da un’altra parte”»;

per quanto concerne il settore degli autotrasportatori «solo gli autisti dei tir hanno un numero obbligatorio di ore di riposo da rispettare, per tutti gli altri i ritmi sono forsennati allo scopo di effettuare sempre più consegne, con conseguenze pericolose, perché aumentare i ritmi senza il dovuto riposo è anche rischioso. In molti, poi, si vedono annichilire ogni rapporto affettivo in famiglia»;

«Ritmi durissimi e stipendi indecenti anche per chi lavora nel settore della ristorazione, come per i camerieri impegnati a lavorare nel catering in diverse città, nella stessa giornata, per 6 euro l’ora con contratto in ritenuta d’acconto». Il Secolo XIX ha spiegato come «alla prima busta paga gli vengono trattenuti anche 20 euro per la cravatta nera obbligatoria. Per i periodi di massimo lavoro; settembre e dicembre, quando sono in aumento soprattutto i matrimoni o le cene aziendali, ad alcuni camerieri arrivano fino a 70 “chiamate” in 30 giorni. Un tour de force di andata-montaggio evento-smontaggio-ritorno ripetuto a ritmi forsennati ogni 10 ore»;

nel settore agricolo la situazione è drammatica: «i braccianti, anche italiani, sono alle prese col problema del caporalato in un settore in cui le normative non sono chiare e differiscono a livello locale. Non ci sono solo i migranti tra gli sfruttati, ma soprattutto donne e soprattutto nelle regioni meridionali. Negli ultimi tempi il fenomeno ha assunto segnali allarmanti anche perché c’è una concorrenza al ribasso di prodotti cinesi, come il riso, che non devono sottostare alle stesse normative previste per i produttori europei (dazi e utilizzo di prodotti chimici)»;

nel settore degli addetti alle pulizie, invece, «gli stipendi non sono poi così bassi rispetto ai settori sopra descritti, tuttavia le aziende se ne approfittano riducendo il monte ore dei singoli lavoratori e facendo un turnover di risorse umane»;

per quanto riguarda le badanti, Il Secolo XIX ha riportato la testimonianza di Olga, badante romana: «Mi è capitato di sentirmi dire fai compagnia a mia nonna, vai e ti corichi. Sono 500 euro al mese». Il contratto collettivo prevede, invece, un minimo mensile di 966 euro a 6,70 l’ora. Infine, secondo il quotidiano ligure, in questo settore, dove la maggior parte sono donne dell’Est Europa che lasciano le famiglie per accudire anziani, si leggono anche offerte indecenti: «Cerco badante, dovrà cucinare a pranzo, fare compagnia e la ragazza dovrà essere “predisposta”. Ha 81 anni ma è molto “attivo”. Pochi perbenismi e moralismi» –:

quali iniziative di competenza intenda assumere per vigilare sul rispetto della corretta applicazione del contratto collettivo di lavoro nei settori sopra menzionati ed evitare situazioni di irregolarità come quelle riportate in premessa.
(4-18800)

lavoro

Link Sito Camera

Area del termovalorizzatore di via Errera – Interrogazione al Mattm   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

la conferenza di servizi istruttoria del sito di interesse nazionale di Trieste del 24 luglio 2015, al punto 7-b ha richiesto ad Hestambiente srl: «1) l’applicazione delle previsioni di cui all’articolo 41 ex legge 98/2013 per i materiali di riporto e 2) di procedere alla rimozione/messa in sicurezza permanente per i rifiuti rinvenuti in Sc, Sd e Sh degli stessi, l’adozione per gli stessi di idonei interventi di messa in sicurezza permanente, 3) misure di prevenzione per impedire che dalle fonti di contaminazione attive nel sito si diffondano sostanze inquinanti nelle acque sotterranee e nelle matrici ambientali circostanti ed ha infine chiesto, 4) con particolare riferimento al piezometro Pe a causa di perduranti valori superiori alle CSC per il parametro cloroformio, idonee misure di monitoraggio e prevenzione al fine di eliminare il rischio sanitario per i lavoratori e/o fruitori anche occasionali del sito»;

in seguito alle dichiarazioni dell’azienda a proposito della classificazione quali «rifiuti» dei materiali rinvenuti nei Sc, Sd e Sh e attestata l’impossibilità della loro rimozione, la conferenza di servizi ha ribadito «le necessità che per gli stessi siano adottati idonei interventi di messa in sicurezza permanente»;

nella conferenza di servizi istruttoria dell’11 aprile 2016, Hestambiente srl ha evidenziato solamente gli esiti delle analisi per il parametro cloroformio. Non risulta aver dato, invece, riscontro alle prescrizioni di cui al punto 1) e 2) sopra riportato;

la conferenza di servizi ha preso atto che l’azienda ha risposto solo parzialmente alle richieste della conferenza medesima del 24 luglio 2015 e ha chiesto l’esecuzione del test di cessione sui materiali di riporto; attesa la dichiarata impossibilità di rimozione dei rifiuti rinvenuti in Sc, Sd e Sh degli stessi, l’adozione per gli stessi di idonei interventi di messa in sicurezza permanente; l’aggiornamento dello stato delle acque complessivo in tutti i piezometri del sito alla fine di verificare gli effetti dovuti alla presenza di rifiuti, l’adozione di misure di prevenzione del piezometro Pe alla luce della perdurante superamento delle CSC per il parametro cloroformio;

Hestambiente, nel corso del 2016, ha condotto 4 campagne di verifica sulla qualità delle acque di falda;

con la delibera n. 1338 del 17 luglio 2017 la regione Friuli Venezia Giulia ha approvato la proposta di ridefinizione della perimetrazione del sito di interesse nazionale mediante l’esclusione delle aree prospicienti il canale industriale di Trieste. Tale delibera è stata esaminata dalla conferenza di servizi il 24 agosto 2017. Il comune di Trieste ha espresso parere favorevole alla ridefinizione della perimetrazione del sito di interesse nazionale e all’inclusione delle aree del termovalorizzatore di via Errera all’interno delle aree oggetto di stralcio, così come proposto da Hestambiente srl;

in seguito all’invio della proposta di riperimetrazione, inoltre, la regione Friuli Venezia Giulia ha ricevuto da Hestambiente srl l’istanza di esclusione dal sito di interesse nazionale per l’area del termovalorizzatore di via Errera e per quella ad esso adiacente;

la conferenza di servizi ha comunicato che per «tali aree sono necessari ulteriori approfondimenti istruttori, sebbene da una valutazione preliminare non sembrano rispondenti ai criteri generali adottati per la riperimetrazione e condivisi in sede di conferenza di servizi dal Ministero» ed ha richiesto un approfondimento istruttorio agli uffici della regione per tali aree;

con la successiva delibera regionale n. 1854 del 29 settembre 2017, dove sono state riprese sia la precedente delibera n. 1338 che la conferenza di servizi del 24 agosto 2017, l’area del termovalorizzatore risulta esclusa dalla lista delle particelle che la regione propone di escludere dal sito di interesse nazionale di Trieste;

il 14 novembre, nella risposta all’interrogazione 4-17869, il Governo ha spiegato che «(…) Hestambiente ha trasmesso, l’8 agosto 2017, la relazione sulle attività di monitoraggio svolte nel 2016» e che il «MATTM è in attesa della relazione di validazione dei risultati da parte di ARPA Friuli Venezia Giulia». Il 5 ottobre 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha trasmesso la delibera n. 1854 che modifica la precedente. Il MATTM, in data 6 ottobre 2017, ha richiesto «chiarimenti alla medesima Regione, in merito alle discrasie evidenziatesi tra la relazione tecnica e la cartografia allegate alla citata Delibera» –:

alla luce dei fatti esposti, se intenda chiarire le tempistiche previste, per il piano di messa in sicurezza dell’area riportata in premessa, così come richiesto dalla conferenza di servizi del 24 luglio 2015 e dell’11 aprile 2016;

come intenda intervenire, per quanto di competenza, nel caso Hestambiente srl non ottemperi alle richieste avanzate dalla conferenza di servizi.
(4-18775)

MATTM

Link Sito Camera

Pubblicato 12 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Trieste

Taggato con , , ,

Belgrado: chiarire procedure per recupero di 8 opere d’arte italiane – Interrogazione al Ministro della giustizia, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della giustizia, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Per sapere – premesso che:

secondo l’articolo pubblicato su Il Piccolo di Trieste il 4 novembre 2017, il quotidiano belgradese Vecernje Novosti ha riportato che «gli italiani intendono riportare in Patria i dipinti presenti nel Museo nazionale di Belgrado. Il riferimento è a otto tele di grande valore custodite, da 70 anni, nel Museo menzionato e che sono oggetto di “una richiesta urgente di assistenza giudiziaria internazionale” della procura di Bologna trasmessa al tribunale superiore di Belgrado. Richiesta, ha poi precisato l’agenzia di stampa serba Tanjug, che ha come obiettivo il “sequestro temporaneo” delle otto opere “che la Serbia ottenne nel 1949” dagli americani “come riparazione di guerra”, dopo che erano state “acquistate a caro prezzo e legalmente” nel 1941 per conto del Maresciallo del Reich Hermann Goering dalla famiglia Contini-Bonacossi, a Firenze.»;

le tele, infatti, «vennero acquistate a Firenze tra il 1941 e il 1942 dal mercante tedesco Walter Hofer su ordine di Goering. Tuttavia furono portate in Germania aggirando la regolamentazione prevista da due leggi dello Stato italiano: una del 1909 e l’altra del 1939. In quel periodo i nazisti facevano razzia di opere d’arte in Europa con l’obiettivo di raccoglierle in un grande museo a Linz, in Austria»;

si tratta di capolavori del Medioevo e del Rinascimento: «il Ritratto della regina Cristiana di Danimarca dipinto da Tiziano, la Madonna con Bambino e donatore di Jacopo Tintoretto, il San Rocco e il San Sebastiano, entrambi di Vittore Carpaccio, una Adorazione del Bambino con angeli e santi della Scuola ferrarese del XV secolo, una Madonna con Bambino di Paolo Veneziano, un trittico di Paolo di Giovanni Fei e una tempera di Spinello Aretino»;

come spiegato da Il Sole 24 Ore nell’inchiesta pubblicata il 5 dicembre 2017, «nel corso del 2014, i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Firenze incrociarono i dati della banca dati Leonardo (il grande archivio informatizzato dei Carabinieri dove sono immagazzinate le foto di tutte le opere rubate o scomparse) con le immagini di una mostra che è stata organizzata a Bologna dal 28 novembre 2004 al 13 febbraio 2005, intitolata “Da Carpaccio a Canaletto. Tesori d’arte italiana dal Museo nazionale di Belgrado”. Tra i capolavori d’arte esposti a Bologna c’erano anche gli otto “prigionieri di guerra”. Ci sono voluti più di 70 anni, ma finalmente in quel 2014 le opere vennero localizzate a Belgrado, in Serbia»;

dal 2014, i magistrati di Bologna iniziarono le indagini per violazione dell’articolo 648-ter del codice penale, che punisce l’impiego in attività economiche o finanziarie di denaro, beni o altre utilità provenienti da un delitto. In particolare, «una prima rogatoria è stata inviata alle autorità serbe ad agosto 2015 per chiedere il sequestro preventivo delle tele disposto dal gip di Bologna. A novembre 2016, le autorità di Belgrado hanno risposto con un rifiuto al sequestro preventivo dei dipinti. Lo scorso settembre è stata inoltrata una seconda rogatoria, nella quale è stata contestata l’illecita esportazione delle opere ed è stata chiesta la confisca (…)»;

nella nota ufficiale del 6 dicembre 2017, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha dichiarato di essere «attivamente impegnato nel recupero delle otto opere d’arte italiane illecitamente esportate dal nostro Paese verso la Serbia da parte della Germania occupante durante la Seconda Guerra mondiale. Per quanto la questione sia seguita direttamente dal Ministero della giustizia con le proprie controparti serbe, la Farnesina è attivamente impegnata nel sensibilizzare le Autorità della Repubblica Serba e nell’assicurare che venga prestata la massima collaborazione in relazione alla richiesta formulata dalla Procura di Bologna» –:

alla luce dei fatti esposti in premessa, se i Ministri interrogati intendano chiarire le modalità con le quali ritengono di procedere, per quanto di competenza, in relazione al recupero delle otto opere d’arte italiane.
(4-18768)

getimage

Link Sito Camera

Pubblicato 12 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

Taggato con ,