Archivio per la categoria ‘Turismo accessibile

Testi accessibili e Trattato di Marrakech – Risposta in Commissione Affari Esteri    Leave a comment

​Scheda interrogazione:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/09119&ramo=CAMERA&leg=17

Risposta scritta pubblicata Giovedì 6 ottobre 2016 nell’allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri) 5-09119

L’Onorevole Prodani, chiede al Ministero dei beni culturali ed al Ministero degli esteri se intendono rendere operativo l’impegno assunto con la sottoscrizione del Trattato di Marrakech assumendo le iniziative di competenza per la ratifica dello stesso. 

Sulla questione il Ministero dei beni culturali si è espresso nell’ambito della propria competenza in materia di proprietà intellettuale e di diritto d’autore svolta dalla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali ritenendo che la materia di cui al trattato di Marrakech non sia di esclusiva pertinenza della UE, come la Commissione propone ma, in senso opposto, che tale competenza sia concorrente. 

Le asserite riluttanze del nostro Paese, in concorso con altri, a dare attuazione al trattato in esame e a ritardarne la ratifica, non corrispondono a realtà, essendo proprio l’Italia uno dei pochi Paesi che, proprio dall’asserire la competenza concorrente con la UE nella materia vorrebbe, con tale mezzo, offrire non solo tutela specifica in tutto il continente europeo alle categorie interessate, ma anche un servizio efficiente per il tramite di una normativa omogenea. 

Sulla questione questo Ministero ha interpellato anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale che ha, tra i propri compiti, anche quello assicurare la coerenza delle attività internazionali ed europee delle singole amministrazioni con gli obiettivi di politica internazionale ed è parimenti destinatario dell’interrogazione parlamentare. 

Il Ministero degli esteri ha fatto pervenire una esauriente ricostruzione della vicenda, illustrando anche i diversi punti di vista riguardo la questione della competenza alla ratifica del trattato, la cui mancata risoluzione impedisce, attualmente l’applicazione del trattato stesso. 

Il Trattato di Marrakech, concluso il 27 giugno 2013 in occasione della Conferenza Diplomatica svoltasi a Marrakech (Marocco) sotto gli auspici dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI), è entrato in vigore il 30 settembre 2016. Degli attuali 85 firmatari, tra cui l’Unione Europea e 15 Stati membri UE, hanno provveduto alla ratifica 22 Paesi, tra cui nessuno Stato membro UE. 

Esso si inserisce nel quadro delle norme internazionali vigenti in materia di diritto d’autore con l’obiettivo di accrescere il numero di libri, giornali o altro materiale stampato in formato accessibile per non vedenti, ipovedenti e persone con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. A questo fine, stabilisce l’obbligo per le Parti contraenti di prevedere, nell’ambito delle rispettive legislazioni nazionali e a determinate condizioni, la realizzazione, la distribuzione (anche per via elettronica) e lo scambio transfrontaliero di copie di opere in formato accessibile per i suddetti beneficiari senza l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore sulle opere stesse. 

L’obbligo in questione è già contemplato nella legislazione di alcuni Paesi (tra cui l’Italia) che hanno ritenuto opportuno esercitare in tal modo la facoltà prevista dalla normativa internazionale di introdurre limiti ed eccezioni al diritto d’autore in taluni casi e conformemente a una serie di criteri. Facoltà che, per le Parti contraenti del Trattato di Marrakech, diventa un obbligo internazionale nei confronti dei non vedenti, ipovedenti e persone con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. 

L’Italia condivide pienamente gli obiettivi del Trattato di Marrakech. Non ha tuttavia proceduto alla sua firma in quanto da parte della Commissione Europea è stata invocata la competenza dell’Unione Europea sull’intero Trattato (firmato dall’UE il 30 aprile 2014). Nel caso in cui avesse sottoscritto il Trattato entro la data fino alla quale è rimasto aperto alla firma (27 giugno 2014), l’Italia avrebbe rischiato di incorrere in una procedura di infrazione, peraltro proprio nel corso del semestre di Presidenza del Consiglio UE (1o luglio – 31 dicembre 2014). 

Rimane ad ogni modo sempre aperta la possibilità di aderire al Trattato in un momento successivo ma, fintanto che non sarà sciolto il nodo della competenza UE, l’adesione – che costituisce uno strumento giuridico in tutto simile alla ratifica – non scongiura affatto il rischio dell’eventuale apertura di una procedura d’infrazione nei nostri confronti. 

Per l’eventuale avvio della procedura di adesione da parte italiana occorre, pertanto, attendere che si pronunci la Corte di Giustizia UE, adita dalla Commissione nel 2015 per ottenere un parere circa il quesito se l’UE abbia una competenza esclusiva o meno a concludere il Trattato. 

Le conclusioni (peraltro non vincolanti), presentate recentemente dall’Avvocato Generale nell’ambito della procedura di parere in questione, propongono alla Corte di Giustizia UE di rispondere alla domanda della Commissione in senso affermativo. Si resta dunque in attesa di conoscere se la Corte confermi le conclusioni dell’Avvocato Generale e in particolare se essa, attraverso la sua pronuncia, confermi la competenza esclusiva UE precludendo ogni valutazione da parte dell’Italia, come anche di altri Stati membri, circa un’eventuale futura autonoma adesione al Trattato. 

Segnalo infine che sulla questione si è svolto in seno al Consiglio UE un intenso dibattito in sede di valutazione della proposta di decisione relativa alla ratifica del Trattato da parte UE, presentata dalla Commissione al Consiglio nell’ottobre 2014. Tale proposta è stata esaminata dal competente Gruppo di Lavoro del Consiglio una prima volta il 24 novembre 2014, nel corso del semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE; l’esame è poi proseguito nel primo semestre del 2015 sotto la guida della Presidenza lettone. Quest’ultima ha preso atto della contrarietà di numerosi Stati membri a condividere la rivendicazione, da parte della Commissione Europea, della competenza esclusiva UE ed ha deciso di interrompere il dibattito. Nell’assumere tale decisione, essa non ha tenuto conto della disponibilità a collaborare, manifesta da parte italiana e di altri Stati membri anche attraverso la presentazione di precise proposte di modifica al testo della proposta di decisione che consentissero di fare avanzare l’iter di ratifica del Trattato di Marrakech. In tale scenario, con decisione del 19 maggio 2015, il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare senza indugio la proposta legislativa necessaria per adeguare il quadro giuridico UE agli obblighi internazionali che discendono dalla firma del Trattato di Marrakech. Gli atti legislativi volti all’attuazione del Trattato sono stati presentati dalla Commissione in data 14 settembre 2016. Il loro esame presso le competenti sedi del Consiglio UE verrà avviato nell’ottobre 2016 nel quadro di una più ampia riforma della normativa UE in materia di diritto d’autore.

Annunci

Informazioni sugli allergeni alimentari su Italia.it- Interrogazione dd 28 luglio 2016   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

al Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro della Salute, al Ministro dello Sviluppo Economico,

Per sapere – premesso che:

Il sito online del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it, nella pagina dedicata al settore della nutrizione e patologie, definisce le intolleranze alimentari come una: “reazione indesiderata del nostro organismo scatenata dall’ingestione di uno o più alimenti (o sostanze attive) oppure da disfunzioni/disturbi a carico dell’apparato digerente (intolleranze enzimatiche e intolleranze farmacologiche). Tale reazione è strettamente dipendente dalla quantità dell’alimento non tollerato ingerito (dose-dipendente) ma a differenza delle allergie alimentari, non è mediata da meccanismi immunologici. L’intolleranza alimentare si manifesta con l’insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli delle allergie alimentari.
Le intolleranze enzimatiche sono determinate dall’incapacità dell’organismo di metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti. Questo difetto degli enzimi deputati al metabolismo di determinate sostanze generalmente è congenito, ma talvolta può essere acquisito nel tempo. Le intolleranze alimentari su base enzimatica sono numerose e comprendono un certo numero di malattie che riguardano il metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi (…).”;

Il documento del Ministero della Salute denominato “Allergie alimentari e sicurezza del consumatore – Documento di indirizzo e stato dell’arte” pubblicato il 26 marzo 2014 evidenzia come: “l’1-2% degli adulti ed il 5-8% dei bambini sono interessati da allergie alimentari; tali dati si ritengono sottostimati in particolare per la mancanza di informazioni di buona qualità e per i differenti approcci diagnostici in vivo ed in vitro utilizzati nei vari studi. Un’indagine telefonica, eseguita sulla popolazione adulta europea, per riconoscere la mera convinzione soggettiva di essere portatori di allergia alimentare, ha consentito di ottenere anche dei dati italiani che hanno riportato un’incidenza del 3,6% di allergia alimentare (…). Gli alimenti che venivano riferiti come più frequentemente responsabili dell’allergia alimentare erano in ordine di frequenza: la frutta (27,6%), i vegetali (20,7%), il latte vaccino (20%), i legumi (15,9%), il grano (14,5%), la frutta secca (9,7%), la carne (9%), i frutti di mare (9%), l’uovo (9%) e il pesce (7,6%) (…)”; il documento menzionato, inoltre, riporta che per quanto concerne la situazione in Italia: “la prevalenza dell’allergia alimentare sia più elevata nei primi anni di vita; l’incidenza viene stimata tra il 6 e l’8% nei primi 2 anni, mentre tende a diminuire con l’età. L’allergia alimentare in età pediatrica ha un valore medio di prevalenza del 5%”;

il 13 dicembre 2014 è entrato in vigore il Regolamento UE n.1169 del 25 ottobre 2011 relativo all’etichettatura dei prodotti alimentari, finalizzato a garantire un adeguato livello di protezione dei consumatori in materia di informazione sugli alimenti. In particolare, “ai sensi dell’articolo 44, paragrafo 2, per gli alimenti offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività, senza imballaggio, imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta, gli Stati membri possono adottare disposizioni nazionali concernenti i mezzi con i quali le indicazioni sugli allergeni devono essere rese disponibili e, eventualmente, la loro forma di espressione e presentazione”;

il 13 gennaio 2015, lo scrivente ha depositato l’interrogazione n. 4-07495 con la quale ha chiesto al Governo di promuovere presso la Commissione Europea un’azione ai sensi dell’art. 44, paragrafo 2, del Regolamento menzionato, finalizzata all’introduzione di disposizioni nazionali sulla materia che consentano alle imprese di scegliere, nel rispetto del principio di garantire un’informazione chiara e comprensibile al consumatore, tra opzione scritta e orale;

sulle modalità di applicazione del Reg. 1169/11 il Ministero della Salute, in data 06 febbraio 2015, ha diramato una circolare in relazione alle informazioni da divulgare al consumatore sulle sostanze o sui prodotti che provocano allergie e intolleranze (ex allegato II del Regolamento n. 1169/2011) da parte degli operatori che producono cibi pronti per il consumo all’interno di una determinata struttura come ad esempio il ristorante, il bar con annessa attività di ristorazione, mensa, ospedali, scuole, attività di catering, ecc;

La circolare specifica che l’obbligo sarà considerato assolto anche se l’operatore del settore alimentare si limiti ad indicare per iscritto, in maniera chiara ed in luogo ben visibile, una dicitura del tipo: “le informazioni circa la presenza di sostanze o di prodotti che provocano allergie o intolleranze sono disponibili rivolgendosi al personale in servizio”; oppure l’operatore del settore alimentare riporti, per iscritto, sul menù, sul registro o su apposito cartello, una dicitura del tipo : “per qualsiasi informazioni su sostanze e allergeni è possibile consultare l’apposita documentazione che verrà fornita, a richiesta, dal personale in servizio(…).”;

il documento sottolinea, infine, come: “la scelta circa la modalità da utilizzare per rendere dotto il consumatore finale è rimessa alla discrezionalità dell’operatore, che sceglierà la soluzione più idonea a seconda della propria organizzazione e dimensione aziendale (…)”;

il Manifesto per la promozione del Turismo Accessibile è stato presentato dall’allora Ministro per il Turismo, Michela Brambilla, il 20 ottobre 2009. Il documento, articolato in dieci punti ed elaborato dalla Commissione per la promozione e il sostegno del turismo accessibile, ha definito al punto 1 che: “la persona nella sua accezione più completa, con i suoi specifici bisogni derivanti da condizioni personali e di salute (ad esempio: disabilità motorie, sensoriali, intellettive, intolleranze alimentari, ecc.) è un cittadino ed un cliente che ha diritto a fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi adeguati e commisurati a un giusto rapporto qualità prezzo (…)”;

il settore enogastronomico, in particolare la cucina tipica locale ed i prodotti tipici, costituiscono una rilevante peculiarità dell’offerta turistica nazionale;

Il sito online tourenogastronomici.it, nella sezione Turismo Enogastronomico spiega come: “il cibo assume un ruolo nuovo, diventando il medium di un territorio, di una cultura e dei valori legati alla terra ed alle proprie radici. (…) siamo il paese ideale per il turismo enogastronomico che è sempre in crescita e i numeri lo possono confermare. Ecco il motivo anche del sorgere di molti agriturismi e di percorsi ad hoc creati secondo una certa logica nel far apprezzare la propria terra a tutti coloro che vi si recano per scoprire gusti e sapori sempre nuovi. Il turismo enogastronomico vale cinque miliardi e si conferma, anno dopo anno, il vero motore della vacanza Made in Italy che è l’unica nel mondo a poter offrire ben 176 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4396 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i vini DOC (…) ”.

Nel sito internet Italia.it, portale istituzionale gestito dall’Ente Nazionale Italiano per il Turismo (ENIT) e rivolto alla promozione turistica del nostro Paese, il tema dell’alimentazione è presente solamente nella sezione “link utili” alla voce “accessibilità”. Il collegamento rimanda l’utente unicamente al sito in lingua italiana dell’ Associazione Italiana della Celiachia, mentre non compare alcun riferimento alla normativa italiana e alla modalità prevista di informazione a disposizione del cliente finale. A parere dello scrivente è assolutamente necessario, dunque, integrare la sezione dedicata e renderla facilmente individuabile agli utenti;

il 14 luglio 2016 è stato presentato a Roma il “Piano Triennale 2016- 2018 per il rilancio del Turismo” – Enit, nuova governance, progetti e prospettive; il giorno successivo, il comunicato stampa sul sito ENIT.IT riporta gli obiettivi del Piano Triennale, individuati nell’incremento della spesa media turistica in Italia, nell’aumento dei volumi dell’incoming, nello sviluppo turistico delle destinazioni “minori” e nella promozione del turismo sostenibile (…)”. Fra i punti del piano, inoltre, emerge una forte strategia digitale per la Destinazione Italia attraverso la redazione Enit-Italia.it, le redazioni regionali e le sedi estere dell’Enit. Tra i vari cluster su cui l’Agenzia intende concentrare i propri sforzi, il punto “Food e itinerari del gusto” risulta molto generale.

Il 15 luglio 2016 il sito online http://www.travelquotidiano.com illustra quanto affermato da Evelina Christillin, Presidente dell’Enit, a margine della presentazione del piano: « (…) il pubblico ormai si orienta quasi tutto su internet, puntiamo alla digitalizzazione profonda ed utilizzo dei mezzi digitali, insieme alla distruzione del portale Italia.it che va rifatto completamente (…) » -:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se considerino adeguata ed esaustiva l’informazione destinata agli utenti interessati da intolleranze alimentari che offre il sito online Italia.it;

se, alla luce dell’importanza che riveste il settore enogastronomico in ambito turistico e in considerazione degli obiettivi della maggior tutela possibile degli utenti, intenda rafforzare la comunicazione relativa alla modalità di informazione sulle intolleranze alimentari a disposizione della clientela.

Testi in formato accessibile: interrogazione al Mibact 11 luglio 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Prodani Aris,

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Per sapere – premesso che:

l’articolo 27, comma 1, della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 recita: «ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici»; 

il diritto all’accessibilità è sancito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione che stabiliscono il principio della pari dignità sociale di tutti i cittadini e l’obbligo della Repubblica italiana alla rimozione degli ostacoli che si oppongono al pieno sviluppo della persona umana; 

il 31 marzo 2007 l’Italia ha firmato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006. Secondo l’art. 30 il diritto alla cultura accessibile (open culture, cultura inclusiva, cultura aperta), inteso sia come garanzia di accesso fisico ai contenitori culturali che come garanzia di accesso percettivo ed intellettivo ai contenuti trasmessi, è prerogativa dello sviluppo del Paese, e laddove questo venga negato, viene compromessa in maniera discriminatoria l’effettiva partecipazione su basi paritarie di molte persone alla vita sociale e culturale;

l’Unione Europea, in data 30 aprile 2014, ha firmato il Trattato di Marrakech (adottato dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI), il 28 giugno 2013) che comprende 186 stati membri.

Il testo introduce, a livello internazionale, una deroga obbligatoria al diritto d’autore per le associazioni di persone non vedenti e ipovedenti e per le biblioteche che producono, distribuiscono e rendono disponibili libri in formati accessibili, a patto che tali associazioni si premurino di rispettare il diritto d’autore, facendo in modo che i testi prodotti e distribuiti siano destinati ad un pubblico di soli disabili visivi o persone che non possano leggere su carta;

il sito online www.wipo.int comunica, a riguardo, che: “un totale di 51 paesi ha sottoscritto il trattato nella conferenza diplomatica di Marrakech”. Per entrare in vigore era prevista la ratifica del trattato da parte di almeno 20 paesi. La quota è stata raggiunta il 30 giugno 2016 e i paesi che hanno ratificato il documento sono stati: India, El Salvador, Emirati Arabi Uniti, Mali, Uruguay, Paraguay, Singapore, Argentina, Messico, Mongolia, Repubblica di Corea, Australia, Brasile, Perù, Repubblica democratica popolare di Corea, Israele , Cile, Ecuador, Guatemala e Canada.

A distanza di due anni dalla firma del Trattato, Il Governo italiano non ha ancora ratificato il documento, venendo meno ai suoi obblighi nei confronti delle persone con disabilità;

Lo scorso 16 giugno 2016, il sito online www.superando.it in un articolo dal titolo: “Leggere è un diritto di tutti” ha riportato le dichiarazioni di Rodolfo Cattani, segretario generale dell’European Disability Forum (EDF) che, sul Trattato di Marrakech ha ribadito come: «(…) serve soprattutto ai Paesi meno sviluppati, dove i libri accessibili sono pochi – circa l’1% – e i soldi per farli mancano, ma serve anche a tutti coloro che per studio, lavoro, cultura vogliono consultare libri all’estero. È veramente un bell’esempio di civiltà, solidarietà e concreta cooperazione internazionale a costo zero. Ratificarlo è un dovere morale; un atto di giustizia contro la discriminazione».

Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), ha aggiunto che: «quel Trattato non ha alcun onere per lo Stato, anzi sarebbe un modo di rispondere all’impegno che lo Stato stesso ha assunto con la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».

L’articolo intitolato “Entra in vigore il Trattato sui libri accessibili, e l’Italia?” pubblicato, il 04 luglio 2016 sul sito menzionato, ricordando la manifestazione “Leggere: un diritto di tutti – accesso all’informazione e alla cultura per le persone con disabilità e trattato di Marrakech” tenutasi, in data 20 giugno 2016, presso la Camera dei Deputati sottolinea che: “(…) il 30 settembre prossimo il Trattato di Marrakech potrà finalmente entrare in vigore, permettendo il libero scambio internazionale non commerciale di materiale librario protetto dal diritto d’autore, realizzabile in formati accessibili, quali Braille e audio. E oltre che alle persone con disabilità visiva, ciò porterà ad effetti positivi anche per le persone dislessiche o con altre difficoltà di lettura”.

Arnt Holte, Presidente della Word Blind Union, l’Unione Mondiale dei Ciechi, ha dichiarato in merito: «Questo è un altro giorno storico per il nostro movimento, una grande vittoria che faciliterà l’accesso ai libri per le persone non vedenti e ipovedenti. Il Trattato entrerà in vigore tra poco meno di tre mesi e aiuterà milioni di persone non vedenti e ipovedenti le quali avranno un accesso più libero e facilitato alla letteratura e ai materiali didattici, per un’integrazione sociale sempre maggiore».

Nella nota stampa succitata Barbuto conclude dichiarando: «con il Trattato di Marrakech, avremo un’opportunità in più per accedere al sapere, alla cultura, alla conoscenza, in una posizione di uguaglianza, cittadini tra i cittadini. Auspichiamo ora che anche l’Italia voglia presto procedere alla ratifica del Trattato, nello spirito dell’impegno assunto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità» -:

se i Ministri interrogati, alla luce di quanto esposto in premessa,  intendano rendere operativo l’impegno assunto con la sottoscrizione del Trattato di Marrakech definendo, in ultimo, le tempistiche e le modalità della ratifica.

image

Accessibilità e informazioni siti culturali – Interrogazione al Mibact dd 20 giugno 2016   Leave a comment

Interrogazione a risposta in Commissione

 Aris Prodani

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 

Per sapere – premesso che:

l’articolo 27, comma 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 recita: «Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici»;

Il diritto all’accessibilità è sancito dagli art. 2  e 3 della Costituzione Italiana che stabiliscono il principio della pari dignità sociale di tutti i cittadini e l’obbligo della Repubblica Italiana alla rimozione degli ostacoli che si oppongono al pieno sviluppo della persona umana;

dal preambolo della Convenzione sui Diritti delle persone con disabilità (2006) emerge che: “la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali, che impedisce la loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri e, nonostante l’evoluzione dei vari strumenti ed impegni attuati in quest’ambito, le persone con disabilità continuano, oggi, a incontrare barriere nella loro partecipazione come membri eguali della società”; secondo l’art. 30 il diritto alla cultura accessibile (open culture, cultura inclusiva, cultura aperta), inteso sia come garanzia di accesso fisico ai contenitori culturali che come garanzia di accesso percettivo ed intellettivo ai contenuti trasmessi, è prerogativa dello sviluppo del Paese, e laddove questo venga negato, viene compromessa in maniera discriminatoria l’effettiva partecipazione su basi paritarie di molte persone alla vita sociale e culturale;

a seguito del Decreto Ministeriale del 14 Giugno 1989, n. 236, si elimina totalmente la dicitura “disabile, menomato, handicappato, portatore di handicap” per aprire verso la dicitura “persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali”. Quest’ultima dicitura viene peraltro ripresa, rafforzata ed amplificata nel provvedimento normativo in merito all’accesso ai luoghi della cultura (Decreto Ministeriale 28 Marzo 2008, n. 114, Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche), includendo nell’estensione “chiunque, in maniera permanente o temporanea, si trovi ad avere delle difficoltà nei movimenti (cardiopatici, donne in gravidanza, persone con passeggino, individui convalescenti o con un’ingessatura agli arti, obesi, anziani, bambini, ecc.) o nelle percezioni sensoriali (ciechi e ipovedenti, sordi e ipoacusici), nonché, le persone con difficoltà cognitive o psicologiche;

con l’emanazione del decreto legislativo 2 gennaio 2004, n. 42, noto come “codice dei beni culturali e del paesaggio”, la fruizione pubblica del patrimonio culturale italiano è stata riconosciuta come fine istituzionale delle attività di tutela e valorizzazione che impegna il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; nel 2008, il Ministero ha approvato le linee guida predisposte dalla Commissione per l’analisi delle problematiche relative alla disabilità, istituita presso lo stesso, per il superamento delle barriere architettoniche negli istituti e nei luoghi della cultura. La Commissione ha definito i concetti quali: accessibilità, visitabilità e adattabilità;

nel Libro Bianco sul Turismo accessibile del 2013, il cap. 2.6 riporta che: «nel 2009 il Ministro del Turismo ha istituito la Commissione ministeriale ‘’Per un turismo accessibile’’, per sostenere la realizzazione di misure che migliorino l’accessibilità delle strutture turistiche italiane. L’obiettivo era di promuovere una capacità di accoglienza che fosse realmente ‘per tutti’, adeguando l’offerta e garantendo i migliori servizi anche ai turisti con bisogni speciali. Nell’ottobre del 2009, il Ministro, nel corso del suo intervento alla XXVI assemblea annuale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) a Torino, ha presentato il ‘Manifesto per la promozione del turismo accessibile’. Si trattava di dieci principi fondamentali, redatti dal Comitato per la promozione e il sostegno del turismo accessibile, sui quali si sarebbe basato il turismo, che avrebbe dovuto essere “attento ai bisogni di tutti” (…) vale a dire bambini, anziani, mamme che spingono i passeggini, persone con disabilità che si muovono lentamente, che non vedono, o non sentono, che hanno allergie o difficoltà di tipo alimentare. Significava saper coniugare le ragioni dell’impresa turistica con la capacità di saper rispondere ad una domanda di “ospitalità” che richiedeva attenzioni, dialogo, conoscenze tecniche. Si focalizzava l’attenzione al coinvolgimento dell’intera filiera turistica nella sua totalità, dai trasporti alle iniziative culturali, dall’albergo ai musei, come un’opportunità di crescita e di indotto commerciale per tutti gli operatori. La libertà di scelta della vacanza da parte di tutti i cittadini, basata sulla corretta informazione dell’accessibilità dei luoghi: oggettiva, dettagliata e garantita»;

con Decreto Ministeriale del 18 maggio 2012, è stato istituito il Comitato per la Promozione ed il Sostegno del Turismo Accessibile. Per quanto concerne i compiti, Il cap. 4.1. del Libro Bianco del 2013 illustra come: «a quelli precedentemente identificati, infatti, si aggiungono: “l’individuazione dei criteri di accessibilità perché una destinazione turistica si possa definire realmente accessibile”, e quindi un approccio territoriale in logica di città e territorio accessibile a 360 gradi, sulla falsariga di molta della progettualità già sviluppata nel nostro paese; “l’individuazione di strumenti e progetti che facilitino l’acquisizione di informazioni inerenti l’accessibilità delle strutture ricettive, attrazioni turistiche, pubblici esercizi”, e cioè un approccio pragmatico all’ informazione come variabile strategica dell’accessibilità e della scelta, sfuggendo alla gabbia rigida delle classificazioni ed al rischio, sempre immanente nonostante tutto il percorso fatto, di attribuire “bollini” di accessibilità»;

il punto 1 del “Manifesto della cultura accessibile a tutti del 2006”, elaborato da un Tavolo di confronto sul tema della cultura accessibile, promosso dalla Consulta per le Persone in Difficoltà di Torino e dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, riporta che: “Il fruitore di luoghi ed eventi culturali deve essere considerato nella sua accezione più ampia e completa, a favore di un approccio inclusivo che sappia tenere conto delle differenti specifiche esigenze e delle caratteristiche particolari (fisiche, motorie, sensoriali, comunicative, relazionali, intellettive, psichiche) di tutte le persone, con particolare attenzione alle persone con disabilità e con pluri-disabilità” e il punto 2 spiega come: “un luogo e un evento culturali devono poter garantire a tutti, indipendentemente dalle particolari esigenze e abilità, la possibilità di realizzare, anche tramite specifici accorgimenti e servizi, una visita e un’esperienza complete, appaganti e soddisfacenti, in condizioni di autonomia, comfort e sicurezza, comprendendo anche la partecipazione attiva all’evento, qualora sia prevista nella manifestazione culturale”.

Il Manifesto di Matera, pubblicato il 28 settembre 2014, sintetizza quanto emerso dalle riflessioni effettuate dagli esperti di Accessibilità Universale che hanno partecipato all’evento internazionale “ZERO BARRIERE – L’Accessibilità Conviene”, organizzato il 27 e 28 settembre 2014 a Matera da Officina Rambaldi con la condivisione del MIBACT, del Consiglio d’Europa e di molte altre istituzioni locali, regionali, ed internazionali. Il documento propone: “di creare uno spazio permanente e dinamico per recepire, valutare e comunicare nuove eccellenze nel campo dell’Accessibilità Universale, (…) istituire e consolidare una rete internazionale e interdisciplinare che, collaborando con altre già esistenti, possa diventare un punto di riferimento autorevole nei campi di applicazione dell’accessibilità universale, promuovere la cultura dell’accessibilità in tutte le sue sfumature, anche attraverso l’istituzionalizzazione di un evento da tenersi a scadenza regolare a Matera per monitorare, verificare e misurare il raggiungimento di risultati e innovazioni realizzate nel periodo precedente; collaborare con la sede di Venezia del Consiglio d’Europa affinché, nell’ambito della sperimentazione e dello sviluppo nelle metodologie applicative previste nella Convenzione di Faro (STCE n°199) in Italia ed in Europa, si sviluppino pratiche e modelli innovativi di turismo culturale, partecipativo e accessibile a tutti; sviluppare una formazione ad hoc per tutte le professionalità che operano, direttamente o indirettamente, nell’ambito della Cultura e del Turismo”;

in merito a quanto esposto in premessa il sito uiciechi.it spiega che: «Nell’ambito della fruizione museale le barriere più note e percepibili sono quelle fisiche, poiché la disabilità motoria è quella più conosciuta e per la quale interventi architettonici sono stati fatti e continuano ad essere realizzati su edifici antichi e di moderna costruzione ( rampe, scivoli, ascensori, ecc. ). La fruizione dei musei da parte dei disabili visivi richiederebbe, invece, l’abbattimento delle barriere sensoriali-percettive, non meno pericolose di quelle architettoniche per i disabili motori. Per esempio nei musei i pannelli e le etichette sono spesso illeggibili, per il carattere troppo piccolo, o non opportunamente differenziato rispetto allo sfondo, senza contrasto cromatico, con sovrapposizione di immagini, collocati ad altezze eccessive o illuminati in modo inadeguato. nei musei spesso è negata la possibilità di fruire di descrizioni in braille o parlate delle opere, non sono disponibili pannelli, mappe o cartine in rilievo, non ci sono percorsi audio guidati, strisce di segnalazione del percorso museale o visite guidate con personale specializzato e con adeguate conoscenze tiflologiche, ed inoltre è negata la possibilità di “ toccare reperti e opere “. Per agevolare le persone non vedenti nella fruizione e per garantire accessibilità, non basta, però, che il museo metta a disposizione testi trascritti in codice braille, un percorso tattile plantare, guide per l’orientamento, mappe tattili e altri ausilii tecnici ( come caratteri sufficientemente visibili in large print ) e a rilievo; ma la cosa fondamentale e più importante è non negare di “ poter toccare “, laddove sia possibile nel rispetto dell’opera esposta: in questo modo ogni sfumatura tattile arricchisce il bagaglio cognitivo ed estetico del visitatore diversamente abile»;

a detta dell’interrogante, inoltre, la realtà museale italiana rileva l’assenza di una modalità unica di catalogazione dell’accessibilità e dei servizi connessi per tutti i musei, mancando inoltre una standardizzazione delle modalità di pubblicazione delle informazioni sui siti internet delle strutture: tale aspetto contribuisce a generare una criticità evidente per quanto concerne la garanzia della fruizione universale del patrimonio culturale italiano-:

quali iniziative ritenga opportuno adottare per garantire una standardizzazione della catalogazione dell’accessibilità e dei servizi forniti, predisponendo una modalità univoca di pubblicazione delle informazioni sui siti internet delle strutture e dei siti culturali;

se intenda perseguire politiche attive miranti al raggiungimento delle piena accessibilità delle strutture e dei siti culturali anche individuando una specifica finalizzazione delle risorse provenienti dall’Art Bonus;

se intenda, nell’ambito delle proprie competenze, procedere alla pubblicazione ed alla valorizzazione delle strutture museali che forniscono i servizi ed i supporti finalizzati all’accessibilità ed alla piena fruizione dei diversi utenti.

image

Bando poliglotta per Miramare – Il Piccolo 05 giugno 2016   Leave a comment

image

Attività parlamentare aprile 2015 – sintesi report   Leave a comment

Di seguito il report relativo all’attività di aprile 2015
image

02 aprile 2015
Art Bonus Villa Dolfin – Gazzettino

image

04 aprile 2015
1.Turismo triestino: qualche considerazione – Nota stampa
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/04/turismo-triestino-qualche-considerazione-04-aprile-2015/
2. Turismo Prodani: «Eccessivo trionfalismo, dati in linea con gli anni precedenti» TriestePrima
http://m.triesteprima.it/politica/turismo-prodani-eccessivo-trionfalismo.html

07 aprile 2015
No al trionfalismo sul turismo – Il Piccolo

image

08 aprile 2015
Audizione Ministro Franceschini – X Commissione
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/08/turismo-audizione-franceschini/
– Estratto mio intervento

09 aprile 2015
1. Prodani: Tribunale di Gorizia, Organico insufficiente e sentenza amianto: interrogazione al Ministero della Giustizia
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/09/prodani-tribunale-di-gorizia-organico-insufficiente-e-sentenza-amianto-depositata-interrogazione-al-ministero-della-giustizia-09-aprile-2015/
2. Turismo: tassa di soggiorno – Nota stampa
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/09/prodani-turismo-tassa-di-soggiorno-si-o-no-09-aprile-2015/

10 aprile 2015
1. Prodani: Miramare tra degrado, ritardi e promesse non mantenute. Interrogazione al Mibact
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/10/prodanimiramare-tra-degrado-ritardi-e-promesse-non-mantenute-interrogazione-al-mibact-dd-10-aprile-2015/

2. Sindaci divisi sulla tassa di soggiorno – Il Piccolo

image

3. Processo Italcantieri, domani il deposito della sentenza – Il Piccolo

image

11 aprile 2015
Al Tribunale di Gorizia arrivano gli ispettori – Il Piccolo

image

13 aprile 2015
Prodani incalza sul degrado del parco – Il Piccolo
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/15/prodani-incalza-sul-degrado-del-parco-il-piccolo-13-aprile-2015/

14 aprile 2015
1. Prodani ( AL ): ”Commissariamento Autorità Portuale Trieste: il Governo chiarisca la scelta” – Interrogazione
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/14/prodani-al-commissarimento-autorita-portuale-trieste-il-governo-chiarisca-la-scelta-interrogazione-del-14-aprile-2015/

2. Porto, interrogazione al Ministro: «Commissariamento, Governo chiarisca la scelta» Triesteprima
http://m.triesteprima.it/politica/interrogazione-prodani-commissariamento-porto.html

3. Provincia di Trieste: sollecito risposta interrogazione
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/14/provincia-di-trieste-sollecito-risposta-interrogazione-14-aprile-2015/

15 aprile 2015
Italia Marittima di nuovo nel mirino M5S. Fortunatamente le cartucce sono a salve – nota stampa
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/15/italia-marittima-di-nuovo-nel-mirino-m5s-fortunatamente-le-cartucce-sono-a-salve-nota-del-15-aprile-2015/

16 aprile 2015
Rigassificatori: l’allarme Ogs non può essere ignorato – Interrogazione al Ministero Ambiente
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/16/prodani-rigassificatori-l-allarme-ogs-non-puo-essere-ignorato-interrogazione-16-aprile-2015/

17 aprile 2015
ISEE. Escludere indennità e pensioni delle persone con disabilità Interrogazione Ministero delle Finanze
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/17/prodani-isee-escludere-indennita-e-pensioni-dele-persone-con-disabilita-interrogazione-17-aprile-2015/

18 aprile 2015
Trieste Città Metropolitana – Il Piccolo

image

19 aprile 2015
Trieste città metropolitana
Nota Stampa Aris Prodani
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/19/citta-metropolitana-di-trieste-qualche-chiarimento-19-aprile-2015/

20 aprile 2015
1. Vendita Alcatel Lucent
– Interrogazione al Mise
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/20/vendita-alcatel-trieste-interrogazione-al-mise-20-aprile-2015/
– Nota stampa Futuro Trieste
tps://arisprodani.wordpress.com/2015/04/20/crisi-alcatel-futuro-trieste-ancora-una-vittoria-del-partito-del-no-se-pol-triesteprima-20-aprile-2015/

2. Trieste città metropolitana – Il Piccolo

image

21 aprile 2015
1. Vendita Alcatel Trieste – Il Piccolo

image

2. Abusivismo nel settore alberghiero Risposta e replica interrogazione Mibact
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/22/abusivismo-nel-settore-alberghiero-risposta-e-replica-21-aprile-2015/

22 aprile 2015
1. Conferenza stampa Camera dei Deputati  “Italia Paese Ospitale – Freedom is Gondolas4All”
– Video Conferenza Stampa

– Sintesi interventi
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/22/sintesi-interventi-conferenza-stampa-di-presentazione-gondolas4all-alla-camera-dei-deputati-22-aprile-2015/
– Articolo Superando: “Libertà è anche poter salire in gondola”
http://www.superando.it/2015/04/21/liberta-e-anche-poter-salire-in-gondola/

2. Percorsi turistici e beni pubblici concessi a titolo gratuito
Risposta e replica interrogazione Mibact
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/22/percorsi-turistici-e-beni-pubblici-concessi-a-titolo-gratuito-risposta-e-replica-interrogazione-16-aprile-2015/

23 aprile 2015
1. Italia Paese Ospitale – Freedom is Gondolas4All
– “Gondolas4all per un paese accessibileComunicato Stampa Aris Prodani
https:/arisprodani.wordpress.com/2015/04/23/prodani-al-gondolas4all-per-un-paese-accessibile-comunicato-stampa-23-aprile-2015/
– Articolo Redattore Sociale: “Venezia accessibile anche per chi è in carrozzina”
http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/482366/Venezia-gondole-accessibili-per-chi-e-in-carrozzina-al-via-il-crowdfunding?stampa=s

2. Porto di Trieste
– Interrogazione cessione Adriafer
Risposta e replica
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/24/interrogazione-cessione-adriafer-resoconto-sommario-replica-prodani-23-aprile-2015/

3. Renzi scopra le carte sul Porto di Trieste – Comunicato stampa
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/23/prodani-renzi-scopra-le-carte-sul-porto-di-trieste-comunicato-stampa-23-aprile-2015/

24 aprile 2015
1. Porto di Trieste
– “Privatizzare Adriafer è assurdo e prematuro” Il Piccolo

image

– Articolo FAQ Trieste
http://faqts.blogspot.it/2015/04/commento-di-aris-prodani-alla-risposta.html?m=1

2. Art Bonus
Necessario il chiarimento tra liberalità e prestazione” Interrogazione al Mibact
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/24/prodani-art-bonus-necessario-un-chiarimento-tra-liberalita-e-prestazione-interrogazione-24-aprile-2015/

26 aprile 2015
– Prodani: “Dalla farsa del “Capoluogo di crociere” alla dura realtà – Nota stampa
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/26/prodani-dalla-farsa-del-capoluogo-di-crociere-alla-dura-realta-nota-del-26-aprile-2015/
– TriestePrima
http://m.triesteprima.it/politica/dalla-farsa-del-capoluogo-di-crociere-alla-dura-realta-ttp-fornisca-chiarimenti.html
– Faq Trieste
http://faqts.blogspot.it/2015/04/il-caso-trieste-terminal-passeggeri.html?m=1

27 aprile 2015
TTP cambi rotta – Il Piccolo

image

29 aprile 2015
1.Prodani: ” Porto: la smemoratezza PD sulla 84/94″ Nota stampa 
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/29/prodani-porto-le-smemoratezze-pd-sulla-8494-nota-stampa-29-aprile-2015/
2. Prodani: ”Alcatel: mantenere alta la guardia” Nota stampa 
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/29/prodani-alcatel-mantenere-alta-la-guardia-nota-stampa-29-aprile-2015/
3. Prodani: “Registro delle opposizioni: funziona davvero?” Interrogazione al Mise
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/29/prodani-registro-delle-opposizioni-funziona-davvero-interrogazione-al-mise-dd-29-aprile-2015/

30 aprile 2015
1. Alcatel, appello per un intervento del Governo – Il Piccolo

image

2. ”Grave rinunciare alle risorse provenienti dal Tax Refund: il gruppo di lavoro mai riunito” Interrogazione Mibact
https://arisprodani.wordpress.com/2015/04/30/prodani-grave-rinunciare-alle-risorse-provenienti-dal-tax-refund-il-gruppo-di-lavoro-mai-riunitosi-interrogazione-del-30-aprile-2015/

Venezia, gondole accessibili per chi è in carrozzina: al via il crowdfunding – Redattore sociale 23 aprile 2015   Leave a comment

Venezia, gondole accessibili per chi è in carrozzina: al via il crowdfunding Presentato il progetto promosso da Village4All, che ha lo scopo di rendere le gondole veneziane accessibili a chi visita la città in carrozzina, grazie a un pontile speciale, associato a una pedana automatica. Costa 32 mila euro: partita la raccolta fondi

ROMA – Visitare Venezia in gondola è un’esperienza unica: e “non è giusto che sia impossibile, per chi si muove in carrozzina!”: lo afferma con forza l’organizzazione “Village4All”, da sempre in prima linea nella battaglia per l’accessibilità turistica, che ha ideato un modo per superare questo attuale impedimento. Si chiama “Gondolas4All” ed è un progetto per la realizzazione di un pontile speciale galleggiante, associato ad una pedana automatica, grazie a cui la sedia a ruote viene caricata, in modo sicuro e senza fatica, direttamente sulla tipica imbarcazione. 

Il progetto è stato presentato ieri alla Camera, nel corso della conferenza stampa dedicata. “L’obiettivo – ha detto Alessandro Dalla Pietà, del progetto Gondolas4All, divenuto anche una onlus – è la costruzione di una piattaforma automatica, che consentirebbe alle persone che utilizzano una carrozzina, di entrare in modo sicuro e confortevole all’interno della gondola: una esperienza unica di inclusione e di accesso all’esperienza”. Un progetto che costa: circa 52 mila euro, che saranno raccolti tramite crowdfunding. “Per poter realizzare questo sogno – spiega ancora Dalla Pietà – abbiamo bisogno del contributo di tutti. Dobbiamo trovare ancora 50mila Euro: abbiamo bisogno di 1.000 donatori che ci diano 50 Euro, e avremo raggiunto l’obiettivo”. 

Aris Prodani, segretario della X commissione (Attività produttive, commercio e turismo), ha parlato di “ospitalità, vista anche come accessibilità: un obbiettivo da perseguire con tutte le forze, tramite il superamento delle barriere. Architettoniche, ma, e soprattutto, culturali. La speranza è che il progetto di Gondolas4All, grazie al messaggio positivo che trasmette ed il fatto che contribuisce a tenere alta l’attenzione sul problema dell’accessibilità, possa contribuire a far diventare il titolo dell’incontro odierno ‘Italia Paese ospitale’ da un auspicio ad una realtà”. 

Di Venezia come “paradigma dell’accessibilità” ha parlatoRoberto Vitali, presidente di Village for all: “Circa l’80% del centro storico è accessibile – ha riferito – così come lo sono i suoi monumenti e musei più importanti. Trovo straordinario che un Patrimonio Unesco unico come Venezia possa realizzare questo progetto, che ha dimostrato di saper accarezzare positivamente l’immaginario di persone da tutto il mondo. Ci hanno contattato giornalisti e blogger dall’America, dal Giappone, dalla Mongolia, perfino dall’Alaska. Il turismo accessibile è una realtà che può muovere 140milioni di persone in Europa”. 

Durante la conferenza stampa, è stato presentato anche ilvideo promozionale del progetto, girato da Aldo Bisacco: “Ho rappresentato una necessità di accessibilità, il desiderio negato di salire in gondola perché ancora non esiste la possibilità concreta per una persona con disabilità di accedervi – ha spiegato il regista – Poi invece quando vediamo Nicolò che dice ‘a tutta birra!’, strappandoci un sorriso, capiamo quanto sia importante soddisfare per tutti il bisogno di fare esperienze. L’entusiasmo di Nicolò crea una connessione universale che ci proietta in un mondo migliore, più civile perché accessibile a tutti”.  

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/482366/Venezia-gondole-accessibili-per-chi-e-in-carrozzina-al-via-il-crowdfunding?stampa=s