Archivio per la categoria ‘Comitato Banne

Bimbimbici 2014 – Opicina 10 maggio 2014   Leave a comment

Organizzata da Ulisse Fiab e Comitato Genitori Banne si è svolta la prima edizione di Bimbimbici a Opicina su un percorso di 8 km. Più di 350 i partecipanti.

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Gallery da Il Piccolo:
http://ilpiccolo.gelocal.it/foto-e-video/2014/05/10/fotogalleria/bimbinbici-a-opicina-la-pedalata-fa-centro-1.9198203

Servizio di tele 4

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“Scuolabus a Opicina? Attaccatevi al tram” Segnalazioni de Il Piccolo   Leave a comment

Scuolabus a Opicina? Attaccatevi al tram.

Pochi giorni  prima dell’inizio del nuovo anno  scolastico il Comune di Trieste ha soppresso  il servizio di scuolabus che serviva l’Altipiano. I genitori dei bambini delle scuole dell’Istituto Comprensivo Altipiano si sono trovati da soli ,e senza l’aiuto delle istituzioni, ad affrontare nel giro di pochi giorni l’assenza di un servizio su cui contavano e sul quale avevano fatto affidamento.  Quale fiducia possono riscuotere le istituzioni, cambiando le carte in tavola  all’ultimo momento?

L’assessore Rossi ha motivato la scelta in base all’eccessivo costo del servizio per alunno, calcolato dividendo la spesa di 90.000 euro complessivi per i 44 alunni che ne usufruivano nell’anno scolastico precedente. Per inciso, nessuno dei nuovi 200 iscritti alla scuole dell’Altipiano è stato però interpellato! Questo denota la scarsa attenzione nei confronti dei bisogni dei cittadini oltre che  rappresentare l’ultimo atto di un percorso iniziato già 2 anni fa con la riduzione dei tragitti  e con  l’introduzione del pagamento del servizio.

Invece di risolvere il tutto con il taglio di una voce di spesa, si sarebbe potuto tentare di razionalizzare il servizio, stabilendo delle fermate più appropriate, dei percorsi più capillari e degli orari migliori, Il fine, elementare,  rendere più efficiente un servizio dai forti contenuti educativi, ambientali e sociali, oltre che soddisfare una specifica esigenza delle famiglie.

La politica del Comune di Trieste va totalmente in controtendenza sia rispetto ai Comuni minori della Provincia  che,  in proporzione al numero di abitanti, spendono per il trasporto scolastico cifre molto maggiori, sia rispetto ai Comuni dell’area di Palmanova che, al fine di offrire il servizio di scuolabus alle famiglie del territorio, si  sono associati ottenendo un cospicuo finanziamento regionale per l’acquisto dei mezzi.

Per quanto riguarda specificatamente la scuola di Banne, il servizio delle linee ordinarie è comunque poco frequente, l’attraversamento pedonale non presidiato e situato su una strada ad alto rischio,  un progetto piedibus assolutamente irrealizzabile vista la totale assenza di marciapiedi lungo le strade che la collegano con gli adiacenti centri abitati. Inoltre è  impensabile per delle ovvie motivazioni che i bambini della scuola elementare,  soprattutto nei primi anni,  possano usufruire  delle linee ordinarie offerte dalla Trieste Trasporti  come invece propone l’assessore Rossi.

Dubitiamo fortemente che le famiglie, private di questo sevizio, trovino consolazione nel risparmio di “uno, due, tre Euro per ogni figlio quando la classe esce da scuola per visitare qualche posto” (l’assessore Rossi a Il Piccolo dell’8 settembre 2009) .

Il Comitato Genitori Scuole di Banne  auspicando che il Comune possa rivedere la sua scelta soprattutto attraverso la consultazione dei cittadini, invita l’assessore Rossi a verificare direttamente l’effettiva capillarità del servizio degli autobus di linea sull’altipiano.

 

” Radon alle scuole di Banne : il problema non si vuole risolvere” il Piccolo 27/01/2011   Leave a comment

I nostri amministratori locali sono perfettamente a conoscenza del problema: oramai da anni i genitori delle scuole di Banne chiedono un intervento per risolvere in maniera definitiva le problematiche legate alla chiusura, avvenuta ancora nel 2000 a causa dell’elevata concentrazione di gas radon, dell’ala dell’edificio destinata alla scuola dell’infanzia.Ed è sempre da anni che sentiamo rispondere dall’ Amministrazione comunale che “l’intervento di risanamento, effettuato all’epoca, non è stato sufficiente e che, essendo la situazione particolarmente critica, quella parte di scuola deve restare chiusa”.Contattata direttamente l’Arpa,ente preposto alla rilevazione delle concentrazioni di gas radon e promotore delle relative tecniche di risanamento degli edifici, è stato spiegato che l’intervento non riuscì in quanto non fu realizzato secondo le idonee modalità e, pertanto, non ottenne i risultati previsti.Oltretutto, lo stesso ente ritiene che non sarebbe impossibile, né particolarmente costoso, un definitivo intervento di risanamento degli spazi anche se , dopo essere stati inutilizzati e nel completo abbandono per un decennio, forse non sarebbero più sufficienti i soli interventi di eliminazione del radon per renderli agibili.

In questi anni, quale soluzione provvisoria divenuta definitiva, i bambini della scuola dell’Infanzia sono stati “compressi” in due aule dell’ala destinata ad ospitare le scuole medie, costretti a chiudersi dentro le classi quando i ragazzi più grandi attraversano gli spazi in comune per andare in palestra o in mensa ed evitare pericolosi scontri; analogo discorso nei percorsi di uscita e di entrata comuni.

Di fronte a questa situazione di promiscuità e di fronte ai suggerimenti degli Enti preposti affinchè vengano effettuati gli interventi di risanamento dell’ala in oggetto indispensabili per la salubrità degli ambienti di tutta la struttura dove 270 tra bambini e ragazzi trascorrono 8 ore della propria giornata, i buoni propositi da campagna elettorale dell’assessore Rossi unitamente alle precedenti dichiarazioni del Sindaco Dipiazza sulla completa ristrutturazione delle scuole triestine entro fine mandato, stridono decisamente con la realtà dei fatti.

Dalla nostra classe politica, per l’ennesima volta, non solo sono state fatte promesse e proclami caduti completamente nel vuoto, non solo, vengono proposti addirittura progetti ambiziosi (ma senza copertura finanziaria) e delle pianificazioni a lunghissima scadenza (quando già in questi anni non sono state rispettate quelle a breve scadenza) che sanno di ulteriore presa in giro, ma, cosa ancor più grave, è stato messo all’ultimo posto quello che dovrebbe essere uno degli impegni prioritari di ogni buon amministratore: la sicurezza e la salubrità delle strutture dove cresce il NOSTRO FUTURO. Ma..si sa..le priorità sono sempre altre…

Aris Prodani

Comitato genitori scuole di Banne

 

 

” Il passaggio pedonale davanti alle scuole di Banne: quando una soluzione? ” Rubrica Segnalazioni – Il Piccolo 15/09/2009   Leave a comment

Pericolo davanti a scuola

Secondo giorno di scuola. Mentre accompagno mia nipote alla scuola di Banne,situata sulla strada provinciale che collega Opicina a Basovizza,tra uno sfrecciare di automobili noto un ragazzino,

una mamma con un bimbo in braccio e uno per mano  che “tentano” di attraversare la strada. Il semaforo,posizionato in corrispondenza dell’attraversamento pedonale è disattivato dalla primavera

scorsa. Non c’è neppure il servizio reso volontariamente dagli anziani noto come “nonni paletta”,che sembre rebbe non previsto in presenza di un impianto sema forico. Mi chiedo come sia possibile

che davanti ad una scuola che ospita un numero così elevato di alunni e di età così diverse ( dalla scuola dell’infanzia alla scuola media )  e su un tratto di strada fortementecritico e ad altissimo rischio, non ci

sia un attraversamento pedonale controllato. E, soprattutto, come nessuna delle autorità competenti si sia presa carico di risolvere immediatamente il problema. Trattandosi della sicurezza dei nostri

figli e nipoti non è accettabile il solito rimbalzo di responsabilità tra enti.Si aspetta che accada l’irreparabile  prima di intervenire???

“Semaforo a Banne: di male in peggio” Rubrica segnalazioni – Il Piccolo 30/12/2009   Leave a comment

Il Comitato Genitori Scuole di Banne si trova costretto a riproporre il problema del funzionamento del semaforo posizionato  in via di Basovizza difronte all’uscita del comprensorio delle scuole Kugy, De Tommasini e Rutteri.

La scorsa settimana un genitore, proprio da questa rubrica, auspicava un intervento delle istituzioni al fine di riattivare nel minor tempo possibile l’impianto semaforico in oggetto, non funzionante già dalla passata primavera. Quell’accorato appello, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, ha portato ad un ulteriore peggioramento della situazione. Il semaforo, la cui luce gialla intermittente fino a qualche giorno fa era ,quantomeno, ancora attiva, è stato completamente spento. Sono comparsi, come se nessuno se ne fosse accorto, due cartelli indicanti la dicitura di “semaforo guasto”.

Già nei primi giorni dell’anno scolastico il Comitato, visti la pericolosità della strada ed il gran numero di bambini e ragazzi che frequentano le scuole del comprensorio, ha richiesto all’Istituto se la situazione fosse stata nuovamente segnalata all’Ente competente.

E’ stato risposto che la lentezza nella riattivazione del semaforo è da imputare ad un componente mancante ordinato e non ancora arrivato.

Sembra incredibile che ci vogliano dei mesi per ripristinare un semaforo, per di più posizionato su un tratto di strada ad alta criticità ed utilizzato prevalente da minori.

Può, pertanto, l’amministrazione competente fornire un dettaglio di quali siano le reali tempistiche di ripristino definitivo del semaforo?

E quali azioni pensa di attivare per farsi immediatamente carico della risoluzione del problema anche se in maniera provvisoria ma che perlomeno, garantisca l’incolumità dei pedoni?

 

Comitato Genitori Scuole di Banne

 

Pubblicato 6 settembre 2009 da Aris Prodani in 2009, Comitato Banne, FVG, I miei articoli

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