Archivio per la categoria ‘Autostrada A4

A4 Villesse-Gorizia – Richiesta capitolato d’Appalto – 16 gennaio 2015   Leave a comment

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Fondi statali all’A4 spalmati su sette anni – Il Piccolo 10 settembre 2014   Leave a comment

Fondi statali all’A4 spalmati su sette anni
La fetta più consistente arriverà dopo il 2017. L’importo sarà deciso da un decreto ad hoc. Prodani: «Tempi non rispettati»
di Marco Ballico

Nel decreto “Sblocca Italia” i soldi per le infrastrutture immediatamente cantierabili, terza corsia compresa, continuano a esserci. Poco meno di 4 miliardi, come previsto, per una trentina di opere. Ma non tutti subito. Per completare otto decimi dell’erogazione bisognerà attendere il periodo 2017-2020. Non solo: gli impegni di spesa arriveranno via decreto ministeriale. E i grillini, con Aris Prodani, lanciano sin d’ora l’allarme: «I tempi non vengono mai rispettati».
Lo “Sblocca Italia” non scioglie il rebus A4
Nel decreto nessuna quantificazione dei fondi per la terza corsia. E pesa l’incognita sui tempi di avvio del terzo lotto
La nuova versione dello “Sblocca Italia”, il decreto con il quale il governo Renzi intende rilanciare le infrastrutture del paese, pare frenare il sostegno, che pure è previsto, alla terza corsia. L’allargamento della A4, con il paletto dell’apertura di nuovi cantieri entro il prossimo 31 dicembre, è infatti inserito nell’elenco di opere che Roma si impegna a finanziarie per 3,9 miliardi. Con scadenza del via dei lavori a fine anno ci sono anche il completamento della copertura del Passante ferroviario di Torino e del sistema idrico Basento-Bradano, gli interventi di automazione dei passaggi a livello in Puglia del corridoio ferroviario adriatico Bologna-Lecce e la tratta della metropolitana Colosseo-Piazza Venezia a Roma. La frenata? Emerge dal fatto che, pur confermati, i soldi annunciati lo scorso 29 agosto sono stati spalmati per l’88,3% tra il 2017 e il 2020 quanto a spendibilità di cassa. Nel “nuovo” testo dello “Sblocca Italia” si precisa infatti che il rifinanziamento del Fondo infrastrutture (previsto all’articolo 18 del decreto del Fare del governo Letta) dirotta 39 milioni sul 2013, 26 milioni sul 2014, 231 milioni sul 2015 e 159 milioni sul 2016. Le “briciole” rispetto a quello che succederà tra tre anni: 1.073 milioni nel 2017, 2.066 milioni nel 2018 e 148 milioni sia nel 2019 che nel 2020.

Pedaggi A4: rincari del 5% all’anno fino al 2019
È la previsione contenuta nel nuovo piano finanziario di Autovie. Attesa per il via libera del ministero delle Infrastrutture. Ieri, intanto, è stato aperto il primo tratto della terza corsia tra i bivio A4/A57 tangenziale di Mestre e il ponte sul Piave, ma solo in direzione Trieste
In sostanza, tutte le nuove risorse (che derivano per 840 milioni da revoche di finanziamenti per progetti incagliati e per 3.050 milioni dal Fondo sviluppo e coesione, l’ex Fas, del periodo 2014-2020) sono immediatamente impegnabili, cioè consentono la pubblicazione dei bandi di gara e la firma dei contratti, ma la spendibilità non è immediata. Solo 455 milioni (meno del 12% del totale) sono infatti spendibili nei primi tre anni, 2014-2016, mentre il restante 88%, 3.435 milioni, lo è dal 2017 al 2020.

Una svolta in negativo, quanto ai tempi, rispetto al decreto del Fare: i 2.069 milioni di allora erano spalmati in soli cinque anni anziché in sette, con il 67% della spesa nei primi tre. «Sono impegni di spesa, la disponibilità per avviare i cantieri comunque c’è», assicura il deputato del Ettore Rosato. Ma il M5S non condivide. Sottolineando un altro aspetto: il fatto che il finanziamento delle singole opere avverrà con uno o più decreti del ministero delle Infrastrutture, d’intesa con il ministero dell’Economia, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

A Rosato, che si dice convinto che questo iter «accelererà il percorso nel caso, come il nostro, di cantieri già pronti», il grillino Prodani ribatte: «Nell’ultimo decreto Cultura e Turismo si è rimandato a 14 decreti attuativi su un totale di 17 articoli. Senza che mai, solitamente, vengano rispettati i tempi di attuazione». Insomma, «la solita velina di un governo che annuncia ma non concretizza. Rimandando le diverse questioni ai ministeri per evitare il controllo del Parlamento».

Polemica politica a parte, resta però ancora da verificare se la previsione di 160 milioni per la terza corsia nel decreto del Fare verrà rispettata (al momento Roma ha stanziato 130 milioni per il biennio 2014-15). Debora Serracchiani si attende peraltro qualcosa di più consistente, preso atto che pure nello “Sblocca Italia” l’opera autostradale Fvg-Veneto viene considerata strategica per il paese.

Pubblicato 14 settembre 2014 da Aris Prodani in 2014, Articoli 2014, Autostrada A4, FVG, Trieste

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Concorrenza sleale nel trasporto merci, pressing del MoVimento 5 Stelle sul governo Renzi e sulla giunta Serracchiani – 30 luglio 2014   Leave a comment

«È inaccettabile consentire l’abuso del cabotaggio che ormai da anni sta danneggiando gravemente il settore del trasporto merci in Friuli Venezia Giulia e nelle altre regioni trasfrontaliere. Il governo Renzi deve rivolgersi immediatamente alla Commissione Ue per l’adozione della clausola di salvaguardia sul cabotaggio terrestre, sospendendolo per sei mesi in considerazione delle gravi ed evidenti distorsioni di mercato in atto». A chiederlo, con una interrogazione, è il deputato del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani.
«L’esecutivo nazionale, inoltre, deve adottare, e rendere applicabili da subito, misure urgenti per promuovere ed incentivare controlli mirati e azioni coordinate tra forze di Polizia, Prefetture e Motorizzazione per garantire l’efficacia delle stesse verifiche» aggiunge il segretario della Commissione Attività produttive della Camera.
«Il cabotaggio, disciplinato nell’Ue dal Regolamento CE n. 1072/2009, è la pratica legata al trasporto merci su strada che consente a un vettore comunitario di effettuare, in uno Stato membro diverso da quello di residenza, tre trasporti interni dopo aver compiuto quello internazionale – spiega il portavoce M5S -. L’introduzione di questa pratica – attualmente non ammessa per la sola Croazia, entrata a far parte dell’Unione il primo luglio 2013 – ha avuto conseguenze drammatiche per le aziende di trasporto italiane che operano nelle Regioni frontaliere come il Friuli Venezia Giulia dove, secondo le stime di Confartigianato, negli ultimi 7 anni sono state chiuse 500 imprese di trasporto soprattutto a causa della concorrenza di aziende slovene che beneficiano di costi minori di esercizio, circa il 30%».
«Proprio per i danni causati alle imprese del Friuli Venezia Giulia – rivela il consigliere regionale M5S Cristian Sergo – abbiamo firmato una mozione che verrà depositata in questi giorni in Consiglio regionale, a prima firma del consigliere Novelli. Questa mozione, che riprende puntualmente le considerazioni già poste in passato all’attenzione del governo dai nostri parlamentari a Roma, vuole essere una presa di posizione forte anche da parte della nostra Regione su questo problema».
«Si tratta chiaramente di una mozione volta a difendere quel che resta ormai delle nostre aziende di trasporto che si trovano a combattere contro queste pratiche. A causa della nostra posizione geografica i nostri imprenditori sono maggiormente colpiti e riteniamo importante un intervento della giunta Serracchiani in tal senso. Anche questo – conclude Sergo – è un modo per ricordarci dei motivi per cui siamo una Regione a statuto speciale».

Di seguito l’interrogazione presentata da Aris Prodani
Interrogazione a risposta scritta

PRODANI
– Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministero dell’Interno.
– Per sapere
– premesso che:
il cabotaggio – disciplinato nell’Ue dal Regolamento CE n. 1072/2009 –  è la pratica legata al trasporto merci su strada che consente a un vettore comunitario di effettuare, in uno Stato membro diverso da quello di residenza, tre trasporti interni dopo aver compiuto quello internazionale;
il ricorso al cabotaggio attualmente non è ammesso per la sola Croazia, entrata a far parte dell’Unione il primo luglio 2013;
l’introduzione di questa pratica ha avuto conseguenze drammatiche per le aziende di trasporto italiane che operano nelle Regioni frontaliere come il Friuli Venezia Giulia dove – secondo le stime di Confartigianato – negli ultimi 7 anni sono state chiuse 500 imprese di trasporto soprattutto a causa della concorrenza di aziende slovene che beneficiano di costi minori di esercizio, circa il 30%;
per contrastare l’abuso del cabotaggio in Friuli Venezia Giulia, visto che molto spesso gli spedizionieri comunitari non rispettano i limite dei tre trasporti interni,  si è svolto a Trieste, come riportato dal quotidiano Il Messaggero veneto del 21 luglio scorso, un vertice tra rappresentanti di Confartigianato trasporti Fvg e il prefetto  Francesca Adelaide Garuffi;
durante l’incontro il presidente di Confartigianato trasporti Fvg Pierino Chiandussi ha chiesto più controlli sulle strade da parte delle forze dell’ordine – con una proporzione di un camion italiano ogni 12 stranieri da sottoporre a verifiche – soprattutto nei confronti di veicoli provenienti da Paesi che effettuano stabilmente la pratica del cabotaggio, oltre a proporre l’estensione delle verifiche anche alla committenza;
il prefetto ha confermato la disponibilità ad aumentare i controlli sui mezzi che, oltre ad essere effettuati dalle forze di polizia, potrebbero coinvolgere anche altre istituzioni,  soprattutto quelle che operano sul versante dei contratti di lavoro;

l’interrogante ha già presentato in materia l’atto di sindacato ispettivo n. 4-05274, con il quale ha fatto presente la necessità di ricorrere alla clausola di sicurezza sul cabotaggio;
quest’ultima, prevista dallo stesso Regolamento CE n. 1072/2009, stabilisce che in caso di grave perturbazione del mercato dei trasporti nazionali all’interno di una determinata zona geografica, lo Stato membro possa richiedere alla Commissione Ue l’applicazione della cosiddetta “Procedura di salvaguardia”, cioè la sospensione del cabotaggio per un periodo di sei mesi, prorogabile per altri sei una sola volta;
l’abuso del cabotaggio non riguarda solo l’Italia, come testimoniato da un articolo pubblicato dal portale Trasporto Europa il 16 giugno scorso, che annuncia la decisione del governo belga di portare da 55 a 1500 euro la multa nei confronti delle imprese di autotrasporto straniere che effettuano questa pratica e che non presentano i documenti relativi alla spedizione sulla regolarità delle loro attività. Secondo l’articolo, “alcune stime rivelano che in Belgio sarebbero stati persi circa quattromila posti di lavoro tra gli autisti dal 2008 a oggi, a causa del cabotaggio terrestre, svolto spesso dalle filiale dell’Est delle stesse imprese belghe”;
è inaccettabile consentire l’abuso del cabotaggio che ormai da anni sta danneggiando gravemente il settore del trasporto merci in Friuli Venezia Giulia e nelle altre regioni trasfrontaliere -:

se l’esecutivo intenda rivolgersi immediatamente alla Commissione Ue per l’adozione della clausola di salvaguardia sul cabotaggio terrestre, sospendendolo per sei mesi in considerazione delle gravi ed evidenti distorsioni di mercato in atto;

se saranno adottate, e rese applicabili da subito, misure urgenti per promuovere ed incentivare controlli mirati e azioni coordinate tra forze di polizia, prefetture e motorizzazione per garantire l’efficacia delle stesse verifiche.

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Aris Prodani – “Riepilogo” al 25 maggio 2014   Leave a comment

Aris Prodani
Atti a prima firma
2 disegni di legge
5 mozioni
43 interrogazioni a risposta scritta
49 interrogazioni in commissione
5 risoluzioni
Presenza 94,35%
41.243,78 € restituiti al fondo Pmi
3.618,31 € rinuncia indennità di carica di commissione

Questo il populismo di cui parlano 🙂

https://arisprodani.wordpress.com/

http://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/aris-prodani-movimento-5-stelle/686262

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Terza corsia, Prodani (M5S): «Se i fondi sono certi perché l’amministratore delegato di Autovie venete non chiarisce tempistiche e riferimenti normativi?» Nota stampa del 12 marzo 2014   Leave a comment

Terza corsia, Prodani (M5S): «Se i fondi sono certi perché l’amministratore delegato di Autovie venete non chiarisce tempistiche e riferimenti normativi?»

 «Nel dichiarare la certezza dei capitoli di spesa ministeriali dei fondi destinati alla Terza corsia, Castagna dovrebbe chiarire con esattezza quali siano i riferimenti normativi e le tempistiche con le quali saranno a disposizione per il loro utilizzo». Il deputato del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani replica così alle parole dell’amministratore delegato di Autovie venete che oggi ha affermato che “per quanto riguarda le risorse previste nell’articolo 1, comma 96 della Legge di Stabilità, (ovvero 30 milioni nel 2014 e 100 milioni di euro nel 2015), da destinarsi alla realizzazione della terza corsia sulla A4, queste sono pienamente confermate e inserite in appositi capitoli del bilancio dello Stato”.

«È bene ricordare a tutti – aggiunge Prodani – che i 130 milioni provenienti da Roma sono un “regalo” rispetto al fatto che l’opera avrebbe dovuto “autofinanziarsi” come stabilito dalla delibera Cipe n. 39 del 15 giugno 2007 e ribadito nell’Ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3702 del 5 settembre 2008, posto che al “dono romano” si è sommato l’aumento tariffario di inizio anno».

«Nel corso dell’iter in aula si è perso il chiaro riferimento alla copertura finanziaria dei 130 milioni nel biennio – sottolinea il portavoce M5S – con i ritardi nel cronoprogramma, la trattativa avviata alla Cassa depositi e prestiti per l’aumento del prestito e l’inevitabile incremento tariffario al casello. Da quale capitolo del bilancio statale saranno quindi recuperati i 30 milioni di euro? Quando saranno assegnati al commissario straordinario?» chiede in definitiva il deputato triestino.

Il mistero dei fondi fantasma per la terza corsia A4 – Il Piccolo 12 marzo 2014   Leave a comment

Nessuna traccia dei 30 milioni stanziati da Roma per il 2014 e inseriti nella legge di stabilità. Terpin: «Iter complicato»
di Marco Ballico
Dove sono i 30 milioni per la terza corsia della A4 Venezia-Trieste? E, ancora più stringente, ci sono i 30 milioni per la terza corsia? La prima posta statale per l’allargamento dell’autostrada diventa un giallo – al punto che il Movimento 5 Stelle deposita un’interrogazione parlamentare – non solo per le dichiarazioni più che prudenti dei protagonisti, ma anche perché la Corte dei conti nazionale ha denunciato la mancata copertura di alcune delle misure previste nella legge di Stabilità. In particolare «sono a rischio 3 miliardi di gettito nel 2014».Iter complicatoVicenda contorta, di sicuro. E «iter molto complicato», conferma Emilio Terpin, il presidente di Autovie Venete che ancora non ha visto un soldo né sa quando vedrà arrivare almeno una tranche di quei 30 milioni di euro che per qualcuno sono «una virgola», ma che rappresentano comunque ossigeno puro quando le casse della società regionale si stanno svuotando per ultimare i lavori del primo lotto Quarto d’Altino-San Donà.La normaSulla carta sembrava tutto a posto. «Per la realizzazione della terza corsia della tratta autostradale A4 Quarto d’Altino-Villesse-Gorizia – si legge all’articolo 1 comma 96 della legge di Stabilità -, al fine di consentire l’attuazione dell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3702 del 5 settembre 2008, sono destinati 30 milioni di euro per l’anno 2014 e 100 milioni di euro per l’anno 2015». Un totale di 130 milioni che potrebbe consentire ad Autovie, unitamente all’incremento del prestito ponte di Cassa depositi e prestiti (l’ultima richiesta della concessionaria è di 4-500 milioni) di avviare le opere anche sul terzo lotto Alvisopoli-Gonars.I dubbiFatto sta che di quei soldi, al momento, non c’è traccia. «Ci stiamo informando nelle sedi dei ministeri competenti e siamo in attesa di risposta», fa sapere Terpin. Senza poter dare certezze se non sulla volontà di Autovie di accorciare i tempi della burocrazia. Ma i soldi ci sono? «La copertura è prevista all’interno di un fondo relativo alle infrastrutture, si tratta di procedere al riparto», rassicura Ettore Rosato. I tempi? «Arriverà una parte prima e una seconda parte dopo», aggiunge il deputato del Pd. La Corte dei contiInsomma, un giallo. Sui tempi di sicuro. Ma forse anche sulla copertura visto il documento “Le prospettive di finanza pubblica dopo la legge di Stabilità” inviato dalla Corte dei conti ai presidenti delle Camere con non poche critiche verso l’ultima finanziaria nazionale. La magistratura contabile stima infatti che nel 2014 sono a rischio 3 miliardi di gettito, mentre tra il 2017-2020 non ci sarebbe alcuna garanzia sui 13,7 miliardi di entrate previsti dalla manovra. E dunque, secondo la Corte, la legge di Stabilità ha «coperture fragili».
Interrogazione M5S
Anche Aris Prodani manifesta più di un dubbio sulla sussistenza di quei 30 milioni. Non solo. Il deputato del M5S rilancia anche una perplessità di vecchia data: come arriveranno quei soldi ad Autovie? Materia per un’interrogazione ai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia in cui Prodani denuncia che nel corso dell’iter in aula «si è perso il chiaro riferimento alla copertura finanziaria dei 130 milioni nel biennio» e ricostruisce i ritardi nel cronoprogramma, la trattativa avviata in Cdp per l’aumento del prestito e l’inevitabile incremento tariffario al casello. E dunque chiede «da quale voce di capitolo del bilancio statale saranno recuperati i 30 milioni e quando saranno assegnati al commissario straordinario» e pure «se i ministri interrogati ritengono congruo e definitivo lo stanziamento complessivo di 130 milioni previsto in legge».
Le Finanziarie
Puntuale arriva anche la nota critica di Gianfranco Moretton: «Limitarsi a tagliare pezzi di terza corsia perché i soldi non ci sono e a implementare con finanziamenti triennali il capitale sociale di Friulia e Mediocredito del Fvg senza un piano industriale serio non produrrà effetti positivi».

“OTTO MESI ALLA CAMERA” Free Tv Fvg – 04 gennaio 2014   Leave a comment