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Truffa Hypo Alpe-Adria-Bank Italia, Prodani (M5S): «Misure urgenti per tutelare i consumatori» 21 novembre 2014   Leave a comment

«Misure urgenti per evitare frodi e manipolazioni in materia bancaria a garanzia e tutela dei consumatori». A chiederlo sono i deputati del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani e Walter Rizzetto che, prendendo spunto dall’inchiesta che ha coinvolto Hypo Alpe-Adria-Bank Italia spa, hanno depositato una interrogazione in Parlamento per chiedere al governo Renzi un salto di qualità nella lotta alle truffe bancarie.

«Quanto accaduto ai clienti dell’istituto affiliato alla austriaca Hypo Kärnten – una truffa dal valore complessivo di 88 milioni di euro – non deve mai più verificarsi – attacca Prodani -. Per fortuna è intervenuta la Procura della Repubblica di Udine che ha avvito le indagini per accertare le responsabilità penali a carico del gruppo di dirigenti della Hypo Alpe-Adria-Bank Italia che sarebbe responsabile della manomissione del software in uso alla banca per la fatturazione dei leasing. In questo modo – secondo l’accusa – venivano incassati interessi superiori rispetto a quelli addebitabili secondo il contratto stipulato con il cliente».

«Al termine delle indagini – ricorda ancora il segretario della Commissione Attività produttive della Camera -, la Guardia di Finanza ha addirittura segnalato alla Procura l’esistenza di un’associazione a delinquere composta da sette dirigenti della Hypo Alpe-Adria-Bank, attivamente impegnati a nascondere la frode in corso durante le verifiche previste in ambito bancario, civilistico e fiscale. Le accuse contestate – oltre alla frode stessa – riguardano, infatti, anche la violazione delle norme previste in materia di responsabilità amministrativa e l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza – previsto dall’articolo 2638 del Codice civile – svolte dalla Banca d’Italia, a cui erano inviate comunicazioni periodiche con dati manipolati».

«Questo quadro – a dir poco inquietante – ha portato la Banca d’Italia a sanzionare pesantemente i vertici e il collegio sindacale di Hypo Alpe Adria Bank e di Hypo Alpe Adria Leasing Srl. Ammontano a circa due milioni e mezzo di euro le sanzioni inflitte a questi personaggi. Ora però la politica deve fare di tutto – conclude Prodani – perché si intensifichi la lotta contro chi pensa di arricchirsi, senza scrupoli, sulla pelle dei cittadini».

Interrogazione a risposta scritta

PRODANI — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

nel febbraio 2013 il programma televisivo “Striscia la notizia” ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica una serie di casi in cui l’indicizzazione delle rate di leasing dei clienti della banca Hypo Alpe-Adria-Bank Italia spa, che opera per lo più nel Nordest del Paese ed è affiliata alla austriaca Hypo Kärnten, erano sbagliate a favore dell’istituto di credito erogatore;

a seguito di questi servizi televisivi e dei successivi esposti, la Procura della Repubblica di Udine ha avvito indagini per accertare le responsabilità penali a carico del gruppo di dirigenti dell’istituto che sarebbe responsabile della manomissione del software in uso alla banca per la fatturazione dei leasing, con l’obiettivo di incassare interessi superiori rispetto a quelli addebitabili secondo il contratto;

al termine delle indagini, la Guardia di Finanza ha segnalato alla Procura l’esistenza di un’associazione a delinquere composta da sette dirigenti della  Hypo Alpe-Adria-Bank, attivamente impegnati a nascondere la frode in corso durante le verifiche previste in ambito bancario, civilistico e fiscale;

i dirigenti incriminati avrebbero manipolato il tasso di indicizzazione legato all’Euribor – Euro Inter Bank Offered Rate, il tasso interbancario di offerta in euro – applicato a partire dal 2004 a oltre 54mila contratti, consentendo all’istituto di ottenere in modo illecito oltre 72 milioni di euro con i contratti di  leasing gestiti direttamente e circa 15 milioni di euro relativi ai contratti gestiti indirettamente dalla affiliata Hypo Leasing spa;

la truffa si sostanziava con le fluttuazioni dell’Euribor: in caso di aumento del tasso, la banca addebitava al cliente una somma superiore del 150% rispetto a quella prevista mentre in caso di riduzione del tasso, ai clienti era accreditato solo il 50% di quanto dovuto;

le accuse contestate, oltre alla frode, riguardano anche l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza –  previsto dall’articolo 2638 del Codice civile – svolte dalla banca d’Italia, a cui erano inviate comunicazioni periodiche con dati manipolati;

le indagini coinvolgono anche in modo diretto la Hypo Alpe-Adria-Bank per la violazione delle norme previste in materia di responsabilità amministrativa da reato (dlgs n. 231/2001) legate agli illeciti compiuti a proprio favore dai sette dirigenti indagati -:

se s’intendano adottare misure urgenti, a garanzia e  tutela dei consumatori, per evitare frodi e manipolazioni in materia bancaria che possano determinare situazioni come quelle summenzionate.

PRODANI                                                                                                                         RIZZETTO

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