Archivio per la categoria ‘Città metropolitana

“Fronte trasversale in Parlamento per contrastare i supercomuni” – Il Piccolo 05 febbraio 2016   Leave a comment

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Statuto Fvg e Uti – Conferenza stampa 04 febbraio 2016   Leave a comment

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Statuto Fvg: intervento sulla Provincia di Trieste – 27 gennaio 2016   Leave a comment

ARIS PRODANI.
Grazie Presidente. Oltre ai contenuti della richiesta di sospensiva che affronteremo domani in Aula, credo che meriti una particolare attenzione il tema dell’esistenza della provincia di Trieste, oggetto di alcuni emendamenti presentati al testo e oggetto di diverse comunicazioni e interrogazioni presentate al Ministero dell’interno per le quali non c’è stata mai risposta. Contestualizzando a livello storico, la provincia di Trieste ha avuto esistenza giuridica dal 1922 al 1947 quando, in forza del trattato di pace, l’attuale capoluogo giuliano diventò territorio libero con la cessione della sovranità italiana. In quell’occasione, i territori dell’ex provincia di Trieste, ancora compresi nei confini italiani, vennero aggregati alla provincia di Gorizia, come previsto dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1485 del dicembre 1947. Nel 1954, a seguito del Memorandum di Londra, l’amministrazione civile della zona A del territorio libero fu trasferita al Governo italiano senza il formale ripristino della provincia abolita nel 1947. Infatti, lo statuto della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia – quindi la legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 – omette di fare riferimento all’esistenza della provincia di Trieste in tutto il testo. L’articolo 2 della suddetta legge costituzionale, nell’elencare le province che costituiscono la regione, fa riferimento, oltre a quella di Gorizia e a quella di Udine, ai comuni di Trieste, Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico, anziché nominare la provincia.
Il Ministero dell’interno, in una risposta al sottoscritto tramite lettera del 25 giugno 2014, in merito all’atto giuridico sulla costituzione della provincia di Trieste, ha informato che (virgolettato) «la provincia di Trieste è stata sostanzialmente istituita con decreto del commissario generale del Governo italiano per il territorio di Trieste del 24 marzo 1956, n. 81, il quale prevede norme per l’elezione dei consigli provinciali». Il suddetto atto ha esteso la legge per l’elezione del consiglio provinciale al territorio di Trieste. Successivamente, è stato modificato da decreti del commissario del governo della regione Friuli-Venezia Giulia il 5 novembre 1983, il 27 gennaio 1986 e il 20 novembre 1989, prima di essere dichiarato parzialmente illegittimo. Nella sopracitata lettera del Ministero, vengono elencati degli atti normativi successivi al 1954, i quali avvalorerebbero l’istruzione della provincia in quanto questi fanno esplicito riferimento all’ente locale in questione. 
Lo scrivente ha replicato al Ministero dell’interno con una missiva, come dicevo, appunto, senza esito, del novembre 2014, chiedendo ulteriori delucidazioni sulla questione, in quanto l’istituzione de facto di una provincia, desunta da meri atti normativi elencati appunto nella risposta fornito dal Ministero dell’interno, non appare essere conforme all’articolo 133 della Costituzione, secondo cui l’istituzione di nuove province nell’ambito di una regione è stabilita con leggi della Repubblica, su iniziativa dei comuni sentita la stessa regione. 
L’ assenza di un atto giuridico, stando alla risposta al Ministero dell’interno, assume un significato particolare, in quanto nel primo passaggio al Senato un emendamento ha inserito nello statuto della regione la provincia di Trieste e contestualmente noi andiamo, con la stessa legge costituzionale, ad abolirla.
La perplessità è evidente in questo passaggio al Senato, e faccio riferimento anche a quanto ha detto prima il collega Sanna sul rispetto della volontà della votazione del consiglio regionale. Al Senato sono state riportate diverse modifiche: quella citata sulla città metropolitana e questo articolo. 
Quindi, concludo l’intervento dicendo che aspettiamo domani la richiesta di sospensiva e spero  venga accolta positivamente dall’Aula, in quanto i temi sono articolati e meritano un approfondimento ulteriore.

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Contenziosi tra Agenzie Entrate ed Ezit – Interrogazione dd 17 settembre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE

PRODANI

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze:

-per sapere

-premesso che:

 

l’Ente Zona Industriale di Trieste (EZIT), ente pubblico non economico, dotato di piena capacità di diritto pubblico e privato, promuove lo sviluppo delle attività industriali, economiche e di servizi nell’ambito dell’agglomerato industriale di interesse regionale, è disciplinato dalla Legge Regionale del Friuli Venezia Giulia n. 25 dd. 01.10.2002;

da un articolo de Il Piccolo del 27 agosto scorso, si apprende che l’Ente, entro la fine del prossimo novembre, debba fare fronte ad una corposa cartella esattoriale dell’importo di 9 milioni e 200 mila euro derivante da diversi procedimenti fiscali partiti dalla seconda metà degli anni settanta, quando l’allora Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, oggi Agenzia delle Entrate, avrebbe contestato all’EZIT il mancato pagamento delle tasse sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di terreni e fabbricati;

l’EZIT si sarebbe difesa sostenendo il motivo stesso della sua nascita, che ne fanno un unicum a livello nazionale: l’Ente, infatti, creato con l’Ordine 66/1953 emanato dal Governo Militare Alleato, fu equiparato ad un organo statale ed esentato dal versamento di qualsiasi imposta ( art. 33 dello stesso Ordine ). Scopo dell’Ente era di infrastrutturare e cedere a prezzi calmierati i terreni industriali durante il difficile periodo del secondo dopoguerra del territorio triestino: a tale scopo ricevette le aree dal Governo Militare Alleato stesso e le sistemò negli anni a seguire utilizzando contributi pubblici. L’obiezione dei vertici Ezit nel corso degli anni verteva, tra l’altro, sull’impossibilità di stimare il valore iniziale di questi beni e conseguentemente la plusvalenza ottenuta dalla loro vendita;

l’Agenzia delle Entrate avrebbe iscritto a ruolo le imposte accertate per gli anni 1981, 1982, 1999, 2000, 2001, 2002 che, comprensive di sanzioni ed interessi, ammontano ad un importo di 9 milioni e 200mila euro;

l’articolo citato riporta come la pratica sia stata esaminata, in diverse occasioni, dalla Commissione Tributaria Regionale con esiti altalenanti e valutata anche dalla Cassazione che, a sua volta, ha inviato la cartella nuovamente alla Commissione Regionale per un esame nel merito, precisando come l’art. 42 del DPR 601/1973 avrebbe abrogato ogni agevolazione precedente;

la decisione assunta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Trieste che, a differenza di quanto solitamente avvenuto in passato, lo scorso gennaio non ha concesso la consueta sospensiva alla pluridecennale pratica, ha portato la Regione Friuli Venezia Giulia a respingere il bilancio preventivo 2015 dell’Ente, costringendo così l’EZIT a ricalibrarlo inserendo l’iscrizione di circa un milione “pro-quota” riferito proprio al contenzioso;

sempre nel medesimo articolo, il Presidente dell’Ezit Zuban sottolinea come la cartella in questione, senza la sospensiva, diventa titolo esecutivo con il rischio che l’importo possa raddoppiare :-

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di permettere all’EZIT di far fronte alle spese derivanti da un procedimento che si trascina da decenni, proprio in virtù della particolarità dell’Ente stesso e dello scopo per cui fu istituito dal GMA e successivamente “integrato” nel sistema istituzionale italiano con il provvedimento del commissario governativo Palamara;

se non ritenga fornire un’interpretazione certa della normativa per risolvere l’intera questione relativa ai contenziosi tributari tra istituzioni pubbliche ( EZIT e Agenzia delle Entrate ), evitando altri procedimenti giudiziari ed inutili sprechi di tempo e denaro pubblico.

ezit_trieste

Ci risiamo: Statuto FVG, idee a 5 punte molto confuse – 07 luglio 2015   Leave a comment

Oggi al Senato è arrivata in aula la proposta di legge costituzionale di modifica dello Statuto del Friuli Venezia Giulia.
Il testo originario, come votato favorevolmente dal Consiglio Regionale e trasmesso alle Camere nel gennaio 2014, è visibile qui:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/749958/00749958.xml

Sostanzialmente prevede:
1. L’eliminazione delle province
2. La riduzione da 15mila a 5mila del numero di firme necessarie per le leggi di iniziativa popolare
3. La riduzione da 25 anni alla maggiore età per l’elezione a consigliere regionale

Tre punti fondamentali che, oltre ad essere di assoluto buonsenso e condivisibili, sono assolutamente ” nelle corde ” ( e in parte nel programma ) del Movimento 5 Stelle.

Ma…
La proposta originaria, presentata il 21 novembre 2013 dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, prevedeva la modifica dell’articolo 59 dello Statuto stabilendo, inoltre, che “La Regione può prevedere la costituzione di Città metropolitane e disciplinarne il funzionamento” in conformitá alla Legge Regionale 1/2006 che ne prevede l’iter di costituzione.

Questa modifica, relativa all’articolo 6 è stata soppressa dal Consiglio Regionale con l’approvazione di due emendamenti (uno soppressivo del gruppo M5S, l’altro sostitutivo di SEL ) durante la seduta pomeridiana d’Aula del 29 gennaio 2014.
Per inciso, emendamento abrogativo di cui praticamente nessuno del M5S in Regione, tranne qualche consigliere regionale, era al corrente ( Consiglieri Comunali e Parlamentari inclusi ).

Curioso è notare che la Legge Regionale 1/2006 prevede la possibilità di costituire una città metropolitana su iniziativa di un comune con una popolazione superiore a 200 mila abitanti. Quindi solo Trieste ( e la cosa avrebbe un senso, viste le caratteristiche geografiche e politiche del territorio triestino ).
Emendata la Città Metropolitana dallo Statuto, ma lasciata immutata la L.R. 1/2006 che continua a precederla, ( cosa che potrebbe creare diversi problemi ) il testo viene approvato ed inviato alle Camere.

Se la motivazione principale della scelta poteva essere motivata da una contrarietà agli organi elettivi di secondo livello, nel luglio 2014 interviene un sondaggio sul Blog di Grillo, il cui risultato è lampante ( http://www.beppegrillo.it/m/2014/07/consultazione_online_le_citta_metropolitane.html ) stabilendo la partecipazione del M5S alle elezioni delle Città Metropolitaneche, notoriamente, sono organi di secondo livelllo.

Lo testimonia Il Fatto del 15 settembre 2014
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/15/province-grillo-m5s-non-avra-candidati-ma-corre-per-citta-metropolitane/1121487/#commenti-mobile

A settembre 2014, analizzando la Legge Del Rio in relazione alle ricadute sulla Regione ed approfondendo la questione della Città Metropolitana, quasi per combinazione vengo a sapere della votazione in Consiglio Regionale di diversi mesi prima proposta proprio dal M5S.

Dall’analisi fatta, che comprendeva le novità della Delrio, e prendendo in considerazione la proposta e la raccolta firme del 2011 di Fortuna Drossi e la vigente L.R. 1/2006, la mia personale valutazione è che la Città Metropolitana potrebbe rappresentare una reale opportunità per il territorio di Trieste e, in termini di ricadute positive, per tutta la Regione. E ne parlo in diverse riunioni.

Sorvolo sugli attacchi e le critiche ricevuti da esponenti regionali del M5S alla mia proposta ( ” Se vuoi farla a Trieste la facciamo anche a Udine, e se non la facciamo a Udine non la farai neanche a Trieste” oppure ” butti benzina sul fuoco nei rapporti tra friulani e triestini” ) e le tensioni che ha scatenato in maniera, dal mio punto di vista, assolutamente immotivata.

Qualche mese fa, in Commissione al Senato, con un emendamento, la città metropolitana viene nuovamente introdotta nello Statuto ( che coordina, così, la Legge Regionale 1/2006, la Delrio e lo Statuto Fvg sul tema ).

Dal FVG potrebbero ripensare la posizione espressa nel gennaio 2014 ( e comunicarla ai colleghi parlamentari ) alla luce della decisione, frutto della consultazione on line della scorsa estate, di partecipare alle elezioni delle città metropolitane.

Ed invece nulla di tutto ciò.
L’M5S in aula al Senato vota in maniera contraria al testo uscito dalla Commissione.” Siamo contrari agli organi elettivi di secondo grado ” affermano per motivare la scelta.
Non sanno, o non ricordano, che il M5S non è contrario alle Città Metropolitane ma, sopratutto, i senatori pentastellati dimenticano i tre punti di cui sopra che il nuovo statuto modifica.
Quindi: per quale motivo votano contro?

Non rientra tra i miei interessi disquisire di M5S, e chi mi conosce o mi segue, lo sa bene.
Come scrissi già per il caso che riguardava Italia Marittima, alla quale nessuno ha replicato contraddicendo nemmeno di una virgola quanto da me riportato, questa è la mia versione dei fatti.

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Aris Prodani in corsa per la carica di sindaco di Trieste – Il Piccolo 02 giugno 2015   Leave a comment

L’ex M5S lancia la sfida per il 2016 con il movimento Futuro Trieste: «Forza politica locale slegata dai partiti nazionali»
di Fabio Dorigo

TRIESTE
Trieste ha un “futuro”. E Aris Prodani, deputato di Alternativa Libera (ex Cinque Stelle) un futuro da sindaco metropolitano di Trieste. La candidatura ufficiale ancora non c’è, ma la discesa in campo alle amministrative del 2016 è ormai cosa sicura. La prima assemblea pubblica di “Futuro Trieste”, che si è tenuta venerdì scorso dal Caffè San Marco, ha sciolto diverse riserve dell’associazione politica nata lo scorso marzo proprio su iniziativa del parlamentare triestino assieme all’ex grillina Barbara Belluzzo (presidente), al blogger Andrea Rodriguez, a Igor Longi e Alen Domancic.
«L’idea è stata quella di creare un “laboratorio politico” ben consci che l’aggettivo “politico” oggi suona per la maggior parte delle persone come sinonimo di “ladro” o “corrotto” – ha spiegato Rodriguez al San Marco -. Volevamo un laboratorio politico triestino, per sottolineare che la città è per Storia e posizione un caso a sé, non può essere amministrata o gestita come una qualunque città del Fvg o una qualunque città italiana e così abbiamo cominciato a guardarci intorno».
Questa la prima discriminante. «L forze politiche nazionali stanno smantellando Trieste favorendo Udine e il Friuli per questioni numeriche e elettorali. Noi non vogliamo che Trieste perda tutte le sue specificità e diventi in breve tempo un borgo di 70.000 anziani: questa emorragia va fermata. Possiamo creare insieme una forza politica triestina che prenda in mano l’amministrazione della città nel 2016?» ha chiesto Rodriguez. Un po’ come successe con la Lista per Trieste di Manlio Cecovini nel 1978. «Noi il nome di un leader triestino ce l’abbiamo già e avrete capito di chi parliamo. Aris Prodani. Un uomo serio, solido, trasversale, capace di abbattere steccati ideologici: come si suol dire “una faccia pulita” – aggiunte il consigliere di Futuro Trieste – Un vero rappresentante di questo territorio, lontano dalle ombre e dai giochini di palazzo, che ha messo in discussione anche il partito di appartenenza proprio per difendere il Porto di Trieste, dimostrando la coerenza del proprio mandato».
E quindi? «Questa è la candidatura ufficiale di Aris a sindaco? No. Questo è il suo mettersi a disposizione ulteriormente per Trieste e lanciare non solo a voi ma anche a se stesso e a noi una sfida: quella dell’unità, del creare una forza unita per Trieste – spiega Rodriguez -. E’ una sfida perché i veri leader non si proclamano loro da soli: i veri leader sono proclamati da chi ne riconosce le abilità e le capacità. Intorno ad Aris può costruirsi un progetto comune e collettivo, non possono sicuro bastare i membri di un’Associazione nata da appena tre mesi perché il tempo è poco, meno di un anno e il lavoro molto ma insieme possiamo farcela». E Aris? Non si sottrae alla sfida. Un programma che parte dal Territorio Libero di Trieste mai realizzato e dal Porto franco Internazionale (ancora senza regolamento) per rilanciare con forza l’idea di Trieste Città metropolitana. «Non sono il primo a parlarne – ha ammesso il deputato ricordando la battaglia di Uberto Fortuna Drossi -. C’è chi prima di me ne ha fatto una battaglia. E da quando a novembre ho risollevato l’importanza, anche in funzione di alcune leggi che sono state modificate, di quella che diventa sempre di più una concreta opportunità per la nostra rinascita, in tanti a parole si sono detti favorevoli. Ma le parole non sono più sufficienti».
Una battaglia per l’autonomia possibile che sarà fatta propria da Futuro Trieste: «La Città Metropolitana – aggiunge Prodani – non deve essere intesa come una sovrastruttura che va ad appesantire la già complicata macchina amministrativa (quello che invece è l’Authority unica dell’Alto Adriatico se sarà implementata la bozza di riforma dei Porti attualmente in circolazione). Anzi, l’obiettivo è meno burocrazia». Sostiene Prodani: «La Città Metropolitana è il mezzo per garantire subito a Trieste l’autonomia dai poteri centrali di Udine e Roma: il modo più immediato e indolore per riacquistare potere decisionale su temi centrali per la vita delle persone: lavoro, tributi locali, servizi, tutela delle minoranze e delle specificità, sinergie con le aree limitrofe». A partire dai comuni minori. «Si dice che i Sindaci dei Comuni del Carso sarebbero contrari: non gli si può dar torto se il clima in città è ancora impregnato di nazionalismo
italiano anti-sloveno – spiega il deputato di Futuro Trieste -. Ma noi questo ostacolo vogliamo superarlo, vogliamo dialogo interculturale e uno Statuto di Trieste Città Metropolitana scritto proprio insieme a tutti i sindaci dei Comuni più piccoli».

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http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/06/02/news/prodani-in-corsa-per-la-carica-di-sindaco-1.11546194

“PORTO NUOVO O PORTO VECCHIO” – Ring Tele4 23 maggio 2015   Leave a comment

“PORTO NUOVO O PORTO VECCHIO”
RING (sabato 23 maggio 2015) –
Aris Prodani, Lorenzo Battista, Massimiliano Fedriga e Francesco Russo