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Violazioni Poste Italiane – Interrogazione al Mise e al Mef   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’economia e delle finanze.

Per sapere – premesso che:

come riportato dal Bollettino n. 41 del 30 ottobre 2017, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il 1° marzo 2017, ha avviato il procedimento istruttorio «PS10593» nei confronti della Società Poste Italiane s.p.a. per presunte violazioni degli articoli 20, 21, comma 1, lettere c) e d), 24, 25, comma 1, lettere a) e d), del codice del consumo;

Poste Italiane, tramite una comunicazione inviata in data 12 agosto 2016 informava i clienti che, ai sensi dell’articolo 126-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, testo unico bancario, a partire dal 1° novembre 2016 avrebbe provveduto a introdurre il pagamento di un canone annuo di 12 euro per la carta Postamat, sino a quel momento gratuita, e a cancellare il riferimento alla gratuità della carta Postamat dalle condizioni contrattuali, modificando il testo dell’articolo 4 della sezione I, lettera A, delle condizioni generali di contratto, nella parte relativa all’attivazione del conto corrente che prevede il rilascio gratuito della carta Postamat;

in particolare, nella comunicazione «Proposta di modifica unilaterale del contratto di conto corrente Bancoposta – canone carta Postamat» di Poste Italiane s.p.a., inviata ai correntisti BancoPosta click, veniva specificato che «non era possibile mantenere l’attuale gratuità del canone della Carta Postamat» per due «giustificati motivi»: il primo relativo all’aumento dei costi di emissione e gestione della Carta Postamat «a seguito degli investimenti effettuati per migliorare i propri sistemi di sicurezza e adeguarli all’evoluzione della carta stessa». Il secondo relativo «all’introduzione del limite alle commissioni interbancarie, sulle operazioni di pagamento effettuate con “carte”, a seguito dell’emanazione del Regolamento UE 2015/751 del 29 aprile 2015»;

«Dal momento che la modifica aveva ad oggetto specificamente i costi connessi alla carta di debito, e non quelli connessi alle condizioni generali del conto corrente, Poste Italiane non ha richiamato nell’informativa sulla modifica unilaterale l’art. 118 del TUB, bensì l’art. 126 sexies, ossia la norma del TUB che, nel Capo II-bis sui “servizi di pagamento” regola le “modifiche unilaterali delle condizioni” di detti servizi»;

per tali motivi, l’Antitrust ha avviato il procedimento a carico di Poste Italiane s.p.a. avente ad oggetto le condotte poste in essere nei confronti dei clienti BancoPosta Click;

la società, a seguito dell’avvio del procedimento, si è impegnata a rimborsare «il costo del canone della carta Postamat a tutti i clienti che hanno aperto il conto tra il 1° gennaio 2010 ed il 30 giugno 2014, ad assicurare ai clienti che hanno esercitato il diritto di recesso la possibilità di aprire un nuovo conto in cui la carta di debito sarà offerta gratuitamente e senza limiti temporali»;

infine, si è impegnata «a comunicare ai correntisti che hanno aperto il conto nel periodo 2008-2009 e nel periodo 1° luglio 2014-31 dicembre 2015, la possibilità di mantenere aperto il proprio conto BancoPosta Click, con piena operatività del servizio internet banking, rinunciando all’uso della carta Postamat e al relativo addebito, recandosi presso il proprio Ufficio Postale per sottoscrivere una modifica delle condizioni contrattuali»;

sulla base di tali impegni, l’Autorità ha deliberato la chiusura del procedimento senza accertare infrazioni al codice del consumo –:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare il ripetersi degli eventi citati in premessa.
(4-18630)

stage

Link Sito Camera

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Pubblicato 27 novembre 2017 da vari86 in 2017, Articoli 2011, Documenti Camera

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E commerce aziende italiane – Interrogazione al MISE   Leave a comment

PRODANI — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

il presidente di Netcomm Roberto Liscia, in occasione del Netcomm Forum 2017, ha spiegato che in Italia è «in atto un cambiamento sistemico di acquisto e offerta che coinvolge alcuni fattori importanti del commercio elettronico. Il digitale (…) intride moltissimi aspetti della vita quotidiana del consumatore. Nel 2016 sono stati acquistati nel mondo beni e servizi online per circa 2.600 miliardi di euro, registrando una crescita del 17 per cento rispetto al 2015 e i consumatori che acquistano online hanno raggiunto la quota di 1,4 miliardi»;
la rivista online Wired.it, nell’articolo del 3 maggio 2017, ha riportato il quadro emerso dai dati presentati dall’Osservatorio eCommerce B2C (School of management del Politecnico di Milano e Netcomm) nell’ultima edizione del Forum menzionato, e ha evidenziato come in Italia «(…) tra il 2015 e il 2016 le vendite online siano aumentate». Tuttavia, «confrontando la situazione con le abitudini di acquisto di altri paesi europei, emerge che il commercio elettronico in Italia non è ancora così diffuso»;
il sito http://www.insidemarketing.it ha evidenziato come «le cause del ritardo italiano siano molteplici e tutte legate ad un ecosistema digitale poco sviluppato. I sistemi di eCommerce, infatti, sono diffusi soprattutto in paesi con un alto tasso di ricerca e sviluppo, un elevato numero di brevetti e competenze digitali molto avanzate. Inoltre, bisogna tener conto che in Italia esiste un contesto legale e fiscale poco incentivante (…)»;
durante l’11° Consumer & Retail Summit de Il Sole24Ore svoltosi a Milano il 3 ottobre 2017, analisti ed esperti del settore hanno delineato il quadro sull’andamento del retail 4.0;
Alessio Agostinelli, partner e managing director di The Boston Consulting group (BCG), nel corso dell’evento, ha affermato «l’era digitale è un’opportunità per i retailer tradizionali. L’onda del commercio elettronico viene alimentata anche dall’evoluzione tecnologica. Oggi in Italia il peso dei commercio online è solo il 2,8 per cento del totale ma si stima che arrivi al 7,3 per cento entro il 2021»;
le aziende italiane, nonostante stiano sperimentando sempre di più le vendite online, risultano limitate rispetto ai Paesi europei. Nello specifico «il Regno Unito si colloca al 15,5 per cento per quanto riguarda il peso delle vendite online, la Francia al 10,2 per cento, la Germania al 9,9 per cento. Prima dell’Italia, ci sono anche la Spagna al 4,2 per cento e la Grecia al 3,5 per cento. Tuttavia la frammentazione della rete commerciale, con 750 mila negozi in sede fissa e oltre 200 mila ambulanti, giustificano il “ritardo” italiano, soprattutto nel settore alimentare»;
grazie all’utilizzo del digitale si accorciano, inoltre, i tempi per coinvolgere un numero elevato di utenti. A riguardo il report di Bcg ha spiegato che «alcune aziende importanti del web hanno raggiunto 50 milioni di utenti con una rapidità elevata. Facebook, ad esempio, ha impiegato 3,5 anni, Aol 2,5 anni e Whatsapp meno di 2 anni. Il dato diventa significativo se paragonato ai 75 anni impiegati dalle compagnie telefoniche o ai 38 di quelle televisive per raggiungere lo stesso identico risultato»;
inoltre, in Italia l’e-commerce appare un fenomeno trasversale che non coinvolge tutti i settori allo stesso modo. «Se nell’ambito dei prodotti alimentari lo scetticismo prevale sulla curiosità, nel settore dell’elettronica, invece, si registrano aumenti significativi»;
tuttavia, «un aumento delle vendite online non sempre equivale a maggiori ricavi. Un caso esemplificativo è quello che riguarda MediaWorld: nel primo semestre dell’anno fiscale 2016/17 i prodotti acquistati online sono cresciuti del 45 per cento mentre quelli venduti nel negozio fisico sono diminuiti del 3 per cento. Dati che si tramutano in un -1,5 per cento dei ricavi complessivi. (…) Le aziende, per avere successo, devono trovare la giusta combinazione tra l’offerta virtuale e offerta fisica (…)» –:
quali iniziative intenda promuovere per garantire e incrementare lo sviluppo dell’e-commerce;
quali strumenti intenda utilizzare per ridurre il digital divide tra l’Italia e i Paesi europei e consentire lo sviluppo nel commercio elettronico delle aziende italiane. 
(4-18162)

Pubblicato 5 novembre 2017 da Aris Prodani in Articoli 2011

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Direttiva sul copyright – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

PRODANI — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il 14 settembre 2016, la Commissione europea ha presentato ufficialmente al Parlamento europeo la nuova «direttiva sul copyright» che include dei piani per una nuova tassa sui link, ossia la concessione di nuovi ampi poteri per la pubblicazione di frammenti di testo utilizzati in collegamenti ipertestuali che dovranno essere pagati agli editori;
il 2 maggio 2017 come riportato dalla nota stampa del Ministero dei bene e delle attività culturali e del turismo, il Ministro interrogato e il Ministro della cultura e della comunicazione della Repubblica francese Audrey Azoulay hanno firmato a Parigi una dichiarazione congiunta sul diritto d’autore, «che impegna Italia e Francia a individuare posizioni comuni per promuovere e preservare il fondamento della creatività nel contesto della riforma del quadro europeo del settore promossa dalla Commissione europea, in particolare mantenendo fermo il principio della territorialità del diritto d’autore, chiave di volta per il finanziamento e la diffusione della cultura»;
«I due Paesi ritengono che tale riforma debba infatti essere parte integrante di una autentica strategia europea della cultura nell’era digitale, per favorire non solo l’accesso del pubblico alle opere, ma anche per sostenere la giusta remunerazione dei creatori e la continuità dell’economia della cultura, oltre che la diversità delle opere realizzate e la libertà di scelta del pubblico, attraverso un’adeguata responsabilizzazione degli intermediari online di opere protette da copyright»;
«A tale proposito Italia e Francia reputano che, insieme alle proposte relative al diritto d’autore nel mercato unico digitale, sia indispensabile e urgente garantire l’aggiornamento e l’armonizzazione di un quadro efficace per l’effettiva tutela di tali diritti, in particolare per quanto riguarda le attività online»;
la dichiarazione è stata accolta favorevolmente dalla Società italiana degli autori ed editori (Siae) che ha sottolineato come «l’impegno dei due Paesi sia in linea con la lettera promossa da IAE e sottoscritta dalle diverse Associazioni di categoria, consegnata proprio al Ministro Franceschini lo scorso mese di gennaio». In particolare, SIAE e le Associazioni di tutti i settori di Italia Creativa hanno chiesto al Governo «attenzione e sostegno nella difesa dell’intera filiera dalle concrete minacce allo sviluppo e nella protezione dei diritti degli autori dei contenuti creativi e culturali in Europa nella proposta di Direttiva Copyright». Secondo SIAE «l’accordo siglato è un passo fondamentale per una sfida che, a livello europeo, rappresenta 7 milioni di lavoratori, che operano nelle industrie creative e culturali e che necessitano di particolare attenzione e tutela»;
come riportato dal sito online http://www.agendadigitale.eu «il cosiddetto pacchetto Copyright si compone di una Direttiva sul Copyright, e infine di un regolamento, che fa direttamente riferimento alla Direttiva SatCab»;
la direttiva SatCab 93/83/EEC «facilita la ritrasmissione via satellite e via cavo di programmi radiotelevisivi da altri Paesi Membri. Grazie alla Direttiva, oggi un gran numero di canali Tv sono disponibili in Paesi diversi da quello di origine, col risultato di rafforzare la diversità culturale. Tra le iniziative del Mercato Unico Digitale, la revisione della Direttiva SatCab si pone l’obiettivo di verificare la necessità di ampliarne il campo di applicazione, estendendolo alle trasmissioni online dei broadcaster, e di adottare ulteriori misure per migliorare l’accesso transfrontaliero ai servizi delle emittenti radiotelevisive in Europa»;
il 3 settembre 2017 a Venezia si è svolto il seminario sulla proposta di regolamento SatCab, un incontro di natura tecnica per gli operatori del mondo dell’audiovisivo, promosso dall’Associazione 100autori e da Anica, per spiegare le ragioni di una posizione nettamente contraria all’articolo 2 della proposta della Commissione europea;
secondo il comunicato congiunto di 100 autori – Anica «se questa proposta venisse adottata un’emittente licenziataria dei diritti di utilizzazione televisiva di un’opera audiovisiva per il territorio di uno Stato membro potrebbe liberamente mettere a disposizione del pubblico tale opera on-line in tutti i paesi dell’UE»;
lo sceneggiatore Stefano Sardo ha dichiarato che «per gli autori italiani che si battono oggi affinché in Italia si avvii una seria riforma sulle quote dei diritti questo Regolamento rappresenta un forte pericolo sia per il diritto d’autore che per tutto il mondo della produzione» –:
con riferimento alla normativa sopra citata, quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere a sostegno dell’intera filiera creativa e culturale, promuovendo e preservando il diritto d’autore;
quali iniziative intenda assumere per garantire il fondamento della creatività, nel contesto della riforma promossa dalla Commissione europea, in particolare sostenendo il principio della territorialità del diritto d’autore. 
(4-18223)

Pubblicato 5 novembre 2017 da Aris Prodani in Articoli 2011

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Velocità in salita: i triestini alla Pedavena – Croce d’Aune – TriestePrima    Leave a comment

Parlato, De Vecchi, Fusaro e Cavaliero a caccia di punti

Dal 6 all’ 8 ottobre la Pedavena – Croce d’Aune, valida sia per il Campionato Italiano Velocità della Montagna che per il TIVM Nord, rappresenta per i triestini della velocità in salita l’occasione per conquistare punti importanti in vista dell’ ultima tornata di Cividale, in programma la settimana prossima.

Su tutti Paolo Parlato, che parte con l’ intento di mantenere ben salda la terza posizione di Gruppo nel Campionato Italiano e strappare punti importanti al diretto avversario Zuurbier nella lotta per il primo posto nelle 2000 di cilindrata ed il terzo nel Gruppp A del TIVM.  Marco De Vecchi guarda al podio finale dalla già soddisfacente quarta piazza in classifica generale della N1600. E le ultime gare, su due tracciati che ben conosce, potrebbero fornire l’occasione per tentare di scalare ancora qualche posizione. In una prima stagione con la Peugeot 306, orientata maggiormente a prendere in mano la vettura e curarne l’ affidabilità ma che ha regalato comunque delle ottime prestazioni, Carmelo Fusaro insegue l’ obiettivo di risalire la classifica della Racing Start, avvicinando il più possibile il vertice della classe. Ultimo della pattuglia Adriano Cavaliero, che con la trasferta veneta termina gli impegni stagionali. Per lui un 2017 corso più per divertimento ma che, a dispetto degli obiettivi, lo ha portato a staccare tempi di rilievo nella RS1400.( AP )​ 

Aris Prodani

http://www.triesteprima.it/sport/velocita-in-salita-i-triestini-alla-pedavena-croce-d-aune.html

Pubblicato 25 ottobre 2017 da Aris Prodani in Articoli 2011

Rally Valli della Carnia: tre triestine al via – TriestePrima    Leave a comment

Michela Cressi, Deborah Turk e Daniela Festa all’appuntamento ampezzano

Un equipaggio femminile tutto triestino nei rally, dopo diversi decenni, rappresenta una di quelle notizie che catalizzano l’interesse degli appassionati e degli addetti ai lavori.

Con la pubblicazione dell’elenco iscritti del 4° Rally Valli della Carnia, in programma ad Ampezzo nel fine settimana, è stata ufficializzata la partecipazione dell’equipaggio composto da Deborah Turk e Daniela Festa sulla AR147 preparata dalla M-Sport.

Deborah Turk, un curruculum che vanta una notevole esperienza e diversi allori nel Formula Driver, ha esordito nei rally l’anno scorso, giungendo terza nella categoria Racing Start all’Alpi Orientali.

Ad affiancarla Daniela Festa, abituale navigatrice di Cristian Marsic ed ancora fresca dall’incredibile avventura mondiale del Rally di Montecarlo.  

Il Carnia, valido per la Coppa Italia, vede anche il ritorno alle gare della “decana” delle navigatrici giuliane Michela Cressi, a bordo della Renault Twingo R1. Una storia sportiva iniziata nel 1981 ed una esperienza invidiabile che, per l’appuntamento ampezzano, la Cressi mette a disposizione di Corrado Rizza, esordiente assoluto nei rally. Un ruolo che ben le si addice, in virtù del curriculum sportivo come delle capacità che la vedono, da tempo, istruttrice di guida sicura e docente in molti corsi di avviamento alle competizioni.

Aris Prodani

Foto: Daniela Festa e Deborah Turk

Pubblicato 6 luglio 2017 da Aris Prodani in Articoli 2011

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Utenze Telecom fantasma – Interrogazione al MISE   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16734

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

come riportato da un articolo pubblicato il 20 maggio 2017 sul sito online de La Repubblica, il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato, a fine 2016, un’indagine nei confronti di Telecom Italiana spa, da cui è emerso che numerose persone siano risultate intestatarie di utenze a loro insaputa; 

a far luce sulla vicenda è stato il reclamo di un abbonato inconsapevole che, nel 2011, ha scoperto che il suo codice fiscale era associato a 826 telefoni. Secondo la compagnia telefonica «il caso è imputabile al cambio di sistema gestionale avvenuto tra il 2003 e il 2004. Da allora il problema non è stato ancora risolto»; 

il 25 gennaio 2017, da un controllo a campione effettuato dall’Autorità sui codici fiscali associati a un numero di utenze di rete fissa maggiore o uguale a cinque «sono emersi errori su 644 clienti, complessivamente intestatari di oltre 7.000 linee»; 

inoltre, la negligenza di Telecom Italia spa si è estesa anche al «Rac», la banca dati giudiziaria interrogata per i tabulati e le intercettazioni, «sistema la cui delicatezza è di tutta evidenza essendo preordinato a consentire la corretta effettuazione di verifiche da parte di polizia e magistratura. Questo significa che nel caso in cui uno degli utenti risultasse indagato e quindi intercettato, le intercettazioni potrebbero essere erroneamente attribuite a numeri di telefono che l’indagato non utilizza. Tanto più che, secondo il Garante, quando qualche utente ha sollevato la questione, Telecom su reclamo ha aggiornato i dati reali, ma non ha tenuto conto dell’errore, lasciando così desumere la pregressa titolarità delle numerazioni in capo ai soggetti interessati dai disallineamenti»; 

pertanto, secondo l’Autorità, «la condotta negligente e omissiva tenuta dalla società evidenzia una poco attenta gestione dei sistemi che rappresentano i gangli vitali della propria infrastruttura informativa, interessando direttamente la clientela». Infine, ha già preannunciato sanzioni amministrative, oltre che l’obbligo di una «bonifica degli errori nel sistema informatico dato che sembrerebbe che le intestazioni non corrispondenti alla realtà riguardano un ampio novero di clienti. Anomalie di cui Telecom non è stata in grado di dare conto. La Società, ad ogni modo, ha fatto sapere di avere avviato specifiche azioni finalizzate a rafforzare i nuovi sistemi di gestione a favore della tutela dei dati personali dei propri clienti» –: 

se il Ministro interrogato sia al corrente dei fatti sopra esposti e se intenda adottare iniziative volte a rendere più stringente la normativa in materia per evitare il ripetersi di vicende simili a danno dei consumatori, garantendo l’effettiva tutela dei dati personali. (4-16734)

Contrastare il cybercrime nel settore turistico – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta 4-16092

presentato da

PRODANI Aris

testo di

PRODANI — Al Ministro dell’interno, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

il crimine informatico o cyber crime è un fenomeno che si caratterizza nell’abuso della tecnologia informatica, sia hardware che software, per la commissione di uno o più reati; 

la casistica e la tipologia sono piuttosto ampie: il sito webitmag.it, nell’articolo del 20 luglio 2016, ha riportato come siano «i viaggiatori, sia business sia leisure, le vittime «facili» delle infrazioni compiute on line, specie quando si trovano all’estero e non sono protetti abbastanza. Lo rivela l’ultima ricerca di Kaspersky Lab, che segnala come «(…) l’82 per cento dei viaggiatori si connetta ai wi-fi pubblici ovunque si trovi all’estero e, usando questa connessione potenzialmente pericolosa, che può essere intercettata e sfruttata dai cyber criminali, il 61 per cento degli utenti si dedica all’online banking e il 55 per cento fa shopping online. Inoltre, il 42 per cento degli utenti ammette che farebbe acquisti online usando la propria carta di credito quanto o più di quando si trova a casa. Senza una protezione appropriata, questo comportamento espone gli utenti a rischi inutili, ma solo il 34 per cento dei consumatori utilizza una connessione sicura (VPN) quando si collega a un wi-fi pubblico, mentre il 18 per cento afferma di non fare nulla per proteggersi»; 

in data 3 febbraio 2017, il sito http://www.helpconsumatori.it ha evidenziato come «(…) tra le imprese cresca la consapevolezza del rischio cyber. Lo specchio del problema emerge dall’annuale indagine promossa dall’Osservatorio Information Security e Privacy promosso dal Politecnico di Milano. I maggiori timori connessi al cybercrime sono il furto di dati dei clienti (27 per cento) seguiti da furti di denaro (15 per cento) e appropriazione dolosa dell’identità (12 per cento) (…)»; 

il quotidiano La Repubblica, nell’articolo del 2 marzo 2017, ha spiegato come «i virus informatici siano sempre più veloci grazie all’utilizzo di smartphone e tablet. (…) Al top i Trojan pubblicitari (virus che si intrufolano nei dispositivi mascherandosi da software legittimi) in grado di ottenere i diritti di «superutente», cioè in grado di installare furtivamente altre app dannose all’insaputa dell’utente (…)»; 

il sito online http://www.ttgitalia.com, nella medesima giornata, ha riportato che «(…) uno dei principali cybercrime, anche per quanto riguarda il business del turismo, è il furto di identità. E i canali attraverso cui agiscono i criminali della rete sono il device spoofing e l’identity spoofing, due tecniche fraudolente che consistono nel sostituirsi all’utente del dispositivo, anche per sottrarre dati come nomi utenti e relative password. Per quanto riguarda le tipologie di device, per il momento i computer desktop risultano più attaccati, mentre i dispositivi mobile sarebbero più sicuri. Ma il report avverte: il cybercrimine si sta attrezzando per colpire con più efficacia smartphone e tablet, anche con la creazione di app fraudolente che imitano in tutto e per tutto le applicazioni più diffuse, tanto da trarre in inganno anche gli utilizzatori abituali»; 

«Un altro settore che sta diventando terreno fertile per le attività disoneste è quello delle recensioni online, diventate ormai una parte integrante dell’esperienza di viaggio. Anche in questo caso entrano in gioco dei software in grado di scrivere e postare opinioni sui siti che ospitano i giudizi degli utenti»; 

In ultimo, «l’intromissione all’interno dei profili legati a programmi fedeltà. Il report ripreso da tnooz.com, infatti, sottolinea che i cybercriminali tentano di accedere ai loyalty program e trasferire i punti a un altro profilo, oppure effettuare direttamente transazioni o prenotazioni con i benefit maturati dall’utente truffato» –: 

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa; 

quali iniziative intendano assumere per contrastare il cybercrime fenomeno in costante espansione nelle sue molteplici forme, in particolare nel settore turistico, e garantire la sicurezza degli utenti. (4-16092)