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Imposta municipale unica per i beni demaniali marittimi portuali – Interrogazione al Mef e al Mit   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Per sapere – premesso che:

come riportato dal sito http://www.agenziaentrate.gov.it, «la legge istitutiva dell’Imu dispone che, nel caso di concessione su aree demaniali, il soggetto passivo dell’imposta sia il concessionario che è tenuto al pagamento dell’Imu. Il presupposto per l’applicazione dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati. Qualora le strutture portuali siano accatastate in categoria D/8, l’Imu dovrà essere assolta sulla base della rendita catastale attribuita. Se, viceversa, le strutture portuali sono accatastate in categoria E, l’Imu non è dovuta. Gli specchi acquei relativi al porto ed ai singoli posti barca non possono neppure essere censiti catastalmente e non costituiscono né fabbricato, né area fabbricabile, né terreno agricolo»;

la sentenza della Corte di cassazione 15198/2016 ha ribadito che «i posti barca in porti turistici, così come gli stabilimenti balneari, vanno classificati nella categoria catastale D, e precisamente nella categoria D/12, anziché nel gruppo E, e precisamente nella categoria E/9. Inoltre, lo specchio acqueo e il costo di costruzione del posto barca sono oggetto di valutazione, in quanto nel calcolo del valore catastale di un porto turistico vanno ricompresi anche gli specchi d’acqua antistanti al porto e ai singoli posti barca, i quali sono censibili catastalmente in ragione della loro stabile autonomia funzionale e reddituale»;

nel mese di gennaio 2017, come evidenziato da alcune fonti di stampa, i comuni di Duino Arusina e di Trieste hanno inoltrato una comunicazione alle società nautiche che operano sul litorale, chiedendo di «regolarizzare la situazione catastale ai sensi del comma 336 dell’articolo unico della legge 311/2004, provvedendo secondo le modalità di legge alla revisione del classamento delle unità immobiliari urbane secondo le norme in vigore, definite dall’Agenzia delle Entrate»;

secondo l’articolo del 14 maggio 2017 de il Piccolo di Trieste, «dopo la richiesta di accatastamento dei posti barca arrivata alle diverse società nautiche da parte dei Comuni citati, ora, con lo stesso obiettivo procede direttamente l’Agenzia delle entrate. Sulle migliaia di posti barca in Regione, quattromila nella sola provincia di Trieste, grava lo spettro dell’Imu.»;

i fatti sopra citati sono stati esposti nell’atto n. 4-16684 del 23 maggio 2017, ancora senza risposta, con il quale il primo firmatario del presente atto ha chiesto ai Ministri interrogati quali iniziative il Governo «intendesse assumere per chiarire 2017, ancora senza risposta, con la corretta applicazione della normativa in materia di Imu per gli specchi d’acqua destinati a ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto nelle aree demaniali marittime»;

il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 29 ottobre 2017, ha dichiarato che «gli oltre quattromila diportisti triestini, sui quali pendeva l’incubo del pagamento Imu sul posto barca, possono tirare un grosso sospiro di sollievo. L’Agenzia delle Entrate rinuncia all’applicazione dell’Imu sugli ormeggi. Ad essere equiparati ai beni immobili saranno soltanto le strutture fisse, come i pontili e moli, di proprietà delle società nautiche e non dei singoli diportisti»;

Andrea Humar, assessore comunale con delega alle politiche del mare del comune di Duino Aurisina, ha affermato: «risulta chiaro che la richiesta di accatastamento riguarda soltanto i pontili e non gli specchi d’acqua adibiti all’attracco delle imbarcazioni da diporto. Un chiarimento che noi stessi avevamo chiesto e che abbiamo avuto il piacere di comunicare ai soci delle società nautiche del nostro territorio»;

Fulvio Vecchiet, presidente del Diporto nautico di Sistiana, appresa con soddisfazione la notizia che il testo pervenuto al comune di Duino Aurisina esprime una scelta favorevole alle società nautiche, pone l’accento sulla necessità di individuare il firmatario dell’accatastamento dei pontili: «Non siamo noi i proprietari, perciò tale incombenza non dovrebbe arrivare in capo alle società nautiche. Conosco la situazione di altre società nautiche di Trieste che, già due anni fa, hanno predisposto l’accatastamento dei pontili, ma ancora aspettano di sapere a chi spetta la firma in calce» –:

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Governo intenda chiarire definitivamente l’applicazione della normativa in materia di imposta municipale unica per i beni demaniali marittimi portuali.
(4-18452)

imu

Link Sito Camera

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Pubblicato 10 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, FVG, Nautica, Trieste

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Pagamento Imu posti barca – Interrogazione al MEF   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16684

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: 

come riportato dal sito http://www.agenziaentrate.gov.it «la legge istitutiva dell’Imu dispone che, nel caso di concessione su aree demaniali, il soggetto passivo dell’imposta sia il concessionario che è tenuto al pagamento dell’Imu. Il presupposto per l’applicazione dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati. Qualora le strutture portuali siano accatastate in categoria D/8, l’Imu dovrà essere assolta sulla base della rendita catastale attribuita. Se, viceversa, le strutture portuali sono accatastate in categoria E, l’Imu non è dovuta. Gli specchi acquei relativi al porto ed ai singoli posti barca non possono neppure essere censiti catastalmente e non costituiscono né fabbricato, né area fabbricabile, né terreno agricolo»; 

la sentenza della Corte di cassazione 15198/2016 ha ribadito che «i posti barca in porti turistici, così come gli stabilimenti balneari, vanno classificati nella categoria catastale D, e precisamente nella categoria D/12, anziché nel gruppo E, e precisamente nella categoria E/9. Inoltre, lo specchio acqueo e il costo di costruzione del posto barca sono oggetto di valutazione, in quanto nel calcolo del valore catastale di un porto turistico vanno ricompresi anche gli specchi d’acqua antistanti al porto e ai singoli posti barca, i quali sono censibili catastalmente in ragione della loro stabile autonomia funzionale e reddituale»; 

gli interroganti hanno analizzato la questione in merito al pagamento dell’Imu sui posti barca nell’atto n. 4-15477, ancora senza risposta; 

secondo quanto è stato riportato da Il Piccolo nell’articolo del 14 maggio 2017, «Dopo la richiesta di accatastamento dei posti barca arrivata alle diverse società nautiche da parte dei Comuni di Trieste e di Duino Aurisina ora con lo stesso obiettivo procede direttamente l’Agenzia delle entrate. Sulle migliaia di posti barca in Regione, quattromila nella sola provincia di Trieste, grava lo spettro dell’Imu»; 

il quotidiano ha informato che la ASD Nautisport Club Trieste, concessionaria di una porzione di specchio acqueo prospiciente il molo Martello, è stata la prima a ricevere una lettera da parte dell’Agenzia con la quale comunicava che il 14 giugno prossimo dei suoi funzionari dovranno accedere all’immobile. Nello specifico, «poiché è decorso inutilmente il termine di 90 giorni previsto dall’articolo 1 comma 336 della legge 311/2004, l’ufficio provvederà alla predisposizione degli atti di aggiornamento catastale in surroga, così come stabilito dalla citata legge, con un addebito di oneri e spese a carico dell’obbligato»; 

la stessa Agenzia ha riferito all’Associazione che «fino ai tre giorni precedenti il 14 giugno potrà produrre autonomamente gli atti di aggiornamento in catasto» e che «per il ritardato accatastamento sono previste sanzioni comprese da un minimo di 1.032 ad un massimo di 8.264 euro. L’importo della sanzione dipende da quanto tempo è trascorso dalla data di scadenza dei termini per l’accatastamento a quella di espletamento dell’aggiornamento catastale»; 

Paolo Volli, legale di Nautisport, e al quale, per la medesima situazione, si sono rivolte altre realtà nautiche triestine, ha specificato che «la particella catastale alla quale l’Agenzia delle Entrate fa riferimento per l’accatastamento si riferisce al Molo Martello, ma Nautisport ha in concessione solo lo specchio acqueo, il molo invece è del Demanio e in gestione dall’Autorità Portuale»; 

a tal proposito, l’avvocato si è chiesto in che modo sarà applicabile una tassa municipale come l’Imu ad uno specchio acqueo, sottolineando come «le sentenze della Cassazione su cui fanno leva i Comuni di Trieste e Duino Aurisina fanno riferimento a porti turistici come definiti nel decreto del Presidente della Repubblica n. 509 del 1997: nella nostra provincia ne esistono solo due, Portopiccolo e Porto San Rocco. La Commissione Tributaria Provinciale di Trieste, per l’accatastamento degli specchi acquei e dell’area scoperta del porto turistico Porto San Rocco, ha stabilito che questi devono essere accatastati in classe E/1 anziché D/8, quindi esenti da imposte municipali»; 

Volli, in ultimo, ha dichiarato come «i posti barca nel Comune di Trieste siano «punti di ormeggio», cioè aree demaniali marittime e specchi d’acqua dotati di strutture tali da non comportare impianti di difficile rimozione, destinati all’ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto» –: 

se il Governo intenda assumere iniziative per chiarire, con urgenza, la corretta applicazione della normativa in materia di Imu per gli specchi d’acqua destinati a ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto nelle aree demaniali marittime. (4-16684)

Imu posti barca – Interrogazione al Mef e al Mit   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Ministro dell’Economia e Finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Per sapere – premesso che:

il DPR n. 509 del 1997 ha regolamentato il settore della nautica in Italia, definendo chiaramente, all’art.2,  la differenza fra un “porto turistico”, un “approdo” e un “punto d’ormeggio”.

In particolare, la lettera a) definisce “il «porto turistico» come il complesso di strutture amovibili ed inamovibili realizzate con opere a terra e a mare allo scopo di servire unicamente o precipuamente la nautica da diporto ed il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari; la lettera b) riporta che  l’«approdo turistico» è la porzione dei porti polifunzionali aventi le funzioni di cui all’articolo 4, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, destinata a servire la nautica da diporto ed il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari; infine la lettera c) stabilisce che i «punti d’ormeggio», “sono le aree demaniali marittime e gli specchi acquei dotati di strutture che non importino impianti di difficile rimozione, destinati all’ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di piccole imbarcazioni e natanti da diporto”.

in relazione a quanto riportato dal sito www.agenziaentrate.gov.it  nella guida “Nautica e Fisco”, l’IMU (Imposta Municipale Unica), nell’ordinamento tracciato dal federalismo fiscale, ha sostituito l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) con decorrenza dal 01 Gennaio 2012.  “La legge istitutiva dell’IMU dispone che, nel caso di concessione su aree demaniali, il soggetto passivo dell’imposta sia il concessionario, il quale è normalmente anche il gestore del porto turistico. Pertanto, il concessionario è, comunque, tenuto al pagamento dell’IMU, sulla base della rendita globalmente attribuita o attribuibile alle singole strutture portuali da esso costruite in base ad un atto di concessione. Il presupposto per l’applicazione dell’IMU è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa”. 

La guida evidenzia come “se le strutture portuali sono accatastate in categoria D/8 l’IMU deve essere assolta sulla base della rendita catastale attribuita. Se, viceversa, le strutture portuali sono accatastate in categoria E, l’IMU non è dovuta. Nell’ambito di applicazione dell’IMU gli specchi acquei relativi al porto ed ai singoli posti barca non possono neppure essere censiti catastalmente e  non costituiscono né fabbricato, né area fabbricabile, né terreno agricolo”.

Il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 23 gennaio 2017, ha riportato la notizia della richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate dell’accatastamento di circa 4000 posti barca presenti lungo il litorale della provincia di Trieste;

il quotidiano ha spiegato come “(…) nel 2015 il Comune di Trieste (…) ha inviato alle varie realtà cittadine una richiesta di aggiornamento del registro degli immobili a causa del mancato accatastamento dei posti barca. (…)”; da allora, ha preso il via un fitto rapporto epistolare tra l’amministrazione e i legali che rappresentano le tante associazioni interessate.

Inizialmente, la sezione navale della Guardia di Finanza ha scritto al Comune di Trieste, inviando una serie di processi verbali di contestazione per “omesso assoggettamento delle porzioni di specchio acqueo abilito a posto barca e/o punto ormeggio dell’imposta comunale sugli immobili e quella municipale unica”;

il Comune di Trieste, in relazione alla Legge 311/2014, ha inviato la richiesta alle singole associazioni diportistiche che si sono affidate ai propri avvocati;

Paolo Volli, il legale al quale la maggior parte delle realtà diportistiche si è rivolta, ha puntualizzato come, in relazione a un provvedimento della Commissione Tributaria provinciale dell’aprile del 2015, “i posti barca sono costituiti da porzioni ideali della superficie del mare e, come tali, appaiono inidonei a sostanziare la nozione di fabbricato-terreno essenziali a consentire l’iscrivibilità in catasto”.

Il quotidiano ha informato che “se il Comune non procedesse con l’iscrizione di quei posti barca, potrebbe anche trovarsi di fronte ad un intervento della Corte dei Conti per danno erariale”.

Volli, in ultimo, ha dichiarato come “i posti barca nel Comune di Trieste siano “punti di ormeggio”, cioè aree demaniali marittime e specchi d’acqua dotati di strutture tali da non comportare impianti di difficile rimozione, destinati all’ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto”-:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

quali iniziative intenda valutare per tutelare le piccole e grandi realtà diportistiche;

se intenda chiarire l’applicazione della normativa in materia di ICI/IMU per i beni demaniali marittimi portuali.

Pubblicato 6 febbraio 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera, FVG, Nautica, Trasporti, Trieste, Turismo

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Prodani: stabilizzata l’IVA ridotta per i Marina resort – Stabilitá 2016   Leave a comment

Un percorso durato due anni.
Un risultato importante per un settore economico che deve avere la possibilitå di ritornare al ruolo centrale, nel settore turistico ed in quello produttivo, che gli spetta.

Una grandissima soddisfazione.
Qui tutto il lavoro fatto sui Marina Resort
https://arisprodani.wordpress.com/category/turismo/nautica/

Art 1 comma 194 Stabilità 2016
Scheda di lettura

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Presentazione ORCi World Championship Trieste 2017 – 21 novembre 2015   Leave a comment

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Turismo, Prodani: «Grande soddisfazione per la riduzione dell’Iva ai marina resort per tutto il 2015» 22 dicembre 2014   Leave a comment

«La riduzione dell’Iva al 10 per cento per i marina resort è stata prorogata per tutto il 2015. A dare la notizia è il portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera Aris Prodani. «È una grande soddisfazione anche perché, nello Sblocca Italia, questa misura era stata inizialmente prevista solo per il 2014. È stata vinta una battaglia che mi ha visto impegnato su tutti i fronti dalla primavera del 2013».

«L’istituzione dei marina resort rappresenta un primo passo verso la ripresa di un settore strategico per tutto il Paese – aggiunge il segretario della Commissione Attività produttive della Camera -. Finalmente viene stabilizzata una misura a favore di un settore gravemente colpito dalla crisi e dalle misure depressive adottate in materia dal governo Monti».

«L’Iva agevolata per i marina resort finirà per avere riflessi positivi per il quadro economico e occupazionale di riferimento: in Italia sono presenti, infatti, circa 130 mila posti barca, di cui 40 mila nei porti turistici e 90 mila nei porti polifunzionali pubblici. Questa filiera – conclude Prodani – garantisce, infatti, una occupazione a ben 20 mila addetti diretti, toccando addirittura a 100 mila con l’indotto a livello nazionale».

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IVA agevolata per le marine turistiche – Un grande successo 22 dicembre 2014   Leave a comment

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È stato approvata la proroga al 2015, inserita inizialmente solo per il 2014 nello Sblocca Italia, della riduzione dell’Iva per i marina resort.
L’istituzione dei marina resort, che rappresenta un primo passo verso la ripresa di un settore strategico per tutto il Paese, mi ha visto impegnato su tutti i fronti dalla primavera 2013.
Una grandissima soddisfazione.