Trasparenza e diffusione informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni – Interrogazione dd 12 settembre 2017   Leave a comment

​Martedì 12 settembre 2017, seduta n. 848

— Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
l’8 giugno 2016 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 97 del 2016, recante «Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza,» correttivo della legge n. 190 del 2012 e del decreto-legge n. 33 del 2013, ai sensi dell’articolo 7 della legge n. 124 del 2015, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche; 

la rivista online di diritto amministrativo http://www.giurdanella.it, nell’articolo del 9 giugno 2016, ha spiegato come il decreto «introduca anche in Italia il Freedom Information Act (FOIA), una nuova forma di accesso civico ai dati e ai documenti pubblici, equivalente a quella presente nei sistemi anglosassoni. Questa nuova forma di accesso prevede che chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, può accedere a tutti i dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto di alcuni limiti tassativamente indicati dalla legge; 

si tratta, dunque, di un regime di accesso più ampio di quello previsto dalla versione originaria dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 33 del 2013, in quanto consente di accedere anche ai dati e ai documenti per i quali non esiste l’obbligo di pubblicazione e che l’amministrazione deve quindi fornire al richiedente»; 

secondo quanto riportato dal sito online Key4biz nell’articolo del 31 luglio 2017, alcuni componenti dell’iniziativa del gruppo Facebook «Trasparenza siti web pubblica amministrazione», impegnati nel promuovere il rispetto delle norme sulla trasparenza amministrativa, hanno presentato un ricorso nei confronti del Ministero della giustizia, presso la prima sezione del Tar Lazio; 

l’avvocato Andrea Lisi, esperto in diritto dell’informatica e anch’egli componente del gruppo, ha spiegato che la ricorrente Carmela Pace ha avviato l’iniziativa, presentando ricorso al Tar, in seguito alla sua istanza di accesso civico presentata per ottenere dal Ministero la pubblicazione in formato aperto, come la normativa prevede, delle tabelle relative all’albo degli amministratori giudiziari, secondo modalità idonee alla indicizzazione, alla rintracciabilità tramite motori di ricerca web e al riutilizzo; 

la sentenza n. 9076 del 28 luglio 2017, «ha riconosciuto l’inadempimento da parte del Ministero agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, trasgredendo, in particolare, al disposto dell’articolo 15-ter del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 (cosiddetto FOIA) e condannandolo a riscontrare l’istanza di accesso e/o a provvedere alla pubblicazione dell’albo degli amministratori giudiziari entro 30 giorni dalla notifica della sentenza»; 

Lisi ha sottolineato, nell’articolo del Fatto Quotidiano pubblicato sul sito il 31 luglio 2017, come sia «assurdo che proprio il Ministero della Giustizia vada a violare una legge che viene invece definita rivoluzionaria dai suoi stessi propugnatori. (…) Inoltre, non si possono sottovalutare gli aspetti economici che invece finiscono con il limitare fortemente le concrete possibilità dei cittadini di vedere riconosciuto il loro diritto a ricevere informazioni dettagliate e trasparenti sulla gestione della cosa pubblica»; 

in ultimo, «occorre considerare che non è facile esperire azioni a tutela dei diritti all’informazione e alla trasparenza dell’agire amministrativo, nonostante siano diritti della collettività. I costi di un giudizio innanzi al Tar, infatti, rimangono elevati anche per far valere innanzi al giudice tali fondamentali diritti. Oltre a tale aspetto, la complessità e la scarsa chiarezza dell’attuale normativa (come modificata con l’introduzione del Foia) finiscono con il disorientare non solo i cittadini, ma talvolta confondono anche gli stessi giudici che, come in questo caso, decidono di compensare le spese di giudizio, considerata la novità e delicatezza della questione. Anche questo rappresenta di fatto un deterrente di natura economica per l’esercizio del diritto alla trasparenza e all’informazione sull’operato della pubblica amministrazione» –: 

alla luce dei fatti sopraesposti, quali iniziative si intendano assumere affinché siano garantiti, da parte della pubblica amministrazione, la trasparenza e l’accesso alle informazioni in conformità alla normativa in materia; 

se, e secondo quali modalità, si ritenga di intervenire al fine di rendere accessibile le informazioni della pubblica amministrazione ai cittadini, senza dover sostenere degli oneri sproporzionati e gravosi anche in sede giudiziale per far valere tale diritto. (4-17624)

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Pubblicato 16 settembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera

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Tagli del FUS al Teatro Verdi – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il fondo unico per lo spettacolo (Fus) istituito dalla legge n. 163 del 1985 costituisce il principale strumento di sostegno al settore dello spettacolo dal vivo e della cinematografia da parte dello Stato;
le finalità del Fus consistono nel sostegno finanziario ad enti, istituzioni, associazioni, organismi ed imprese operanti nei settori delle attività cinematografiche, musicali, di danza, teatrali, circensi e dello spettacolo viaggiante, nonché nella promozione e nel sostegno di manifestazioni ed iniziative di carattere e rilevanza nazionali da svolgere in Italia o all’estero;
i contributi alle fondazioni lirico-sinfoniche sono assegnati con i criteri e le procedure indicate nel decreto ministeriale 3 febbraio 2014;
il 26 luglio 2017, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha approvato l’integrazione del piano di risanamento per il triennio 2016-2018 per quanto concerne la Fondazione Teatro Lirico «Giuseppe Verdi» di Trieste;
come riportato nella nota stampa della Fondazione, pubblicata nella medesima giornata sul proprio sito online «il Decreto di approvazione, sottoscritto dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, di fatto riconosce alla Fondazione una posizione di eccellenza tra gli Enti impegnati a sostenere il percorso di risanamento, stabilendo due primati: quella triestina è la prima ad avere pienamente superato tutte le scadenze del primo Piano (2013/2016) ed è la prima a vedere approvato il nuovo Piano di adeguamento fino al 2018 (previsto dal decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, in particolare articolo 24 “Misure urgenti per il patrimonio e le attività culturali”), interamente redatto grazie a risorse interne, in un’ottica di contenimento dei costi. (…) L’approvazione del nuovo Piano si affianca ai successi della stagione appena conclusa, che ha registrato, per il secondo anno consecutivo, un incremento di pubblico, pari a +17 per cento per le attività 2016-2017»;
in merito, il sovrintendente della Fondazione Stefano Pace, nell’intervista pubblicata da Il Piccolo di Trieste il 31 luglio 2017, ha commentato: «speriamo che non ci siano sorprese da parte del Fondo Unico dello Spettacolo. Abbiamo fatto un passo importante per la messa in sicurezza del Verdi (…). Siamo stati i primi a ottenere questo risultato superando l’esame a pieni voti»;
secondo un articolo del 9 settembre 2017 pubblicato dal suddetto quotidiano triestino, il Consiglio di indirizzo del Teatro citato ha chiesto «un incontro con la Presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani e con il Ministro Franceschini riguardo il taglio di 890 mila euro da parte del FUS nei confronti del Verdi di Trieste. (…) Come evidenziato nella nota diffusa dalla Fondazione, dopo la riunione del Consiglio di Indirizzo, sono state analizzate le diverse voci e i punteggi della ripartizione, in attesa degli incontri presso le competenti sedi istituzionali (…). La soluzione positiva dovrebbe prevedere il recupero dei quasi novecento mila euro assegnati quest’anno, indispensabili per garantire il pareggio di bilancio (obiettivo imprescindibile del piano di risanamento)»;
inoltre, «si rileva una vera e propria emorragia di risorse del Fus, a decorrere dal 2012, visto che da 11 milioni di stanziamento previsti per il primo piano, si è progressivamente passati a 7,8 per l’anno 2017. La RSU non nasconde la preoccupazione per la situazione. Negli anni, rinunciando per esempio al premio di produzione, i sindacati hanno sempre perseguito azioni per mantenere i posti di lavoro e evitare esuberi. Il Verdi occupa attualmente 240 persone. Sotto accusa, da parte dei sindaci, è stata la scelta del ministero di non prorogare l’attribuzione del 5 per cento del Fus alle Fondazioni virtuose, ovvero quelle che hanno chiuso il bilancio in attivo per tre esercizi consecutivi (è il caso del Verdi). Per questo anche la Rsu, in modo unitario, ha chiesto un incontro urgente alla presidente della regione Serracchiani» –:
alla luce dei fatti esposti in premessa, quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda porre in essere al fine di evitare i tagli ai fondi per la Fondazione teatro lirico «Giuseppe Verdi» di Trieste;
quali iniziative intenda inoltre attuare al fine di scongiurare possibili ripercussioni per i lavoratori. 

Week end “in salita” per i piloti triestini    Leave a comment

Lena, De Vecchi, Martincich ed il ritorno di Alessandro Agosti alla 36a Buzetski Dani

Un tracciato molto vario e tecnico che mette a dura prova piloti e vetture. Una cornice di pubblico e di colore degni di un evento “europeo”. È questa la Buzetski Dani, appuntamento irrinunciabile per gli specialisti della velocità in salita, che questo fine settimana, con partenza dalle prove libere di venerdì, vedrà al via un buon numero di piloti triestini.

Alla settima partecipazione Marco De Vecchi, sempre protagonista alla gara istriana con ben 5 podi su 6 partenze. Un’ occasione in più per la messa a punto della Civic Ek4, nell’attesa degli ultimi due appuntamenti del TIVM Nord dove De Vecchi occupa la quarta posizione assoluta della classe N1600.

Punta a continuare la striscia positiva il diciannovenne Lorenzo Martincich, impegnato nell’europeo storiche e nel triveneto sloveno. Obiettivo principale: continuare a fare esperienza e macinare chilometri sulla Peugeot 205, sempre con un occhio alla classifica. 

E sarà proprio la classifica ad interessare in maniera particolare Enrico Lena. A Buzet in ballo preziosi punti per ll’Europeo, dove attualmente il campione triestino si trova in terza posizione assoluta e primo di classe, e del Cez. E l’uscita di strada alla recente salita di Ilirska Bistrica aumenta il desiderio di riscatto di Lena, che si auspica di trovare un percorso bagnato sul quale la sua Fulvia HF risulta sicuramente più competitiva.

La gara croata vedrà il ritorno al volante, dopo un’assenza durata piu di un decennio, di Alessandro Agosti. Il 2017 ha già regalato il programma nel TIVM del fratello Alberto, anche lui nuovamente in pista dopo diversi anni, ed ora tocca al veterano di famiglia. Sicuramente una forte emozione, ma anche una gran voglia di rimettersi in gioco in vista di un possibile impegno continuativo per la prossima stagione.( AP )

TriestePrima 15 settembre 2017

Pubblicato 14 settembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Aci - Automobilismo, Articoli Sport

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Statuti Coni e Federazioni Sportive – Odg approvato   Leave a comment

C 3960-A

Ordine del giorno

Aris Prodani


La Camera premesso che:

il provvedimento in esame, composto da 6 articoli, contiene norme per la limitazione del rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI); 

è stabilito, all’articolo 1, che gli organi del CONI restino in carica 4 anni, e che il Presidente e gli altri organi della giunta nazionale non possano svolgere più di tre mandati;

l’art. 2 dispone che gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline sportive associate prevedano le procedure per l’elezione del Presidente e dei membri degli organi direttivi, che restano in carica 4 anni e non possono svolgere più di 3 mandati;

non è esplicitato, all’interno del provvedimento, alcun riferimento agli eventuali conflitti di interesse incompatibili con gli incarichi nelle Federazioni Sportive-:


impegna il Governo


a valutare l’introduzione di opportune disposizioni normative finalizzate a stabilire le incompatibiltà per le elezioni e le nomine degli organi elettivi del Coni, delle altre Federazioni Nazionali e delle Discipline sportive associate.

 

Pubblicato 14 settembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera

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L’Alpe del Nevegal e la Lučine GHD per i triestini della velocità in salita – TriestePrima 11 agosto 2017   Leave a comment

Intenso fine settimana quello che attende il nutrito gruppo triestino degli specialisti della velocità in salita. Che, per questa volta, si divide per due diversi appuntamenti. Marco De Vecchi, Carmelo Fusaro, Adriano Cavaliero, Alberto Agosti e Paolo Parlato prendono il via all’Alpe del Nevegal, valida per il Civm ed il Tivm Nord, mentre Enrico Lena e Lorenzo Martincich sono in Slovenia alla Lučine GHD per il CEZ ed il Campionato Triveneto – Sloveno.

Parlato, su un tracciato che gli ha sempre regalato soddisfazioni, continua l’inseguimento alla prima posizione in gruppo A nel Campionato Italiano Velocita della Montagna, mentre Carmelo Fusaro, anche dopo gli ottimi riscontri segnati al recente Rijeka Rally Ronde, parte con l’obiettivo di consolidare il primato di classe e scalare qualche posizione nel Racing Start. La sempre affollata N1600 ripropone la sfida tra Marco De Vecchi, brillante quarto di classe in campionato alla guida della Civic EK4, e l’arrembante Alberto Agosti, che propone una tattica più aggressiva facendo tesoro delle gare già disputate nel corso della stagione.

Chiude l’elenco della trasferta bellunese Adriano Cavaliero. Nonostante non si ponga obiettivi particolari se non il divertimento in gara, Cavaliero riesce sempre a concludere nelle posizioni di vertice nella RS1400, a bordo della Peugeot 106.

In terra slovena, i 4 chilometri da ripetere 3 volte di Lučine vedono Enrico Lena cercare l’affidabilità della Fulvia HF, dopo l’inconveniente patito al Sestrière, anche in vista dei prossimi appuntamenti con l’Europeo di Illirska e Buzet, mentre il diciottenne Lorenzo Martincich punta a mantenere la leadership del Triveneto Sloveno di classe oltre, ovviamente, a macinare chilometri ed acquisire esperienza.

Aris Prodani

Pubblicato 12 agosto 2017 da Aris Prodani in 2017, Articoli Sport

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Rally Ronde al Poligon Gaj: triestini al via tra ritorni, conferme ed esordi – TriestePrima 09 agosto 2017   Leave a comment

Parte oggi il terzo appuntamento del Rijeka Rally Ronde Championship, formula innovativa di mini campionato rally ronde organizzato all’interno del circuito di Grobnik che, visti i lavori estivi di rifacimento del manto stradale della pista fiumana, ha trasferito due delle quattro tappe sul Poligon Gaj, a 80 km da Lubiana.

Buona la presenza dei triestini al via. Carmelo Fusaro, nella tradizionale formazione rallystica con Roberta Barbo, cerca la continuità dopo i buoni risultati dei primi due Round che lo hanno portato 6° in classifica generale ma, soprattutto, di riprendere la trance agonistica in vista dell’impegnativa salita del Nevegal in programma nel fine settimana. Deve averci preso gusto Andrea Matarrese. Dopo il positivo esordio di maggio, si ripresenta allo start, navigato da Alan Battini alla prima esperienza alle note, con tutte le intenzioni di acquisire esperienza e portare la Peugeot 205 al traguardo.

Un piacevole ritorno quelllo del muggesano Davide Glavina, al ritorno sul sedile di guida dopo quasi due anni a causa di un infortunio. Per Glavina si tratta di una gara test con l’Astra Gsi 2000 in configurazione rally, con la quale spera di rientrare subito in confidenza e poter sfoderare una buona prestazione.

Il Poligon Gaj rappresenta l’esordio alla guida per il giovanissimo Lorenzo Luches. Conosciuto nell’ambiente kartistico nazionale, Luches approccia al rally su una Corsa Gsi Gr.A navigato dall’esperta Emilia Guarino. Una “prima” che ha l’obiettivo principale di prendere confidenza con le note, ma senza dimenticare di rivolgere le attenzioni alla classifica.

Aris Prodani

Pubblicato 9 agosto 2017 da Aris Prodani in 2017, Articoli Sport

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Contrasto alla pedopornografia in rete e tutela minori – Interrogazione al Ministero dell’Interno   Leave a comment

​PRODANI — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: 

il progressivo espandersi dell’evoluzione tecnologia ha portato alla nascita di nuove fattispecie criminose attuate tramite la rete internet come la pedofilia e la pedopornografia; 

la legge n. 38 del 2006 «Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet» introduce delle modifiche alle disposizioni già contenute nella legge n. 269 del 1998; 

infatti, già la citata legge n. 269 del 3 agosto 1998, aveva introdotto nel codice penale ed in quello di procedura penale importanti novità atte a permettere, alle forze di polizia ed alla magistratura, un contrasto maggiormente incisivo del fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, con particolare riguardo alla cosiddetta pedofilia on-line; 

l’Italia è stata tra i primi Paesi a dotarsi di una specifica normativa in materia aderendo ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo e a quanto sancito dalla dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma, alla luce della considerazione che, così come specificato all’articolo 1 della legge sopra citata, «la tutela dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale, costituisce obiettivo primario perseguito dall’Italia; 

la legge 1o ottobre 2012, n. 172, di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa del 2007 per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale (Convenzione di Lanzarote), detta alcune norme di adeguamento dell’ordinamento interno volte a modificare il codice penale (introducendo i nuovi reati di adescamento di minorenni, anche attraverso internet, e di istigazione e apologia di pratiche di pedofilia e di pedopornografia), il codice di procedura penale e l’ordinamento penitenziario; 

in occasione della giornata contro la pedofilia, il 5 maggio 2017, l’associazione Telefono Azzurro ha presentato il dossier «Abuso sessuale e pedofilia. Storie, contesti e nuove sfide», evidenziando come «la maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengano messi in atto da persone conosciute, perlopiù appartenenti al nucleo familiare. L’aumento delle segnalazioni che riguardano, invece, un responsabile estraneo è in linea con l’elevato numero di casi di abusi perpetuati attraverso Internet (adescamento e pedopornografia), luogo in cui è più probabile che i ragazzi stabiliscano relazioni potenzialmente rischiose con estranei»; 

Antonello Soro, presidente del garante per la protezione dei dati personali, durante l’esposizione della relazione annuale 2016 alla Camera dei deputati, ha evidenziato come «secondo recenti ricerche la pedopornografia in rete sarebbe in crescita vertiginosa, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Fonte involontaria sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli». Ciò avviene per la difficoltà di circoscrivere, sui social network, i potenziali destinatari delle comunicazioni; 

secondo la rubrica Digital Crime di Paolo Galdieri, avvocato e docente di informatica giuridica, pubblicata sul quotidiano online Key4biz, «quotidianamente apprendiamo degli aumenti di fatturato delle organizzazioni criminali che operano nel settore della pedopornografia, dell’enorme numero di minori coinvolti e, quindi, l’apertura di procedimenti penali a carico di soggetti che agiscono da ogni parte del territorio nazionale e oltre confine»; 

Galdieri, analizzando i processi celebrati negli ultimi anni e le condanne inflitte, ha constatato che «con estrema facilità sono puniti i soggetti che fruiscono del materiale e che lo ricedono, o distribuiscono, su piccola scala. A cavarsela sono, invece, proprio coloro che esprimono maggiore pericolosità sociale ovvero coloro che impiegano i minori come beni di consumo, sfruttandoli dal punto di vista sessuale per farne ingenti profitti»; 

«Tale impunità ha ragioni agevolmente individuabili, derivanti dal fatto che molti Paesi si rifiutano di cooperare sul piano giudiziario, non consentendo l’individuazione dei siti da cui parte la distribuzione del materiale. Stesso discorso per quanto attiene il turismo sessuale che, seppur apparentemente perseguito nei Paesi ove ha massima diffusione, viene troppo spesso tollerato dagli stessi, se non addirittura incentivato. Risulta agevole rilevare che un effettivo contrasto a questi fenomeni può avvenire solo attraverso una seria attività diplomatica, che imponga la sottoscrizione di accordi, al momento inesistenti, pena l’interruzione di rapporti anche commerciali» –: 

quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica, sia in ambito nazionale che internazionale, con l’obiettivo comune di proteggere e tutelare bambini e ragazzi dal fenomeno criminale citato in premessa; 

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di prevenire e contrastare in maniera rapida ed efficiente la pedopornografia; 

alla luce dei fatti sopraesposti, se intendano promuovere una chiara attività diplomatica internazionale volta a reprimere la pedopornografia, una delle realtà criminali che ha maggiormente fruito delle innovazioni introdotte dalla «società dell’informazione». (4-17530)