Archivio per la categoria ‘X Commissione

Investimenti per la digitalizzazione delle imprese – Interrogazione al Mise   Leave a comment

PRODANI  — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

il piano nazionale «Industria 4.0» è stato presentato a Milano il 21 settembre 2016 dall’ex Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi e dal Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, e prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività del Paese; 

il sito http://www.engage.it ha informato come «negli ultimi anni il mercato dell’e-commerce sia cresciuto estendendo la propria offerta anche a settori inizialmente molto lontani come il fashion, il food, il design»; 

secondo quanto elaborato dal portale web Statista, «il comparto del fashion ha registrato un incremento di circa il 42 per cento per un valore di 391 miliardi di dollari, seguito dal beauty con il 42 per cento pari a 84,5 miliardi e, infine, il design che registra una crescita di oltre il 36 per cento con 133 miliardi di dollari. Questi dati di crescita non sono però ancora sufficienti per considerare il settore dell’e-commerce maturo o capace di esprimere appieno le sue potenzialità, il digitale risulta essere la strada necessaria per le aziende che vogliono competere con successo nei prossimi anni, e la rivoluzione digitale non è uno scenario a medio-lungo termine, ma un fenomeno che sta già cambiando profondamente i consumatori e il modo di fare impresa»; 

il 18 luglio 2017 a Milano si è tenuto il primo convegno Netcomm Focus Lifestyle, organizzato da Netcomm in collaborazione con Pambianco. Durante l’incontro è stata presentata un’analisi della trasformazione in atto nelle imprese dei comparti simbolo del made in Italy, impegnati a cogliere le opportunità offerte dall’ecosistema digitale; 

l’Ansa ha riportato le conclusioni emerse dal convegno, sottolineando come «il mondo della moda e del lifestyle chieda di estendere il Piano Industria 4.0 all’e-commerce e agli investimenti in favore di un miglioramento della relazione con il cliente raggiungibile grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie»; 

Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha dichiarato che «Industria 4.0 non ha dato abbastanza peso all’innovazione sulla trasformazione digitale della relazione commerciale verso il mercato» e ha esortato «il ministro Calenda, il quale ha dichiarato che l’e-commerce è un canale sottodimensionato rispetto al potenziale, a fare un passo ulteriore affinché gli incentivi del Piano 4.0 non vadano solo sul miglioramento della produttività e del cambiamento della parte machinary, ma avanzino anche verso investimenti mirati nella trasformazione digitale della distribuzione». La scommessa per il retail, infatti, «sta nella relazione a lungo termine con il cliente, quindi, bisogna conoscerlo sempre di più e in maniera diretta», investendo «in modelli predittivi, banche dati, sistemi di informatica avanzata»; 

Il Sole 24 ore, nell’articolo del 19 luglio 2017, ha riportato i dati presentati nel corso dell’evento. «Nel 2016 sono stati acquistati beni e servizi online del valore di 2.600 miliardi di dollari e i consumatori digitali hanno raggiunto la quota di 1,5 miliardi di persone. Per il Made in Italy è un’importante opportunità da cogliere. Le previsioni di crescita dell’e-commerce sono importanti: le vendite online di prodotti moda nel 2021 supereranno i 633 miliardi di dollari, mentre quelle di beauty e design toccheranno rispettivamente i 145 e i 213 miliardi»; 

David Pambianco, amministratore delegato di Pambianco Strategie di impresa, ha comunicato di aver deciso, in partnership con Netcomm, di dedicare ai settori moda, beauty e design un summit che analizzi ed approfondisca le sfide e le opportunità offerte dal digitale. «Ritengo che oggi saper gestire al meglio questa rivoluzione sia strategico per aziende come quelle lifestyle in cui l’immagine e la relazione con i propri consumatori sono leve di successo fondamentali.». Inoltre, evidenziando l’aspetto innovativo del settore moda, ha sostenuto come «il comparto abbia investimenti altissimi in ricerca sui materiali, sui tessuti, sui modelli. Ma gli sforzi che la moda cerca di attuare sono quasi sempre al di fuori dei benefici fiscali di legge. Auspico quindi una maggiore attenzione alle specificità degli investimenti del settore» –: 

alla luce di quanto esposto, se e quali iniziative di competenza intenda assumere per ampliare le disposizioni già in vigore nell’ambito del piano «industria 4.0», al fine di incentivare gli investimenti delle aziende italiane in materiali, strumentazioni, tecnologie, know-how, personale qualificato e consulenze relativi al settore dell’e-commerce; 

se intenda assumere iniziative per potenziare il piano «industria 4.0», al fine di prevedere ulteriori strumenti volti ad incentivare ogni tipo di investimento che possa favorire il processo di trasformazione digitale delle imprese operanti nel settore del made in Italy. (4-17529)

Insufficienza personale del Mibact in Friuli Venezia Giulia – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

il Castello di Miramare, sito turistico di primo piano per la città di Trieste, è meta tra le più visitate del Friuli Venezia Giulia. Ai sensi degli articoli 10, 11 e 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il «codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137», il Castello ed il Parco di Miramare, essendo beni di interesse pubblico, sono soggetti al regime di tutela dei beni culturali; 

il decreto ministeriale 23 dicembre 2014 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha previsto, per i musei dotati di autonomia speciale, una struttura gestionale particolare, attribuita ad un direttore individuato attraverso un bando internazionale, un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico con funzione consultiva; 

con il decreto Interministeriale n. 328 del 28 giugno 2016 «Conferimento dell’autonomia speciale agli istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale 23 gennaio 2016» il Castello ed il Parco di Miramare sono stati riconosciuti quali organismi dotati di autonomia; 

dopo la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 10 grandi musei e parchi archeologici italiani prevista dalla seconda fase della «riforma Franceschini» il 22 giugno 2017, si è insediata la nuova direttrice del museo storico e del Castello e Parco di Miramare, Andreina Contessa; 

secondo la nota stampa del 4 luglio 2017 della Funzione pubblica, struttura di categoria della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil) del Friuli Venezia Giulia, Contessa «eredita una situazione piuttosto complicata, che rende davvero arduo l’obiettivo del rilancio turistico del sito. La circolare 135/2017 sulla mobilità interna relativa al personale del Ministero dei Beni artistici e culturali, infatti, attesta che a Miramare mancano 41 lavoratori, a fronte dei 29 attualmente in servizio. Nel dettaglio risultano assenti 8 addetti alla vigilanza, 10 assistenti tecnici, 1 informatico, 9 amministrativi, 2 ausiliari, 4 architetti, 1 addetto alla promozione, 1 restauratore, 3 storici dell’arte e 2 addetti alle tecnologie. Quanto al personale attualmente in servizio, esso è composto, oltre alla dirigente, da 26 addetti alla vigilanza, 1 assistente tecnico e 2 figure in utilizzo parziale dal Polo Museale»; 

Donatella Sterrentino, della segretaria regionale FP della Cgil Friuli Venezia Giulia ha dichiarato: «ci chiediamo come possa funzionare una struttura che ha più carenze che persone in servizio, un Museo che oltretutto è riconosciuto come polo di attrazione di turisti provenienti da tutto il mondo. Ma questo, purtroppo, è il risultato di anni del blocco del turn over della pubblica amministrazione, che invece avrebbe bisogno dell’inserimento di giovani qualificati che, invece di contribuire al rilancio del Paese, che ha nel suo patrimonio artistico e culturale uno dei suoi grandi punti di forza, vanno a ingrossare le file già troppo numerose di disoccupati e sono costretti sempre più spesso, anche nella nostra regione, a cercare lavoro e fortuna all’estero»; 

Il Piccolo, nell’articolo «Trieste, Miramare dimezzato: alla pianta organica mancano 41 pedine» ha riportato la denuncia della Fp Cgil Friuli Venezia Giulia, sottolineando come sia «inutile quindi aspettarsi miracoli dalla direttrice arrivata da Gerusalemme e dall’autonomia concessa dal Ministro del Mibact Dario Franceschini con relativa pianta organica»; 

tuttavia, quello di Miramare non è l’unico caso di carenza di organico a livello regionale. «In Friuli Venezia Giulia mancano 11 addetti alla Soprintendenza archivistica, 9 al Polo museale Fvg, 5 al Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e 3 a quello di Aquileia. Le eccedenze di organico sono poca cosa. In Friuli Venezia Giulia arrivano in tutto a 27. Non bastano neppure a sanare il buco enorme del solo neonato Museo autonomo di Miramare» –: 

quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda assumere al fine di ovviare alla grave carenza d’organico del Museo storico e del Parco del Castello di Miramare, e secondo quali tempistiche; 

alla luce dei fatti sopra esposti in premessa, come intenda sopperire all’insufficienza di personale presente nei poli museali, nei musei e nelle soprintendenze del Friuli Venezia Giulia, al fine di garantire il buon andamento e lo sviluppo delle strutture menzionate. (5-11789)

Rigassificatore Zaule: necessario conoscere la posizione del Governo – Interrogazione al Mise   Leave a comment

​Interrogazione a risposta in commissione

— Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

il primo firmatario del presente atto nell’interrogazione 4-16981, ancora senza risposta, ha chiesto al Ministro dello sviluppo economico, alla luce della pubblicazione del decreto di compatibilità ambientale relativo al metanodotto «Trieste-Grado-Villesse», «se intendesse specificare le tempistiche inerenti alla convocazione della conferenza di servizi decisoria per il procedimento di autorizzazione del rigassificatore di Zaule» a Trieste; 

in occasione del summit dei Balcani occidentali, tenutosi nel capoluogo giuliano il 12 luglio 2017, il Comitato per la salvaguardia del golfo di Trieste, attraverso un comunicato stampa, ha riportato come ci siano ancora «dubbi sul futuro energetico di Trieste in tema di rigassificatori» e ha chiesto al Ministro interrogato, ospite dell’evento, di fornire chiarimenti sul quadro delle infrastrutture energetiche presenti nel Friuli Venezia Giulia; 

la nota ha evidenziato come «(…) resta ancora oscuro il futuro delle infrastrutture Gnl nel tratto costiero triestino di Zaule. L’impianto di rigassificazione on-shore (progetto Gas Natural) è stato ritenuto nel 2009 degno di un decreto di compatibilità ambientale dal Mattm (Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare). Il 15 maggio 2017 si è aggiunto anche il decreto di compatibilità ambientale del gasdotto Trieste-Villesse, funzionale al progetto dell’impianto di rigassificazione di Zaule»; 

secondo quanto riportato, «La Conferenza dei Servizi Istruttoria dell’11 giugno 2015 era stata rinviata in attesa che la Regione FVG si esprimesse con un decreto delineando il proprio parere sul gasdotto Trieste-Villesse. Il 14 giugno 2016 alcune associazioni ambientaliste avevano presentato in conferenza stampa una lettera aperta alla Presidente della regione FVG Debora Serracchiani per sollecitare la presentazione del decreto. Il 15 giugno 2017 è stata dichiarata invece la compatibilità ambientale anche per il gasdotto. La conclusione della vicenda è affidata alla Conferenza dei Servizi Decisoria che dovrà essere convocata dal Mise. Tante dichiarazioni di contrarietà da parte della Regione ad entrambi i progetti, ma concretamente ? Anche sulle osservazioni dell’Autorità portuale in merito alla non compatibilità dello sviluppo del porto con l’impianto di Zaule (e della bonifica della ex discarica di via Errera) la Regione non ha dato l’appoggio che ci saremmo aspettati»; 

il Comitato ha spiegato che attualmente «(…) nel Documento di consultazione della Strategia energetica nazionale di Mise e Mattm non è previsto un impianto on-shore in alto Adriatico ma genericamente un impianto off-shore FSRU (Float storage and regassification unit). Occorre constatare che il Piano Europeo di finanziamento a infrastrutture energetiche strategiche di rigassificazione on-shore in alto Adriatico ha scelto l’impianto di Veglia, e che il Mise ha dichiarato che il rigassificatore di Zaule non è strategico. Vorremmo che il Ministro Calenda riunisse la conferenza dei servizi decisoria e che in quella occasione esprimesse la sua contrarietà alla realizzazione di entrambi i progetti»; 

in ultimo, il Comitato ha sostenuto come «(…) anche senza l’intesa della Regione i progetti potrebbero essere approvati, perché l’ultima parola spetterebbe al Mise che, di fronte all’opposizione della Regione potrebbe richiedere che la decisione definitiva venga affidata al Consiglio dei ministri» –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato intenda chiarire definitivamente la posizione del Governo sulla costruzione del terminale per la rigassificazione di Gnl in località Zaule a Trieste e del metanodotto «Trieste-Grado-Villesse». (5-11868)

Omogeneità e razionalità delle ZTL per il trasporto pubblico non di linea -Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17161

presentato da

PRODANI Aris

 — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: 

il codice della strada, decreto legislativo n. 285 del 1992 e successive modificazioni, prevede e all’articolo 7 sulla regolamentazione della circolazione nei centri abitati, l’istituzione delle zone a traffico limitato (Ztl, comma 9); Ie Ztl sono autorizzate dai comuni, con deliberazione della giunta, o in caso di urgenza da un’ordinanza del sindaco, e l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore in queste aree può essere subordinato al pagamento di una somma; 

l’introduzione dei ticket turistici in molte città d’arte italiane, come riportato dal sito online di Federmobilità, «si presenta come soluzione ai problemi relativi sia alla congestione del traffico e sia ambientali. In realtà, sembra avere più la finalità di procurare ai Comuni entrate extra, non correlate in termini di migliore accoglienza nei confronti dei turisti che giungono con gli autobus, a partire dalla messa a disposizione di apposite strutture o dalla fornitura di materiale informativo»; 

inoltre, gli onerosi ticket turistici influiscono sui viaggiatori «sia nella scelta della destinazione che sulla preferenza del mezzo utilizzato per raggiungerla con riflessi immediati e pesanti, non solo sulle aziende di noleggio autobus con conducente ma su tutta la filiera turistica, visto che il costo del biglietto ricade sull’utente finale. In ultimo, questo comporta un costante e crescente calo nella scelta della destinazione Italia, in considerazione del fatto che l’autobus svolge una funzione fondamentale sull’intera filiera turistica, con riflessi immediati e pesanti, non solo sulle aziende di noleggio autobus con conducente, ma sull’economia del Paese. L’andamento della mobilità turistica ha, infatti, sensibili ricadute su altri settori, quali l’industria alberghiera, la ristorazione, le attività culturali, il pellegrinaggio religioso, insomma sull’intera filiera turistica che incide sul PIL nazionale in misura del 12,5 per cento»; 

secondo Federmobilità «le imprese di noleggio che fanno parte integrante della filiera del turismo, hanno forti legami con le agenzie di viaggio, e per questo motivo potrebbero svolgere un ruolo importante nella promozione del turismo, soprattutto nei comuni virtuosi e nelle città d’arte, contribuendo alle esigenze di programmazione dei flussi turistici, di contrasto del turismo “mordi e fuggi”, di pubblicizzazione di eventi ed iniziative commerciali»; 

negli ultimi anni, come ripetutamente denunciato dalle associazioni di categoria e come illustrato dal primo firmatario del presente atto nelle interrogazioni n. 4-14551 e n. 5-10107, ancora senza risposta, «le delibere comunali sui ticket bus contrastano con le norme fondamentali dell’ordinamento comunitario, violando il principio di proporzionalità ed ostacolando la libera prestazione di servizi ed il corretto funzionamento del mercato interno. (…) Le abnormi ed illegittime imposizioni tariffarie imposte agli autobus da numerosi comuni italiani sono dettate da esigenze di cassa dei comuni, che nulla hanno a che vedere con gli obiettivi di miglioramento della mobilità urbana, della decongestione del traffico e o della tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico e che appaiono distorsive della concorrenza modale»; 

a giudizio degli interroganti; inoltre, le tasse di ingresso nelle Ztl rappresentano, per i turisti che utilizzano i veicoli pubblici non di linea, un ulteriore aggravio alle già ampiamente diffuse tasse di soggiorno, e la loro disomogeneità può costituire un grave ostacolo e un freno al turismo nazionale e internazionale –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, quali iniziative i Ministri interrogati intendano assumere per quanto concerne lo sviluppo della mobilità turistica; 

se intendano, nel rispetto delle autonomie locali, assumere le iniziative di competenza per garantire per il servizio pubblico non di linea una disciplina omogenea e razionale delle zone a traffico limitato nei centri urbani, tale da incentivare il turismo nazionale e internazionale. (4-17161)

Aggiornamenti e contenuti portale Italia.it – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta 4-16979

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

l’ENIT, Agenzia nazionale del turismo, è l’ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, a cui è affidata la missione istituzionale di promozione dell’offerta turistica nazionale;

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 maggio 2015, registrato alla Corte dei conti il 29 maggio 2015 e adottato con delibera commissariale n. 6 del 2015, è stato approvato Io statuto di Enit; 

l’articolo 2, nel ridefinire le competenze di Enit, al comma 1, lettera f), recita: «svolgere le attività attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti con particolare utilizzazione di mezzi digitali, piattaforme tecnologiche e rete internet attraverso la gestione del portale “Italia.it”, nonché di ogni altro strumento di comunicazione ritenuto opportuno»; 

a giudizio degli interroganti, nel caso di Enit, la comunicazione puntuale dovrebbe risultare una fondamentale priorità ed il sito online, rappresentando il front office in versione digitale, dovrebbe contenere in maniera minuziosa le informazioni che l’Agenzia è obbligata ad inserire nelle proprie pagine web; 

per tale ragione, è fondamentale disporre un costante aggiornamento dei contenuti, che devono essere di facile consultazione, completi e attendibili. Risulta opportuno aggiornare a cadenze programmate il sito per verificare che i contenuti siano sempre attuali, soprattutto per quanto concerne la pubblicazione di dati statistici, bandi di gara, e ogni attività riguardante l’Istituto; 

il blog tuttosbagliatotuttodarifare, nell’articolo del 5 giugno 2017, ha analizzato il sito online di Enit e Italia.it, evidenziando alcune criticità. In particolare, ha sottolineato nella sezione specifica delle «news» la mancanza di traduzione in altre lingue all’infuori dell’italiano, infatti, «le ultime notizie pubblicate in altre lingue risalgono a Febbraio 2017. Nella versione cinese poi c’è sempre l’immancabile link in home-page a Expo 2015, di ben due anni fa»; 

inoltre, secondo quanto riportato dal blog nella parte «bandi di gara in corso» non compare alcuna pubblicazione di nuovi avvisi; 

nel sito internet Italia.it, per quanto concerne la sezione «Scopri l’Italia», a titolo esemplificativo, nella parte dedicata alla regione Liguria compare una foto rappresentante la Baia del Silenzio di Sestri Levante «che in realtà conduce alla scheda descrittivo-didascalica della città di Genova. Mentre la baia è citata solo a fine scheda»; 

l’Osservatorio nazionale del turismo (ONT), istituito con decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 6 aprile 2006, successivamente regolamentato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2007, è stato affidato all’ENIT con il decreto-legge «Art Bonus». L’Osservatorio nazionale del turismo ha compiti di studio, analisi e monitoraggio delle dinamiche economico-sociali e tecnologiche, qualitative e quantitative d’interesse turistico. Gli obiettivi fondamentali consistono nel: dare una visione sistemica della ricerca esistente sul turismo unificando le fonti e i dati; divulgare in tempo reale informazioni e dati scientificamente accreditati su trend e fenomeni turistici; fornire indicazioni previsionali e strategiche utili per le strategie di promozione del sistema Paese e per la comunicazione, promozione e commercializzazione dell’offerta turistica; 

per quanto riguarda la pagina online dedicata all’Ont, le ricerche monografiche, periodiche, i trend, la sezione inerente i documenti ufficiali di studio e ricerca sul turismo delle regioni italiane, la parte che raccoglie tutti i documenti di carattere strategico e di pianificazione realizzati ai diversi livelli territoriali, nazionali e internazionali, relativi alle politiche di sviluppo turistico, risultano poco aggiornati. Il capitolo ideato per gli «eventi» non presenta alcuna informazione. I dati ufficiali provenienti da Banca d’Italia, sui movimenti turistici alle frontiere, dei viaggiatori italiani all’estero e di quelli stranieri in Italia, a partire dal 2004, sono «fermi al 2014» –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato intenda chiarire le ragioni dell’esiguo aggiornamento del portale online dedicato all’Osservatorio nazionale del turismo; 

se e quali iniziative, di concerto con Enit, intenda assumere, per garantire un aggiornamento del portale regolare e sistematico, caratterizzato da tempistiche costanti e da contenuti online completi, fondamentali per informare i cittadini di tutte le attività che caratterizzano l’Agenzia nazionale del turismo. (4-16979)

Valorizzazione ostelli e turismo giovanile – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16635

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

secondo quanto riportato dal sito http://www.academy.formazioneturismo.com «uno studio effettuato dal World Travel & Tourism Council stima che il movimento giovanile indipendente, in Italia, sia pari all’8 per cento del flusso estero ed al 10 per cento del turismo domestico. Oltre 6 milioni sono i giovani che, tra italiani e stranieri, si muovono nel nostro Paese in cerca di libertà e svago soprattutto nei mesi estivi. Inoltre, secondo un’indagine effettuata dall’European Travel Commission, i ragazzi si orientano per la maggior parte verso le zone costiere (61 per cento). Le cause della crescita sono caratterizzate da un interesse nei confronti degli aspetti culturali italiani e da alcuni importanti eventi di notevole attrazione per i giovani stranieri»; 

l’Associazione italiana alberghi per la gioventù, nel comunicato stampa dell’11 aprile 2017, ha annunciato la firma del protocollo d’Intesa con l’Associazione nazionale comuni d’Italia per la promozione, nelle sedi istituzionali, del turismo giovanile e la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale; 

nello specifico, le due organizzazioni intendono promuovere, attraverso il progetto denominato «Un ostello per ogni città», un’azione di sensibilizzazione delle amministrazioni comunali per la diffusione del modello di accoglienza legato agli alloggi per la gioventù; 

gli ostelli della gioventù sono complessi ricettivi attrezzati per ospitare, per un periodo di tempo limitato, i giovani turisti in transito ed i loro accompagnatori; 

secondo l’AIG l’ostello «è diventato un centro di aggregazione sociale, ossia un luogo di incontro in cui poter attivare iniziative congiunte, culturali ed educative e momenti di inclusione ed integrazione. Con il protocollo, l’ANCI auspica il riconoscimento delle articolazioni territoriali dell’AIG come interlocutori diretti dei comuni per la realizzazione delle varie iniziative di promozione turistica, nonché l’inserimento di rappresentanti della stessa associazione nelle Commissioni turistiche comunali e di promozione del territorio; quindi il formale riconoscimento di AIG presso le regioni, quale interlocutore nella programmazione della politica turistica»; 

il progetto intende ampliare l’attività anche del recupero di immobili inutilizzati. Il presidente nazionale di AIG Filippo Capellupo ha spiegato che saranno avanzate delle richieste per prendere in gestione dagli Enti comunali, «in qualunque forma utile e cioè con affiliazione, gestione diretta, affidamento, partnership privata o privata, cooperative, strutture comunali in disuso, dimore storiche, edifici inutilizzati o abbandonati, e quant’altro sia idoneo ad essere trasformato in un nuovo e moderno ostello e in una struttura di ospitalità e di promozione culturale al servizio delle città e del Paese. Trasformarle in ostelli significherebbe salvarle dal degrado. E quando, e se, si tratta di strutture in buono stato, vorrebbe dire renderle immediatamente redditizie, oltre che prestate ad una causa sociale, culturale, comune e nazionale»; 

come riportato da notizie apparse sugli organi di informazione, alla luce della riduzione, negli ultimi anni, dei partecipanti ai viaggi di istruzione, Capellupo ha dichiarato che il rilancio degli ostelli, caratterizzato dalla disposizione di strutture accoglienti ed economiche, potrebbe favorire una maggiore partecipazione degli studenti e uno sviluppo delle gite italiane ed estere; 

in ultimo, l’iniziativa prevede una campagna di sensibilizzazione ed informazione, sulla diffusione del modello di accoglienza relativo agli alloggi della gioventù, con incontri, tavole rotonde e conferenze stampa in ogni capoluogo di regione –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se e quali iniziative il Ministro interrogato, di concerto con le associazioni e gli enti competenti, intenda assumere per promuovere e potenziare lo sviluppo del turismo giovanile; 

se intenda assumere iniziative per valorizzare la rete di strutture per l’accoglienza dei giovani, con particolare riferimento agli ostelli della gioventù. (4-16635)

Scontro tra Mise e Mibact su Promuovitalia – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16634

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

Promuovi Italia spa è una società pubblica, controllata al 100 per cento dall’Enit e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, attiva nell’assistenza tecnica alla pubblica amministrazione e nella realizzazione di progetti finanziati dal Ministero dello sviluppo economico e dal Dipartimento del turismo. La società è stata creata nel 2004 con lo scopo di supportare «l’occupazione e lo sviluppo dell’industria turistica»; 

dagli articoli pubblicati sugli organi di stampa, nel corso degli anni, si è appreso dei numerosi problemi che la società ha dovuto affrontare. «(…) A fine 2013,» ha riportato Wired, aveva quasi 8 milioni di liquidità, e oltre 25 milioni di euro di commesse acquisite e a distanza di un anno si è ritrovata con un buco di 17 milioni di euro, con i dipendenti senza stipendio e i dirigenti indagati. Tale situazione ha compromesso l’operatività dell’azienda che, nel 2013, non ha provveduto al deposito del bilancio d’esercizio; 

il decreto-legge del 31 maggio 2014, n. 83, recante «Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo», convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, all’articolo 16, ha disposto la messa in liquidazione di Promuovi Italia spa; 

come è stato ricordato da Alberto Crepaldi nell’articolo del 10 maggio 2017 pubblicato sul sito online http://www.glistatigenerali.com, «sono trascorsi tre anni dal varo del decreto Art Bonus, con cui il Ministro Dario Franceschini si proponeva di rivoluzionare il settore del turismo. L’attesa rivoluzione non c’è stata. Mentre si è rivelata un disastro la riorganizzazione degli enti deputati a declinare le politiche nazionali sul settore»; 

nello specifico, Crepaldi ha ricordato le ultime vicende di Promuovitalia, caratterizzate, soprattutto, dal conflitto giudiziario tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministero dello sviluppo economico; 

lo scontro tra i due dicasteri «riguarda l’annullamento della sentenza di fallimento e il recupero di un credito milionario che il Mise vantava nei confronti della società controllata da Enit, prima che venisse messa in liquidazione dal Mibact»; 

infatti, il 21 novembre 2016 il Ministero dello sviluppo economico ha presentato un ricorso presso la Corte di Cassazione contro il fallimento della società in liquidazione per ottenere la cassazione della sentenza n. 6176/2016 in relazione «all’applicabilità della disciplina dettata dal decreto legislativo n. 175 del 2016, alle sentenze dichiarative di fallimento (…); e alla ricomprensione della categoria delle cosiddette società in house providing in quella delle “società a partecipazione pubblica” con conseguente assoggettabilità alle procedure concorsuali» rinviando così la causa alla Corte d’appello di Roma, «affinché questa definisca le questioni di merito»; Crepaldi ha riportato che «la Suprema Corte, proprio nelle prossime settimane, dovrebbe pronunciarsi sul ricorso»; 

i problemi attraversati da PromuoviItalia sono stati illustrati dal primo firmatario del presente atto nell’interrogazione n. 4-14999, ancora senza risposta –: 

se il Governo intenda intervenire in maniera tempestiva e fare chiarezza sui fatti esposti in premessa, spiegando le ragioni del fallimento di Promuovi Italia e le criticità emerse a seguito delle divergenze sopra riportate tra i due Ministeri. (4-16634)