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Museo Ferroviario di Campo Marzio e riattivazione Transalpina – Sollecito interrogazione dd 11 maggio 2016 – 01 luglio 2016   Leave a comment

Al Servizio Assemblea
Sindacato Ispettivo
S E D E

Oggetto: Richiesta sollecito risposta interrogazione n.4/13168

Spett. Servizio,
con la presente nota si sollecita la risposta del Ministero dei Beni e delle Attività Culturale e del Turismo all’ interrogazione in oggetto, presentata dal sottoscritto in data 12 maggio 2016.

Cordiali saluti  
Aris Prodani
Roma, 01/07/2016

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 

Aris Prodani

per sapere –

premesso che –

La Fondazione FS Italiane è stata costituita nel 2013 da Ferrovie dello Stato Italiane, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) allo scopo di valorizzare e preservare il patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane;

con una nota stampa congiunta del 11 aprile 2015, Fondazione Fs Italiane e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno comunicato la nascita di “una piattaforma di nuove strategie per un turismo sostenibile, motore di crescita sociale, economica e culturale, con un progetto che vedrà il Mibact insieme alla Fondazione FS Italiane, nella promozione e valorizzazione di una parte del patrimonio culturale per lo più sconosciuto al turismo di massa. Obiettivo prioritario del progetto è quello di valorizzare e promuovere, attraverso l’emozione concreta di un viaggio su binari d’altri tempi, l’affascinante scoperta di un territorio, con i suoi incantevoli borghi, parchi, castelli, itinerari inconsueti da raggiungere in treno, da percorrere poi a piedi o in bicicletta, con proposte culturali e artistiche di alto livello. (…) Locomotive a vapore, diesel ed elettriche, carrozze in legno dei primi del ‘900 e “Littorine” per condurre i viaggiatori sulle linee ferroviarie che collegano borghi e paesi nascosti nel verde, spesso custodi di antichi monumenti, opere d’arte e vivaci tradizioni: un vero e proprio “museo dinamico” alla portata di tutti (…)”;

in data 16 dicembre 2015, Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ha svolto, presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, l’audizione nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge recante “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”. Nell’audizione medesima, Franceschini, ha dichiarato: «Siamo disponibili a dare il nostro contributo e il nostro sostegno in tutte le forme possibili. Questo è un tema centrale nelle strategie del Mibact per lo sviluppo di un turismo lento e sostenibile e il fatto che ci sia una proposta di legge sul riuso di quasi 800 chilometri di linee ferroviarie dismesse in posti incantevoli del nostro Paese è davvero un fatto importante»;

per perseguire tale obiettivo, in data 3 dicembre 2015, il Mibact ha concluso il percorso d’ingresso all’interno della Fondazione Ferrovie dello Stato. Gli obiettivi principali vedono come protagonista lo sviluppo del turismo ferroviario con treni d’epoca sulle linee ferroviarie più paesaggistiche della Penisola, la valorizzazione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, il riordino del fondo degli archivi delle Ferrovie in Italia dall’800 ad oggi;

Il Museo ferroviario di Trieste Campo Marzio è un museo, dedicato alla storia delle ferrovie del Friuli e della Venezia Giulia, e ai relativi mezzi di locomozione, personale, sistemi di manutenzione e gestione. Il numero degli oggetti esposti nel museo, inizialmente limitato, è aumentato con le donazioni di reperti da parte di appassionati della storia delle ferrovie, fino a giungere a una collezione che, per quantità e qualità, rappresenta una vera “testimonianza storica” di un periodo che va dalla prima metà dell’800 alla prima metà del ‘900;

il Museo, ospitato in una porzione della Triest Staatsbahnhof edificata tra il 1901 e il 1906 su progetto dell’architetto Robert Seelig, venne aperto al pubblico nel 1984 su iniziativa dei volontari del Dopolavoro Ferroviario, che ne curano ancora oggi la gestione, la manutenzione e la fruibilità. Più volte, nel corso degli anni, il museo ha corso il rischio di chiusura e la contestuale dispersione delle raccolte del Museo. Di recente, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia ha imposto tre vincoli che hanno sancito stazione e museo quali beni indissolubili: il vincolo architettonico per l’edificio, il vincolo sulla collezione e sul mantenimento del legame con il contesto in cui si trova attualmente e il vincolo sui binari che collegano il Museo con la rete ferroviaria;

Nel 2007 la Giunta regionale FVG ha provveduto ad approvare la revisione della classificazione dei musei pubblici del Friuli Venezia Giulia riconoscendo il Museo Ferroviario con la qualifica di “Museo medio” mentre nel 2009 la stipula di una convenzione, rinnovata recentemente, con il Comune di Trieste ha inserito il Museo Ferroviario nell’ambito dei Civici Musei;

da un articolo del Il Piccolo, del 3 gennaio 2016, l’ingegnere Roberto Carollo, direttore del Museo Ferroviario ha dichiarato che «nel 2015 abbiamo registrato oltre 6mila visitatori, un record assoluto,considerando che l’anno prima erano stati circa 5mila. Sono numeri importanti, visto che – sottolinea – il museo si regge grazie al lavoro dei volontari e per questo è aperto solo tre mezze giornate a settimana, ma l’impegno è davvero grande e riusciamo a organizzare visite guidate, open day, pubblicazioni, mostre e altri eventi in grado di far conoscere sempre più il museo. I visitatori sono arrivati da ogni parte del mondo, il 50% sono stranieri, alcuni anche da molto lontano, e in generale l’80% sono da fuori città. (…) la maggior parte dei musei ferroviari sono ospitati in depositi, ex magazzini o aree dismesse, il nostro invece si trova in una stazione di testa e in pieno centro cittadino, inoltre i binari sono ancora funzionanti e questo fattore rappresenta una grande potenzialità. Qui potrebbero partire o arrivare direttamente i treni turistici (…) Mi piacerebbe ci fosse una Fondazione per l’archeologia industriale di Trieste che unisca tre siti, la Centrale Idrodinamica, l’Ursus e il Museo Ferroviario, perché il legame tra porto e ferrovie fa parte della storia della nostra città. In questo modo si potrebbero creare sinergie utili e un lavoro di promozione in rete, penso ad esempio a giri turistici ad hoc»;

dal sito http://www.fs.italiane.it si apprende del “bilancio fortemente positivo per i viaggi turistici in treno storico organizzati in Italia dalla Fondazione FS Italiane. Crescono i numeri dei viaggiatori trasportati e degli eventi alla scoperta della bella provincia italiana, organizzati anche in occasione di manifestazioni culturali e enogastronomiche locali (…) Con ben 68 treni storici trainati, le locomotive a vapore, tra i rotabili d’epoca più suggestivi e affascinanti, rappresentano il mezzo di trazione maggiormente utilizzato. Seguono le locomotive diesel (44), elettriche (34) e le automotrici (20). Nel 2015 si è consolidato il grande successo del progetto di riapertura a scopi turistici di alcune linee dismesse caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono (…). Sui soli “Binari senza tempo” sono stati organizzati 86 eventi che hanno accolto a bordo più di 32mila turisti”;

il recupero e la valorizzazione del Museo Ferroviario di Campo Marzio sarebbero un obiettivo che vedrebbe impegnati Ferrovie dello Stato (FS), attraverso la sua Fondazione, la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Comune di Trieste. In data 28 febbraio 2016, una nota stampa della Regione Fvg, riferisce di un incontro su questo tema tra la presidente del FVG Debora Serracchiani, il direttore della Fondazione FS Luigi Cantamessa e il sindaco di Trieste Roberto Cosolini. La nota riporta che “l’obiettivo è stato quello di riqualificare il Museo ma anche quello di utilizzare i binari, mantenendoli allacciati alla rete, a scopo turistico, in particolare per quanto concerne il collegamento ferroviario con il polo Museale di Miramare, come già ipotizzato anche con il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, andando nel contempo a valorizzare la suggestiva stazione voluta a ridosso del parco dallo stesso Massimiliano d’Asburgo”;

nella stessa giornata, un articolo de Il Piccolo riporta le parole del sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, secondo il quale “l’obiettivo è che l’intervento venga realizzato in tempi stretti, anche se non sono pochi i lavori da effettuare. L’immobile, (…) richiede urgentemente un’operazione di recupero che tenga conto dei vincoli architettonici. La priorità, però, sembra essere quella di individuare un progetto di riutilizzo dell’intera area (…); i tempi per la realizzazione di un protocollo di intesa con la Regione e le Ferrovie dovrebbero essere brevi. Abbiamo davanti un interlocutore forte, che per la prima volta ha dimostrato di credere nella valorizzazione e nello sviluppo di Campo Marzio»;

un’ articolo del Il Piccolo del 1 aprile 2014 ha comunicato che la linea che dalla stazione di Campo Marzio raggiunge Opicina via Rozzol e Guardiella – la cosiddetta linea «Transalpina» – sia stata chiusa a causa di “un cedimento strutturale nella galleria Revoltella e di alcuni guasti sui binari”; (…) l’ufficio stampa regionale delle Fs fa sapere che “la tratta della Transalpina che collega la stazione di Campo Marzio con quella di Opicina resterà inagibile almeno fino al 2016”. Non è dato sapere all’interrogante se e quali interventi siano stati realizzati o siano in corso per la riattivazione della linea-:

se, alla luce dell’impegno con Fondazione Fs, intenda promuovere lo sviluppo del Museo Ferroviario di Trieste, la cui collezione è stata dichiarata dalla Soprintendenza di eccezionale valore storico ed etnografico, e secondo quali modalità e tempistiche

se intenda sostenere il potenziamento del Museo Ferroviario di Trieste, e in particolare l’acquisto, il recupero, il restauro e la riattivazione dei beni conservati nel museo, nonché per l’adeguamento degli arredi e dell’edificio museale;

come intenda valorizzare la struttura richiamata in premessa, secondo quale formula e secondo quale tipologia gestionale;

se intenda fornire dei chiarimenti e maggiori informazioni circa l’iter e le tempistiche del Protocollo di intesa sulla Stazione di Campo Marzio tra Fondazione FS, Regione FVG e Comune di Trieste annunciato il 28 febbraio scorso

come intenda intervenire, presso Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, al fine di riattivare la linea «Transalpina» per favorire lo sviluppo del turismo ferroviario del territorio e l’eventuale collegamento per merci e persone dalla città all’Altipiano

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Miramare: Ring ( Tele4 ) – Puntata del 17 dicembre 2015   Leave a comment

Parco Miramare: necessario un comitato scientifico vincolante – Interrogazione 18 dicembre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Prodani

Al  Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

-per sapere

-premesso che:

il Castello di Miramare, sito turistico di primo piano per la città di Trieste e meta tra le più visitate del Friuli Venezia Giulia, già dimora di Massimiliano d’Asburgo, è circondato da un parco storico di 22 ettari  da anni in uno stato di abbandono e degrado;
il Castello ed il Parco, essendo beni di interesse pubblico, sono soggetti al regime di tutela dei beni culturali ai sensi degli art. 10, 11 e 12 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, recante il “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”, in consegna al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia;

le indecorose e preoccupanti condizioni dei giardini sono costantemente oggetto di attenzione da parte dei cittadini attraverso i social network, oltre che degli organi di informazione. Lo scorso agosto, una mostra intitolata “Il Parco di Miramare e le condizioni di degrado” organizzata dalla sede di Trieste di Italia Nostra e dall’Associazione Orticola del Friuli Venezia Giulia e curata dall’ing. Stefania Musco, con un’accurata ricerca storica ha posto un’ulteriore accento sullo stato del Parco.

l’interrogante ha affrontato la questione delle condizioni del  Parco con  diverse  interrogazioni:  la n. 4-00897,  presentata in data 18 giugno 2013, con la quale si sollecitava un confronto del Mibact con gli Enti Locali al fine di stabilire un piano di recupero per il Castello ed il Parco di Miramare; la n. 4-08760 del 13 aprile 2015, in cui si chiedevano, oltre ai motivi dei ritardi sull’utilizzo dei finanziamenti previsti dall’accordo di programma del 2012, di accelerare le opere di recupero del sito; la n. 5-06613, dell’8 ottobre scorso, con cui si chiedeva un intervento dell’esecutivo finalizzato ad impegnare i fondi disponibili per bonificare il Parco e a valutare l’offerta, che sarebbe pervenuta dai discendenti degli Asburgo, di finanziare le opere di sistemazione; la 4/10833 del 21 ottobre 2015 con la quale si richiedeva un intervento presso la Soprintendenza al fine di ripristinare i rapporti istituzionali tra la gli organi periferici del Ministero e gli organi amministrativi comunali; la n.  5/06847 del 30 ottobre 2015 con cui si richiedeva di sospendere la nomina del nuovo direttore del Castello e Parco di Miramare e di indicare la progettualità predisposta per il recupero del Parco sfruttando le numerose professionalità competenti in materia sul territorio triestino e regionale; la  n. 5-07089 del 25 novembre 2015 con la quale si richiedeva un intervento al Ministero competente per riportare gli organi periferici del Mibact ai dovuti e necessari livelli di credibilità; la 5-07153 depositata il 02 dicembre 2015, per richiedere un approfondimento in merito alle diverse tipologie di assegnazione degli interventi e dei lavori adottati dalla Soprintendenza, l’ultima, in ordine temporale, depositata lo scorso 10 dicembre per chiedere al Ministero un preciso impegno per garantire al WWF Italia adeguati spazi per l’attività di ricerca e di divulgazione all’interno del comprensorio del Parco.

 in data 4 gennaio 2012, sono stati sottoscritti l’accordo di programma ed un finanziamento congiunto Stato-Regione per il restauro e la valorizzazione del Castello e del Parco di Miramare con l’apporto di un finanziamento di un milione e ottocentomila euro complessivi (1,2 milioni statali e 0,6 milioni regionali). L’accordo, pubblicato sul BUR della regione Friuli Venezia Giulia n.7 del 15 febbraio 2012, indica nel “ Programma di interventi per la valorizzazione del Parco di Miramare “ elaborato nel dicembre 2011 dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, un programma specifico di azioni.

L’articolo 11 comma 2 prevede che l’Accordo possa essere integrato o modificato per concorde volontà dei sottoscrittori.

Appare evidente che, mentre i lavori indicati nella sezione dedicata alla ristrutturazione delle serre, a diverse opere murarie e di contenimento di versanti, siano stati realizzati o a tutt’oggi in corso, al centro dell’attenzione debba essere posta la cura e la manutenzione del verde del Parco, punto debole di tutte le azioni proposte.

Ed appare altrettanto evidente come il mantenimento di un Parco storico richieda specifiche e particolari competenze, oltre ad una conoscenza approfondita del sito, della sua storia e delle sue peculiarità.

Risulta, pertanto, opportuno quanto necessario il coinvolgimento di esperti, quali le figure di botanico, agronomo, architetto del paesaggio, fitopatologo, e di conoscitori della realtà e della storia del Parco, presenti sul territorio, che potrebbero essere organizzati in un Comitato scientifico di indirizzo ( vincolante )  e di supporto all’elaborazione di un piano programmatico e definito nelle tempistiche e nelle azioni finalizzato al recupero e ad una corretta gestione del sito. 

Secondo l’interrogante, risulta necessaria la proposta di un nuovo Accordo di Programma specifico sul Verde che contempli la presenza di una commissione tecnico scientifica in affiancamento al lavoro della Soprintendenza, ad oggi priva delle necessarie competenze, e che disponga la realizzazione di un programma sul breve, medio e lungo periodo, supportato dalle risorse necessarie opportunamente individuate

– se il ministro interrogato sia al corrente di quanto espresso in premessa

– se intenda valutare la proposta di istituzione di una commissione tecnico scientifica, dotata delle necessarie competenze, quale supporto alla Soprintendenza nella programmazione degli interventi e nella gestione corrente del Parco

– se intenda considerare la possibilità di un intervento normativo volto ad introdurre dei Comitati Scientifici con i compiti descritti in premessa qualora, sul territorio di competenza delle Soprintendenze, siano presenti dei Parchi Storici.

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Polo Museale Fvg: sollecito richiesta documentazione Miramare – 11 dicembre 2015   Leave a comment

Trieste, 11 dicembre 2015

Alla Cortese Attenzione
dott. Luca Caburlotto
Direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia
e p.c.
Ministro dott.Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Oggetto: Sollecito richiesta documentazione Parco di Miramare ( Trieste )

Facendo seguito alla allegata richiesta inoltrata in data 20 novembre 2015 con la quale si chiedevano una serie di documenti relativi al sito di Miramare, mi trovo costretto a sollecitare un cenno di riscontro da parte dei Vostri uffici.

Aris Prodani
Parlamentare XVII Legislatura – X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo – Camera dei Deputati
Piazza del Parlamento 19 – 00186 Roma

—–Inoltrato da  On. Aris Prodani/cameradep/IT il 11/12/2015 15:20 —–
=======================
Per: pm-fvg@beniculturali.it
Da: On. Aris Prodani/cameradep/IT@cameradep
Data: 20/11/2015 14.45
Cc: ministro.segreteria@beniculturali.it
Oggetto: Richiesta documentazione Parco di Miramare ( Trieste )
=======================
Trieste, 20 novembre 2015

Alla Cortese Attenzione
dott. Luca Caburlotto
Direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia
e p.c.
Ministro dott.Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Oggetto: Richiesta documentazione Parco di Miramare ( Trieste )

Con la presente, il sottoscritto Aris Prodani, in qualità di parlamentare della XVII Legislatura, richiede la possibilità di ricevere, anche in formato digitale, la seguente documentazione, necessaria alle finalità istituzionali.

Di seguito, l’elenco per punti dei documenti richiesti:

1.Documentazione relativa ai vincoli insistenti sul Parco e sul patrimonio arboreo, sullo stato fitosanitario delle piante, successiva allo studio commissionato nel 2001 all’IPLA (Istituto per le piante da legno e per l’ambiente) di Torino e all’aggiornamento del Prof. Tretiach dell’Università di Trieste

2.Documentazione relativa ai vincoli sugli edifici all’interno del perimetro del sito ( Castelletto, Casa Gherlanz, Casetta Svizzera, Casa Daneu, Casa Radonetz ), con il dettaglio del loro stato di conservazione e degli eventuali interventi previsti

3.Documentazione relativa ai contratti di locazione di casa Jelinek e di casa Ziak, alle autorizzazioni in relazione a diverse opere realizzate sulle relative pertinenze ( in particolare opere esterne quali tettoie in tubolari e ondulato, opere cementizie ), alle autorizzazioni per le voliere per gallinacei e per il deposito di autoveicoli con targa straniera, i verbali di consegna degli edifici con le specifiche degli interni e di eventuali arredi presenti

4.Mansionario dei dipendenti attualmente in organico

5.Documentazione relativa alla campagna abbattimenti degli alberi d’alto fusto, effettuata tra l’autunno 2013 e la primavera 2014, comprendente la mappatura degli alberi tagliati e la relazione specifica da parte degli esperti consultati

6.Documentazione del piano e dei progetti di recupero relativi alle strutture edili (le serre vecchie e nuove, i muraglioni del castello, la porta della bora.) e alle zone verdi del parco (i parterre, le vaste aree boscate, le aree prative ) del comprensorio di Miramare dall’anno 2000 a quelli conseguenti al Progetto di Fattibilità sottoscritto tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia e pubblicato sul Bur del Friuli Venezia Giulia n.7 del 15 febbraio 2012.

Certo di un Suo cortese riscontro, Le invio i miei più cordiali saluti.

Aris Prodani

Parlamentare XVII Legislatura – X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo – Camera dei Deputati
Piazza del Parlamento 19 – 00186 Roma

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Prodani, sede WWF a Miramare: il Mibact intervenga – Interrogazione 10 dicembre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Prodani

Al  Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

-per sapere

-premesso che:

il Castello di Miramare ed i 22 ettari del Parco di pertinenza, realizzati  dall’arciduca Massimiliano d’Asburgo nella seconda metà dell’800, rappresentano la principale attrazione turistica di Trieste e tra le maggiori visitate della regione Friuli Venezia Giulia.

La prospicente zona marina ospita l’Area Marina Protetta di Miramare, il primo Parco Marino istituito in Italia dal decreto del Ministero dell’ambiente del 12 novembre 1986, e tutt’ora gestito dal WWF Italia con il mandato del Ministero dell’Ambiente di garantire la conservazione e la tutela dell’ambiente marino e costiero e per educare e sensibilizzare il pubblico.

L’associazione ambientalista occupa il Castelletto di Miramare, situato all’interno del sito, dove sono ospitati il centro visite, gli acquari, i laboratori didattici e gli uffici, ed ha in gestione anche il Bagno Ducale, con funzione di aula didattica in riva al mare, base di partenza per le attività divulgative e per le immersioni curate dalla Riserva marina stessa.

Un articolo de Il Piccolo del 10 dicembre 2015 annuncia che il WWF Italia sarebbe costretto a lasciare gli spazi della storica sede entro il 31 dicembre 2015, in quanto lo scorso giugno, poi prorogate, sarebbero scadute le concessioni demaniali che hanno permesso all’associazione di operare nelle sopracitate aree.

Nel corso degli ultimi anni, l’allora coordinatore delle Soprintendenze regionali, l’arch. Martines, ha designato e convocato più volte un tavolo tecnico con il WWF, con l’obiettivo di raggiungere una intesa per la prosecuzione delle concessioni. Nel novembre 2014 è stato formalizzato un accordo quale “atto conclusivo di accordo del tavolo tecnico”, per la continuazione dell’uso dei beni demaniali concessi alla Riserva secondo precise modalità: la conferma dell’utilizzo del Bagno Ducale e di una porzione del Castelletto.

Già da inizio 2015 il WWF ha chiesto indicazioni formali all’arch. Caburlotto, nel frattempo nominato direttore del Polo Museale Fvg, circa il nuovo regime concessorio degli spazi dopo la fine dell’anno, ma nessuna di queste interpellanze ha mai ricevuto risposta, fino allo scorso 28 settembre 2015, quando è pervenuta al WWF una comunicazione, firmata dal dott. Caburlotto, con la quale è stato richiesto lo sgombero, entro il 31/12/2015, di tutti gli spazi contemplati nella concessione originaria risalente al 1996.

Pertanto, anche in questo caso, come già emerso negli scorsi mesi dalla polemica tra le Commissioni Consiliari del Comune di Trieste e la Soprintendenza ( ed il Polo Museale FVG ) emergerebbero  delle difficoltà di comunicazione tra gli interlocutori e gli organi periferici del Mibact del Friuli Venezia Giulia che, a parere dell’interrogante,  meriterebbero un’attenzione particolare da parte del Ministro interrogato.

A seguito dell’avviso, sono stati informati il Ministero dell’Ambiente (Direzione Generale Protezione della Natura)  ed il MIBACT  in un incontro con la sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni ed il direttore generale del WWF nazionale, Gaetano Benedetto. Più recentemente, il Ministero dell’Ambiente (Prot.0020844 del 26-10-2015 ) ha inviato una nota interlocutoria al MIBACT ed al Polo Museale FVG riproponendo la ricostruzione degli eventi e  chiedendo un incontro alla Direzione Centrale dei Poli Museali Regionali al fine di individuare una soluzione alla questione. A tutt’oggi, nessuna risposta sarebbe pervenuta al WWF Italia Onlus.

Il Wwf, durante la conferenza stampa dal titolo “La Riserva Marina di Miramare cacciata dal Parco demaniale dalla Soprintendenza”, convocata la mattina del 10 dicembre, e con una successiva nota stampa ha descritto in maniera esaustiva e dettagliata la vicenda. Il direttore della Riserva, Maurizio Spoto, ha sottolineato come la riduzione o l’interruzione delle attività operative di Miramare comporterebbero anche una ricaduta economico-sociale nell’ambito della piccola comunità di biologi, naturalisti e personale altamente specializzato che opera in questa realtà e che si potrebbe trovare senza più occupazione e senza possibilità di mettere in rete il sapere acquisito in diversi decenni di gestione.  Durante la conferenza stampa sono state formulate diverse proposte in relazione alla disponibilità di alcuni spazi all’interno di Miramare, attualmente oggetto di restauro grazie ai fondi della Regione FVG e del Ministero e destinati a polo didattico , che il WWF sarebbe disponibile a gestire.

l’interrogante ha affrontato la questione delle condizioni del  Parco e delle criticità gestionali del sito con  diverse  interrogazioni:  la n. 4-00897,  presentata in data 18 giugno 2013, con la quale si sollecitava un confronto del Mibact con gli Enti Locali al fine di stabilire un piano di recupero per il Castello ed il Parco di Miramare; la n. 4-08760 del 13 aprile 2015, in cui si chiedevano, oltre ai motivi dei ritardi sull’utilizzo dei finanziamenti previsti dall’accordo di programma del 2012, di accelerare le opere di recupero del sito; la n. 5-06613, dell’8 ottobre scorso, con cui si chiedeva un intervento dell’esecutivo finalizzato ad impegnare i fondi disponibili per bonificare il Parco e a valutare l’offerta, che sarebbe pervenuta dai discendenti degli Asburgo, di finanziare le opere di sistemazione; la 4/10833 del 21 ottobre 2015 con la quale si richiedeva un intervento presso la Soprintendenza al fine di ripristinare i rapporti istituzionali tra la gli organi periferici del Ministero e gli organi amministrativi comunali; la n.  5/06847 del 30 ottobre 2015 con cui si richiedeva di sospendere la nomina del nuovo direttore del Castello e Parco di Miramare e di indicare la progettualità predisposta per il recupero del Parco sfruttando le numerose professionalità competenti in materia sul territorio triestino e regionale; la  n. 5-07089 del 25 novembre 2015 con la quale si richiedeva un intervento al Ministero competente per riportare gli organi periferici del Mibact ai dovuti e necessari livelli di credibilità; la 5/07153 del 02 dicembre 2015 con la quale si richiedeva una maggior trasparenza nell’assegnazione dei lavori da parte della Soprintendenza e del Polo Museale FVG oltre ad una verifica dello stato di avanzamento degli interventi predisposti.

– se il ministro interrogato sia al corrente di quanto espresso in premessa

– se il Ministero intenda rispettare gli accordi sottoscritti tra la Direzione del Polo Museale FVG e la Direzione dell’Area Marina Protetta di Miramare

– se il Ministero intenda risolvere in tempi brevi la situazione sopraesposta, confermando la disponibilità del Bagno Ducale ed individuando in tempi brevi degli spazi adeguati all’interno del sito di Miramare dove il WWF possa svolgere con continuità le proprie attività

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Miramare tra fine 800 e inizi 900 – Da ‘Un parco in riva al mare”   Leave a comment

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Il parterre nel 1868

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Il Castelletto nel 1885

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Il parterre nel 1885

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Entrata dalla Strada Costiera nel 1932

Miramare: il parterre nel 1868   Leave a comment

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Il parterre nella versione originaria
Disegno di W. Reiche 1868