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Ferriera di Servola: realizzazione delle opere di copertura dei parchi e di mitigazione degli spolveramenti – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

nell’articolo 9, comma 1, dell’accordo di programma sulla Ferriera di Servola siglato il 30 gennaio 2014, viene prevista «la pavimentazione, il confinamento e la copertura delle aree di messa a parco», propedeutica al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale;

il 21 novembre 2014 è stato firmato l’accordo di programma per l’attuazione del «Progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area della Ferriera di Servola», tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con la regione Friuli Venezia Giulia, e l’Autorità portuale di Trieste;

l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata il 27 gennaio 2016 dalla regione Friuli Venezia Giulia con decreto n. 96 del 2016 a Siderurgica Triestina ha stabilito la presentazione, entro 9 mesi dal rilascio dell’Autorizzazione, del «progetto di confinamento e copertura delle aree a parco, corredato da un cronoprogramma di attuazione dello stesso»;

il 26 maggio 2017 si è tenuta la conferenza servizi per la valutazione del progetto di copertura dei parchi presentato da Siderurgica Triestina il 24 novembre 2016. La conferenza ha stabilito «come la prescrizione Aia relativa alla copertura dei parchi non sia stata adempiuta perché l’elaborato presentato era privo dei requisiti sufficienti per essere definito un progetto»;

il 7 marzo 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha formalmente diffidato Siderurgica Triestina a presentare entro 4 mesi il progetto di confinamento e copertura. La Regione ha disposto che, nelle more della realizzazione del progetto di copertura dei parchi, la società adotti ulteriori misure di mitigazione dello spolveramento utili per il contenimento delle emissioni diffuse;

in relazione ai pericolosi fenomeni di sollevamento delle polveri dei parchi minerali della Ferriera di Servola che hanno interessato vaste aree della città nel mese di giugno e luglio 2017, secondo la regione Friuli Venezia Giulia «appare sempre più urgente la realizzazione della copertura dei parchi stessi, quale unica soluzione in grado di evitare il ripetersi di questi eventi»;

il 18 agosto 2017 si è tenuta la conferenza di servizi, chiamata ad esaminare il nuovo progetto di Acciaieria Arvedi Spa. L’azienda ha chiesto di verificare se il progetto debba essere sottoposto a procedura di screening di valutazione di impatto ambientale. Il servizio valutazioni ambientali ha chiesto al proponente la verifica delle variazioni degli impatti dello stabilimento, determinate dalla realizzazione delle coperture delle aree a parco, attraverso gli elementi della check listministeriale di cui alla nota del 15 gennaio 2015;

il 26 ottobre 2017 si è tenuta la seduta della conferenza di servizi, nella quale è stato valutato il progetto di fattibilità tecnica ed economica sviluppato dal gruppo Arvedi. La conferenza ha stabilito che «il progetto passi al vaglio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. La Regione Friuli Venezia Giulia ha imposto all’azienda la presentazione entro 90 giorni di un piano d’intervento per contenere gli spolveramenti»;

dopo aver valutato il progetto, la conferenza ha considerato «come adempiute le prescrizioni imposte dall’Aia, rimarcando però che i tempi per la progettazione e la realizzazione dell’intervento devono essere ridotti rispetto a quelli previsti dal cronoprogramma dell’azienda siderurgica», dal quale si evince la previsione di ultimazione dei lavori a metà 2022;

il dottor Patussi di Asuits nel corso della conferenza, ha confermato l’importanza della copertura dei parchi. Ha sottolineato come sia importante esaminare diversi aspetti, il primo riguarda i tempi lunghissimi di realizzazione della copertura, e di conseguenza bisogna conoscere in tempi rapidissimi gli ulteriori interventi di mitigazione che dovranno essere predisposti. Un altro aspetto è legato alla necessità di valutare il rischio per la salute dei lavoratori che opereranno all’interno delle strutture di copertura. (…) Un ultimo aspetto è quello del rapporto costi/benefìci che riguarda solo l’ambiente (…);

«La Conferenza ha richiesto che il termine per la consegna degli elaborati del progetto venga fissata in 60 giorni rispetto ai 140 proposti da Arvedi e che quella per gli elaborati esecutivi a 40 giorni contro 130 previsti dall’azienda». Il progetto, «del valore di 38 milioni di euro, prevede la realizzazione di due capannoni alti 40 metri e lunghi circa 280 metri, per progettare i quali e ottenere le autorizzazioni alla costruzione Arvedi stima un periodo di circa 2 anni, che si aggiungono ai 2 anni necessari alla realizzazione dell’opera» –:

se, alla luce dei continui rinvii relativi alla realizzazione della copertura dei parchi, si intendano convocare i soggetti firmatari dell’Accordo di programma ed esaminare la questione nel dettaglio;

se, il Governo nel caso non fosse possibile garantire tempi certi per la realizzazione delle opere di copertura dei parchi e di mitigazione degli spolveramenti, intenda adottare le opportune iniziative di competenza, di concerto con la regione Friuli Venezia Giulia, a tutela della salute di lavoratori e cittadinanza.
(4-18868)

Ferriera_002

Link Sito Camera

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Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Ferriera di Servola

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Realizzazione della copertura delle aree a parco della Ferriera di Servola – Interrogazione al Ministro della salute, al Mattm e al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico 

Per sapere – premesso che:
nell’accordo di programma sulla Ferriera di Servola del 30 gennaio 2014, siglato dal Governo con la regione Friuli Venezia Giulia, nonché la provincia e il comune di Trieste all’articolo 9, comma 1 viene prevista «la pavimentazione, il confinamento e la copertura delle aree di messa a parco», propedeutica al rinnovo del autorizzazione integrata ambientale;
l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla regione Friuli Venezia Giulia con decreto 96/2016 il 27 gennaio 2016 a Siderurgica Triestina, ha stabilito al punto 6.1.1. la presentazione, entro 9 mesi, del «progetto di confinamento e copertura delle aree a parco, corredato da un cronoprogramma di attuazione dello stesso»;
la conferenza di servizi, convocata il 26 gennaio 2017 per la valutazione e l’approvazione del progetto, ha stabilito che il documento presentato non abbia i requisiti sufficienti per soddisfare la prescrizione;
la direzione centrale ambiente Friuli Venezia Giulia ha evidenziato come la relazione non contenga elaborati grafici, né soprattutto il cronoprogramma e il quadro economico degli interventi da effettuare. E, in particolare, che l’azienda ha sottolineato che «la copertura, seppur astrattamente possibile, non sarebbe tecnicamente realizzabile»;
in data 7 marzo 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha formalmente diffidato l’Acciaieria Arvedi s.p.a. «a presentare entro 4 mesi il progetto di confinamento e copertura delle aree a parco. Nella diffida sono indicati i contenuti minimi del progetto. La regione ha inoltre disposto che nelle more della realizzazione del progetto di copertura dei parchi, la Società adotti ulteriori misure di mitigazione dello spolveramento utili per il contenimento delle emissioni diffuse»;
secondo Trieste Prima, nell’articolo del 4 luglio 2017, «il Gruppo Arvedi ha presentato il progetto di copertura dei parchi minerari della Ferriera di Servola e ha comunicato di aver ridotto la produzione di ghisa dell’impianto». «Facendo seguito alla diffida della regione del 28 giugno 2017, l’azienda ha comunicato di aver ridotto la marcia dell’altoforno entro il limite prescritto di 34.000 tonnellate mensili di ghisa, con la contestuale limitazione a 290 colate al mese. (…) L’azienda ha inoltre presentato alla regione il progetto di fattibilità tecnica ed economica della copertura dei parchi minerari dell’impianto, la cui realizzazione rientra tra le migliorie all’impianto previste dall’accordo di programma quadro e dall’AIA», che, secondo l’Azienda richiederebbe un iter autorizzativo di almeno due anni e mezzo prima della fase edificatoria;
il 6 luglio 2017, l’azienda ha informato che «in accordo con Arpa Fvg è in fase di attuazione la nuova modalità operativa di irrorazione e filmatura dei materiali in fase di stoccaggio per la gestione del parco fossile e del parco minerali al fine di evitare spolveramenti»;
in seguito ai pericolosi fenomeni di sollevamento delle polveri dei parchi minerali della Ferriera che hanno interessato vaste aree della città, verificatisi il 25 giugno, il 15 luglio, ben due il 24 luglio e infine il 25 luglio 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato che «alla luce dell’intensificarsi della frequenza con cui si producono tali eventi, appare sempre più urgente la realizzazione della copertura dei parchi stessi, quale unica soluzione in grado di evitare il ripetersi di questi eventi» –:
quali iniziative di competenza il Governo intenda intraprendere, alla luce dei pericoli sanitari, sopra evidenziati, a tutela della salute pubblica;
se il Governo non intenda convocare i soggetti firmatari degli accordi di programma in relazione all’efficacia, a tutela della salute, degli interventi previsti;
quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere, di concerto con le istituzioni locali, al fine di agevolare la realizzazione della copertura delle aree a parco della Ferriera, come previsto nel citato accordo di programma, ed evitare il ripetersi degli eventi citati in premessa. (4-17565)

Ferriera_002

Link Sito Camera

Utilizzo dati e funzionamento centraline – Richiesta alle Istituzioni   Leave a comment

Spett.

Luca Marchesi
Direttore Generale ARPA FVG

e p.c.

Debora Serracchiani
Presidente Regione Fvg

Sara Vito
Assessore Regionale Ambiente ed Energia Fvg

Luciano Agapito
Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico,
acustico ed elettromagnetico
Direzione Centrale Ambiente ed Energia
Regione FVG

Franco Sturzi 
Responsabile S.O.C. Settore Tecnico Scientifico Arpa Fvg

Roberto Dipiazza
Sindaco Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Valentino Patussi
Direttore Dipartimento Prevenzione
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste

Carlo Mastelloni
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste


L’emittente televisiva Telequattro ha trasmesso, lo scorso 24 febbraio, il servizio “PM10 alle stelle, ma i dati Arpa non sono utilizzabili” in relazione al report di Arpa FVG sulle rilevazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria.
Dal documento sono emersi allarmanti superamenti dei livelli massimi di legge registrati dalle centraline, oltre alla indisponibilità, in momenti diversi, dei dati di molte giornate. In particolare, risultano non presenti dal 5 febbraio 2017 ad oggi i rilevamenti della centralina situata un Via Svevo. A ciò si aggiunge, come riportato dal report di Arpa Fvg e sottolineato dal servizio televisivo, che “i dati prodotti dalle centraline non ancora adeguate non sono utilizzabili per la valutazione della qualità dell’aria”.
Alla luce di quanto riportato, richiedo gli opportuni chiarimenti sulla impossibilità di utilizzazione dei dati pubblicati da ArpaFvg e le puntuali motivazioni delle diffuse non disponibilità delle rilevazioni. 

Certo di un Suo cenno di riscontro, invio cordiali saluti.

 
Aris Prodani
Gruppo Misto 
Camera dei Deputati

Relazione inquinanti territorio nazionale: pubblicazione e azioni conseguenti – Interrogazione al Ministero dell’Ambiente   Leave a comment

Link Camera: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/10080&ramo=CAMERA&leg=17
Testo:

​Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Per sapere – premesso che: 

in data 27 luglio 2015, sono stati presentati i dati relativi ad un’indagine di microscopia elettronica effettuata su alcuni campioni di polvere depositatasi in due diverse zone del rione di Servola (Trieste) in prossimità dell’omonima Ferriera. La dott.ssa Gatti, nel presentare i risultati, ha affermato che «Non ci sono dubbi che le particelle rilevate a Servola abbiano origine dalla Ferriera. La loro composizione è piuttosto costante e gli elementi chimici che compaiono sono del tutto compatibili con i minerali trattati nell’impianto»;

alla luce dell’acclarata pericolosità delle polveri, il Comune di Trieste, con il documento “Deposizioni di polveri. Norme comportamentali nelle operazioni di pulizia domestica” del 29 dicembre 2015  ha comunicato che “(…) vanno adottate, nelle operazioni di pulizia domestica precauzioni analoghe a quelle già indicate dall’A.A.S. n. 1 Triestina nella nota dell’1.9.2015. Si raccomanda pertanto vengano utilizzati idonei sistemi aspiranti (…) dotati di filtro HEPA e (…) l’utilizzo di guanti in gomma e maschere per polveri di tipo uso e getta”;

dai dati sulle Pm10 pubblicati dal sito di ArpaFvg relativi alla rete di monitoraggio si evince come le centraline posizionate in Via Svevo e Via Carpineto, nel 2015 hanno misurato il superamento dei valori medi giornalieri consentiti per più di 35 giornate, mentre la centralina più prossima all’impianto siderurgico, posta in via S.Lorenzo in Selva, ha raggiunto le 142 giornate di superamento dei limiti.

Il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 23 gennaio 2016 ha riportato che “da agosto il benzo(a)pirene rilevato dalla centralina di via San Lorenzo in Selva si è mantenuto sotto il limite di un nanogrammo per metro cubo”. Tuttavia, “a causa delle concentrazioni dei primi mesi fino a tutto novembre la media annuale ha superato il limite di legge, attestandosi a 1,2 nanogrammi”;

A seguito dei risultati di due diverse campagne di analisi dei terreni superficiali in diverse aree pubbliche, il Comune di Trieste ha disposto, attraverso due distinte ordinanze sindacali di aprile e giugno 2016, la precauzionale limitazione all’accesso di alcuni spazi verdi pubblici, tra cui i giardini di due scuole; 

il 2 agosto 2016 il Commissario europeo per l’ambiente, Vella, nella risposta all’atto n. E-004494/2016 ha dichiarato che “in riferimento alla concentrazione di inquinanti registrata nel 2015, gli Stati membri hanno l’obbligo di informare la Commissione entro la fine di settembre 2016 e pertanto la Commissione non è ancora in grado di verificare i fatti in questione relativi al 2015 sulla base delle relazioni ufficiali redatte dallo Stato membro. Per il 2014, le autorità italiane hanno riferito di non aver superato il valore limite di PM10, né il valore-obiettivo B(a) nella zona di qualità dell’aria pertinente, mentre il PM2,5 era ancora oggetto di un valore-obiettivo. La Commissione riesaminerà la situazione alla luce della relazione annuale 2015, attesa per settembre 2016.”;

Il 22 novembre il sito online del Comune di Trieste  ha riportato la presentazione, del report “Servola: cosa ci dicono le segnalazioni dei cittadini e primi riscontri oggettivi” elaborato dal prof. Barbieri per conto del Comune di Trieste. “Il prof Barbieri ha esposto l’analisi approfondita effettuata sui dati relativi alle segnalazioni pervenute dalla popolazione all’Amministrazione, (…) su alterazioni e impatti ambientali, attraverso vari canali (email, telefono, a voce). Dati che sono stati riportati, per tramite del Servizio Ambiente ed Energia del Comune, anche dalle raccolte mensili delle segnalazioni ambientali giunte alla Polizia Municipale da gennaio 2009 a settembre 2016, per un totale complessivo di 4716 segnalazioni ambientali”.

Dall’elaborato è stato rilevato che “le molestie olfattive sono la tipologia di odori più indicati in tutti gli anni, in particolare nel 2015, l’anno con il maggior numero di segnalazioni come “irritazioni, difficoltà, malessere, nonché deposizioni e impatto acustico (…)”-: 

se intenda pubblicizzare la relazione annuale relativa alla concentrazione di inquinanti sul territorio nazionale inoltrata alla Commissione Europea;

quali iniziative, alla luce dei delle criticità emerse, intenda adottare a tutela della salute pubblica. 

Scadenze prescrizioni AIA: richiesta alle Istituzioni – 14 dicembre 2016   Leave a comment

Spett.

Luca Marchesi
Direttore Generale ARPA FVG

Luciano Agapito
Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico,
acustico ed elettromagnetico
Direzione Centrale Ambiente ed Energia
Regione FVG

E p.c.

Debora Serracchiani
Presidente Regione Fvg

Sara Vito
Assessore Regionale Ambiente ed Energia Fvg

Roberto Dipiazza
Sindaco Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Franco Sturzi 
Responsabile S.O.C. Settore Tecnico Scientifico Arpa Fvg

Valentino Patussi
Direttore Dipartimento Prevenzione
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste

Carlo Mastelloni
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste

L’ Allegato B  “Limiti e prescrizioni sulle componenti ambientali” del Decreto AIA n.96/2016 prevede una serie di prescrizioni, elencate di seguito, da ottemperare entro 9 mesi dalla pubblicazione dell’Autorizzazione, avvenuta il 27 gennaio 2016.

Con la presente, pertanto, richiedo le tempistiche e le modalità con le quali verrà verificata la realizzazione di quanto prescritto.

Elenco Prescrizioni – “Allegato B Limiti e prescrizioni sulle componenti ambientali”:

1.1 – PRESCRIZIONI INERENTI GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE PERIODICA E PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE BAT

1.1.7 – BAT n° 46 – Riduzione delle emissioni attraverso la produzione di coke continua ininterrotta
Entro 9 mesi dal rilascio dell’AIA il gestore deve aggiornare le procedure operative di gestione per la manutenzione della cokeria e aggiornare la procedura operativa per l’applicazione del metodo EPA 303.

6. PARCHI E LOGISTICA

6.1 – PRESCRIZIONI

6.1.1- Copertura parchi
In conseguenza di quanto disposto dagli AdP dd. 31/1/2014 e dd. 21/11/2014, entro 9 mesi dal rilascio dell’AIA la società dovrà presentare il progetto di confinamento e copertura delle aree a parco (minerali e fossile) corredato da un cronoprogramma di attuazione dello stesso. Il progetto sarà sottoposto alla valutazione ed approvazione con eventuali prescrizioni degli Enti partecipanti alla Conferenza di Servizi.

6.1.2 – Banchina
Il gestore predispone entro 9 mesi dal rilascio dell’AIA, uno studio relativo a sistemi di contenimento delle polveri, adottati o da adottare, durante le fasi di scarico navi comprensivo del potenziamento del sistema di irrorazione.


In attesa di un Vostro cenno di riscontro, invio cordiali saluti.

Aris Prodani
Gruppo Misto
Camera dei Deputati

Realizzazione Punti Programmatici Ferriera: settimo sollecito al Comune di Trieste 25 novembre 2016   Leave a comment

1. Sollecito punto n.4 

​Spett.li

Roberto Dipiazza
Sindaco del Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Con la presente, in riferimento alla mail inviata lo scorso 10 ottobre, di cui si allega copia, e sollecitata in data 20 e 27 ottobre, 03, 11 e 18 novembre, rinnovo una Vostra risposta in merito all’iter in oggetto.

Testo mail inviato il 10 ottobre 2016

In riferimento ai 10 Punti Programmatici orientati alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola da compiere nell’arco temporale dei primi 100 giorni di mandato, ed appreso che in data 30 settembre, durante una conferenza stampa, sia stata annunciato dal Sindaco il compimento di tutte le azioni previste, con la presente chiedo di ricevere da codesta Amministrazione, per fini istituzionali, informazioni sugli esiti dell’istruttoria disposta e sulla previsione delle conseguenti azioni relative all’attuazione del Punto n.4  “Revisione del posizionamento centraline di monitoraggio ambientale, anche al fine di dare il ruolo corretto alla stazione di via San Lorenzo in Selva che viene considerata per il benzopirene ma non per le pM 10”.

2. Sollecito punto n.6


Spett.li

Roberto Dipiazza

Sindaco del Comune di Trieste


Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Con la presente, in riferimento alla mail inviata lo scorso 07 ottobre, di cui si allega copia, e sollecitata in data 20 e 27 ottobre, 03, 11 e 18 novembre, rinnovo una Vostra risposta in merito all’iter in oggetto.

Testo mail inviato il 07 ottobre 2016

In riferimento ai 10 Punti Programmatici orientati alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola da compiere nell’arco temporale dei primi 100 giorni di mandato, ed appreso che in data 30 settembre, durante una conferenza stampa, sia stata annunciato dal Sindaco il compimento di tutte le azioni previste, con la presente chiedo di ricevere da codesta Amministrazione, per fini istituzionali, informazioni sugli esiti del punto 6 “Verifica della possibilità di acquistare una centralina, che sia di “priorità” del Comune di Trieste e sotto controllo diretto del gruppo di lavoro”.

3. Sollecito punto n.9

Spett.li

Roberto Dipiazza
Sindaco del Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Con la presente, in riferimento alla mail inviata lo scorso 20 ottobre, di cui si allega copia, e sollecitata in data 03, 11 e 18 novembre, rinnovo una Vostra risposta in merito all’iter in oggetto.
 
Certo di un Vostro gentile riscontro, invio cordiali saluti.

Testo mail inviato il 20 ottobre 2016

In riferimento ai 10 Punti Programmatici orientati alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola da compiere nell’arco temporale dei primi 100 giorni di mandato, ed appreso che in data 30 settembre, durante una conferenza stampa, sia stata annunciato dal Sindaco il compimento di tutte le azioni previste, con la presente chiedo di ricevere da codesta Amministrazione, per fini istituzionali, informazioni sulle tempistiche relative al punto 9. “Redazione del Piano acustico comunale e rispetto delle normative”.

4. Sollecito Punto n.10

 Spett.li

Roberto Dipiazza
Sindaco del Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Con la presente, in riferimento alla mail inviata lo scorso 06 ottobre, di cui si allega copia, e sollecitata in data 18 e 27 ottobre, 03, 11 e 18 novembre, rinnovo una Vostra risposta in merito alla richiesta in oggetto.

Testo mail inviato il 06 ottobre 2016

In riferimento ai 10 Punti Programmatici orientati alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola da compiere nell’arco temporale dei primi 100 giorni di mandato, ed appreso che in data 30 settembre, durante una conferenza stampa, sia stata annunciato dal Sindaco il compimento di tutte le azioni previste, con la presente chiedo di ricevere da codesta Amministrazione, per fini istituzionali, informazioni relative alle risultanze di quanto indicato al punto 10. “Verifica iter autorizzativo capannone laminatoio e controllo situazione trattamento delle acque e barrieramento a mare”.

5. Sollecito Punto n.3

Spett.li

Roberto Dipiazza
Sindaco del Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

Con la presente, in riferimento alla mail inviata lo scorso 05 ottobre, di cui si allega copia, e sollecitata in data 18, 27 ottobre, 03, 11 e 18 novembre, rinnovo una Vostra risposta in merito alla richiesta in oggetto.

Testo mail inviato il 05 ottobre 2016

Stessi destinatari

In riferimento ai 10 Punti Programmatici orientati alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola da compiere nell’arco temporale dei primi 100 giorni di mandato, ed appreso che in data 30 settembre, durante una conferenza stampa, sia stata annunciato dal Sindaco il compimento di tutte le azioni previste, con la presente chiedo di ricevere da codesta Amministrazione, per fini istituzionali, informazioni sull’istruttoria e sui relativi riscontri in relazione al Punto  3. “Analisi dei punti presenti nell’Accordo di Programma non ancora rispettati e definizioni azioni seguenti. Verifica anche delle criticità presenti nell’accordo e valutare se ci sono estremi per ordinanze maggiormente restrittive (diminuzione della produzione di ghisa e coke)”.

6. Sollecito Giardini Inquinati

Spett.li

Roberto Dipiazza
Sindaco Comune di Trieste

Luisa Polli
Assessore città territorio, urbanistica e ambiente
Comune di Trieste

e p.c.

Debora Serracchiani
Presidente Regione Fvg

Sara Vito
Assessore Regionale Ambiente ed Energia Fvg

Luca Marchesi
Direttore Generale ARPA FVG

Luciano Agapito
Direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico,
acustico ed elettromagnetico
Direzione Centrale Ambiente ed Energia
Regione FVG

Valentino Patussi
Direttore Dipartimento Prevenzione
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste

Carlo Mastelloni
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste


Con la presente in riferimento alla mail inviata lo scorso 03 ottobre, di cui si allega copia, e sollecitata nelle seguenti date: 11 e 27 ottobre, 03, 11 e 18 novembre, rinnovo una Vostra risposta in merito alla richiesta in oggetto.

Testo mail inviato in data 03 ottobre 2016

Stessi destinatari

in data 15 aprile 2016, durante una conferenza stampa avente come oggetto la pubblicazione dei risultati della prima indagine Top Soil effettuata da ArpaFvg, lo scrivente ha richiesto alle Istituzioni competenti, in via d’urgenza, di  promuovere una campagna di monitoraggio delle aree frequentate dai minori (giardini pubblici, giardini scolastici, ricreatori, etc.) incluse tra San Vito e Borgo San Sergio, un piano di immediati interventi finalizzati alla tutela della salute pubblica e alla salubrità degli spazi interessati nonchè un approfondimento sulle origini delle sostanze inquinanti individuate.

Il 28 aprile 2016, successivamente ad una  conferenza stampa durante la quale l’ Assessore Laureni ed il Dott. Patussi hanno reso noti i risultati delle analisi effettuate sui terreni comunali di Via Cossetto, della Pineta di Servola e di Piazzale Rosmini, il sito Retecivica del Comune di Trieste ha diffuso un comunicato stampa ed il testo dell’ordinanza del Sindaco di Trieste di limitazione all’accesso di due delle aree esaminate.

Il 03 maggio 2016, il sito online della Regione Fvg ha comunicato la costituzione, da parte della Regione, del Comune e di ArpaFgv, “di una task force istituita per affrontare in tempi rapidi tutte le problematiche connesse al rinvenimento di IPA nelle aree oggetto dell’ordinanza”.

In data 23 maggio 2016 ed in data 30 maggio, lo scrivente ha richiesto all’Assessorato all’Ambiente del Comune di Trieste, al Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asiuts ed al Direttore Generale di ARPA FVG informazioni sulle tempistiche di pubblicazione dei risultati relativi all’individuazione delle sorgenti inquinanti della prima campagna top soil e, in relazione alla seconda campagna di misurazione promossa su uno spettro più ampio di spazi pubblici, sia la pubblicazione dei risultati, sia gli interventi che si intendessero adottare a tutela della salute pubblica, alla luce dei risultati emersi dai superamenti dei livelli registrati.

Durante una conferenza stampa organizzata dal Comune di Trieste il 31 maggio sono stati resi pubblici i risultati della seconda campagna di monitoraggio. Il successivo 3 giugno, sul sito ReteCivica del Comune è stata pubblicata l’ordinanza sindacale di limitazione dell’accesso di altre cinque aree verdi pubbliche.

La Delibera della Giunta Regionale n.1074 del 13 giugno 2016 “Approvazione del Protocollo operativo per l’elaborazione di piani di gestione dell’inquinamento diffuso” ha riportato, tra le azioni da perseguire, “l’istituzione del Tavolo Tecnico che coinvolga attivamente tutti i soggetti competenti in campo ambientale e sanitario (ARPA, ASUI, Province, Comuni), coordinati dalla Regione FVG. Al Tavolo tecnico è  demandata la facoltà di valutare anche la necessità del coinvolgimento di altri enti e/o soggetti con specifiche competenze scientifiche o amministrative al fine di affrontare la predisposizione del Piano in maniera unitaria e multidisciplinare con riferimento a tutte le diverse fasi di indagine e intervento”.

In data 24 giugno 2016 lo scrivente ha inoltrato una mail all’Assessore Regionale Ambiente ed Energia Fvg Sara Vito e al Sindaco Roberto Dipiazza per chiedere di conoscere dalle Istituzioni competenti le tempistiche e le modalità con le quali si procederà all’individuazione delle origini delle fonti emissive dei giardini già oggetto di indagine, le tempistiche e le modalità degli interventi di messa in sicurezza e del successivo monitoraggio dei giardini oggetto di intervento, la definizione di un programma di mappatura degli spazi frequentati dai minori (scuole e giardini pubblici) e le tempistiche in relazione all’istituzione del Tavolo Tecnico ed al coinvolgimento delle Istituzioni menzionate (ARPA, ISPRA, ISS etc …).

L’Assessore Vito ha risposto il 19 luglio spiegando che in seguito alla deliberazione di cui sopra “(…) il Protocollo Operativo espressamente prevede che pur nella fase di definizione ed analisi della situazione relativa all’ipotesi di inquinamento diffuso, rimane ferma, in prima battuta, la necessità di provvedere alla messa in sicurezza o alla bonifica delle singole situazioni, nelle quali sia emerso il superamento delle CSC.

Sarà quindi il Comune di Trieste a presentare alla Regione un piano per la messa in sicurezza dei due giardini pubblici, mentre il Tavolo verificherà la ricorrenza di un’ipotesi di inquinamento diffuso e la sua eventuale estensione. (…) In sede di legge di assestamento (…) è previsto che la Regione conceda al Comune di Trieste un contributo (fino alla concorrenza di 350.000) proprio destinato agli interventi (….)”.

In un articolo de Il Piccolo del 13 settembre Enrico Conte, Direttore dell’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Trieste, ha dichiarato che «stando alle previsioni dei documenti ufficiali  prima che si possa accertare che Trieste è in una situazione di inquinamento diffuso, bisogna fare monitoraggi semestrali e ripetuti per almeno due anni. Ma un discorso è quello dell’inquinamento diffuso, gestito dalla Regione con il tavolo tecnico, un altro conto sono le misure di interdizione che stiamo già gestendo con le ordinanze del sindaco dell’aprile scorso».

L’ articolo, inoltre, precisa come “sul piano operativo il Municipio intende usare i fondi regionali (350 mila euro) per attivare ulteriori misure di precauzione. Ciò significa, piaccia o meno ai residenti, far crescere l’erba il più possibile in modo da rendere difficile il contatto con il terreno avvelenato e cospargere di ghiaia o altro materiale i punti ritenuti più “sensibili” ovvero quelli più facilmente accessibili ai bambini, come le aiuole delle due scuole prese in esame (che saranno anche recintate), e le aree giochi di tutti i giardini contaminati (…)”.

Lo scorso 29 settembre, in occasione della risposta ad una interrogazione dello scrivente rivolta sulla questione al Ministero della Salute, il rappresentante del Governo ha sottolineato la disponibilità dell’Istituto Superiore di Sanità, contattato in proposito, a collaborare fattivamente al Tavolo Tecnico.

Con la presente, alla luce di quanto esposto in premessa, chiedo che il Comune di Trieste si faccia promotore della pianificazione di una campagna di monitoraggio degli inquinanti degli spazi pubblici del territorio che abbiano la prevalente frequentazione di minori, nonché un celere approfondimento sulle origini degli inquinanti dei giardini già oggetto di ordinanza.

Indagini lavoratori della Ferriera deceduti – Interrogazione al Ministero della Salute 24 novembre 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani 

Al Ministro della Salute 

— Per sapere – premesso che:

in data 8 novembre 2016, Il Piccolo di Trieste ha riportato la notizia dell’inchiesta per omicidio colposo e lesioni gravi a carico di 15 ex dirigenti dell’impianto siderurgico la Ferriera di Servola per la morte di 40 operai. 

Il quotidiano ha anche indicato i nomi dei destinatari degli avvisi di garanzia, precisando che “i fatti risalgono a un periodo compreso tra il 1979 e il 2004, e che le cause delle morti sono riconducibili al mesotelioma pleurico (causato dall’amianto) o al carcinoma polmonare. (…) Gli indagati sono accusati, inoltre, di non aver osservato correttamente le norme a tutela della salute dei lavoratori a causa di una lunga serie di omissioni. (…) Secondo la Procura si conosceva fin dagli anni sessanta la pericolosità delle sostanze, amianto e idrocarburi in particolare, e nulla gli indagati avrebbero fatto per impedirne l’esposizione e informare i lavoratori dei pericoli per la salute. Questo stato di fatto, secondo i pm, ha determinato «una massiccia e incontrollata esposizione dei lavoratori» a polveri e fumi di amianto, benzene, benzoapirene e altre sostanze pericolose, letali. Insomma: gli ex manager sapevano ma non hanno fatto nulla per impedire malattie e decessi”; 

l’articolo, infine, ha spiegato che “è stato chiesto al gip nei termini dell’incidente probatorio (…) di disporre una perizia collegiale con la nomina di un team di specialisti di medicina legale, del lavoro e di epidemiologia. I pm intendono definire allo stato attuale la rilevanza causale dell’esposizione dei lavoratori agli inquinanti. (…) Chiedono anche agli esperti, che saranno nominati dal gip, di conoscere quale possa essere stata l’influenza di eventuali esposizioni successive alla cosiddetta fase di induzione della malattia, ovvero il lasso di tempo più “pericoloso”. (…) Si ritiene fondamentale, per il prosieguo delle indagini, un ulteriore approfondimento sulle neoplasie polmonari, in rapporto al contatto prolungato dei lavoratori con molte delle sostanze generate nel ciclo siderurgico, come il benzene, il benzoapirene e gli altri idrocarburi policiclici aromatici, le ammine aromatiche, nonché polveri e fumi di metallo come cromo, piombo, ferro, nichel e zinco (…).”

lo scrivente,  nell’atto di sindacato ispettivo n. 4-10906 presentato il 28 ottobre 2015, sollecitato il 29 giugno e il 03 agosto 2016 ed ancora senza risposta, in riferimento a numerosi esposti e segnalazioni presentati dal 2008 al 2012 da privati cittadini e rappresentanti delle associazioni ambientaliste Triestine alla Procura della Repubblica di Trieste per denunciare il degrado ambientale e sanitario nel comprensorio abitativo di Servola, ha illustrato  un dettagliato articolo del Piccolo del 3 dicembre 2013 che dava per imminenti i primi rinvii a giudizio e la celebrazione del processo per la morte di 83 operai della Ferriera ( nel periodo 2000 – 2013 ).

Nel testo dell’atto è stata sottolineata la forte preoccupazione per come ” nessuna informazione sia rintracciabile in relazione al seguito dell’inchiesta sugli 83 operai della Ferriera deceduti dal 2000 e come la maggior parte degli esposti presentati dal 2008 al 2012 non abbia avuto seguito” ed è stata chiesto al Ministro della Giustizia se intendesse attivare iniziative ispettive presso l’autorità giudiziaria, ai fini dell’eventuale esercizio di tutti i poteri di competenza-:

se il Ministro, alla luce dei fatti esposti in premessa, e in accordo con gli enti locali, ritenga di avviare approfondite indagini epidemiologiche nell’area triestina

Link Camera​http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/14857&ramo=CAMERA&leg=17