Fonderia «Livarna» di Salcano: coinvolgere il Ministero dell’ambiente sloveno – Interrogazione al Mattm   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Per sapere – premesso che:

nell’interrogazione n. 4-17972, il primo firmatario del presente atto ha riportato la notizia dell’accordo siglato l’11 ottobre 2016 tra l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli-Venezia Giulia e l’Arso (Agencija Republike Slovenije za okolje – Agenzia per l’Ambiente Slovena);

l’accordo «si pone l’obiettivo di consolidare la collaborazione già in atto tra ARPA e ARSO allargandola a nuovi campi di attività di comune interesse quali l’idrosfera, la biodiversità e la protezione del suolo. Vuole inoltre favorire lo scambio transfrontaliero di informazioni sull’ambiente in modo da raggiungere un miglioramento sostanziale nei servizi offerti, nonché una più ampia diffusione di informazioni alla popolazione. La collaborazione consentirà di avviare importanti attività, come ad esempio quelle finalizzate alla valutazione dello stato ecologico, della qualità chimica e biologica delle acque superficiali, profonde e marine, i monitoraggi e la modellizzazione dello stato di qualità dell’aria, i cambiamenti climatici, le pressioni sul suolo e la carica di nutrienti»;

nell’atto menzionato, il primo firmatario della presente interrogazione ha riportato anche la notizia pubblicata da Il Piccolo il 17 settembre 2017, riguardante le pesanti «emissioni provenienti dalla fonderia “Livarna”, situata a Salcano, nel comune di Nova Gorica a poca distanza dal confine italo-sloveno»;

con tale atto è stato chiesto al Governo se intendesse promuovere, per il tramite del Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, una verifica sullo stato dei luoghi e sui fattori di inquinamento che sarebbero stati riscontrati;

il Ministro interrogato, il 29 novembre 2017, in risposta a suddetta interrogazione, ha spiegato che «in ordine al tema del monitoraggio delle emissioni prodotte dalla ditta Livarna, si specifica che il controllo degli impianti produttivi in Slovenia non è appannaggio di ARSO (che è un’agenzia con funzioni preminenti di monitoraggio territoriale) ma della struttura Inšpektorat RS za okolje in prostor (IRSOP), un organismo specificatamente dedicato a questa attività il cui ufficio competente per la Livarna ha sede a Nova Gorica (…)»;

inoltre, nello specifico dei rapporti tra l’Arpa e la ditta Livarna, il Ministro ha comunicato che «a seguito delle segnalazioni e degli esposti della popolazione limitrofa, l’Agenzia ha ritenuto comunque di inviare una richiesta di informazioni alla ditta, senza peraltro aver riscontri dalla medesima»;

infine, il Ministro ha evidenziato come il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare «continuerà a tenersi informato tramite il sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, nonché a svolgere un’attività di monitoraggio, anche al fine di valutare un eventuale coinvolgimento di altri soggetti istituzionali» –:

quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere il Governo al fine di continuare a monitorare i potenziali fattori di inquinamento nell’area sopra richiamata, di concerto con le istituzioni slovene competenti, in modo tale da contribuire a fornire risposte certe ed immediate alla popolazione interessata relative alle emissioni provenienti dalla fonderia «Livarna»;

alla luce della mancata risposta da parte della ditta Livarna alla richiesta di informazioni da parte di Arpa Friuli-Venezia Giulia, se intenda assumere le iniziative di competenza volte a coinvolgere il Ministero dell’ambiente sloveno.
(4-18762)

livarna

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Pubblicato 12 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Guide turistiche: definire una normativa complessiva di riordino delle professioni turistiche – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 15 novembre 2017 i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche sono stati ascoltati in audizione dal coordinatore della Commissione turismo della Conferenza delle regioni, Giovanni Lolli. L’audizione si è tenuta per discutere dello «schema di intesa inerente i requisiti di accesso all’esercizio della professione di guida turistica»;

in merito alla bozza del documento riguardante l’intesa, le associazioni di categoria hanno manifestato «la necessità di una norma primaria di livello nazionale che fornisca la definizione di guida turistica, necessità condivisa anche dalle Regioni per quanto pronte a firmare un’intesa cosiddetta forte; la richiesta di ponderare al meglio l’attuale definizione di guida turistica che appare essere limitativa, nonché l’opportunità di esplicitare, nella norma transitoria (articolo 10 del testo provvisorio), che coloro che hanno conseguito il titolo di guida lo manterranno anche dopo l’entrata in vigore dell’Intesa»;

inoltre, le stesse associazioni hanno espresso, «sempre all’articolo 10, la possibilità di arginare il dilagare dei corsi di formazione, prevedendo un termine al di là del quale il corso dovrà necessariamente rientrare nell’ambito di applicazione della nuova normativa, per quanto appaia difficile individuare una data certa che possa essere giuridicamente sostenibile. Hanno rimarcato la necessità di prevedere aggiornamenti formativi periodici ed obbligatori, che garantirebbero un costante approfondimento di nuove conoscenze a garanzia della qualità del servizio reso; l’esigenza di chiarire che l’esame deve esse pubblico e tenuto ad esclusione dei rappresentanti degli Enti di formazione»;

in ultimo, hanno comunicato «l’opportunità di prevedere la sola laurea specialistica quale titolo di accesso all’esame abilitante, la necessità di prevedere l’esame orale in lingua straniera, anche previo pagamento da parte del candidato del relativo onere economico, piuttosto che la presentazione della sola certificazione e la richiesta di una legge statale per regolamentare la professione citata, non un’intesa, la quale potrebbe essere vista quale soluzione temporanea nell’attesa di un progetto di riordino complessivo che passi attraverso gli organi parlamentari»;

nel corso dell’audizione, l’Angt ha espresso la sua ferma opposizione nei confronti degli atti che sono stati predisposti dal Coordinamento delle regioni. Adina Persano, presidente di Angt ha dichiarato: «consideriamo il documento di Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sulla Guida Nazionale uno sfregio alla professione e all’articolo 9 della Costituzione. La legge di riordino di una professione non può essere istituita con un’Intesa tra lo Stato e le Regioni, ma con leggi del Parlamento italiano»;

l’Angt chiede «al Mibact, e anche alle Regioni che hanno a cuore il loro patrimonio e la ricchezza dei loro beni culturali, di non sottoscrivere l’Intesa ma di chiedere formalmente una vera e corretta legge di riordino, con esami rigorosi per formare professionisti seri e consapevoli del loro ruolo nel turismo. Angt dichiara formalmente lo stato di agitazione se le Regioni continueranno nella loro perseveranza e volontà di procedere riservandosi di denunciare ogni atto illegittimo all’autorità giudiziaria»;

in ultimo, Persano ha evidenziato come «nel testo predisposto dalle Regioni non convincano le regole poco chiare ma, soprattutto, esprimiamo la nostra forte contrarietà per i corsi formativi gestiti da enti privati che hanno peraltro già dimostrato il loro fallimento nella forma e nei contenuti. La professione non può essere preda di interessi privati. Siamo convinti della necessità di attivare percorsi universitari seri e rigorosi. Non dimentichiamo che la professione di Guida Turistica è profondamente connessa alla corretta conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale della Nazione; ma anche alla tutela del “turista-consumatore”, che ha diritto ad usufruire di un servizio di livello adeguato, reso da soggetti che abbiano previamente dimostrato la conoscenza specifica del medesimo»;

con precedenti atti di sindacato ispettivo, da ultimo l’interrogazione n. 4-18166 del 16 ottobre 2017, il primo firmatario del presente atto ha sollecitato urgenti iniziative ai fini del riesame della disciplina della professione di guida turistica. Tuttavia, il Governo non ha adottato alcuna iniziativa in merito –:

quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato in relazione ai fatti esposti;

quali opportune e urgenti iniziative normative intenda assumere per regolamentare il settore menzionato;

se intenda assumere iniziative volte ad accogliere le richieste esposte dall’Angt e dai rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche durante l’audizione riportata in premessa;

se intenda assumere urgentemente iniziative per definire una normativa complessiva di riordino delle professioni turistiche, che preveda esami specifici per formare professionisti qualificati all’interno del settore menzionato.
(4-18728)

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Pubblicato 5 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Diffusione della cultura digitale – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

Per sapere – premesso che:

secondo l’articolo pubblicato sul sito online wired.it il 22 novembre 2017 «Il Programma di Agenda Digitale di Biella è nato per volontà dell’amministrazione del Comune nel 2015. Sigillato con il Patto del Battistero (dal nome di uno dei più noti monumenti della città, il battistero romanico), a oggi è stato firmato da 20 partner, tra pubblici e privati. Gli obiettivi del progetto, denominato #ADBiella derivano dalla strategia Europa 2020 e sono volti a favorire lo sviluppo del territorio biellese, erogando servizi ICT (Information and Communication Technology). Nello specifico: azzerare il divario digitale, promuovere il commercio elettronico, migliorare i servizi (eGovernment/OpenData), estendere il modello delle scuole e delle competenze digitali, utilizzare la digitalizzazione come motore di innovazione e realizzare una smart community per migliorare la vita dei cittadini. I cittadini e le associazioni sono continuamente resi partecipi di questo processo attraverso dei laboratori di co-progettazione»;

nell’ambito delle competenze digitali sono stati formati oltre 300 soggetti di età superiore ai 55 anni attraverso corsi di formazione dedicati all’utilizzo dei social network. Il progetto di formazione, a cui collaborano i comuni di Biella e Cossato, le scuole biellesi in rete, l’università popolare e l’amministrazione provinciale, è pensato con una forte valenza sociale, in quanto sono proprio gli studenti delle scuole a trasferire verso gli anziani le pratiche digitali per rendere quest’ultimi «autonomi e possibilmente meno isolati socialmente»;

sempre in tale ambito, camera di commercio, associazioni di categoria e Sellalab (acceleratore di impresa della banca Sella), «stanno effettuando programmi di inclusione digitale per le aziende e, ad oggi, ne hanno già coinvolte più di 400»;

il dialogo fra cittadini e la pubblica amministrazione avviene grazie all’utilizzo della pagina Facebook del comune che è stata creata nel 2014 e ad oggi conta circa 40.000 sottoscrittori. «Tale pagina istituzionale funziona come un mini sistema di segnalazioni urbane a cui il Comune fornisce risposte in tempi certi. Anche la locale Camera di commercio, l’Azienda dei rifiuti ed alcuni consorzi socio assistenziali hanno seguito l’esempio del Comune aprendo il proprio canale Twitter. Inoltre, diversi servizi di eGovernment hanno di fatto eseguito lo switch-off e ora sono facilmente fruibili online (es. Piani Regolatori, PagoPA, SUAP, pagamento ticket, ritiro referti)»;

per il futuro, l’obiettivo del comune menzionato è ambizioso: «allineare la percentuale di persone della provincia di Biella che utilizzano internet alla media europea»;

in merito ai fatti esposti, come sottolineato da http://www.agendadigitale.eu «per quanto concerne il divario digitale, il Comune di Biella, con il Piano Telematico ha razionalizzato i contratti di connettività delle scuole (con un risparmio di oltre il 50 per cento e banda quintuplicata), sono state attivate le connessioni in fibra per la gran parte degli edifici pubblici e si è liberalizzato il WiFi rimuovendo il sistema di autenticazione. Il Comune e la Provincia hanno anche realizzato uno studio congiunto per mappare con precisione tutte le infrastrutture di trasporto digitale che si possono mettere a disposizione di cittadini ed aziende»;

per quanto riguarda l’ecommerce e l’attrazione degli investimenti, camera di commercio, comune, banca Sella «stanno interpellando aziende ubicate fuori provincia facendo leva anche sulle misure agevolative attivate dalla regione Piemonte (L.R. 34/2004)»;

a livello di promozione turistica, «oltre 30 mila fotografie sono già pubblicate su Instagram con l’hashtag #innamoratidelbiellese voluto e promosso dall’azienda turistica in collaborazione con il comune di Biella. Il principio di base presuppone che i biellesi debbano essere i primi ambasciatori del loro territorio e contribuiscano con i loro scatti fotografici a costruirne l’immagine»;

in fine, «tutti gli enti del Patto del Battistero sono anche impegnati nell’attività di fund raising per consentire sostenibilità nel tempo ai vari progetti o l’apertura di nuove cantierabilità» –:

alla luce di quanto esposto, se e quali iniziative, simili al modello biellese, il Governo intenda adottare per favorire in tempi celeri il processo di digitalizzazione volto a migliorare il settore della pubblica amministrazione;

con quali strumenti intendano garantire la diffusione della cultura digitale, indispensabile per la crescita economica e sociale del Paese.
(4-18664)

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Pubblicato 29 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Soluzioni concrete e utili per rimuovere i fattori distorsivi nel settore trasporti – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri e al Mit   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il primo firmatario del presente atto ha analizzato il fenomeno del cabotaggio terrestre con alcuni atti di sindacato ispettivo. In particolare, nell’interrogazione n. 4-05274 ha richiesto al Governo «se intendesse rivolgersi presso la Commissione europea per l’adozione della clausola di salvaguardia sul cabotaggio terrestre, proprio in considerazione delle distorsioni del mercato in atto»;

il 7 ottobre 2015, in sede di discussione e approvazione del disegno di legge per la concorrenza presso la Camera dei deputati, il Governo pro tempore ha accolto l’ordine del giorno n. 9/03012-A/004, presentato dal primo firmatario del presente atto, assumendo l’impegno di valutare l’istituzione di un gruppo di lavoro interministeriale con il compito di individuare i fenomeni distorsivi ed irregolari presenti nel settore del trasporto persone e di elaborare delle proposte operative a tutela degli operatori nazionali;

nell’interrogazione a risposta in Commissione n. 5-10107, depositata il 12 dicembre 2016, il primo firmatario del presente atto ha riportato le problematiche del settore dei trasporti, emerse il 4 dicembre 2016 durante la prima assemblea nazionale degli operatori del trasporto passeggeri mediante autobus turistici;

con l’atto menzionato, l’interrogante ha riportato la segnalazione promossa da Federnoleggio Napoli ed inviata dagli operatori del settore alle istituzioni competenti il 10 novembre 2016, con la quale sono state avanzate diverse istanze. Oltre all’istituzione delle «dovute procedure di controllo» nei confronti dei vettori stranieri, la missiva ha richiesto una politica di interventi finalizzati a «mettere le aziende italiane in condizione di competitività con i vettori dei paesi membri»;

in particolare, le proposte prevedono di «recuperare le accise sui carburanti, bene avente funzione di materia prima per lo svolgimento delle attività», «incentivare le innovazioni in materia di sicurezza stradale, salvaguardia ambientale, introducendo la rottamazione anche per gli autobus G.T. così come avviene per il trasporto merci e il TPL, consentire alle aziende di poter accedere ai fondi europei, riservati in Italia al turismo e al trasporto pubblico locale ma non al trasporto passeggeri mediante autobus a noleggio con conducente». Inoltre, le richieste miravano a determinare «una connotazione precisa all’attività di trasporto passeggeri mediante autobus a noleggio con conducente, in quanto, con la definizione “altri trasporti terrestri”, attualmente ha una identificazione di attività economica (ATECO) molto vaga e allo stesso tempo non prevista in nessuna tipologia di interventi»;

gli operatori hanno proposto di tutelare «il settore degli autobus turistici dalle elevate tasse d’ingresso, presenti in molte città italiane, e tali da limitare l’entrata nei centri storici dei turisti che giungono in autobus G.T.»;

il primo firmatario del presente atto ha chiesto ai Ministri competenti «quali iniziative, in relazione alle criticità presenti nel settore dei trasporti e al recente appello degli operatori del settore, intendessero assumere in linea con quanto indicato nell’ordine del giorno n. 9/03012-A/004.». In ultimo ha chiesto «se, e secondo quali modalità e tempistiche, intendessero dar seguito alle proposte avanzate dalle imprese del settore»;

secondo quanto dichiarato il 21 novembre 2017 dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro in risposta all’atto n. 5-10107, presso la IX Commissione trasporti, «la competente Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha riferito che la possibilità di introdurre nell’ordinamento una “clausola di salvaguardia” come definita nell’atto menzionato è una decisione che coinvolge anche altri dicasteri ed enti pubblici poiché è cruciale, per l’efficacia di tale eventuale misura, la possibilità di controllare – o meglio tracciare – che gli autobus immatricolati in altri Stati UE si attengono a tali restrizioni»;

«Pertanto, il MIT, così come previsto nell’ordine del giorno n. 9/03012-A/004, è pienamente disponibile a partecipare ad un gruppo di lavoro interministeriale che esamini la situazione ed elabori proposte operative per rimuovere i fattori distorsivi che sembrano connotare il settore dei trasporti»;

il primo firmatario del presente atto ha ricordato «che molte delle iniziative di sindacato ispettivo che hanno riguardato la problematica oggetto dell’interrogazione menzionata pur riferendosi, in specie, solo ad alcune aree del Paese, coinvolgevano di fatto, per le ricadute effettive dei singoli episodi, il territorio italiano nella sua interezza» –:

alla luce di quanto riferito dal Sottosegretario De Caro, se il Governo intenda definire chiaramente le tempistiche riguardanti la costituzione del gruppo di lavoro interministeriale, al fine di elaborare soluzioni concrete e utili per rimuovere i fattori distorsivi nel settore trasporti.
(4-18644)

trasporti

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Pubblicato 28 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Violazioni Poste Italiane – Interrogazione al Mise e al Mef   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’economia e delle finanze.

Per sapere – premesso che:

come riportato dal Bollettino n. 41 del 30 ottobre 2017, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il 1° marzo 2017, ha avviato il procedimento istruttorio «PS10593» nei confronti della Società Poste Italiane s.p.a. per presunte violazioni degli articoli 20, 21, comma 1, lettere c) e d), 24, 25, comma 1, lettere a) e d), del codice del consumo;

Poste Italiane, tramite una comunicazione inviata in data 12 agosto 2016 informava i clienti che, ai sensi dell’articolo 126-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, testo unico bancario, a partire dal 1° novembre 2016 avrebbe provveduto a introdurre il pagamento di un canone annuo di 12 euro per la carta Postamat, sino a quel momento gratuita, e a cancellare il riferimento alla gratuità della carta Postamat dalle condizioni contrattuali, modificando il testo dell’articolo 4 della sezione I, lettera A, delle condizioni generali di contratto, nella parte relativa all’attivazione del conto corrente che prevede il rilascio gratuito della carta Postamat;

in particolare, nella comunicazione «Proposta di modifica unilaterale del contratto di conto corrente Bancoposta – canone carta Postamat» di Poste Italiane s.p.a., inviata ai correntisti BancoPosta click, veniva specificato che «non era possibile mantenere l’attuale gratuità del canone della Carta Postamat» per due «giustificati motivi»: il primo relativo all’aumento dei costi di emissione e gestione della Carta Postamat «a seguito degli investimenti effettuati per migliorare i propri sistemi di sicurezza e adeguarli all’evoluzione della carta stessa». Il secondo relativo «all’introduzione del limite alle commissioni interbancarie, sulle operazioni di pagamento effettuate con “carte”, a seguito dell’emanazione del Regolamento UE 2015/751 del 29 aprile 2015»;

«Dal momento che la modifica aveva ad oggetto specificamente i costi connessi alla carta di debito, e non quelli connessi alle condizioni generali del conto corrente, Poste Italiane non ha richiamato nell’informativa sulla modifica unilaterale l’art. 118 del TUB, bensì l’art. 126 sexies, ossia la norma del TUB che, nel Capo II-bis sui “servizi di pagamento” regola le “modifiche unilaterali delle condizioni” di detti servizi»;

per tali motivi, l’Antitrust ha avviato il procedimento a carico di Poste Italiane s.p.a. avente ad oggetto le condotte poste in essere nei confronti dei clienti BancoPosta Click;

la società, a seguito dell’avvio del procedimento, si è impegnata a rimborsare «il costo del canone della carta Postamat a tutti i clienti che hanno aperto il conto tra il 1° gennaio 2010 ed il 30 giugno 2014, ad assicurare ai clienti che hanno esercitato il diritto di recesso la possibilità di aprire un nuovo conto in cui la carta di debito sarà offerta gratuitamente e senza limiti temporali»;

infine, si è impegnata «a comunicare ai correntisti che hanno aperto il conto nel periodo 2008-2009 e nel periodo 1° luglio 2014-31 dicembre 2015, la possibilità di mantenere aperto il proprio conto BancoPosta Click, con piena operatività del servizio internet banking, rinunciando all’uso della carta Postamat e al relativo addebito, recandosi presso il proprio Ufficio Postale per sottoscrivere una modifica delle condizioni contrattuali»;

sulla base di tali impegni, l’Autorità ha deliberato la chiusura del procedimento senza accertare infrazioni al codice del consumo –:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare il ripetersi degli eventi citati in premessa.
(4-18630)

stage

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Pubblicato 27 novembre 2017 da vari86 in 2017, Articoli 2011, Documenti Camera

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Multa Antitrust per 23 milioni a Deloitte, Kpmg, Ernst&Young e Pwc – Interrogazione al Mef al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere – premesso che:

secondo quanto riportato dal Bollettino n. 43 del 13 novembre 2017, pubblicato sul sito online dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, «a partire dal 2014, secondo le disposizioni del decreto-legge n. 66 del 2014, convertito con modifiche in legge 23 giugno 2014, n. 89, il Ministero dell’economia e delle finanze si deve avvalere di Consip S.p.a.;

in particolare, Consip S.p.a. svolge procedure di gara centralizzate per l’acquisizione, da parte delle autorità di audit, di gestione e certificazione, istituite presso le singole amministrazioni titolari dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi dell’Unione europea, di beni e di servizi strumentali all’esercizio delle relative funzioni»;

i servizi di assistenza tecnica sono forniti: «a) dalle società di revisione legale. Appartengono a tale categoria Deloitte & Touche, Ernst&Young, Pwc e Kpmg; b) dalle società di consulenza specializzate in fondi UE e fanno parte di tale categoria Deloitte Consulting, Ernst&Young Financial Business Advisors, PWC Advisory, KPMG Advisory e Meridiana»;

le società Ernst&Young, Kpmg, Deloitte e Pwc sono conosciute come i cosiddetti «big four». Si tratta delle quattro principali entità attive a livello mondiale nella revisione contabile e nella consulenza;

in data 15 marzo 2016, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria, ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287 del 1990, nei confronti delle società Deloitte & Touche S.p.a., Meridiana Italia S.r.l., Kpmg S.p.a., PricewaterhouseCoopers S.p.a., PricewaterhouseCoopers Advisory S.p.a., Reconta Ernst&Young S.p.a. «per accertare presunte infrazioni dell’articolo 101 del TFUE. In data 4 agosto 2016 il procedimento è stato esteso alle società Kpmg Advisory S.p.a., Deloitte Consulting S.r.l. ed Ernst & Young Financial Business Advisory S.p.a.»;

il procedimento ha accertato l’esistenza di un’intesa tra la società di consulenza avente ad oggetto la partecipazione coordinata alla gara comunitaria indetta il 19 marzo 2015 da Consip S.p.a., per conto dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e del Ministero dell’economia e delle finanze;

tale gara è stata bandita «per l’affidamento dei servizi di supporto e assistenza tecnica per l’esercizio lo sviluppo della funzione di sorveglianza e audit dei programmi cofinanziati dall’Unione europea. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha evidenziato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell’articolo 101 del TFUE, per mezzo della quale le “big four” hanno condizionato l’esito della gara bandita da Consip S.pa., il cui valore ammonta a circa 66 milioni di euro»;

«L’Autorità ha accertato che la collusione si è realizzata attraverso la partecipazione “a scacchiera” ai lotti di gara. Infatti, ogni impresa ha presentato sconti più elevati nei lotti ad esso “preassegnati” sulla base del disegno spartitorio, senza sovrapporsi sui lotti di interesse degli altri network presentando offerte di appoggio del tutto inidonee a vincere il lotto»;

come si evince dall’istruttoria, mentre la parte tecnica delle società coinvolte era simile in tutti i lotti per la quale si presentavano, l’offerta economica era notevolmente differenziata, «secondo uno schema del tutto simmetrico», nei vari lotti di partecipazione. «In alcuni offrivano uno sconto sostenuto (tra il 30 e il 35 per cento), in altri contenuto (tra il 10 e il 15 per cento). Ma le offerte con i maggiori ribassi presentate dalle società multate non si sono mai sovrapposte. Gli altri partecipanti alle gare, quelli esterni al cartello, non hanno mai differenziato significativamente i loro ribassi da un lotto all’altro»;

«In tal modo, le imprese hanno annullato, di fatto, il reciproco confronto concorrenziale nello svolgimento della gara per spartirsi i lotti e neutralizzare la concorrenza esterna al cartello»;

«L’intesa oggetto dell’istruttoria, che rientra tra le più gravi violazioni del diritto della concorrenza, è stata pienamente attuata e ha inevitabilmente influenzato gli esiti della procedura con riguardo a tutti i lotti messi a gara. Se, infatti, le strategie partecipative di tutti i soggetti coinvolti nell’intesa fossero state assunte autonomamente e, dunque, guidate da logiche di confronto competitivo, si sarebbe assistito a risultati maggiormente favorevoli per la stazione appaltante sia da un punto di vista economico, sia con riferimento al servizio tecnico oggetto della gara»;

l’Autorità antitrust ha sanzionato, complessivamente per oltre 23 milioni di euro, le principali società di revisione e consulenza appartenenti ai network internazionali Deloitte, Kpmg, Ernst&Young e Pwc –:

alla luce dei fatti esposti, quali siano gli orientamenti del Governo e quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare il ripetersi degli eventi citati in premessa.
(4-18610)

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Pubblicato 27 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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CitySport Pagina Motori – 20 novembre 2017   Leave a comment

Pubblicato 26 novembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Articoli Sport

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