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Prodani: Tribunale di Gorizia, quale futuro? – Interrogazione Ministero della Giustizia 07 marzo 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Prodani

Al Ministro della Giustizia

Per sapere:

premesso che:

Un articolo del 1 marzo 2016 de il Piccolo riporta che il Tribunale di Gorizia, già da tempo al centro di polemiche circa la dotazione dell’organico giudicante, si trova in una situazione molto critica che potrebbe portare alla paralisi delle attività: dopo la comunicazione resa il 29 febbraio durante l’Assemblea dell’ordine degli Avvocati della Provincia di Gorizia dal Presidente Gaggioli, secondo cui il Giudice Ferretti avrebbe ottenuto il trasferimento ad altra sede, l’organico dei giudici, tra civile e penale si ridurrebbe a cinque unità, compreso il Presidente Sansone.

Tra incompatibilità e questioni procedurali, secondo quanto riportato dal quotidiano, già oggi sarebbe molto complicato predisporre un collegio giudicante; la situazione potrebbe diventare ancora più complessa in primavera, quando dovrebbe assentarsi per maternità un’altra giudice. Nell’articolo vengono riportate le parole del Presidente Gaggioli che, nel tentativo di individuare una soluzione pratica, avrebbe proposto una redistribuzione dei magistrati che coinvolgerebbe i Tribunali di Udine e Trieste.

Il 28 febbraio scorso, in un’intervista pubblicata su Il Piccolo, il Presidente Giovanni Sansone ha manifestato la preoccupazione per la sopravvivenza, in un’ottica di riorganizzazione del sistema giudiziario, del Tribunale di Gorizia. Il foro isontino, che dovrebbe avere in organico 10 giudici, negli ultimi anni è stato interessato da un tasso altissimo di avvicendamenti, oltre che dalla riduzione preventivata. E, nonostante la situazione citata, nel 2015, grazie all’impegno dei giudici e del personale amministrativo ed a scelte organizzative appropriate, si sono ottenuti dei buoni risultati, quali una riduzione del 25% dei pendenti nel penale, realizzate vendite giudiziarie e distribuiti ai creditori quasi 18 milioni di euro, celebrati processi complessi e rilevanti sotto il profilo economico e sociale.

Lo scorso 30 gennaio 2016, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso la Corte d’Appello di Trieste, il Presidente Vicario della Corte di Appello, Alberto Da Rin, nella sua Relazione ha evidenziato la situazione del Tribunale di Gorizia, sottolineando come la pianta organica del Tribunale risulti sottodimensionata rispetto al carico di lavoro complessivo dell’Ufficio. La situazione, come riportato, sarebbe ampiamente riconosciuta dal Consiglio Superiore della Magistratura. Già dal 2009, dall’esito di una ricognizione complessiva degli Uffici Giudiziari di Gorizia, nella quale è stato sottolineato “il permanere, nonostante l’elevata produttività dei Giudici, della situazione di sofferenza del Tribunale, destinata ad aggravarsi con le nuove delicate sopravvenienze”, il CSM ha ribadito il proprio giudizio sulla gravità del problema delle carenze organiche del Tribunale di Gorizia ed ha disposto la trasmissione della deliberazione stessa al Ministro della Giustizia, nuovamente “segnalando la necessità di una modifica delle piante organiche del Tribunale di Gorizia”. Poi, nel 2010, “il CSM ha ancora una volta rappresentato la grave situazione del Tribunale di Gorizia e nuovamente disposto la trasmissione di copia della delibera al Ministro della Giustizia per quanto di competenza in tema di piante organiche. Le plurime, motivate e giustificate richieste di ampliamento di organico non hanno determinato alcuna utile modifica migliorativa.”

Il Presidente Vicario Da Rin aggiunge che “all’insufficienza della pianta organica si aggiunge l’ulteriore elemento negativo rappresentato dall’ampio e continuo avvicendamento dei giudici: negli ultimi otto anni si è registrato un avvicendamento di 20 giudici su di un organico di 10. Attesi gli scostamenti temporali tra le date di scopertura dei posti e quelle in cui questi vengono effettivamente coperti (Gorizia risulta essere poco attrattiva, sicché i posti di giudice vengono coperti quasi esclusivamente dai MOT che, dovendo completare il periodo di tirocinio, si insediano dopo lungo tempo dall’assegnazione), avviene che annualmente l’Ufficio non può disporre di più giudici per lunghi periodi, il che rende difficile non solo la programmazione del lavoro, ma anche l’attuazione dell’attività programmata.”

Dopo una dettagliata panoramica dei periodi in cui diversi posti di giudici sono risultati scoperti, la relazione segnala che “ampie risultano anche le scoperture di organico del personale amministrativo: a fronte di 36 unità risultano, infatti, scoperti 5 posti di funzionario, 3 di cancelliere, 2 di assistente, 1 ausiliario.”

  • Se il Ministro interrogato sia al corrente della situazione citata in premessa
  • Se il Ministro interrogato sia intenzionato ad integrare l’organico dei giudici e dei posti scoperti del personale amministrativo in modo da permettere lo svolgimento delle attività ed evitare il prospettato collasso del Tribunale goriziano
  • Se il Ministro interrogato intenda chiarire le intenzioni, nell’ottica di un efficientamento del sistema giudiziario, anche in ambito regionale, sul futuro ruolo del Tribunale di Gorizia

Tribunale Gorizia

 

Centro Polizia di S.Sabba: accessi disabili e misure di sicurezza – Interrogazione al Ministero dell’Interno 25 febbraio 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

PRODANI

Al Ministro dell’Interno

Per sapere:

Premesso che:

Lo scorso 20 febbraio, alla presenza del Capo della Polizia e del Direttore Centrale delle specialità, è stato ufficialmente inaugurato a Trieste il nuovo “Centro Polifunzionale” della Polizia di Stato di San Sabba intitolato all’Ispettore Capo medaglia d’oro al Valore Luigi Vitulli.

Il complesso, che ospita la nuova sede del Compartimento della Polizia Stradale FVG, della Sezione Polizia Stradale di Trieste, del Commissariato di P.S. polo San Sabba, dell’Ufficio Sanitario Provinciale, e di uffici della Polizia di Frontiera Marittima e dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, è stata oggetto di due interrogazioni, senza risposta, dello scrivente – la n. 4-07672 del 26 gennaio 2015 e la n.4-10561 del 30 settembre 2015 – nonché di alcune denunce della segreteria del SILP CGIL Trieste che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione, ancora senza sito, oltre ad alcuni interventi della segreteria della Federazione UIL POLIZIA.

Le criticità, ripetutamente segnalate, della nuova struttura riguardano principalmente l’assenza degli accessi dedicati ai disabili previsti per legge ed i problemi legati alla vigilanza dello stabile stesso e dell’intero comprensorio in cui è inserito.

Il Criba (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche) del Friuli Venezia Giulia, che opera nel contesto della consulta regionale delle associazioni dei disabili – secondo una “lettera aperta” rivolta al Prefetto Pansa e pubblicata il 20 febbraio dal Silp Cgil – ha documentato “ le difficoltà di accesso all’immobile per i dipendenti e gli utenti disabili: l’unica entrata prevista alla nuova struttura dalla strada pubblica è costituita da una scalinata, mentre la via alternativa per accedere alla caserma, oltre ad essere carente di indicazioni, sembra un percorso ad ostacoli che conduce poi all’ingresso carraio dei mezzi di servizio e dove la strada raggiunge una pendenza insostenibile e un marciapiede non a norma per una persona con disabilità motoria. Inoltre è completamente assente la segnaletica tattilo-plantare per le persone con disabilità visiva. Oltre alla difficoltà di accesso, lo stesso ingresso alternativo è sostanzialmente raggiungibile solo da un disabile che possieda la macchina, risultando quindi assolutamente discriminatorio” ed impraticabile nelle giornate di vento.

Sempre secondo la lettera aperta del Silp Cgil, “l’immobile, che è stato costruito dal Comune di Trieste con la supervisione del Provveditorato alle Opere Pubbliche, come tutti gli uffici dipendenti dalla Questura, non è ancora provvisto del Documento di Valutazione dei Rischi; con un Corpo di Guardia sistemato inutilmente all’incontrario -e sovradimensionato- con i controsoffitti che nei giorni di vento, se non si fa attenzione, volano via; ascensori che si bloccano, ecc. L’intera struttura che lo circonda è fatiscente e inquinata (da amianto e da idrocarburi), oltre che essere confortevole rifugio di colonie di topi (che si servivano anche in mensa )”.

Per quanto concerne l’accesso veicolare e pedonale al complesso, è affidato ad un solo operatore per turno in servizio al Commissariato-Polo di San Sabba che presta servizio all’interno di un container privo di qualsiasi misura di protezione e chiaramente inadatto allo scopo.

Come riferisce la Segreteria Provinciale del Silp Cgil in un Comunicato Stampa, “dopo la consegna di un documento congiunto in cui si segnalavano le disfunzioni delle opere realizzate e le priorità di intervento, ad iniziare dalla prestazione di un corpo di guardia dignitoso e funzionale e dall’approntamento delle misure a favore del pubblico disabile”, e di un sopralluogo, a margine della cerimonia, il Capo della Polizia ed il Direttore Centrale delle Specialità avrebbero manifestato il proprio personale impegno per dei provvedimenti risolutivi rispetto alle critiche situazioni presentate e personalmente rilevate.

  • Se intenda verificare la presenza del Documento di Valutazione dei Rischi per tutte le strutture dipendenti dalla Questura di Trieste e fornire, in caso negativo, le dovute motivazioni.
  • Se intenda comunicare i motivi per i quali, nonostante le numerose segnalazioni, non abbia dato corso ai dovuti interventi sia in relazione alla sicurezza, che all’accessibilità della struttura e del comprensorio di San Sabba.
  • Se intenda fornire le tempistiche degli interventi di cui il Capo della Polizia ed il Direttore Centrale si sono fatti carico in prima persona.

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Caserma Massarelli, transizione per mettere fine alla lunga querelle – Il Piccolo 12 dicembre 2015   Leave a comment

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Caserma Massarelli Gorizia: risposta del Ministero dell’Interno – 11 dicembre 2015   Leave a comment

Testo dell’interrogazione:
https://arisprodani.wordpress.com/2015/05/16/prodani-casema-massarelli-di-gorizia-situazione-paradossale-interrogazione-dd-16-maggio-2015/

Testo della risposta:

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“Il Sap al comizio leghista. Prodani critica “Presenza inopportuna” – Il Piccolo 14 novembre 2015   Leave a comment

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Trieste, uffici della Stradale “vietati” ai disabili. E il Viminale ci trasferisce pure un commissariato – Il Fatto Quotidiano 07 ottobre 2015   Leave a comment

Il Silp-Cgil aveva già denunciato l’inaccessibilità della nuova palazzina costata 7 milioni di euro. La situazione non è cambiata, ma ora il questore, con l’ok del ministero dell’Interno, ha comunicato il trasloco del posto di polizia di San Sabba. Interrogazione di Prodani (Misto): “Lo Stato non può imporre ai suoi cittadini delle prescrizioni che poi è il primo a non rispettare”
La nuova caserma della Polizia stradale di Trieste non è per disabili, mancano gli accessi dedicati previsti per legge, come già raccontato dal fattoquotidiano.it. Ma, dopo il trasferimento nella nuova palazzina della Polizia Stradale e dell’Ufficio Sanitario Provinciale, circa due settimane fa il Questore, dopo aver avuto il via libera da parte del ministero dell’Interno, ha comunicato che anche il Commissariato di San Sabba dovrà traslocare nello stabile incriminato. Questo nonostante la denuncia del Silp Cgil Trieste che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, la Corte dei Conti e l’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla vicenda e un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del gruppo misto Aris Prodani. Nell’interpellanza al ministro dell’Interno si chiede se “sia a conoscenza delle condizioni di carenza strutturale della nuova sede del Commissariato; quali provvedimenti urgenti intenda adottare sia per adeguare le strutture come previsto dalla normativa vigente, sia per individuare eventuali responsabilità connesse alla mancata previsione degli accessi per disabili”.
Per la realizzazione dell’immobile sono stati spesi oltre 7 milioni di euro. Una situazione paradossale per uno stabile destinato a uso pubblico documentata anche dal Criba (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche) del Friuli Venezia Giulia che opera nel contesto della consulta regionale delle associazioni dei disabili. La consulenza del Criba, richiesta dal Silp solo per le aree esterne, ha evidenziato appunto le difficoltà di accesso all’immobile per i dipendenti e utenti disabili. L’unica entrata prevista non è utilizzabile poiché è stata realizzata solamente una scalinata, la via alternativa per accedere alla caserma della Polizia, oltre ad essere carente di indicazioni, appare un percorso a ostacoli che conduce all’ingresso carraio dei mezzi di servizio. Soluzione che il Criba ha condannato duramente nella sua relazione.

“E’ molto grave che la nuova struttura non sia dotata degli opportuni accessi per disabili – sottolinea Prodani – ma ancor più grave è che, dopo le segnalazioni, non si sia intervenuti con urgenza. Lo Stato non può imporre ai suoi cittadini delle prescrizioni che poi è il primo a non rispettare”.
E oltre alle difficoltà di accesso per i disabili, ci sono anche problemi legati alla vigilanza. “Il controllo dell’accesso – prosegue l’interrogazione – e dell’intero comprensorio (per un totale di 27.000 metri quadrati) sarebbe affidato a pochi operatori che prestano servizio all’interno di un container privo di qualsiasi misura di protezione e inadatto allo scopo”. E non è un caso che “nella notte tra il 15 e il 16 settembre si sia verificato un black-out lasciando gli addetti a lavorare al buio” denuncia il Silp Cgil di Trieste.
Il sindacato di categoria sostiene inoltre che “con il trasferimento del commissariato nella nuova sede sia necessario impiegare personale aggiuntivo da destinare al corpo di guardia della palazzina, sottraendo quindi ulteriori risorse al controllo del territorio”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/07/trieste-uffici-della-stradale-vietati-ai-disabili-e-il-viminale-ci-trasferisce-pure-un-commissariato/2101637/8

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Nuova caserma P.S. di S.Sabba: accesso disabili e carenza personale – Interrogazione del 30 settembre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al Ministro dell’Interno

-per sapere

-premesso che

la segreteria provinciale SILP-CGIL di Trieste (Sindacato Italiano dei Lavoratori della Polizia), in un comunicato stampa del 16 settembre, ha reso noto che il giorno precedente, il Questore di Trieste Antonio Maiorano, nel corso di un incontro presso la sala stampa della Questura, ha annunciato il trasferimento, da effettuarsi entro la settimana successiva, del Commissariato di PS di San Sabba nella nuova palazzina realizzata nel comprensorio di Via Mascagni dove sono già stati trasferiti recentemente gli uffici della Polizia Stradale e dell’Ufficio Sanitario Provinciale;

la nuova caserma è stata costruita dal Comune di Trieste a seguito di un accordo siglato con il Ministero dell’Interno e con l’Agenzia del Demanio che prevedeva l’edificazione della palazzina all’interno del comprensorio di S.Sabba in cambio dell’acquisizione, da parte del Municipio, dell’ampia area (circa 8.000 mq) occupata dalla Caserma di P.S. “Emanuele Filiberto” nel rione di Roiano;

nel comunicato citato si evidenzia come la nuova struttura non sia fornita degli obbligatori accessi per le persone con disabilità e che, a fronte delle grave carenze strutturali, il Sindacato abbia già presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione;

la segreteria SILP-CGIL rimarca per l’ennesima volta la grave situazione della vigilanza del sito di S. Sabba, dove il controllo dell’accesso e dell’intero comprensorio (per un totale di 27.000 metri quadrati) sia affidata a pochi operatori, che prestano servizio all’interno di un container privo di qualsiasi misura di protezione ed inadatto allo scopo; si menziona, ad ulteriore conferma di tale segnalazione, come proprio nella notte tra il 15 e 16 settembre si sia verificato un black-out elettrico che ha lasciato gli addetti a lavorare al buio;

il Sindacato sostiene che il trasferimento del Commissariato nella nuova sede renda necessario del personale aggiuntivo da destinare al corpo di guardia della palazzina, sottraendo ulteriori risorse umane dal servizio ordinario; esprime, quindi, una forte preoccupazione per la cronica carenza di personale che non risponde alla diffusa richiesta di maggior controllo del territorio:-

  • se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle condizioni di carenza strutturale della nuova sede del Commissariato;
  • quali provvedimenti urgenti intenda adottare sia per adeguare le strutture come previsto dalla normativa vigente, sia per individuare eventuali responsabilità connesse alla mancata previsione degli accessi per disabili;
  • in che modo intenda intervenire per fronteggiare la mancanza di personale in servizio presso la Questura di Trieste, al fine di garantire più sicurezza ai cittadini ed un maggior controllo del territorio.

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