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Attività militari nei Magredi pordenonesi – Interrogazione al Ministero dell’Ambiente 14 settembre 2016   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 

ARIS PRODANI 

Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

– Per sapere

– premesso che:

“Natura 2000”, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” e recepita dal Regolamento contenuto nel  D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 e successive modifiche, è una rete ecologica dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità; è costituita da Siti di Interesse Comunitario (SIC) – individuati dai singoli Stati membri e successivamente designati come Zone Speciali di Conservazione (ZSC) – e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” sulla conservazione dei volatili selvatici, recepita nel nostro ordinamento dalla legge n. 157/1992 sulle norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio; 

 le aree che costituiscono parte integrante di “Natura 2000” non sono riserve protette dove le attività umane sono escluse: la Direttiva “Habitat”, infatti, garantisce la protezione della natura tenendo anche “conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali” (art. 2). Quindi, soggetti privati possono essere proprietari dei siti “Natura 2000”, assicurandone però una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico, ed è prevista una valutazione d’incidenza (art. 6) per gli interventi umani, demandata alle competenti autorità statali (nel caso italiano alle Regioni); 

la valutazione è il procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito della rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente considerato insieme ad altri piani e progetti, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso;

il sito online http://www.magredinatura2000.it nella sezione “il SIC Magredi del Cellina – Regime di Tutela”spiega come tale sito “comprenda una serie di superfici già tutelate dalla norma regionale sia da un punto di vista naturalistico che paesaggistico:

Un’Area di Rilevante Interesse Ambientale (ARIA) individuata ai sensi della legge regionale n. 42 del 1996 denominata “Fiume Meduna e torrente Cellina” in cui il Piano Regolatore Generale Comunale deve mantenere contenuti di tutela, recupero e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio.

Un cospicuo numero di aree a prato stabile, per lo più di proprietà pubblica statale e regionale (Demanio militare e Demanio idrico regionale), censiti ed inseriti nell’Inventario dei prati stabili di pianura ai sensi della legge regionale n. 9 del 2005 che ne impedisce la riduzione di superficie e la trasformazione colturale.

Una serie di superfici di tutela paesaggistica individuati ai sensi del D.Leg. n. 42 del 2004 in cui fra l’altro vengono salvaguardati i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua (e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna) iscritti in appositi elenchi previsti dalle disposizioni di legge”.

Inoltre, il medesimo sito spiega che “il SIC Magredi del Cellina è ricompreso nella più ampia Zona di Protezione Speciale “Magredi di Pordenone” individuata ai sensi della “Direttiva Uccelli” in quanto area di fondamentale importanza per molte specie avifaunistiche (…) La Direttiva non solo protegge gli uccelli vietandone la cattura, l’uccisione indiscrimintata e la distruzione di nidi e di uova, ma impone anche l’obbligo di conservare, mantenere e ripristinare una superficie sufficiente di habitat indispensabili alla loro vita; inoltre, questi ultimi debbono essere oggetto di specifiche misure di conservazione”.

Per queste ragioni nei “Magredi del Cellina”, in quanto ZPS, valgono le “Misure di conservazione generali” previste dalla legge regionale n° 14 del 2007 e, in quanto SIC, sono già vigenti le “Misure di salvaguardia generali” approvate dalla legge regionale n. 7 del 2008. Tali misure, nel complesso vietano l’apertura e la realizzazione di nuove cave e discariche o l’ampliamento di quelle esistenti, l’eliminazione degli elementi naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agrario con alta valenza ecologica, lo svolgimento di attività di circolazione con veicoli a motore al di fuori dalle strade, la conversione ad altro uso delle superfici a prato o pascolo permanente.

 All’interno della ZPS “Magredi di Pordenone” di Importanza Comunitaria individuati ai sensi della Direttiva “Uccelli” sono presenti ben 4 siti di Importanza Comunitaria individuati ai sensi della Direttiva “Habitat” : “Torbiera di Sequals”, “Magredi di Tauriano”, “Magredi del Cellina”, “Risorgive del Vinchiaruzzo” (…);

il quotidiano Il Gazzettino, sezione città di Pordenone del 17 luglio 2016, in un articolo dal titolo “Cellina Meduna, una parte destinata ai lanci dell’aerobrigata dell’UsArmy” riporta la notizia del rinnovo disciplinare dell’uso del poligono Cellina Meduna da parte di Mariagrazia Santoro, Assessore alle infrastrutture e territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, alla 173esima Aerobrigata UsArmy di Vicenza. Il poligono ora presenta al suo interno una nuova area per le esercitazioni dell’Aerobrigata. La nota stampa illustra come: “(… ) per quanto concerne gli altri utilizzatori del poligono (in primis il nostro Esercito) l’attività in bianco con i carri armati potrà essere svolta anche nell’area conosciuta come “Magredi di Cordenons”, che da tempo era stata abbandonata per la contaminazione da torio radioattivo determinatasi con l’uso di missili controcarro (…)”-:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se valuti opportuno il rinnovo del disciplinare d’uso del Poligono Cellina Meduna per l’utilizzo degli aviolanci della 173° Aerobrigata statunitense

quali iniziative intenda attuare per scongiurare eventuali conseguenze ambientali con rilevante incidenza sul sito di importanza comunitaria del Cellina derivanti dalle attività militari concesse dalla Regione FVG

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/14134&ramo=CAMERA&leg=17

Poligono Cellina Meduna – Risposta del Ministero della Difesa all’interrogazione   Leave a comment

Testo dell’interrogazione
https://arisprodani.wordpress.com/2014/01/09/sostanze-radioattive-nel-poligono-cellina-meduna-interrogazione-del-09-gennaio-2014/

Testo della risposta
Risposta scritta pubblicata Lunedì 22 dicembre 2014  
nell’allegato B della seduta n. 356  
4-03112  
presentata da  
PRODANI Aris  

Risposta.
— Nell’ambito dell’accertamento dei livelli di contaminazione radioattiva, condotto dall’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) del Friuli Venezia Giulia nell’area su cui insiste il poligono di Cellina Meduna, i primi risultati hanno evidenziato, in 4 degli 8 bersagli statici presi in esame, la presenza di torio in «quantità nettamente superiore» a quella presente nel fondo ambientale della zona.   
 La contaminazione, presumibilmente connessa ad attività risalenti nel tempo, è circoscritta a piccole aree all’interno del poligono, delle dimensioni di alcune centinaia di metri quadrati.   
 Nondimeno, l’ARPA sta procedendo all’effettuazione di ulteriori indagini finalizzate ad approfondire il quadro di distribuzione del torio nell’area addestrativa, all’esito delle quali, non appena saranno noti i risultati tecnici, saranno avviate le azioni più idonee per la bonifica e per il ripristino ambientale del poligono, sulla base delle indicazioni espresse dalla conferenza dei servizi tenutasi il 12 giugno 2013.   
 Riguardo, poi, ai «criteri utilizzati dal Ministero della difesa per valutare d’impatto ambientale», le esercitazioni vengono oggi effettuate in applicazione del «Disciplinare Ambientale» che, nel rispetto della normativa vigente, regolamenta le procedure per autorizzare le attività all’interno dei poligoni.   
 Il disciplinare prevede che ogni attività sia oggetto di una valutazione preventiva basata sulla documentazione tecnica del materiale da utilizzare, di un controllo di coerenza tra le attività pianificate e quelle effettuate durante le esercitazioni e le sperimentazioni – da tenersi in coordinamento tra personale del poligono e utenti – e, infine, di un controllo successivo alla esercitazione o sperimentazione, durante il quale si interviene con la bonifica, qualora ne emerga l’esigenza.   
 Dai dati in possesso, inoltre, risulta che nessun tipo di munizionamento attualmente in uso all’Esercito italiano contiene materiale radioattivo; ciò esclude, pertanto, l’eventualità di una qualsiasi futura contaminazione correlata all’impiego di munizionamento che possa «determinare il rilascio di isotopi radioattivi».   
Il Ministro della difesa: Roberta Pinotti. 

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Aris Prodani – “Riepilogo” al 25 maggio 2014   Leave a comment

Aris Prodani
Atti a prima firma
2 disegni di legge
5 mozioni
43 interrogazioni a risposta scritta
49 interrogazioni in commissione
5 risoluzioni
Presenza 94,35%
41.243,78 € restituiti al fondo Pmi
3.618,31 € rinuncia indennità di carica di commissione

Questo il populismo di cui parlano 🙂

https://arisprodani.wordpress.com/

http://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/aris-prodani-movimento-5-stelle/686262

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Aris Prodani : un anno in Parlamento   Leave a comment

In allegato il report della mia attività parlamentare dal marzo 2013 al febbraio 2014. Buona lettura!

Aris

Attivita_Prodani_I

Attività_Prodani II

Il poligono “radioattivo”, il M5S porta il caso a Roma – Il Messaggero Veneto 12 gennaio 2014   Leave a comment

I deputati Walter Rizzetto e Aris Prodani si rivolgono al governo.
«Dati allarmanti, i ministeri dell’Ambiente e della Difesa devono monitorare ”
CORDENONS. Il Movimento 5 Stelle porta in Parlamento il caso della presenza di sostanze radioattive nel poligono militare Cellina-Meduna.
A dicembre i dati dell’Arpa Fvg hanno rivelato, infatti, che in 4 degli 8 bersagli statici presenti nel poligono – carcasse di carri armati utilizzati per l’addestramento al fuoco –, è stata riscontrata la presenza di torio 232 molto superiore alla norma, di origine artificiale e presumibilmente collegata alle attività militari. I deputati Aris Prodani e Walter Rizzetto hanno così depositato una interrogazione a risposta scritta rivolta al governo Letta.
«I dati sono allarmanti. La presenza di questa sostanza radioattiva è compatibile con le attività addestrative svolte negli anni 80 e 90 nel poligono. Tra il 1986 e il 2003, infatti, l’esercito ha utilizzato il missile anticarro Milan in grado di rilasciare questo isotopo radioattivo. A questo punto – precisa Prodani – vogliamo sapere quali iniziative urgenti intendano prendere il ministro della Difesa Mario Mauro, il suo collega dell’Ambiente Andrea Orlando e gli enti pubblici del Fvg coinvolti per risolvere questo problema».
Il ministro della Difesa Mario Mauro ha già fatto presente che «le esercitazioni presso i poligoni vengono sempre effettuate nel pieno rispetto di precise norme di legge, volte ad assicurare la salvaguardia della popolazione e la tutela dell’ambiente».
Il ministro ha anche affermato che «ogni attività viene preventivamente valutata e autorizzata solo dopo un esame dell’impatto ambientale e previa consultazione del Comitato misto paritetico, la cui attività è finalizzata proprio ad instaurare, nell’ambito di ogni regione, un rapporto permanente di collaborazione con le forze armate, al fine di armonizzare le esigenze della Difesa con le esigenze del tessuto civile e sociale della vita comunitaria».
«Bene – attacca il portavoce M5S -: è giunto il momento di rivelare quali siano questi criteri utilizzati dal ministero della Difesa per valutare l’impatto ambientale delle esercitazioni e quanti e quali tipi di munizionamento utilizzati dalle Forze armate possano determinare il rilascio di isotopi radioattivi».
«Il Comando dell’Ariete, che gestisce il poligono a ridosso del Sito d’interesse comunitario (Sic), ha già effettuato monitoraggi ambientali e rilevato limiti superiori alla soglia consentita di cadmio, antimonio, piombo, nichel, zinco, rame e vanadio in 3 degli 8 siti utilizzati dai militari per gli addestramenti – spiega Walter Rizzetto –. Per fortuna le aree interessate dal campionamento sono state recintate per impedirne l’accesso e la zona è preclusa a ulteriori attività di addestramento per evitare incrementi dei valori di soglia. È fondamentale – sottolinea il portavoce M5S – continuare però a monitorare lo stato d’inquinamento dell’aerea a tutela dell’ecosistema e della salute dei cittadini».

Sostanze radioattive nel poligono ” Cellina- Meduna” Interrogazione del 09 gennaio 2014   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta  
PRODANI.
– Al Ministro della difesa, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. 
– Per sapere
– premesso che:  
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Friuli Venezia Giulia (ARPA) nello scorso dicembre ha comunicato alle amministrazioni locali i dati delle analisi effettuate nel poligono militare “Cellina-Meduna” in provincia di Pordenone (Cordenons);  
secondo l’ARPA in 4 degli 8 bersagli statici presenti nel poligono – delle carcasse di carri armati utilizzati per l’addestramento al fuoco -, è stata riscontrata la presenza di torio 232 molto superiore alla norma, di origine artificiale e presumibilmente collegata alle attività militari;  
la presenza di questa sostanza radioattiva è compatibile con le attività addestrative svolte negli anni ’80 e ‘90 nel sito. Tra il 1986 e il 2003, infatti, l’Esercito ha utilizzato il missile anticarro MILAN (Missile d´Infanterie Léger ANtichar)  in grado di rilasciare l’isotopo radioattivo summenzionato;  
il Comando della Brigata Ariete, che gestisce il poligono a ridosso del Sito d’interesse Comunitario (Sic), ha già effettuato monitoraggi ambientali e rilevato limiti superiori alla soglia consentita di cadmio, antimonio, piombo, nichel, zinco, rame e vanadio in 3 degli 8 siti utilizzati dai militari per gli addestramento;  
le aree interessate dal campionamento sono state recintate per impedirne l’accesso, e la zona sarà preclusa ad ulteriori attività di addestramento per evitare incrementi dei valori di soglia;  
attualmente è in corso la caratterizzazione del sito per la sua bonifica, ai sensi del Codice dell’Ambiente (dlgs n. 152/2006) e del decreto ministeriale 22 ottobre 2009, il cui piano è stato approvato dalla Conferenza dei Servizi il 12 giugno 2013;  
sull’inquinamento del poligono di Cordenons l’interrogante ha già presentato un atto di sindacato ispettivo – l’interrogazione a risposta scritta 4-00846 – con il quale si è chiesto di avviare la verifica dello stato d’inquinamento dell’aerea, a tutela dell’ecosistema e della popolazione che vi risiede;  
nella risposta pubblicata nell’Allegato B della seduta d’Aula del 18 ottobre 2013, il ministro della Difesa Mario Mauro ha fatto presente che “le esercitazioni presso i poligoni vengono sempre effettuate nel pieno rispetto di precise norme di legge, volte ad assicurare la salvaguardia della popolazione e la tutela dell’ambiente”. Inoltre, ha concluso il Ministro, “ogni attività viene preventivamente valutata e autorizzata solo dopo un esame dell’impatto ambientale e previa consultazione del Comitato misto paritetico, la cui attività è finalizzata proprio ad instaurare, nell’ambito di ogni regione, un rapporto permanente di collaborazione con le Forze armate, al fine di armonizzare le esigenze della Difesa con le esigenze del tessuto civile e sociale della vita comunitaria” 

– quali iniziative urgenti, d’intesa con gli enti locali, s’intendano adottare a seguito dei dati allarmanti resi pubblici dall’ARPA Friuli Venezia Giulia;  

–  quali siano i criteri utilizzati dal Ministero della difesa per valutare l’impatto ambientale delle esercitazioni e quanti e quali tipi di munizionamento utilizzati dalle Forze armate possono determinare il rilascio di isotopi radioattivi.   PRODANI